Via Giulia, le nostre disinformazioni sono utili alla comunità

Il Sindaco di Roma Alemanno fa marcia indietro sulla vicenda di via Giulia e annuncia che il Comune di Roma farà un concorso aperto a tutti per la riqualificazione dell’area (in tre anni di mandato sono stati annunciati svariati concorsi ma fatti zero).

Quindi dopo la penosa vicenda dell’incarico gratuito a i 7 Samurai, che non si può chiamare incarico ma “consultazione” altrimenti si mettono in difficoltà alcuni docenti a tempo pieno romani intoccabili, l’Amministrazione comunale rivede i suoi piani non si fa più l’appalto integrato come già previsto da tempo, ma un concorso.

Se all’annuncio del Sindaco seguiranno i fatti sarebbe una grande vittoria per l’architettura e per gli architetti romani, non si può continuare con questa logica dell’appalto integrato che è la tomba dell’architettura.

Alemanno ha dovuto rivedere i suoi piani dopo il polverone alzato da Amate l’Architettura che per prima ha sollevato il problema, inviando il 06 febbraio 2011 una lettera al Sindaco, facendo una raccolta di firme e innescando un meccanismo a catena di varie Associazioni e Comitati che portano avanti problematiche diverse come la realizzazione del parcheggio interrato su cui condividiamo le preoccupazioni e la ricostruzione filologica del tessuto di via Giulia che ci vede su posizioni diverse.

Naturalmente il merito di questo risultato è stato rivendicato fortemente dall’Ordine degli Architetti di Roma che si è disinteressato per mesi al problema non rispondendo alle nostre lettere e giudicandole come disinformazioni che fanno male alla comunità.

A giudicare dai fatti, possiamo dire che le disinformazioni qualche volta sono utili alla comunità.

Nel comunicato del Presidente dell’Ordine, che vi allego, potete vedere come la nostra Associazione è nominata più volte per aver sollevato per prima il problema o forse no, alla prossima disinformazione visto che funziona.

Un concorso per via Giulia – piazza della Moretta

Il Comune di Roma accoglie la proposta dell’Ordine degli Architetti di Roma

La scelta del progetto da realizzare per la riqualificazione di via Giulia e Piazza della Moretta avverrà tramite un concorso di progettazione aperto: il Comune di Roma ha infatti formalmente accolto la proposta avanzata dall’arch. Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma.

A seguito di richiesta specifica dell’Ordine, l’Amministrazione Comunale ha anche chiarito che la consultazione di sette personalità italiane e straniere aveva come obiettivo quello di attivare un processo partecipativo il cui risultato farà emergere la preferenza dei cittadini su cosa fare nell’area.

Sulla base di questa indicazione, in base all’accordo, si procederà con un concorso di progettazione aperto.

“Si tratta di un nodo urbano di particolare importanza per il centro storico di Romaha dichiarato Amedeo Schiattarella – per il quale crediamo sia fondamentale procedere con un confronto concorsuale per giungere alla scelta di un progetto di qualità. Per questo, già da tempo, ci siamo attivati chiedendo al Comune di indire un concorso di progettazione aperto che conduca alla realizzazione dell’opera. Apprezziamo il fatto che l’Amministrazione abbia accolto positivamente questa proposta e dichiariamo la piena disponibilità dell’Ordine degli Architetti di Roma a supportare questa iniziativa.

L’utilizzo del concorso di progettazione quale strumento principale per promuovere la qualità delle trasformazioni del territorio e la trasparenza delle procedure è un fattore prioritario nella politica dell’Ordine di Roma. Questa occasione ci offre una ulteriore possibilità di dare concretezza a questa scelta.”


