150K ARCHITETTI

Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio,

il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato

10 Domande per “CAMBIARE”

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?

2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Iunior senza definirne precise competenze e professionalità?

6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.

7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?

8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?

9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

A queste domande vorremmo aggiungere tutte quelle che i colleghi interessati vorranno formulare.

A queste domande vogliamo trovare delle risposte per uscire da una situazione che non possiamo più accettare, promuovendo un’assemblea, aperta a tutti, che intendiamo organizzare all’inizio del 2012.

Sono anni che gli architetti avvertono il disagio crescente per le condizioni di lavoro in cui operano.

L’aggravarsi delle condizioni economiche, sociali e culturali del paese ha fatto precipitare la professione d’architetto in una crisi senza precedenti.

AVVERTIAMO L’URGENZA DI AGIRE.

Non possiamo nascondere inoltre, le responsabilità di una intera classe politica che, negli ultimi 15-20 anni, ha agito in direzione opposta al conseguimento della qualità nell’architettura.

Abbiamo l’intenzione di creare una rete di architetti, che esprima con chiarezza il proprio disagio, per costruire un’agenda sui temi della professione e della trasformazione del territorio, da imporre sia ai nostri organi di rappresentanza che al mondo politico e governativo.

C’è bisogno del contributo di tutte le realtà associative e culturali che la nostra professione esprime.

LA NOSTRA INIZIATIVA.

Proponiamo una giornata di incontro aperto a tutti gli architetti che hanno idee da proporre e che hanno intenzione di confrontarsi e mettersi in gioco insieme ad altri professionisti.

Partiremo dalle 10 domande che noi di Amate L’Architettura abbiamo formulato come spunto di discussione iniziale.

Accoglieremo tutte le ulteriori domande che i partecipanti riterranno opportuno aggiungere.

Chiederemo a tutti i partecipanti alla giornata di fornire le loro proposte.


34 Commenti a “150K ARCHITETTI”

  1. gianluca scrive:

    Perchè non si fa una legge per l’architettura proposta dai soli architetti, che sono gli unici che fanno architettura?
    ciao
    Gianluca

  2. emmanuele scrive:

    La situazione è veramente tragica! Sottoscrivo con tutto il cuore i vostri 10 Perché!

  3. Qfwfq scrive:

    l’8 con parentesi trasformato in emoticon è fantastico!
    cmq @gianluca, se hai idee da proporre non hai che da stare collegato e partecipare attivamente!

  4. ABC scrive:

    Perchè i concorsi di progettazione pongono un limite minimo di fatturato da certificare, consentendo quindi l’accesso alla competizione solamente agli studi ben avviati!?

  5. Stefano scrive:

    Mi collego al post di ABC:

    Perchè non viene definito nei concorsi un sistema meritocratico a soglie?

    ES.
    Il conseguimento di un risultato in un concorso di livello C permette di poter partecipare ad un concorso di livello B e così via dicendo…………

  6. f. scrive:

    Con la Merloni gli uffici tecnici degli enti eseguono o distribuiscono progettazioni senza un controllo di merito. Il responsabile dell’U.T. spesso è ns collega, ns concorrente, ns coiscritto dell’Ordine e talvolta ns. committente. Occorre dire altro per definire il profilo di questo professionista poco trasparente?
    Purtroppo gli iscritti agli Ordini sono in maggioranza dipendenti e quindi la ns voce conta poco.
    Altri Ordini (avvocati, geometri) non consentono l’esercizio della professione per gli iscritti dipendenti.

    F.

