Via Giulia, era tutto falso !!! ci siamo inventati la vicenda per ansia di comparire

Cari amici e colleghi siamo stati scoperti, dobbiamo ammettere che non era vero niente sul caso di via Giulia, chi ha scoperto tutto è il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella.

Nella lettera inviata a Progetti e Concorsi, in risposta all’articolo di maggio scorso sul caso di via Giulia e dell’architetto Fastoso, ha dichiarato che noi facciamo “disinformazione” e “rilasciamo dichiarazioni infondate”  facendo un “danno alla comunità” e creando “allarmismo nei confronti di un istituzione” che garantisce il rispetto delle regole.

Chiediamo scusa soprattutto ai 506 colleghi che ingenuamente hanno sottoscritto la nostra petizione contro il sindaco Alemanno, in realtà non esiste alcun Sindaco Alemanno che abbia dato incarico a 7 architetti per fare un progetto su via Giulia, non esistono nemmeno gli architetti Purini, Cordeschi, Rebecchini, Aymonino sono dei personaggi dei fumetti, sul fatto poi che loro siano docenti a tempo pieno, niente di più falso, nei fumetti non esistono le Università.

La bugia più grande è stata quella che loro avrebbero lavorato gratis, niente di più falso chi li conosce sa bene che non farebbero mai qualcosa gratis. Sulle norme deontologiche che vietano certi comportamenti, non sono mai esistite sono una pura immaginazione.

In quanto poi alla mostra all’Auditorium sui progetti, non c’è mai stata è tutta un’invenzione dei giornali.

La cosa buffa è che alle nostre fandonie ci hanno creduto in tanti:

  1. il Coordinamento dei Comitati no PUP  che ha fatto un comunicato stampa
  2. il Corriere della Sera
  3. Studium Urbis
  4. i Comitati Flaminio
  5. Italia Nostra
  6. Archiwatch
  7. il gruppo Salingaros
  8. il Presidente del Consiglio del I Municipio

Addirittura alcuni il 10 giugno hanno organizzato un convegno, chi li informa ora che era tutta un’invenzione di amate l’architettura per ansia di comparire ?

Dobbiamo riconoscerlo noi di amate l’architettura abbiamo una forte ansia di comparire, qualcun’altro però ha una forte ansia di scomparire.

La prossima volta non vi fidate di noi, date ascolto a chi rappresenta un’Istituzione che è garanzia del rispetto delle regole e soprattutto voi giornalisti sprovveduti di Progetti e Concorsi, prima di pubblicare qualcosa fate “una opportuna verifica preliminare“!!!

Quanto alla presunta non volontà dell’Ordine di Roma di mettersi contro l’Università, niente di più falso, sono stati sempre aperti procedimenti contro docenti universitari a tempo pieno che fanno la libera professione in evidente contrasto con la Deliberazione 179 del 26/06/2002 dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.

Se volete avere l’elenco delle condanne fatte negli ultimi 10 anni dall’Ordine di Roma inviate una richiesta a: presidente@pec.architettiroma.it.

Comunque la lettera del Presidente a Progetti e Concorsi ci tranquillizza, d’ora in poi ognuno di noi potrà commettere qualsiasi reato deontologico, se lo farà in “buona fede” non avrà alcun problema.

Alla prossima disinformazione.


37 Commenti a “Via Giulia, era tutto falso !!! ci siamo inventati la vicenda per ansia di comparire”

  1. eleonora scrive:

    La risposta del Presidente: politica e pertanto elusiva, generica, che non risponde puntualmente alle questioni per le quali è stato più volte invitato a replicare, ma che invece sceglie di passare al contrattacco contro chi ha avuto il demerito (ai suoi occhi) di pubblicizzare una vicenda controversa, dà la misura dell’autorevolezza di questo Ordine. La accuse lanciate dal Presidente Schiattarella all’indirizzo di pericolosi fomentatori che “creano un danno alla comunità” montando un “allarmismo nei confronti di un istituzione” sono assolutamente sproporzionate e pertanto poco credibili. Ritengo poi, che non si possa prendere lezioni da chi, ha fatto “dell’ansia di apparire” un manifesto politico: stancamente, è da un anno esatto che sul sito dell’ordine (http://www.architettiroma.it/) capeggia l’immagine del Presidente immortalato nell’ormai mitologica intervista rilasciata allo Speciale TG1 dedicato all’inaugurazione della Expo Shanghai 2010.

    E.C.

  2. christian rocchi scrive:

    RIFLESSIONE AL LATO DELLA QUESTIONE.

