L’Ordine afferma che le Università non possono progettare e Alemanno presenta un’opera da 100 milioni di euro progettata dall’Università

Sembra fatto apposta: martedì 26 luglio l’Ordine degli Architetti di Roma pubblica una circolare inviata a tutti i comuni della Provincia di Roma in cui si afferma che le Università non possono progettare facendo riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011,il giorno dopo il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Rettore dell’Università Sapienza Luigi Frati, l’Assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera e alcuni docenti a tempo pieno in cravattino, presentano il progetto per il Campus universitario di Pietralata, un’opera da 100 milioni di euro progettata da due Dipartimenti della Facoltà di Architettura di Roma Sapienza, in barba a tutte le norme!!!

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Il Progetto prevede la realizzazione di: residenze per studenti, campus bio medico, nuove facoltà e centri di ricerca, nuova sede dell’istat, palazzetto dello sport da 1500 posti, attrezzature sportive, riqualificazione di fabbriche dismesse e di edifici abusivi, nuova sede del mercato e nuovi collegamenti stradali.

L’iter  è stato  lungo e complesso, (ne parleremo in seguito), quello che più colpisce è che viene realizzata un’opera così importante per la città di Roma e gli architetti romani e non solo sono completamente tagliati fuori, perché la progettazione preliminare e definitiva viene affidata direttamente senza alcuna gara, dal rettore della Sapienza, a due dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma Sapienza, (il Comparto 1 Nord assegnato per la progettazione al Dipartimento ARCOS e il Comparto 2 Sud assegnato per la progettazione al  Dipartimento DiAR). vedi link

Il Dipartimento DIAR per non dare nell’occhio ha articolato la progettazione su due piani principali: quello vero e quello finto ovvero sperimentazione progettuale sotto forma di workshop dei dottorandi. La prima è stata guidata dal responsabile scientifico Raffaele Panella, la seconda da Lucio Valerio Barbera. Entrambe hanno lavorato insieme ad un comitato scientifico del DiAR presieduto da A. Terranova e costituito da L.V.Barbera, A. Greco, R.Panella, G.Rebecchini, P.O.Rossi, R.Secchi.

Per confondere maggiormente le acque, avevano fatto anche un Concorso di idee “A qualcuno piace campus”, riservato ai giovani sotto i 30 anni.

Ci piacerebbe sapere dove vanno a finire i soldi delle parcelle (si parla di alcuni milioni di euro) ai dipartimenti? ai docenti? a entrambi? ai dottorandi? in beneficenza?

Naturalmente poi tutte le progettazioni esecutive e le realizzazioni sono aggiudicate con bandi a procedura ristretta/appalti integrati in cui si affida anche la gestione, come per le residenze universitarie affidate a ecosfera.

Inutile ricordare che l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e il Consiglio di Stato hanno ribadito che i Dipartimenti e i docenti a tempo pieno non possono svolgere incarichi (vedi la Deliberazione 179 del 26/06/2002sentenza del Consiglio di Stato n. 10 del 3 giugno 2011).

Ora io mi chiedo il Consiglio di Stato emette una sentenza importante, l’Ordine degli Architetti invia una Circolare in cui dice: ” le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relative a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto“, ma l’Università se ne frega e continua a fare i suoi comodi.

Noi architetti a chi ci dobbiamo rivolgere per farci tutelare?

ai Sindacati?

all’Ordine?

alla magistratura?

al mago merlino?

Noi di amate l’architettura faremo subito un esposto all’Autorità di vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture e ci auguriamo che l’Ordine, oltre a inviare circolari, intervenga in sede giudiziaria per denunciare questo scandalo.

La cosa strana è che in un articolo dell’espresso del 2007 si parla di: ” un ricorso al Tar  contro la procedura seguita dalla Sapienza di affidare la progettazione delle nuove sedi ad alcuni professori di Architettura e di Ingegneria. Un incarico deciso senza alcun bando pubblico. Una procedura difesa dal rettore della Sapienza, Renato Guarini, che parla solo di «attività di ricerca universitaria» e non di «incarichi professionali». L´attività di progettazione, comunque, costerà solo per gli onorari circa 20 milioni di euro. Ora anche su queste parcelle d´oro la Procura vuole vederci chiaro“.

Possibile che tutto sia finito nel nulla?

230.000 metri cubi sono ricerca universitaria?

