Campus Universitario Pietralata: risponde il Rettore che ci vuole far credere che è tutto a posto

Il Rettore della Sapienza risponde, dopo tre mesi, alla lettera che il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma era stato costretto a scrivere dopo la nostra denuncia del 28 luglio scorso.

Il nostro Ordine ci comunica:

“Con riferimento alla nota del 27 luglio 2011,
pubblichiamo la comunicazione che ci è pervenuta dal Rettore Luigi Frati, che ringraziamo per aver dato seguito alla nostra richiesta, nella quale sono esplicitate le modalità di affidamento dell’incarico di progettazione Preliminare, Definitiva e, infine, Esecutiva del progetto del Campus Universitario di Pietralata.

Nella stessa nota sono altresì indicati gli estremi della Delibera dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture mediante la quale è stato governato, da parte dell’Università Sapienza l’affidamento di questo incarico di Progettazione “interna” ai sensi dell’ex art.62 DL 163/2006″

Quindi  è tutto a posto, sono state rispettate le regole, possiamo dormire tranquilli !!!!

Allora quello che il Presidente dell’Ordine aveva scritto il 12 luglio erano tutte “idiozie”:

“Prot. 24/1411 del 12 luglio 2011

Circolare a

i Comuni della Provincia di Roma

Oggetto: Sentenza del Consiglio di Stato: le Università non possono progettare.

Si segnala per i provvedimenti di competenza, la sentenza del Consiglio di Stato, n.10 del 3 giugno 2011 che esclude le Università da qualsiasi attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca e insegnamento.

In particolare le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relative a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto.

Per tali ragioni, le Università, secondo le indicazioni della suddetta sentenza, non possono pertanto costituire società a scopo esclusivamente lucrativo e cioè privo di qualsiasi collegamento con il perseguimento delle finalità istituzionali proprie delle Università stesse.

La sentenza chiarisce anche che non è legittima, da parte delle Università, la costituzione di società il cui unico fine sia quello di operare sul mercato in diretta concorrenza con i privati, come nel caso in cui l’oggetto sociale sia lo svolgimento di servizi di progettazione a favore di committenti pubblici; in altre parole alle Università non è più consentito creare società di progettazione per partecipare a gare di progettazione.

Questa sentenza, inoltre, conferma la posizione da anni sostenuta da questo Ordine.

Cordiali saluti

di Arch. Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine Architetti PPC Roma e Provincia”

Dobbiamo dedurre che l’Ordine ha sostenuto per anni posizioni sbagliate perché le Università “ECCEZIONALMENTE” possono progettare, almeno così sembra dal comunicato del Rettore Frati, in realtà, anche se la Sentenza del Consiglio di Stato fa riferimento agli incarichi ricevuti da terzi e non da se stessi, dice anche che le Università non possono svolgere alcuna attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca e insegnamento, allora c’è un’evidente contraddizione.

Il Presidente Schiattarella non ha fatto una piega alla replica del Rettore, anzi ha creato ancora più confusione citando un articolo sbagliato del D.Lgs. 163/2006 (62 invece che 92) e facendo credere che quell’articolo spiega come le Università possono dare gli incarichi “interni”.

Facciamo ordine:

il Rettore, dimenticando il Codice degli Appalti e le sentenze del Consiglio di Stato,  si attacca a una Deliberazione n. 11 del 02/04/2008 dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che dice:

Eccezionalmente, in caso di accertata carenza da parte dei RUP della indisponibilità della struttura tecnica interna a svolgere attività di progettazione ed altre attività connesse afferenti le Università, tali incarichi possono essere affidati ai dipartimenti interni con conseguente remunerazione ai sensi dell’art.92 D.Lgs.12 aprile 2006 n. 163, trattandosi di progettazione interna

dopo aver detto:

Il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 non contempla la possibilità per un’amministrazione, mediante la stipula di una convenzione con una Università, di avvalersi delle strutture di quest’ultima per lo svolgimento di progettazioni ed altre attività connesse, non essendo le Università annoverate tra i soggetti di cui all’art.33 (SIIT, centrali di committenza, amministrazioni provinciali) del medesimo D.Lgs. 163/2006.”

Da notare che il Rettore nella sua lettera cita in corsivo la delibera dell’Autorità ma la modifica leggermente pro domo sua.