    Bisognerebbe rispondere ad una semplice domanda:

    Il problema e’ la situazione oggi generatasi tra politica, imprese e tecnici, purtroppo, tutti tesi nell’univocità di intenti di creare profitto a tutti i costi e i cui frutti sono sotto i nostri occhi, o e’ un gruppo di colleghi che si e’ stufata di assistere alla quotidiana violazione delle regole del gioco?

    Cosa produce questa situazione?
    La credibilità nelle istituzione si dissolve sotto il peso pressante della politica dell’attendismo, del temporeggiare.

    A dire che le regole del gioco si violano sistematicamente nel Lazio, non sono io ad affermarlo, ma la comunita’ europea.

    Lo studio europeo basato sull’analisi di quattro fattori ( corruzione, stato di diritto, efficacia del governo e voce e affidabilità) ci relega in coda alla lista dei paesi europei:

    “Based on these four dimensions, the study identifies three distinct groups:
    (1) Denmark, Sweden, Finland, Netherlands, Luxembourg, Germany, Austria, U.K.
    and Ireland have a consistently high quality of government.

    (2) France, Spain, Belgium, Malta, Portugal, Cyprus, Estonia and Slovenia have a
    moderate quality of government.

    (3) The Czech Republic, Lithuania, Hungary, Slovakia, Poland, Latvia, Greece, Italy,
    and especially Bulgaria and Romania have a lower quality of government. ”

    Ma insieme ci dice, quello che gia’ sapevamo, che c’e’ una forte differenza tra le modalita’ di gestione tra i territori del centro-sud e del nord, e che la situazione del Lazio, rispetto alle regioni del sud, non e’ poi cosi differente, come si evince dallo studio europea.

    ———->sempre per chi abbia vogli dia approfondire
    http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroom/pdf/20110504_shortnote_governance.pdf

    PERSONALMENTE CREDO CHE TUTTE LE ATTIVITA’ DI ASSOCIAZIONISMO, tese a far riflettere su questioni importanti, SIANO UNA RISORSA E NON UN PROBLEMA.

  3. Giulio Pascali scrive:

    la questione in realtà è abbastanza semplice
    è sufficinete che l’Ordine invii una lettera di convocazione ai 7 Samurai per chiarimenti
    se ravvisa una violazione in “buona fede” dopo sarà interessante vedere come agiranno per risistemare le cose in maniera esemplare.

  4. christian rocchi scrive:

    e’ stato gia’ fatto, se non ricordo male.

  5. giulio pascali scrive:

    e con che esiti?

  6. Ghigno di Tocco scrive:

    Vogliamo parlare dell’uso della casa editrice dell’Ordine per favorire gli amici?
    Quale è il merito scientifico e culturale dell’arch. Alfonso Giancotti, nei confronti degli altri 16.500 colleghi romani, tale da propiziarne la pubblicazione di una monografia sul suo lavoro?
    Forse perché fa parte del Consiglio dell’Ordine (ma che coincidenza!!!).
    E’ ora di dire che questa presidenza e questo Consiglio dell’Ordine sono sotto il tallone degli universitari romani e che stanno usando le risorse di tutti gli iscritti a favore di pochi.

  7. christian rocchi scrive:

    Gli esiti ancora non ci sono perche’ una commissione deontologia ha i suoi tempi.

    A Ghigno di Tocco (ma che nome e’? non era Ghino di Tacco?) dico che le generalizzazioni sottendono sempre un errore.

  8. Lunga vita a cotanta disinformazione. Coraggio AA. Magari domani veniteci a trovare: http://www.biourbanistica.it/index.php/via-giulia/

  9. ettore maria mazzola scrive:

    carissimi,
    Schiattarella & co. non potevano certo accettare di essere sbugiardati, né tantomeno Alemanno e i magnifici 7! Chi informa dà fastidio, soprattutto se fa controinformazione rispetto alle notizie pilotate tanto care a chi usa certi metodi per abbindolare la gente comune.
    Domani ci sarà da discutere, e spero che anche voi di questo blogo possiate unirvi alla conferenza che terremo al Museo di San Giovanni dei Fiorentini. Ci saranno un paio di TV locali, quindi se volete venire a dire la vostra, questa potrebbe essere un’occasione da non perdere, più siamo meglio è.
    E’ ora di smetterla con la prese per i fondelli, è ora che si inizi a rispettare maggiormente la gente e i luoghi in cui si interviene.
    ciao
    Ettore

  10. Anna C. scrive:

    Ma di Christian Rocchi e i suoi 6.000 euro circa di gettoni di presenza (annui) all’Ordine degli Architetti (che percepisce da fuorisede quando abita dietro l’angolo dell’Ordine)…ne vogliamo parlare?
    Anna

  11. christian rocchi scrive:

    Certo che se ne puo’ parlare Anna C.. E ne parlo io direttamente.