Ci auguriamo che gli organi competenti intervengano per ridimensionare questo strapotere delle Università.

Per tornare al campus di Pietralata non vi avevo detto una cosa importante, i 230.000 metri cubi se li progetteranno e realizzeranno da soli, ai noi comuni mortali ci danno la possibilità di progettare il parco che sarà affidato con un concorso internazionale.

Seguiremo la vicenda e vi terremo informati.

CRONOSTORIA DEL PROGETTO PIETRALATA DAL SITO DELL’UNIVERSITA’

In base alla convenzione del 23 marzo, nei prossimi tre anni saranno realizzati edifici per circa 230 mila metri cubi e 71.640 metri quadri di superficie: un vasto complesso per la ricerca con residenze per studenti e docenti, nel cuore del sistema direzionale che si va sviluppando. Nel campus troveranno dunque posto, oltre alle residenze, strutture di ricerca clinica e degenza con un polo internazionale di biotecnologie mediche. “Una seconda città universitaria di fatto”, ha detto il rettore Frati. Il tutto comporterà un investimento di circa 100 milioni di euro.

La Nuova sede della Sapienza a Pietralata risale a una precisa scelta del Piano di Decongestionamento dell’Ateneo romano, approvato dal Senato Accademico il 28 Maggio 1999 e il 1 Giugno 1999 dal Consiglio di Amministrazione dello stesso Ateneo, e definitivamente approvato dal MIUR tre anni dopo (D.M. n. 44 dell’11/03/03). Tale scelta rendeva concreta la volontà di radicare una parte importante dell’Ateneo nell’area che più delle altre aveva mostrato di essere parte attiva nello sviluppo produttivo e sociale della Capitale: Roma Est.
La scelta dell’insediamento di Pietralata fu poi trasferita al PAG, il Piano di Assetto Generale, che presiede allo sviluppo urbanistico e edilizio dell’Ateneo sul territorio del Comune di Roma, approvato il 16 aprile 2003, consentendo l’avvio della fase attuativa. L’approvazione del Piano della Sapienza, sancita dall’unanimità dei consensi dall’assemblea consiliare capitolina, segna una fase nuova dei rapporti tra l’Università e la Città preparata da un lavoro intenso di contatti e di scelte condivise che inizia con il Protocollo d’intesa siglato il 13 Gennaio 1997 tra il MURST, la Regione Lazio, il Comune e la Provincia di Roma. Questa fase prosegue felicemente con il Protocollo del 20 Aprile 1998 firmato dal Comune e dalla Sapienza, e trova una conclusione importante con il Protocollo del 6 Aprile 2000 che chiama in causa tutti gli enti territoriali proprio sulle scelte fatte dal Piano di Decongestionamento.
Il carattere strategico dell’area dell’ex SDO di Pietralata per l’urbanistica romana e il coinvolgimento nel programma dell’Amministrazione centrale dello Stato, hanno richiesto una vasta concertazione anche con quest’ultima.

Questa consultazione è iniziata nell’aprile 2000, ed ha fatto registrare importanti successive intese (9 settembre 2003) tra il Comune di Roma, la Provincia e alcune rilevanti istituzioni statuali ed enti di rilievo nazionale, tra le quali l’ISTAT.
Nel corso della concertazione la richiesta della Sapienza di un lotto di 90 mila mq di SUL nell’area in questione era stata inizialmente ridimensionata e limitata a 60 mila mq, per poi attestarsi sui 71.640 mq attuali, assegnati definitivamente alla Sapienza con Delibera consiliare del 26 luglio 2006.