  7. PC scrive:

    11)perchè l’architettura non ha identità in un paese con una tradizione formidabile come l’italia (e l’architetto ha un riconosciuto ruolo sociale)
    12) perchè le opere pubbliche hanno, in Italia, come obiettivo solo la qualità procedurale e per questo vengono attribuite a grandi società di ingegneria o direttamente alle imprese (che notoriamente amano l’architettura e non il lucro)
    13) perchè ad esempio in Francia tutti i progetti di opere pubbliche sono a concorso e l’architettura è valore prioritario (e gli architetti sono circa 35.000) ed i giovani architetti di talento (album de jeunes architects) ammessi di dritto a fare i concorsi ad inviti (pagati con rimborsi superiori ai premi italiani)
    14 ) perchè non esiste un sistema normato di concorsi e gare con format e criteri omogenei

    le risposte sono chiare e storicamente spiegabili : università di massa , caduta verticale della professionalità , necessità consegunete di far sparire professionistii tecnicamente poco preparati con studi piccolissimi, e quindi potere a costruttori e società di ingegneria, prevalenza della politica e della relazioni su tutti i valori di merito e qualità, appiattimento, rinuncia ad una visione non pragmativamente cinica del reale: risultato morte dell’architettura e degli inutili architetti . Sopravviono nicchie : vino, moda , elitè (poche) amministratori idealisti o intelligenti…morale produciamo poca architettura e stiamo fallendo tutti

  8. GDA scrive:

    Non sempre il fatturato di uno studio costituisce l’indicatore di merito dal punto di vista della qualità architettonica. Nei concorsi introdurre elementi di valutazione che diano maggiore peso alla qualità architettonica.

  9. Giulio Pascali scrive:

    PC e tutti gli altri
    grazie per i contributi
    per risposte intendiamo non tanto l’analisi del pregresso
    non tanto andare a capire la cause di una situazione sotto gli occhi di tutti
    quanto le proposte (normative, culturali, organizzative) che intendiamo formulare affinchè le domande non abbiano più senso di essere poste

  10. Laura scrive:

    Perché esercitare la professione di architetto è diventato soltanto dedicarsi al costruire ?
    – inteso come “mattone”. Dove e come si orientano e orienteranno tutti i professionisti che esercitano ad esempio come consulenti nell’industria, nell’arte, nel design e nella comunicazione? Sono architetti di serie B? Rimarranno tali? Che battaglia si propone loro di combattere?

  11. Sante scrive:

    Io penso che quando si pubblica un manifesto o si fonda un movimento, bisogna sottoscriverlo e non restare nell’anonimato. (l’anonimato rende vano lo sforzo fatto per cambiare le cose!!!!).

  12. Antonello scrive:

    Aggiugerei: perchè da noi le tariffe minime sono il male di tutti i mali mentre in Germania da ben due anni sono state reintrodotte legandole a protocolli prestazionale chiari e trasparenti?…. Poi sicuramente il problema della concorrenza sleale dei colleghi dipendenti che posso operare anche da liberi professionisti.
    Gli esercizi abusivi tollerati di figure tecniche non laureate, gli ambiti operativi degli ingegneri che a prescindere dalla loro specializzazzione e formazione possono operare in tutti i campi.
    Le gare basate esclusivamente su criteri economici che chiudono di fatto la possibilità di partecipazione a molti a solo vantaggio delle grandi holding di progettazione.
    Oggi si parla anche di società di capitali aperte senza tutelare l’indipendenza tecnica del professionista, oltre al rischio di intromissione di capitali e figure poco trasparenti (per usare un eufenismo)….
    Il numero spropositato di laureati che incide al ribasso sulla qualità e sulla dignità professionale.
    Queste e tante altre sono problematiche che oggi hanno determinato questo stato di crisi verticale.
    Chi ha avuto modo di ascoltare Monti ieri sera avrà notato un passaggio importante in merito alla necessità di ascolto della popolazione sui temi sensibili. Ciò avverrà mediante internet in cui tutti potranno esprimere opinioni e proposte. Bene!…. Se siamo capaci, aggreghiamoci il più possibile e, a prescindere dai nostri Ordini, facciamo sentire la nostra voce e avanziamo le nostre proposte.
    In ultimo se un assemblea si vorrà fare, propongo che si faccia più rapidamente possibile. I tempi sono stretti.