    Il consiglio dell’Ordine, prima che io entrassi a far parte del consiglio, ha adottato un regolamento per cui i residenti in provincia prendono un gettone pari a 206,00 euro a presenza (che significa che li prendi solo se partecipi al consiglio) rispetto ai 130 di chi risiede a Roma, (Delibera del 10/07/2001).
    Sono stato ciampinese fino a febbraio 2011 quando la mia richiesta di cambio di residenza è stata accettata dal Comune di Roma e quindi ho fatturato i primi quattro mesi di gettoni di presenza di quest’anno (dal gennaio 2011 e non da febbraio 2011 come sarebbe dovuto essere) come residente a Roma. La mia residenza e’ verificabile attraverso l’albo on line dell’Ordine.

    Lavoro invece in Via in Selci 47 – Roma. Quando mi hanno chiesto la prima volta di fatturare i gettoni di presenza io questa cosa l’ho fatta presente agli uffici dell’ordine. Gli uffici mi hanno risposto che il regolamento parlava di residenza. Percio’ i 6000 euro sono dovuti: A. alla mia costante presenza in consiglio;B. ad un regolamento che e’ stato adottato dal precedente consiglio.

    Attendo domande un po’ piu’ interessanti tipo:” Cosa ci fai tu in consiglio?”

  12. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Noto con piacere che ci sono commenti a questo post dal tono un po’ piccato. E’ un buon segno, significa che, chiedendo regole certe e uguali per tutti stiamo toccando gli interessi di qualcuno.

  13. qfwfq scrive:

    cara Anna C. la tua osservaizone assomiglia molto alle modalità comunicative di una certa parte della nostra politica italiana; quelle che a fronte di una critica, invece di discutere del merito della stessa, magari dimostrandone (se possibile) l’infondatezza, si cerca di buttare tutto in caciara andando a vedere la pagliuzza nell’occhio di altri.
    un maldestro tentativo di avallare Craxianamente il concetto che poichè “Così fan tutti” tantovale non provare a cambiare niente.

  14. Romano XX scrive:

    Purtroppo a volte avverto tanta invidia. Caro Ghigno di Tocco, l’Architetto Alfonso Giancotti è un bravissimo professionista/progettista. Suoi progetti sono stati pubblicati sulle più importanti riviste italiane, fai un giro sul web per rendertene conto. E’ un docente universitario, riconosciuto e stimato.
    Questo è il merito scientifico di Alfonso, a 41 anni aver raggiunto con professionalità già molti obiettivi, compreso quello di sostenere l’attuale Consiglio dell’Ordine di Roma.
    Solo i 60-70 enni devono essere lodati con pubblicazioni di merito?

    Svecchiamo quest’architettura, con chi la fa e la pensa davvero: Giancotti è uno di questi!

    Romano XX

  15. Anna C. scrive:

    Gentile Christian,
    grazie per la tua risposta. Trovo, comunque, vergognoso che il nostro Ordine paghi per 4-5-6 ore di consiglio cifre simili e così alte per un gettone di presenza.
    Mi sembra in questo caso una buona mensilità per tutti i Consiglieri e le Consigliere: vsto che in media c’è un consiglio a settimana , le cifre oscillano dai 550,00 euro agli oltre 800,00 euro mensili.
    Bene bene, sarebbe il caso che i consiglieri rinunciassero a tale cifra, destinando questi soldi a situazioni di bene comune: tipo maggiore promozione dell’architettura? O dobbiamo prendercela solo con i nostri parlamentari?