Sull’area oggi è operativo il Piano Particolareggiato del Comprensorio di Pietralata, curato dall’Ufficio Sistema Direzionale Orientale, poi divenuto Ufficio Progetti metropolitani del Comune di Roma. Questo P.P. è stato adottato dal Comune di Roma l’11 luglio 1997 e approvato con D.R.L. n 79 del 24 gennaio 2001; esso è stato frutto di una progettualità alla quale hanno partecipato illustri esponenti della cultura architettonica italiana ed europea. Nell’area più direttamente interessata alla centralità direzionale (Area A), il Comune di Roma ha elaborato un “Progetto Unitario” in forma di schema planivolumetrico, all’interno del quale si situa il progetto del Comparto 2. Tale progetto è stato approvato dalla A.C. con Delibera di Giunta n 169 del 30/03/04 ed è stato altresì approvato dalla Conferenza di Servizi ex art. 4 della legge 396/90 in data 1/08/05.
In questo modo si sono create le premesse giuridiche e materiali per l’intervento in oggetto.
La Progettazione Preliminare e Definitiva della Nuova sede della Sapienza dI Pietralata viene affidata al Dipartimento di Architettura e Costruzione – ArCoS e al Dipartimento di Architettura – DiAR con Decreto Rettorale del 12 ottobre 2006.
Con successiva lettera del 26 ottobre il ProRettore per l’Edilizia ha stabilito che l’area della Sapienza è articolata in due Comparti equipollenti di circa 35.820 mq: il primo a Nord – Comparto 1 – la cui progettazione sarà curata da ArCos, il secondo, che guarda alla città a Sud – Comparto 2 – che sarà curato progettualmente dal DiAR, nei modi che ci apprestiamo a illustrare.
Il Decreto Rettorale del 15 dicembre 2006 esplicita, infine, i contenuti del progetto destinando il Comparto Sud – che viene fissato definitivamente in mq 36.640 – alla Facoltà di Farmacia e alla realizzazione di Laboratori di Biotecnologia o altri laboratori sperimentali dell’area medico-farmaceutica. Nella stessa data, un secondo Decreto Rettorale ribadisce la scelta funzionale sopra indicata nel contesto di un primo piano generale programmatico che riguarda le Facoltà, nonché i Dipartimenti e le strutture didattiche e di ricerca correlate. Il Decreto avverte molto responsabilmente che il piano programmatico diverrà un vero e proprio piano edilizio definitivo solo quando si potrà contare effettivamente sui nuovi spazi
La situazione della Facoltà di Farmacia è del tutto singolare per la molteplicità dei siti ai quali essa deve ricorrere per svolgere la sua funzione istituzionale, segnatamente quella didattica. La evidente criticità nella dotazione di spazi giustifica la preoccupazione delle Autorità accademiche espressa nella scelta programmatica di predisporre spazi del tutto nuovi nei quali trasferire le funzioni della Facoltà. L’indicazione dei Laboratori di Biotecnologia, rafforzata dal richiamo all’area medico-farmaceutica, è evidente espressione della volontà di voler attuare una politica della Sapienza rivolta ai segmenti innovativi della ricerca incentrata sulle nuove tecnologie applicate alla biologia nelle sue diverse espressioni.
Si tratta in sostanza di costituire un Polo delle Biotecnologie della Sapienza (PBS) in grado di valorizzare il grande patrimonio di cervelli, di esperienze e di strutture ora disperse sul territorio, con le sinergie che sono realizzabili attraverso la multidisciplinarità. Contemporaneamente, solo una forte concentrazione delle strutture di ricerca in questo settore può competere a livello nazionale e europeo trovando le giuste sinergie con le pubbliche istituzioni le strutture produttive private. Una parte dei laboratori riteniamo possa essere anche reso disponibile proprio per i privati. E’ questa una opportunità unica per la città di Roma e per la Sapienza, irripetibile almeno nel tempo medio guardando alle restanti opportunità insediative dell’Ateneo
Al presente Progetto Preliminare spetta il delicato compito di definire i termini della fattibilità del programma insediativo previsto, realizzando un organismo in grado di rispondere alle domande presenti con l’impiego delle tecnologie più avanzate, ma dotato anche di quella duttilità necessaria a far fronte a futuri sviluppi, nient’affatto ipotizzabili oggi sia per la oggettiva novità delle aree scientifiche coinvolte, sia per l’instabilità del quadro economico e istituzionale della ricerca scientifica.

Il nuovo insediamento, inoltre, deve adattarsi alla struttura urbanistica ipotizzata per la nuova Centralità di Pietralata, che presenta un carattere contraddistinto da una elevata densità e da estesi vincoli che limitano fortemente le tipologie, le altezze degli edifici e i rapporti di confinanza.
Questo insieme di presupposti e di vincoli, d’altra parte, rappresenta anche la garanzia che la Nuova sede della Sapienza di Roma Est diventi realmente un pezzo di città viva, in grado di dialogare con le strutture urbane e i cittadini che vi insistono: il contrario esatto della cittadella degli studi recintata e preclusa alla città che ha caratterizzato il progetto Piacentiniano della Città Universitaria.