  13. Antonello scrive:

    Vorrei aggiungere. Sollecitiamo al Governo una buona legge sull’architettura che contempli e disciplini tutti gli aspetti legati alle competenze professionali e definisca specifiche norme di accesso per gli affidamenti d’incarichi. Ciò significherebbe levarci fuori dal calderone dei fornitori di servizi sotto la mannaia di Confindustria e delle grandi holding, stabilendo chiaramente e definitivamente la nostra professione come prestazione intellettuale esclusiva.

  14. Max Lusetti scrive:

    Architettura non è solo costruire un ambiente artificiale è anche saper demolire o operare in campo industriale o gestire la conservazione e il restauro. E’ anche fare politica legata a doppio filo al tessuto sociale in eterno movimento e cambiamento.
    10 piccole risposte alle grandi 10 domande poste sopra:
    1: perchè ci sono troppi architetti che non sanno coordinarsi in modo intelligente e stupidamente si fanno battaglia l’un con l’altro senza fare un agreement di rete su cose terra terra come un ufficio di rete sociale comune.
    2: Perché la laurea in architettura è stata sottovalutata e svenduta e si sono prodotti più architetti di quelli realmente necessari non solo nel campo edilizio ma in tutti i campi… un numero chiuso all’università sarebbe auspicabile.
    3:Perché il mercato non è la soluzione a tutti i problemi checche ne dicano i ricchi. il mercato non può produrre altro che disastri se non vi sono regole chiare e compiti specifici per tutti.
    4: Perchè abbiamo uno stato colluso e mafioso. Eliminiamo la moneta e la carta moneta e facciamo solo pagamenti tracciabili. nessuno potrà più mercificare l’arte e le professioni a servizio dei mafiosi e del clientelismo.
    5:Perchè in europa si è voluto così ma la nostra situazione organizzativa è diversa. la risposta è sempre che gli interessi di pochi sono stati scambiati per gli interessi dei molti.
    6: perchè i primi stessi accettano di essere considerati architetti di serie B… che si rivoltino e si licenzino e non lavorino e si facciano mantenere dai genitori per un po (a questo modo costringeranno chi li sfrutta a d adeguarsi alle regole del mercato) se poi non sono sfruttati va benissimo anche una terza via di un mondo di partite IVA l’importante è la dignità professionale e eliminare le prime donne dell’architettura che fanno solo del male alla collettività.
    7: perchè la cassa è un organo politico che non fa gli interessi degli iscritti ma quelli dei pochi delegati e pensionati attuali… io sarei per eliminare proprio la pensione tanto è diventata una presa per il culo… oramai io sono quasi sicuro di morire prima di andare in pensione visto l’età media dei miei consanguinei maschi e quindi non la vedrò mai e avrò fatto beneficenza a chi avrà la fortuna di viver più della media…
    8: perchè l’ITALIA è il paesedi PULCINELLA tutti tendono ad essere mariuoli appena ne hanno la possibilità vedi soluzione 4.
    9: risposta 4 sempre valida… eliminiamo il contante e di conseguenza le mazzette vedrete che tutto si sistemerebbe. (peccato che siamo in europa e nessuno ci permetterà di eliminare i lcontatne … ragione in più per abbandonare l’euro e non lasc iarci in mano a sti 4 tecnici comandati dalal alta finanza e dai tedeschi)
    10:perchè è sempre la solita storia chi rappresenta qualcosa non rappresenta la collettività ma rappresenta solo i suoi interessi particolari ( a questo non c’è rimedio)

  15. Tai scrive:

    Concordo pienamente con PC sulle cause storiche. Del resto al parlamento ci sono solo avvocati e giornalisti e se ci fosse qlc archi rappresenterebbe qlc altro. Quindi siamo concreti:
    15) perché le vecchie tariffe non si rendono più accessibili al mercato ma anche più certe?
    16) perchè si deve sempre rincorrere l’ultima normativa che cambia il quadro generale complessizza il processo edilizio, richiede sempre maggiori competenze e di contro una sfida al ribasso sui costi ed un aumento dei rischi?