Non è chiaro se la delibera faccia riferimento soltanto alle Università o soltanto alla progettazione di opere afferenti le Università, comunque in parole povere vuol dire che un’Amministrazione pubblica eccezionalmente se deve affrontare un progetto complesso e non ha un ufficio tecnico interno adeguato a fare la progettazione può dare l’incarico diretto senza gara ai dipartimenti interni, ma trattandosi di progettazione interna il corrispettivo deve essere quello stabilito dall’art. 92 dlgs 163/2006 ovvero l’incentivo del 2%.

I docenti Universitari non sono dipendenti interni degli uffici della Sapienza, ma svolgo un altro ruolo.

Perché un libero professionista è costretto per importi superiori a 100.000 euro a stipulare una fideiussione onerosa per svolgere l’incarico e loro no?

Si profila un comportamento anticostituzionale perché vi è un’evidente disparità di trattamento.

Siete convinti che i dipartimenti e i docenti siano stati pagati con l’incentivo del 2%?

Perché il Rettore non ci mostra le fatture?

Chiediamo apertamente al Presidente dell’Ordine di richiedere, ai sensi della Legge 241/1190, il disciplinare d’incarico in cui risultano gli importi e le modalità dei compensi.

La struttura tecnica interna non può essere adatta o meno a svolgere la progettazione a secondo delle convenienze dell’Università.

Se il Rettore fa riferimento alla delibera dell’Autorità di Vigilanza ci deve spiegare come mai nel caso della progettazione delle residenze e servizi correlati (per un importo di 15/20 milioni di euro) per gli studenti della Scuola Superiore di Sudi avanzati della Sapienza – Complesso Regina Elena – DM n. 26-27-127/2011 L338/2000, l’ufficio tecnico interno della Sapienza è stato in grado di fare il progetto come risulta dalle firme per la progettazione, strutture, direzione lavori e sicurezza, di ingegneri dipendenti dello stesso ?

E’ evidente che ci stanno prendendo in giro, ma non siamo più disposti a subire passivamente continui soprusi da chi, con la tranquillità dello stipendio fisso a fine mese pagato sempre da noi, fa concorrenza sleale agli architetti che tentano disperatamente di fare la libera professione.

E dove la mettiamo la sentenza del Consiglio di Stato n. 10/2011 ?

E’ quel “eccezionalmente” che ci frega, d’ora in poi usatelo anche voi quando vi contestano qualcosa di sbagliato.

Il dato che ci dovrebbe allarmare è che il nostro Ordine, in una situazione drammatica di lavoro per i liberi professionisti architetti romani, non faccia una piega nei confronti di una Università che realizza una serie di opere da 100 milioni di euro, affidando con un incarico diretto a due Dipartimenti della Facoltà di Architettura la progettazione preliminare e definitiva senza fare un concorso e facendo la progettazione esecutiva con un appalto integrato, coprendo le false giustificazioni del Rettore che con metodi da azzeccagarbugli cerca di confondere le acque.

Faremo esposto all’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che, con ambigue e contraddittorie deliberazioni, non fa che alimentare una situazione di grave illegalità diffusa che riguarda il mondo dei docenti a tempo pieno che, tanto per ricordare, non potrebbero fare la libera professione.

Tanto per citarne uno lungolago di bracciano


9 Commenti a “Campus Universitario Pietralata: risponde il Rettore che ci vuole far credere che è tutto a posto”

  1. Christian Rocchi ha detto:

    E’ passata la lettera del rettore in consiglio. Non sono entrato nel merito legale, perche’ come al solito succede in Italia, niente e’ possibile e quindi tutto è possibile nel legalese: vale una parola: “dipende”.

    Devo dire che pero’ mi sarei aspettato una levata di scudi fosse solo per le cose che tu hai bene esposto. Il sistema e’ ottuso ed e’ fatto cosi’ nebuloso perche’ si possa procedere, evitando le vie piu’ corrette di gestione di concorsi di tale portata, nelle pieghe delle leggi.

    E’ per le stesse pieghe che non si riesce a dirimere la questione delle competenze professionali, perche’ tra leggi, sentenze e sentenzuole, non c’e’ chiarezza e ognuno puo’ tirare l’acqua al suo mulino. Questo pero’ non significa che l’ordine non possa e non debba prendere delle posizioni. Si e’ fatto nel passato su varie questioni. L’ultima è l’esternazione del presidente sulla questione dell’impugnazione del piano casa della regione lazio. Allora perche’ prendere posizione per un verso si e per l’altro no?