27 Commenti a “L’Ordine afferma che le Università non possono progettare e Alemanno presenta un’opera da 100 milioni di euro progettata dall’Università”

  1. qfwfq scrive:

    OH YESSSS!

  2. Ghigno di Tocco scrive:

    OOOOPS, guardacaso il presidente dell’Ordine di Roma se n’è accorto solo dopo questo post

  3. sarebbe da vigilare anche in Abruzzo per capire bene il ruolo della Facoltà di Architettura di Pescara rispetto al Terremoto dell’Aquila… chi ha notizie informi!

  4. Marco,
    non oso immaginare il progetto, sicuramente in puro stile ‘amico gelatinoso’.
    Parafrasando l’architetto Paolo Desideri in ‘stile gelatinoso’ il vero stile architettonico italiano del post boom economico.
    Queste architetture le riconosci per i labirintici corridori e per le zone lasciate incomplete in modo da agevolare il prossimo contratto.
    Che gente triste, bieca e strafottente ancora hanno il coraggio di distruggere questa Italia colata a picco da tempo.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

  5. La risposta è si, 253.000 metri cubi sono ricerca universitaria: di denaro e potere con poca fatica e a spese nostre, di noi professionisti intendo
    Pietro

  6. M.R. scrive:

    Complimenti, va sempre meglio!
    …già li vedo il gioco di parole:

    “PROGETTO PIETRALADRA”

    Ovviamente le parcelle saranno completamente devolute in beneficenza vero?

  7. Anna C. scrive:

    Io credo che è proprio l’ora che l’Ordine degli Architetti di Roma e il Presidente Schiattarella scendano in campo ma non solo con lettere (che leggo pubblicate sul sito dell’Ordine) ma anche convocando una conferenza stampa pubblica chiamando televisioni e su youtube.
    Coraggio Presidente Schiattarella, si impegni, sarebbe una bella vittoria per gli architetti romani!

  8. Giulio Pascali scrive:

    ci sta bene questa citazione
    “Oramai, le due grandi piaghe dell’assenteismo e del secondo lavoro che tanti danni hanno provocato all’economia italiana possono dirsi, finalmente, vinte e debellate.”
    dall’incipit di “Fantozzi Subisce ancora”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fantozzi_subisce_ancora

  9. […] L’Ordine afferma che le Università non possono progettare e … […]

  10. fabio mazzella scrive:

    non per essere banale, ma sono le solite caste a farla franca… sono anni che l’università prende tutto, noi architetti, non mi sembra siamo tutelati e rappresentati nel nostro mestiere dall’ordine, le difficoltà di questo lavoro oggi e adesso, credo (archistar a parte) le conosciamo tutti, e le opportunità professionali ci vengono scippate quotidianamente… forse sarebbe meglio autorappresentarci. Buona giornata e buona fortuna.

  11. francesco scrive:

    mbè, dove è il problema ???? , hanno fatto una ricerca scientifica e hanno trovato 230.000 mc da fare…..
    Vuol dire che sono bravi e si meritano quelle parcelle …..

  12. francesco, ma una ricerca che trova 230.000 mc è una ricerca troppo facile……. Difficile sarebbe stato trovare 350 mc, cioè un ago in un pagliaio. Questa sarebbe stata ricerca!!!!!
    Buttiamola sul ridere, che è meglio.
    Locandina del Vernacoliere (giornale satirico di Livorno) di questo mese:

    La Mafia si dissocia dalla Stato:
    Ci rovina la reputazione!

    Qualche attinenza c’è
    Buone vacanze
    Pietro

  13. Christian Rocchi scrive:

    Il problema sta nella concorrenza sleale caro francesco. Il problema è che la struttura del loro dipartimento/studio gliela paghiamo noi con le nostre tasse, compresi gli stipendi che percepiscono.
    Il problema è che per legge i dipartimenti non possono fare studio professionale e prendere commesse.
    Il problema è che il comune di Roma non potrebbe dare incarichi di questa importanza affidandoli direttamente.

    Il problema è che c’è una Italia che preferisce utilizzare le posizioni di privilegio anche essendo contro legge.

    Il problema è l’onesta intellettuale di coloro deputati alla formazione dei futuri architetti.

    Il Problema è l’alto esempio che danno a tutti i nostri colleghi.