    Devo riconfermare il quesito 9)
    9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

  16. gs scrive:

    PERCHE’ lavorano solo le archistar?
    PERCHE’ se sei fuori dal giro degli uffici pubblici non puoi lavorare?
    PERCHE’ a Roma Dipartimenti o Municipi agevolano i soliti noti?
    PERCHE’ se sei un architetto onesto in Italia è difficile lavorare?
    PERCHE’ se sei una donna è praticamente impossibile?
    Ah, ecco perchè……

  17. Gekko scrive:

    Mi preoccupa la volontà di liberalizzare le professioni. Significa che anche le nostre ridicole parcelle saranno ridotte al lumicino.
    Temo che per i prossimi anni sarà molto difficile lavorare in Italia .
    Concordo pienamente con PC.
    Anche noi architetti abbiamo le nostre colpe. Non riusciamo ad unire le forze. Solo e sempre principini singoli. In una piccola città ci sono solo piccoli studi che non producono fatturati utili alla sopravvivenza.

  18. alberto scrive:

    Una soluzione potrebbe esser quella di fondare un’associazione e, per campare, farsi pagare la quota associativa se non addiritura le donazioni a sostegno della causa (persa!).
    Beninteso, io sono uno tra quelli che la quota la paga…ma chissà perchè ho la sensazione che faccia tutto parte dello stesso circolo vizioso all’italiana.

  19. Giulio Pascali scrive:

    @Max Lusetti
    cominciamo a ragionare sulle risposte
    Ottimo!
    ma le risposte da cercare sono cmq quelle che eliminano le domande
    ecco quindi alcune ulteriori considerazioni e controdeduzioni:

    “1: perchè ci sono troppi architetti che non sanno coordinarsi in modo intelligente e stupidamente si fanno battaglia l’un con l’altro senza fare un agreement di rete su cose terra terra come un ufficio di rete sociale comune.”

    ecco perchè abbiamo lanciato l’iniziativa, per fare rete, e ci auguriamo che gli architetti sappiano mettere da parte gli individualismi, per cercare gli elementi di condivisione all’interno di una categoria frammentata

    “2: Perché la laurea in architettura è stata sottovalutata e svenduta e si sono prodotti più architetti di quelli realmente necessari non solo nel campo edilizio ma in tutti i campi… un numero chiuso all’università sarebbe auspicabile.”

    Aggiungo che oltretutto c’è chi parla di vincoli all’accesso alla professione.
    Personalmente sarei per proporre l’istituzione di un percorso professionale più stringente basato sempre sul curriculum formativo ma poi sviluppato sull’esperienza professionale.
    Diventa architetto solo chi ha alle sue spalle anni effettivi di professione certificata (non un trocinio di un annetto, ma esperienza professionale compensata)

    “3:Perché il mercato non è la soluzione a tutti i problemi checche ne dicano i ricchi. il mercato non può produrre altro che disastri se non vi sono regole chiare e compiti specifici per tutti.”

    concordo
    in tutti i sistemi liberisti le regole esistono e vengono rispettate senza deroghe. accetteria qualsiasi liberalizzaizone se in cambio si facesse chiarezza ad esempio sui ruoli dei singoli professionisti
    Il numero eleato di architetti in italia dimostra che il mercato è già caratterizzato da eccasso di offerta (in queste condizioni non c’è liberalizzazione che tenga).
    una propsta di legge semplice e chiara?
    “tutte le opere di trasformaizone territoriale, dall’appartamento al piano urbanistico, devono aver la firma di un architetto”

    “4: Perchè abbiamo uno stato colluso e mafioso. Eliminiamo la moneta e la carta moneta e facciamo solo pagamenti tracciabili. nessuno potrà più mercificare l’arte e le professioni a servizio dei mafiosi e del clientelismo.”

    con i pagamenti ci stanno provando, sembra che nonè così semplice, ma questo trascende la professione, anche se inciderebbe non poco, ancora di più trascende il problema dei professori che fanno profesione.
    Qui si entra anche nel tema dell’insegnamento.