    Nel post in cui parlavi di come sia difficile nell’inarcassa far uscire una voce contraria a quella del consiglio di amministrazione. E’ altrettanto complesso, oggi prendere una decisione di consiglio condivisa su questi temi. Il consiglio dell’ordinespesso ormai si spacca su questioni importanti non di poco conto.

    Personalmente credo che l’Ordine dovrebbe battersi per un sistema piu’ giusto, e su questa questione dovrebbe farne una battaglia concettuale. Riaprendo il discorso sulla questione dei concorsi. Come dicevamo nel precedente post andrebbe fatta una riflessione profonda su come cambiare in modo radicale questo sistema di affidamento dei servizi di progettazione. Soprattutto andrebbe fatto con regolamenti seri e severi: le enunciazioni come quelle della legge per l’architettura non bastano.

    Sono d’accordo con te che in un momento cosi’ duro per la nostra categoria professionale non si possano piu’ tollerare i giochini degli affidamenti diretti degli incarichi basati su cavilli burocratici. Ci vuole piu’ chiarezza, ci vorrebbe piu’ CORAGGIO e con una voce sola si dicesse:

    “GLI AFFIDAMENTI DIRETTI NEL SETTORE PUBBLICO NON SI POSSONO DARE”

    “BASTA CON I CAVILLI LEGALI”

    “RIDIAMO CREDIBILITA’ ALLE GARE E CONCORSI IN ITALIA”

    Gia perche’ ne va della nostra credibilita’.

    A questo mio post sul account facebook dello sportellogiovani hanno risposto in 12 nel giro di 10 minuti:

    “I grandi studi professionali esteri non partecipano alle gare italiane perchè non ci sono le dovute garanzie che si trasformino in qualcosa di concreto.
    Troppe le trappole e gli ostacoli da evitare che vi è l’assoluta certezza che una gara, un concorso d’architettura rimarra, in Italia, un puro esercizio mentale.”

    Questo l’ho provato direttamente. Su un paio di gare qui nella Regione Lazio ho provato ad interessare degli studi esteri. Mi hanno risposto cortesemente che l’Italia sui concorsi non e’ credibile ed e’ solo tempo perso: la politica e’ troppo invadente.

    GLI AFFIDAMENTI DIRETTI LEDONO ULTERIORMENTE LA NOSTRA CREDIBILITA’ ISTITUZIONALE.

    SERVONO REGOLE UGUALI PER TUTTI.

    I CAVILLI LEGALI CI RELEGHERANNO SEMPRE DI PIU’ NEL LIMBO DELLA STORIA DELL’ARCHITETTURA

    Questa e’ la posizione di 1/15( o forse di piu’) del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia.

    Christian Rocchi

  2. candido ha detto:

    Quindi Christian Rocchi è un consigliere dell’ordine? E gli altri quindi non sono interessati a questi problemi? Stiamo bene!!
    Vorrei più chiarimenti da parte del nostro consigliere (approfittiamo di una voce “autorevole” …)

    Mi piace sempre di più il nostro Alcaro.
    Leggendo l’articolo del nostro, apprendiamo che l’ordine si è mosso solo dopo la sollecitazione dei crociati di amate. Guardo le date indicate e vedo che la lettera dell’ordine è del 27 e quella di amate del 28. Sono confuso
    Il buon Don Alcaro della Mancia riesce a mandare il tempo all’indietro
    SPASSOSO
    Non mi sottraggo però all’argomento. L’Università non deve progettare, chiaro? Ma se tutti possono citare argomenti giuridici a loro favore vuol dire che manca sempre (sarà fatto apposta?) quella chiarezza che darebbe più certezze a tutti.
    Problema che non può risolvere un’ordine provinciale ma forse il legislatore con il nostro consiglio nazionale ma probabilmente anche loro sono presi da altre cose

    Chissà come mai questi non vengono mai tirati in ballo dal nostro, potrebbero essere i giusti interlocutori per molti degli argomenti trattati, ma tant’è.
    Forse al nostro non interessa il CNA, è troppo lontano!?!?
    Un saluto dal “geometra” candido