  16. Dioperdona Iono scrive:

    non trovo altro termine per definire l’intervento di Anna C. che munnezza, pattume, deiezione.
    mi spiego: il post approfondisce un comportamento ambiguo dell’Ordine anche in merito all’assenza di risposte a fronte di chiarimenti circa una presunta mancata vigilanza sull’azione di alcuni accedemici. E’ lecito chiedere chiarimenti e doveroso da parte dell’Ordine rispondere senza tacciare di azioni terroristiche chicchessia (quasi comiche le risposte date da Schiattarella nello specifico). E allora arriva Anna C. che non trova di meglio che cercare di intorbidire e far fumo su chi denuncia, invece di entrare nel merito e prestare attenzione all’oggetto della denuncia.io la chiamo “alitosi mafiosa” : quando ti fanno sentire il puzzo del loro fiato per avvertire che per chi ha osato “denunciare” è pronto il fango . Anna C. allora non trova di meglio che attaccare l’unico consigliere dell’Ordine che risponde e si mette in gioco in rete. Ecco allora il tentativo di sputtanaggio del “gettone di presenza”; non le sfiora neppure ad Anna C. l’idea, che deve dar conto, non è chi ha più gettoni di presenza, (che vuol dire che in Consiglio è sempre presente), ma chi, invece, ha quelli più bassi, che vuol dire che fà finta di fare il consigliere e di curare gli interessi degli iscritti venendo meno agli impegni presi. Adesso se Anna C. non ha fatto un intervento da “alitosi mafiosa”, entri nel merito dell’articolo di cui sopra, altrimenti ci fà proprio pensar male..

  17. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Cara Anna C., senza acrimonia, vorrei farti osservare che la tua è un’osservazione di stampo populista. Premettendo che il lavoro di consigliere non è limitato alla sola presenza in Consiglio, perché se devi approvare qualcosa devi anche studiarti la cosa devi approvare, senza contare deleghe e incarichi extra consiliari, in tutti i casi la cifra che tu calcoli (per eccesso, perché prima erano due e ora sono tre consigli al mese), per un professionista (non per un dipendente), che ha sulle spalle i costi di uno studio e che deve ripartire nelle sue ore di lavoro, non è una cifra esorbitante. E’ una cifra che puoi farti con una relazione, un rilievo di un appartamento, piccoli lavori insomma.
    La questione è se questi soldi vengono messi bene a frutto. Ma con un Consiglio dell’Ordine nel quale l’agenda viene dettata dal Presidente e non si trova spazio per discutere realmente dell’ordine del giorno né per le proposte di temi da parte dei consiglieri, allora i il bilancio dei costi-benefici va in passivo.
    Ti saluto cordialmente.

  18. antonio marco alcaro scrive:

    Cara Anna
    hai mai letto un bilancio dell’Ordine ? sei mai stata ad un’assemblea di bilancio, io credo di no da come parli, anche se non capisco come fai ad essere a conoscenza di dettagli sui gettoni dei Consiglieri.
    Le tue sono affermazioni senza senso, a parte che le cifre di cui tu parli, che sono comunque più basse, sono cifre lorde che per essere paragonate a quelle di un dipendente vanno ridotte del 50%.
    Ma poi secondo te su 4,5 milioni di euro di bilancio dell’Ordine il problema sono i gettoni dei Consiglieri ???
    Il compito di Consigliere dell’Ordine, se fatto con serietà, è molto oneroso, si assumono responsabilità pesanti e le riunioni del Consiglio sono solo una piccola parte del lavoro.
    Il Presidente dell’Ordine che è presente quasi tutti i giorni in sede non percepisce stipendio ed è vergognoso, lo sai che il Presidente di inarcassa riceve uno stipendio di 150.000 euro l’anno?
    La prossima volta prima di scrivere stupidaggini informati !!!!

  19. christian rocchi scrive:

    BEH CERTO IL PARAGONE E’ CALZANTE TRA I PARLAMENTARI E I CONSIGLIERI DI UN ORDINE. INFATTI UN PARLAMENTARE PRENDE 15.000,00 EURO AL MESE PIU’ SVARIATI BENEFIT, VADANO O NON VADANO IN PARLAMENTO. E NON ULTIMO UNA PENSIONE STRATOSFERICA ANCHE SE FANNO UN SOLO GIORNO DI LAVORO PARLAMENTARE PRENDERANNO UNA PENSIONE DI 3.000,00 EURO AL MESE.

    Un consigliere a Roma prende dai 130 euro ai 200 euro a consiglio (a presenza); mediamente se ne fanno 3 di consigli al mese. Quindi su base mensile si ha dai 390 euro ai 600 euro al mese. purtroppo non abbiamo benefit, non abbiamo pensione, non abbiamo portaborse (che il parlamento paga 4000 euro al mese).

    Trovo utile parlare con cognizione di causa: la chiacchiera per la chiacchiera la trovo una perdita di tempo.

    Dovresti invece domandarti cosa quelle cifre da capogiro che ho percepito hanno prodotto.

    La mia attivita’ all’ordine ha prodotto fino adesso un entrata di fondi europei pari a circa:

    1.100.000,00 (unmilionecentomilaeuro)

    e per fondi regionali:

    150.000,00 (centocinquantamilaeuro)

    Per un totale di 1.250.000,00

    Che significano piu’ di duecento persone (giovani colleghi) mandate a lavorare nei piu’ grandi studi di Europa.