    “5:Perchè in europa si è voluto così ma la nostra situazione organizzativa è diversa. la risposta è sempre che gli interessi di pochi sono stati scambiati per gli interessi dei molti.”

    Torniamo al tema delle regole, se ne fanno troppe, interpretabili, e alla fine i tentativi di soluzione si avvitano su se stessi.
    La soluzione più semplice sarebbe l’omologazione di tutti (triennali e quinquennali) e l’abolizione definitiva del corso quinquennale. Questo però creerebbe scontenti nelle uniersità, ma soprattutto nei professionisti che si sono sudati il titolo. Il contrario vorrebbe dire andare contro accordi europei e genererebbe ingiustizia sociale vs gli attuali arch Jr

    “6: perchè i primi stessi accettano di essere considerati architetti di serie B… che si rivoltino e si licenzino e non lavorino e si facciano mantenere dai genitori per un po (a questo modo costringeranno chi li sfrutta a d adeguarsi alle regole del mercato) se poi non sono sfruttati va benissimo anche una terza via di un mondo di partite IVA l’importante è la dignità professionale e eliminare le prime donne dell’architettura che fanno solo del male alla collettività.”

    Non è così semplice, in alcuni casi sono proprio i “mantenuti” che non hanno necessità vitali a mantenere basso il mercato, e poi non ci scordiamo che siamo sempre 150K.
    la via più efficace per ora potrebbe essere l’istituzione di un contratto collettivo nazionale (come propone IVA sei Partita), applicabile anche in caso di partita IVA e commisurato alla effettiva dimensione del prodotto finito (il progetto) che potrebbe essere valutato in più di una maniera: ore equivalenti di una tavola, numero tavole di un progetto, inchiostro consumato, volume opera progettata, ecc. già adesso la norma sui LLPP ha introdotto (quasi inosservato) il criterio delle ore di lavoro non sogette a ribasso d’asta negli appalti; basterebbe ampliare il principio agli appalti dei servizi

    “7: perchè la cassa è un organo politico che non fa gli interessi degli iscritti ma quelli dei pochi delegati e pensionati attuali… io sarei per eliminare proprio la pensione tanto è diventata una presa per il culo… oramai io sono quasi sicuro di morire prima di andare in pensione visto l’età media dei miei consanguinei maschi e quindi non la vedrò mai e avrò fatto beneficenza a chi avrà la fortuna di viver più della media…

    Non essere populista. le istituzioni servono, farle funzionare bene costa fatica, impegno e partecipazione. Io sono dipendente (quindi non iscritto), ma i problemi di Inarcassa si trovano anche in tutti glialtri enti e nella magior parte dei casi la causa è il disinteresse generale. La soluzione non è l’eliminaizone delle pensioni…..

    “8: perchè l’ITALIA è il paesedi PULCINELLA tutti tendono ad essere mariuoli appena ne hanno la possibilità vedi soluzione 4.”

    concordo, occorre stabilire dei criteri di tracciamento delle parcelle. Il modello spagnolo aveva fatto scuola ma è stato abolito anche li. Non sarebbe una cattiva idea riproporlo in versione light. una variante interessante potrebbe essere l’obbligo di sottoscrizione di un incarico tramite contratto scritto (depositabile on line presso il sito dell’ordine), sul quale siano indicate le richieste del committente, il numero ela tipologia degli elaborati, il tempo richiesto per la elaboraizone, il compenso, ecc.