10 Commenti a “Via Giulia, le nostre disinformazioni sono utili alla comunità”

  1. Dioperdona Iono scrive:

    Dopo aver tacciato Amate l’Architettura di fare disinformazione, terrorismo e altre amenità degne di un cortile di condominio, il presidente Schiattarella esce dallo stato di ibernazione dove si trovava da mesi in vigile immobilismo e mutismo mentre scoppiava il caso delle consulenze gratuite degli accademici al comune di Roma e a malincuore – non potendo fare diversamente – si autoscongela, esce allo scoperto, e con il tipico sintomo di chi ha “l’ansia di apparire” fatto il salto della quaglia si appropria delle battaglie altrui, delle denuncie altrui, del tempo altrui. Mi viene da dire vergogna..

  2. Anna C. scrive:

    SI VERGOGNA DAVVERO Diperdona!
    ancora due anni per il fine mandato….Ogni nodo viene al pettine!

    Gli elettori diranno la loro!

  3. Mah, io intanto mi felicito con AA.

    Il dubbio però mi pare più che lecito, visto l’andazzo del Comune, e la pratica italica: il concorso risolve qualcosa? Se non c’è partecipazione popolare, ma saranno i compagnucci del solito quartierino a ritagliare a bella posta il bando, e poi altri della medesima compagnia a giudicare chi dovrà vincere, secondo me gli si semplifica pure il teatrino.

    Diciamo che la credibilità di questa amministrazione e di quella parte della comunità professionale che si è prestata a un gioco evidentemente sporco, è scesa più giù del terzo piano del parcheggio interrato.

    Ma si fa così, in Italia, no?

    Restano inoltre in piedi: le macerie romane, la falda acquifera, la destinazione dei parcheggi, il loro costo, la fregatura data al liceo Virgilio; e resta in piedi la questione del diritto di una èlite auto-nominata ad imporre la propria visione estetica a uno spazio e a una memoria comuni, senza consultare nessuno.

    Perché se c’è una cosa chiarissima, è il tentativo goffo, reiterato, volgare, di fingere la partecipazione: ben due volte li abbiamo presi con le mani sul sacco, i furfanti.

    E ora gli stessi furbastri dovrebbero gestire un concorso…

    Occhi aperti, cari architetti. Ne va più di un incarico: qui ci si gioca la decenza.

  4. candido scrive:

    Forse qualcosa mi sfugge ma sembra più una guerra tra AA e l’Ordine.
    Forse sarebbe meglio pensare ai problemi degli architetti che dare colpe agli altri, è troppo facile!!
    RILASSATEVI

  5. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Caro candido, ti sfugge più di qualche cosa, noi non facciamo la guerra a nessuno, ma poiché pensiamo esclusivamente ai problemi degli architetti, abbiamo sollevato il caso di via giulia all’inizio di febbraio di quest’anno e non diamo la colpa a nessuno ma ci aspettiamo che un Ordine professionale faccia il proprio dovere facendo rispettare il Codice Deontologico ai propri iscritti.
    Rilassati tu, noi preferiamo rimanere vigili affinché si rispettino le regole.

  6. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    > Stefano Serafini: perché hai messo quel link? Cosa ci entra con Via Giulia e la concorrenza sleale dei professori a tempo pieno?

  7. candido scrive:

    Dopo profonda riflessione sento parlare di rispetto delle regole, condivido.
    Però, (probabilmente il problema è mio figuriamoci) non capisco che c’azzecca il rispetto delle regole con il semplice attacco a qualcuno senza avere voglia di comprendere … ma! Sono mesi che sentiamo parlare solo di quello che fà e non fà l’Ordine di Roma quando almeno sarebbe importante capire “cosa compete a chi”, sembra troppo di parte ma sarà solo l’impressione di uno estraneo a queste logiche.
    Io sono molto rilassato anche se cerco di usare la mia testa e non quella di qualcuno che spara sentenze verso tutto e tutti (poi sembra che ci siano tutti e tutti), è troppo facile.

  8. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro candido, se non compete agli ordini far rispettare il codice deontologico a chi compete?
    Vatti a leggere il R.D. n. 2537 del 23 Ottobre 1925 e poi ne riparliamo.

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