    Il problema infine è il fare mafioso che ha rotto i coglioni e che spinge altri nostri colleghi validi, che non riescono a trovare lavoro in Italia, seppur bravi, perchè la competizione basata sulla qualità dell’architettura non esiste. Esiste solo la furbizia fuorilegge.

    Questo è il problema.

  14. Christian Rocchi scrive:

    L’ordine così come è stato concepito non ha compiti di rappresentanza sindacale, ma di tutela e garanzia sociale dell’operato dei suoi iscritti. Solo che oggi non se lo ricorda nessuno: cittadini e architetti compresi.

    Oggi la struttura ordinistica è obsoleta rispetto al lavoro che dovrebbe realmente fare.

    La politica vuole cancellare con un taglio lineare il sistema professionale equiparandoci alle imprese. Senza statuto deontologico, senza regole: com’è per le imprese, sopravvive il più furbo non il più bravo.
    Tutto questo a scapito della produzione edilizia che ne uscirà malconcia.

    Dopo i fatti degli ultimi terremoti ci si sarebbe aspettato una stretta sulla libera mano delle imprese. Invece i politici hanno accellerato sul pedale del liberismo selvaggio.
    Vale più la libertà di fare profitto o la necessità di tutelare gli interessi della collettività.
    Vi sentireste tranquilli con vostro figlio che dorme in un convitto pubblico costruito con un 40% di ribbasso, su un importo d’opera calcolato con prezziari regionali, con dei tecnici addetti alla dl che lavorano con un 70% di ribasso e in una zona altamente sismica?
    Sinceramente avrei pensato dopo gli ultimi Sismi italiani che le imprese dovessero essere più controllate e che gl addetti ali controllo venissero messi in grado di operare.

    Invece la riforma del sistema professionale sta andando in senso opposto alla sicurezza sociale.

  15. candido scrive:

    È sempre un piacere leggere una “vera signora” ….. Poi quando fà la maestrina è ancora più eccitante ma io pensavo fosse unarchitetto e non …
    Io non difendo l’Ordine, non mi interessa. Ho altro a cui pensare … Tipo “sbarcare il lunario”. Ricordavo solo che le teorie del grande complotto sono ormai passate di moda, è ora di andare avanti. È sempre aria fritta messa in giro da qualcuno che ha interessi poco leciti o poco divulgabili.
    Poi se il problema è cercare sempre un colpevole con un livore sospetto, da sedotta e abbandonata, questo è altro. Forse le sue competenze (vedi candida … Ecc) non sono state gradite. Consiglierei una tisana e una buona lettura estiva.
    I grandi argomenti da confutare sono solo valutazioni personali condite da una eccessiva dose di acredine. Continuo a suggerire la scrittura di romanzi (aggiungo) gialli e si rilassi, da come scrive credo che sappia cosa fare.
    Ma la vera domanda è:
    Cosa gli avrà mai rifiutato il presidente per tanto astio?
    Alla faccia della democrazia, se uno esprime un’idea un poco difforme viene subito attaccato sul piano personale. Continuo a credere che opinioni diverse siano solo una risorsa ma qui sembra che domini il pensiero unico, fantastico … e chi non pensa così è attaccato sul piano personale, chiamato in tutte le maniere.
    Il livello raggiunto dalla “signora” è fantastico poi
    , siamo giunti alle malattie veneree … avanti così e largo alle idee

  16. candido scrive:

    La dolce maestrina mara si erge dall’alto della sua elevata moralità, unicamente interessata al bene dell’Italia e degli italiani. Peró poi si scaglia contro un povero italiano medio (adesso anche mafioso … complimenti) con una prosa quanto meno ambigua.
    La “signora” inoltre confonde la moralità con la pervicace ricerca di responsabili (sempre gli stessi poi!), non riuscendo ad accettare i suoi fallimenti e mediocrità. La sua prosa denuncia un’alta considerazione personale ed il disprezzo per gli altri, soprattutto di quelli che non pensano come lei … Forse maggior umiltà gioverebbe alla sua sofferente personalità.
    Il dissenso democratico non è la colpevolizzazione dell’avversario, non il suo vilipendio, non la sua pervicace ridicolizzazione ma la semplice manifestazione di un pensiero diverso; non confondiamo i professionisti della calunnia, i cattivi maestri, gli esperti dell’offesa, i manovratori della macchina del fango, con gli amanti del confronto. Atteggiamenti ed acredine che lasciano adito al sospetto, grazie anche all’uso improprio e pornografico del linguaggio ( che certo mal si concilia con una moralità d’accatto usata ed onvocata alla bisogna)
    P.S.
    Mi scuso per la prosa del mio pizzino che certamente graffierà gli occhi della mia cara e dolce mara