  3. Antonio Marco Alcaro ha detto:

    caro Candido
    errare humanum est, perseverare autem diabolicum,
    La lettera di Schiattarella è del 29.07.2011 Prot. 24/1528, quella di amate l’architettura è stata pubblicata sul blog il 28 luglio dopo la mezzanotte (pertanto risulta la data del 29 luglio), in ogni caso prima della pubblicazione sul blog il giorno 28 luglio è stato inviato un comunicato stampa a tutti tra cui anche a Schiattarella.
    A prescindere da questi dettagli non indifferenti di date, vorrei farti notare che la questione Pietralata va avanti da quasi 7 anni, in cui l’Ordine non ha mosso un dito, ma guarda caso il giorno successivo alla nostra comunicazione il Presidente si ricorda di fare una letterina al Rettore.
    Quanto al CNA, tu dici che io non l’ho mai tirato in ballo, si vede che non leggi abbastanza il nostro blog, se ti fai una ricerca per tag scoprirai le numerose lettere e comunicati inviati al vecchio e nuovo presidente del CNA.
    Alla prossima con affetto.

  4. emmanuele ha detto:

    Purtroppo, devo ricordare a Paolo Fiore che gli ordini in generale non hanno il ruolo di proteggere gli iscritti, ma i committenti. Questo deriva da una misura adottata negli anni ’50 in Italia, che di fatto vietava le corporazioni. Ad ogni modo, al di là che Christian Rocchi sia o meno un consigliere dell’ordine, mi sento di appoggiare praticamente in toto il suo commento.

  5. candido ha detto:

    È sempre un piacere, già lo vedo il Presidente, di notte, scrivere sulla vicenda … Perché amate ha scritto. Improvvisamente, dopo sette anni, una notte buia e tempestosa, l’illuminazione: bisogna scrivere
    Con grande affetto a te e agli adepti
    Il “geometra” candido

  6. Antonio Marco Alcaro ha detto:

    E’ la triste verità

  7. Christian Rocchi ha detto:

    Gli ordini, e’ vero, sono stati istituiti per tutelare la committenza e per vigilare sulla correttezza deontologica dell’architetto, da allora pero’ l’ordine di Roma, nelle ultime tre consiliature, e’ diventato altro. Un organismo complesso fatto di informazioni, editazione, formazione, produzione e internazionalizzazione. Ha preso finanziamenti importanti per formare i propri giovani, ha favorito la creazione della casa dell’architettura ecc ecc. Il nostro ordine e’ riconosciuto a livello nazionale (dal nostro presidente del cna) quale modello di un possibile ordine del futuro.

    Un ordine con tale visibilità in passato ha potuto dialogare a tu per tu con il legislatore e puntare i piedi su alcune questioni. E’ il suo compito? E’ vero non lo e’! Ma in un sistema dove tutti gli altri organismi fanno lobbing: ricordando come i geometri siano riusciti a far presentare due ddl sulla riforma delle competenze, non mi sento di dire che l’ordine non dovrebbe fare altrettanto.

    Questo non significa che non ci siano dei problemi. Sarebbe stupido affermarlo. Un organismo del genere e’ soggetto a mille spinte diverse ed e’ non facile da gestire e tenere insieme, ma voler sopprimere un cane per risolvere il problema delle sue pulci è una contraddizione in termini.

    In un momento in cui ci si dovrebbe confrontare sui contenuti non possiamo perderci in inutili litigi intestini che hanno il solo effetto di distogliere il fuoco dai problemi reali che meriterebbero di essere meglio approfonditi.

    Su chi sia arrivato prima in questa storia poco importa: non e’ una gara. Importa che si arrivi a riaffermare il valore assoluto dell’espressione concorsuale, quale strumento principe per la modifica di importanti spazi della città e cardine di civiltà democratica.

    Chiudo riasserendo l’alto valore democratico del confronto delle idee, che questo blog veicola in modo formidabile, ma ribadisco la necessità di spersonalizzare le discussioni se si vuole mirare a sintesi utili.

  8. qfwfq ha detto:

    Infatti l’Ordine dovrebbe intervenire perchè la committenza (l’Istituzione Pubblica, quindi tutti noi che paghiamo le tasse) deve essere tutelata dagli abusi di chi per esempio ne presiede gli organi di governo.

  9. […] resto La Sapienza non è da meno, recentemente abbiamo segnalato un caso in cui il Rettore della Sapienza ha incaricato due Dipartimenti di progettare un’opera da 100 […]

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