    “9: risposta 4 sempre valida… eliminiamo il contante e di conseguenza le mazzette vedrete che tutto si sistemerebbe. (peccato che siamo in europa e nessuno ci permetterà di eliminare i lcontatne … ragione in più per abbandonare l’euro e non lasc iarci in mano a sti 4 tecnici comandati dalal alta finanza e dai tedeschi)”

    Rischi di nuovo di scadere nel demagogico. Il tema del massimo ribasso ha a che fare on il sistema culturale del paese che non riesce a dare valore a nient che non sia misrabile con il denaro (eppure simao l’italia dei senti e dei poeti…), ma soprattutto che non riesce a non essere consociativa in ogni sua espressione di potere. L’abolizione del massimo ribasso (in favore del concorso di idee o dell’offerte economicamente + vantaggiosa) sarebbe utile solo se accompagnato da dosi massiccie di trasparenza nelle procedure di assegnaizone

    “10:perchè è sempre la solita storia chi rappresenta qualcosa non rappresenta la collettività ma rappresenta solo i suoi interessi particolari ( a questo non c’è rimedio)”

    hai appena espresso il principio che sta alla base del liberismo più estremo che giustifica la necessità di una drastica riduzione della presenza statale (Oscar Giannino docet). La scelta, come in tutte le cose è tra il decidere se interessarsi dele cose (delle istituzioni), entrarci dentro per sporcarsi le mani cercando ci aggiustare un po le cose, oppure dare per scontato che nulla cambia e che in fondo chi occupa certe poltrone lo fa solo per un qualche interesse personale, ragion per cui chi fa carriera nelel istituzioni è sicuramente corrotto (ergo “a questo non c’è rimedio”)

    noi pensiamo che invece rimedio ci sia, o che comunque valga la pena di tentare. State con noi
    ciao

  20. NG scrive:

    aggiungerei un bel perche’ sulla riforma del sistema dei concorsi. Innanzitutto sul metodo con cui si creano strane relazioni tra partecipanti e giurie, quindi non consentirei che interagiscano i partecipanti di un concorso con la sua giuria e a parti invertite essi partecipino ad altro concorso, poi sarebbe da rivedere il discorso del concorso di idee…che io personalmente abolirei in toto…il concorso dovrà essere di progettazione, con affidamento di incarico al vincitore.tutto questo merita un discorso a parte, è vero, è molto complesso e sono anni che ci lavoro, insieme a tanti altri aspetti…..

  21. medearchi scrive:

    “..sa com’è, l’altro giorno è venuto nel mio ufficio un suo collega che mi ha detto chiaramente che se l’incarico lo dò a lui, lui, che è collegato ad un politico, mi fa avere il finanziamento regionale per poter realizzare il progetto che il comune altrimenti…dove li trova sti soldi per fare stè cose ? Lei Capisce che è una proforma fare l’elenco professionisti in questa situazione ….in realtà quel suo collega non è che sia particolarmente bravo professionalmente, lo sanno tutti…, però l’incarico è chiaro che devo darlo a lui…”
    Questa è la sintesi della conversazione che ho avuto qualche settimana fa con il Primo cittadino di un Comune della provincia di Roma nel quale mi ero recato per inserire il mio curriculum nell’elenco professionisti. Traete voi le Vostre conclusioni e lascio a Voi i commenti ! Aggiungo solo che io sono uscito dall’ufficio a dir poco …. disgustato !

  22. mario macchiorlatti dalmas scrive:

    non conoscevo questo “forum” ma leggo dei commenti che in gran parte condivido.
    Un paio di cose: l’ordine degli architetti dovrebbe essere L’Ordine degli Architetti Liberi Professionisti, in quanto i dipendenti pubblici hanno già i loro sindacati e si muovono in una posizione diversa; seconda cosa è ovvio che ci siano spinte di finanziarie e gruppi industriali per eliminare i minimi tariffari per costruire liberamente società di servizi dove i laureati vengono pagati pochissimo e la concorrenza venga sbaragliata in un paio di anni con prezzi “sotto costo” (disponendo di risorse finanziarie tali per operare in passivo uno o due anni)

  23. emmanuele scrive:

    Rispondiamo a questi perché…

    1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell’architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?