  17. christian rocchi scrive:

    Questo e’ cio’ che succede quando le persone non mettono la faccia in ciò che scrivono. Il discorso scade nella volgarita’ e cio’ che e’ un problema reale diventa caciara da mercato che conviene solo a chi prende gli incarichi contro legge.
    Pregherei Alcaro di non pubblicare piu’ posts che non abbiano una faccia reale.

    Abbiate il coraggio delle vostre parole!!!

  18. Christian, tu hai ragione in linea di principio, ma in internet nessuno può avere faccia, a meno che non sia un personaggio pubblico. E tanto non si potrebbe esserne certi. internet ha molti pregi e molti difetti, tra cui la mancanza di faccia. E’ così, prendere o lasciare. L’importante è saperlo e giudicare solo le parole e i concetti, non le persone, che in effetti nella stragrande parte dei casi, non esistono. Pensa ai commenti nei giornali on line! E’ vero, sono inutili e spesso spazzatura, ma non è l’anonimato che li rende tali, è ciò che viene scritto.
    Io conosco un architetto, molto bravo, intelligente e colto, che si firma sempre con una sigla e non vuole assolutamente apparire con il suo vero nome. Se si comporta così avrà i suoi motivi, che non sono necessariamente vili o comunque negativi.
    Per questo io sconsiglio vivamente di non pubblicare i nomi di fantasia o gli anonimi, altrimenti tanto vale vi facciate una cosa privata, fra amici: andate su facebook e non aprite a nessuno che non conosciate, ma non fate un blog. Oggettivamente non ha senso.
    Questo è il mio parere, ovvio, voi fate come ritenete meglio. E poi, voi avete qwfwq e nessuno ha mai chiesto chi sia. Quando mi è stato detto sono caduto dalle nuvole e, in verità, nemmeno ricordo chi di voi sia. Ma chissenefrega: tutti siamo comunque in grado di giudicare ciò che scrive.
    Pietro

  19. candido scrive:

    Sempre nuovi censori si affacciano al mondo; dopo i vari dittatori, i geddafi di tutto il mondo, ancora una volta si attacca la libertà di espressione.
    Si continua a guardare al dito e non alla luna.
    Gentile cristian rocchi, il problema non è l’anonimato ma quello che si dice. Le idee non hanno nome, e spesso la volgarità e la stupidità sono anche firmate.
    Il problema vero è che è molto facile gestire un sito fatto di consensi unanimi, altra cosa è auspicare un reale confronto con chi pensa diversamente per dare un vero contributo a questo paese e all’Architettura.
    Sono candido ma sono stato chiamato in molti modi (i precedenti posts restano a testimonianza): geometra (sembra che tra i grandi architetti dei posts di questo sito sia una grande offesa ;-), mandato da qualcuno, candida albicas, servo della gleba, analfabeta, mafioso, ecc. questo è il vero probema.
    Non accettare chi esprime pareri diversi rispondendo con l’offesa e la denigrazione, dovrebbe far riflettere, non l’uso di nomignoli
    Mi aspetterei, da alcaro, un richiamo al rispetto di quelli che hanno idee diverse (cominciando da alcaro stesso peró che tuonava: SAPPIAMO CHI TI MANDA! …)
    È vero, l’anonimato è facile e regala maggiori gradi di libertà, ma non è automaticamente espressione di volgaritá. … Ho letto – e credo anche gli altri – risposte indecenti e sgangherate a semplici posts non allineati.
    Meditate gente … Meditate

  20. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Christian, la rete è questa. E’ popolata di persone che antepongono l’insulto al pensiero. Non cercare di poterla cambiare. Leggiti i forum dei grandi quotidiani, (Corriere della Sera ecc.) e vedrai che sono tutti così. Ciao, Giulio.

  21. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Non verranno pubblicati soltanto i commenti che contengono insulti o volgarità.
    Nel frattempo aspettiamo di conoscere il pensiero di candido (visto che non lo manda nessuno) sul fatto che l’Università svolga incarichi illegittimi con il beneplacito di Ordini professionali, sindacati e istituzioni.
    Candindo, oltre a fare l’avvocato difensore di schiattarella, facci sapere per una volta da che parte stai su questo tema.