    I motivi sono molteplici. La dimensione della massa architettonica non permette una concorrenza sana ed equilibrata, ed i professionisti pur di lavorare sono costretti ad operazioni ai limiti della legge. Troppi architetti non equivale a molta qualità, ma al contrario. E questo anche se la qualità media di essi fosse alta, cosa che purtroppo non è. Le università non formano adeguatamente, e non esiste un organo centrale serio di controllo.

    2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?

    Perché l’edilizia è sempre stato un po’ il volano dell’economia italiana, una base che comunque sarebbe andata ci sarebbe stata, perché la ricostruzione è stata fatta in maniera sconsiderata, e si è capito che c’era da mangiare per molti, perché il ’68 ha spalancato le porte delle università in maniera autistica, perché la figura dell’architetto viene pubblicizzata in maniera imbarazzantemente scollata dalla realtà.

    3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?

    Perché quando tali figure professionali furono introdotte, c’era un reale bisogno di professionisti più o meno qualificati. Situazione che non è stata in seguito regolamentata.

    4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?

    Per un cavillo che viene sfruttato a più e più riprese: gli enti pubblici, prima di cercare un lavoratore sul mercato, ha L’OBBLIGO di cercare le forze al proprio interno.

    5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell’Architetto Iunior senza definirne precise competenze e professionalità?

    Il problema non è l’architetto junior, del geometra o degli abusivisti. In molte nazioni chiunque può realizzare un edificio senza bisogno del timbro, basta che rispetta alcuni parametri che sono pochi ma rigidissimi. Da noi ci sono miliardi di leggi, che tra loro cozzano, ed è quindi facile trovare cavilli. Il problema è anche della grande quantità di regole impossibili da rispettare nella loro totalità, piuttosto che degli architetti Junior. Purtroppo non viene data nessuna garanzia alla concorrenza.

    6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.

    La condizione precaria dei “giovani” lavoratori ha una storia lunga quasi quindici anni. La domanda giusta sarebbe: perché non si è fermata prima questa situazione?

    7&10)

    Perché purtroppo è un organo troppo colluso con interessi politici ed affaristici per adempiere pienamente agli interessi degli iscritti…

    8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?

    9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

    Perché le leggi le fanno delle persone che evidentemente hanno interesse personale che sia così. Inutile girarci attorno.

  24. […] gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI. UN ANNO DI AMATE […]

  25. […] Noi di amate l’architettura ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI. […]

  26. Roberto scrive:

    Petche’ in Italia nelle commissioni edilizie si visionino molti più progetti di geometri che di architetti anche in zone paesaggisticamente vincolate ? Nel mio comune 7 su 10 !!!! E poi ci si lamemta sulla mancanza di qualità architettonica …..

  27. Giulio Pascali scrive:

    @emma
    grazie
    ti aspettiamo il 3
    cominciamo a ragionarea sulle risposte in termini di soluzioni

    @roberto
    mi sa che hai centrato un problema che rimanda ad altre domande:
    Perchè se l’80% delle costruzioni in italia risulta progettata da geometri si continua a puntare il dito sugli architetti?
    Perchè se le opere sono anonime sciatte o peggio abusive, nessuno si indigna, mentre sono sempre tutti pronti a puntare il dito vs le opere nel bene o nel male progettate?

  28. ettore maria mazzola scrive:

    aggiungerei:

    1) perché, mentre alcune categorie come i politici e giornalisti possono avere diversi fondi pensionistici, un architetto che viene chiamato ad insegnare a tempo determinato in un’università (ho un contratto di 8 mesi all’anno) viene costretto a cancellarsi dall’INARCASSA e a versare i propri contributi all’INPS?
    2) Perché, soprattutto, se termina il contratto, la riunificazione dei fondi pensionistici (che sono soldi nostri) deve essere onerosa?

    Queste sono delle ingiustizie gravissime che non possono essere sottovalutate.

    3) Inoltre, insegnando in una università americana, conosco molto bene colleghi e programmi di tutto il mondo, e posso affermare con assoluta certezza che il livello culturale del laureato italiano è anni luce superiore a quello di qualsiasi altro Paese (solo tra i russi ho trovato una preparazione vicina alla nostra), questo fa sì che non possa essere assolutamente accettabile che la nostra laurea venga equiparata al “bachelor” straniero, il cui livello culturale risulta inferiore a quello della nostra scuola superiore.
    Conosco “illustri” colleghi americani e inglesi che, pur vantando un PhD, presentano dei grandi limiti di preparazione, specie in materia di pratica costruttiva, per non parlare di quelli che posseggono un semplice “Master”
    Bisognerebbe far sì che la nostra laurea venisse equiparata, come minimo, al Master del Graduate Program.

  29. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Invito tutti coloro che vogliono farsi parte attiva della RETE 150K ad iscriversi alla piattaforma web che abbiamo appena terminato di costruire. Su di essa vogliamo fare convergere tutte le discussioni, le idee, le proposte e i gridi di dolore che abbiamo visto sparsi per la rete.
    Spargete la voce. Il link del gruppo è:
    http://thinktag.it/it/groups/rete-150k

  30. Andrea scrive:

    …SCIOPERAMO!

    BASTA!

    SCIOPERAMO ARCHITETTI!

  31. […] Così ben vengano iniziative e collaborazioni come quella del movimento AMATE L’ARCHITETTURA http://www.amatelarchitettura.com/, definita 150k che si pone come obiettivi il recupero della dignità della professione dell’architetto, per l’accesso e la tutela dei giovani nel mondo della professione, per incarichi pubblici all’insegna della trasparenza, per una Legge sull’Architettura, per una Cassa previdenziale equa. Attraverso 150K il movimento si interroga in dieci quesiti sia sulle condizioni professionali degli architetti che sulla necessità di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio.  http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/150k-architetti/. […]

  32. nini A. scrive:

    io sono una studentessa ormai al 5° anno e mi indigno di fronte all’ATTEGGIAMENTO DELL’UNIVERSITA’. come si è già detto in uno dei punti affrontati durante l’assemblea, le facoltà di ingegneria hanno saputo adattarsi molto meglio di noi alle esigenze del mercato e della società. Tanto bene che hanno rimpiazzato efficacemente la figura dell’architetto. Mi spiego: nella mia università (pescara) l’esame di matematica in pratica non esiste, gli esami di fisica tecnica sono ridicoli( credo che da due siano passati ad uno) e gli esami di scienza delle costruzioni sono a “crocette”. nel frattempo è nato un nuovo corso “Ingegneria delle costruzioni” che si affianca al già esistente “Ingegneria edile” COSA SIGNIFICA? la nostra laurea vale poco e i “potenziali clienti “lo sanno benissimo!!! le nostre capacità sono paragonate a quelle dei geometri (senza offendere i geometri)
    qualcuno sa darmi una spiegazione??

  33. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Cara Nini A., abbiamo tentato di lanciare anche nell’Assemblea, oltre che nella nostra piattaforma telematica il tema improcrastinabile della riforma della formazione universitaria in architettura. Devo dire che rispetto ad altri temi o abbiamo incontrato un muro di omertà di studenti e ricercatori (i docenti non credo abbiano convenienza a cambiare alcunché) o non siamo riuscito ad intercettare le persone interessate a dire la propria, specie gli student (infatti gli interventi in assemblea sull’argomento sono stati pochi). Sarebbe stato interessante, per esempio, un tuo intervento in merito, comunque avrai avuto le tue ragioni a non chiedere di parlare.
    In tutti i casi, se riusciremo ad aggregare una massa critica sufficiente di persone con cognizione di causa sull’argomento, magari di diverse università, potremmo mettere su un gruppo di lavoro. Vedremo come evolverà la cosa. Facci sapere quale è la tua idea in merito.

  34. […] sul miglioramento della qualità delle nostre città e noi intendiamo discuterne durante l’assemblea dei 150K. La mia proposta mirava alla definizione di un processo che garantisse la qualità della scelta, la […]

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