  22. alberto giampaoli scrive:

    a proposito di anonimi,

    dal sito di De Architectura di Pietro Pagliardini:

    http://www.de-architectura.com/2011/03/un-commento-in-chiave-antropologica-di.html

    “Anonimo ha detto…
    (…..) A differenza di altri, forse, ho visitato l’edificio da voi incriminato, ho studiato la sua planimetria etc. e, non solo io, mi sembra di aver trovato alcune analogie nelle “forme” con differenze delle misure e dei materiali, secondo me giustamente in questo caso; (…)”
    Commento derivato da un articolo presente in A l’A http://www.amatelarchitettura.com/2009/02/un-fiume-e-fedele-alla-propria-identita-quando-va-verso-il-mare-e-non-se-ritorna-alla-sorgente/

    “ettore maria ha detto…
    caro Anonimo,
    intanto è davvero triste dover parlare con chi non si firma, e la cosa lascia aperte tutte le possibilità di interpretazione sul perché si decida di nascondersi.

    Visto che pone delle differenze da altri (che ovviamente siamo io, Pietro e Memmo), io dico che, a differenza di altri, che esprimono il loro giudizio e operano le loro scelte a seguito di un indottrinamento universitario distorto dall’ideologia, noi ci poniamo il problema di pensare come la maggior parte delle persone che non sono passate per i banchi dell’università pensano. (…)”

    per Pietro si può non firmare i post (come sopra scritto in questo blog) ma quanto sembra per il suo blog – Ettore Maria, Pietro e Memmo- ” è davvero triste dover parlare con chi non si firma (ovviamente nel post di anonimo del post in De Architectura –anonimo per errore- non erano presenti offese ed il nome è stato subito dopo reso individuabile).
    Sono d’accordo con il blog del nostro amico Pietro, di Antonio Maria e di Memmo: è giusto pubblicare tutto anche se gli autori non si firmano, ma è davvero triste leggere argomenti di chi non si firma, aggiungo io quando contengano offese o qualcosa ovviamente non pertinente ……… (e non idee a favore o contrarie di un argomento, comunque utili e mai censurabili).
    con cordialità

  23. Massimo Meliddo scrive:

    Un saluto a tutti i colleghi.
    Reputo opportuno che l’ordine che ci rappresenta agisca verso tutti gli organi competenti compresa la magistratura affinché si possa dire che il nostro è uno stato di diritto e nessuno può pensare di non rispettare le regole della leale concorrenza professionale.

  24. Scusa alberto, ma non mi attribuire cose scritte da altri, anche se dall’amico Ettore Maria Mazzola. Ho riletto tutti commenti e non mi sembra di aver avuto niente da ridire sul commento anonimo (per errore).
    Il fatto che Ettore mi citi non significa che io lo abbia spinto a farlo o che lo abbia appoggiato. E’ un suo legittimo parere in cui ha coinvolto me e memmo54 (anonimo autore del post) ma, nell’enfasi, ha coinvolto me e memmo54. Quanto all’anonimo autore è anonimo per gli altri ma non per me, ed è proprio la persona cui facevo riferimento nel mio commento precedente. Figuriamoci se memmo54 che scrive (molto bene) in anonimato può pensare di criticare un commento solo perché anonimo!
    Non pubblicherei comunque post di persone a me totalmente ignote, non foss’altro per non cadere in qualche pur involontaria trappola, tipo testi già scritti da altri.
    E’ solo una precisazione e non ho alcuna intenzione di aprire polemica su questo equivoco.
    Dio mio che strade tortuose che prendono talvolta i commenti a post che parlano di tutt’altro! Ma è anche colpa mia, intendiamoci
    Ciao
    Pietro

  25. […] che il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma era stato costretto a scrivere dopo la nostra denuncia del 28 luglio […]

  26. […] Sapienza non è da meno, recentemente abbiamo segnalato un caso in cui il Rettore della Sapienza ha incaricato due Dipartimenti di progettare un’opera da 100 milioni di euro, in contrasto evidente con tutte le norme e le sentenze in […]

  27. […] mese di luglio abbiamo denunciato il caso di Pietralata dove l’Università ha incaricato due Dipartimenti della facoltà di Architettura di Roma a […]

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