    Noi professionisti dovremmo parlare sempre con cognizione di causa altrimenti rischiamo di non essere credibili.

  20. Anna C. scrive:

    Gentile Marco Alcaro,
    i dati de gettoni di presenza dei Consiglieri dell’Ordine, sono pubblici!
    Basta farsi un giro sul sito dell’Ordine degli architetti di Roma, sulla pagina TRASPARENZA

    http://ordine.architettiroma.it/trasparenza.aspx

    Certo, una pagina poco visibile a tutti. Dovrebbe esserci un link in home page.
    Per passare inosservata anche a Lei Alcaro…..è sicuramente molto trasparente!
    Saluti

    Anna C.

  21. eleonora scrive:

    Dopo oltre 11anni di presidenza all’Ordine di Roma, Schiattarella ha finalmente ceduto alla “trasparenza” (e perchè non l’ha fatto prima?) ed ha postato un apposito link su architettiroma.it dove è possibile scaricare le sintesi (stringatissime e insufficienti , anche di una sola riga) dei verbali di consiglio (fermi però al 12 aprile 2011), e i gettoni di presenza dei consiglieri . Mi colpisce l’intervento di Anna C. perchè – in un contesto di denuncia serio da parte di Al’A – non entra nel merito della campagna informativa, ma attacca il consigliere con il maggior numero di gettoni di presenza che poi vuol dire con il più alto numero di presenze in consiglio . Non ritiene Anna C. di doversi scagliare contro quei consiglieri che incassando meno di 1.500euro vuol significare che in Consiglio latitano venendo meno agli impegni assunti con gli iscritti che li hanno votati (e come mai l’Ordine non li obbliga alle dimissioni, visto che c’è un regolamento in proposito?) Allora qual’è la finalità dell’intervento di Anna C, quello di creare un diversivo su commissione o molto più semplicemente è una esternazione fine a sé stessa, come tante, che appunto nulla aggiungono alla discussione?

    ec

  22. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Cara Anna
    la pagina trasparenza esiste da poche settimane è stata fatta proprio in virtù delle nostre battaglie, forse andrebbe pubblicizzata di più.

  23. Anna C. scrive:

    Propongo che AMATE L’ARCHITETTURA continui a mobilitarsi in modo che questa pagina sia pubblicata in HOME PAGE, e non nascosta nei meandri di link…..Se c’è TRASPARENZA che lo sia davvero!

    Per i gettoni di presenza, nulla da dire per quei consiglieri che efficacemente svolgono il proprio lavoro, e Christian Rocchi con dati alla mano conferma.
    Gli altri Consiglieri e Consigliere presenti sono in grado di dare uguali risultati? Sarebbe interessante pubblicare ed informare gli iscritti sul relativo lavoro di ogni consigliere e i risultati ottenuti nel mandato.

    Mi sembra che alcuni/e sono solo presenze effimere in virtù della loro appartenenza “politica” o “prestanza fisica”, ma forse mi sbaglio…

  24. Dioperdona Iono scrive:

    per Romano XX alias Giancotti che con tanto accorato afflato difende il “bravissimo professionista/progettista” . Innanzi tutto Ghigno di tocco, cita Giancotti in un contesto legato all’uso della casa editrice Propsettive edizioni da parte dei consiglieri: è lecito che questi abbiano rapporti commerciali con una srl di proprietà dell’Ordine? e poi: perchè su 16.500iscritti a roma proprio una monografia su Giancotti, guarda caso persino consigliere dello stesso ordine? e chi avrebbe pagato questa pubblicazione? c’è poi da ridimensionare l’incensazione di Giancotti: che è nella media dei professionisti che lavorano, senza infamia e senza lode..quanto all’invidia, questi sono i soliti peti di impotenza di chi capisce meno della metà di quello che di cui si discute .

  25. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Cara Anna C. vedo, nell’ultimo post, che finalmente cominci a mirare con maggiore precisione il tuo risentimento (che condivido).
    Se conosci almeno un minimo la storia di Amate l’Architettura saprai che è sulla trasparenza che stiamo conducendo un’aspra battaglia nell’ambito dell’Ordine degli Architetti di Roma. Come sottolinea Alcaro è grazie a noi e solo a noi che Il Presidente ed il Consiglio hanno cominciato ad adottare un minimo (un minimo!!) di trasparenza nelle procedure.
    E’ solo grazie a noi, che abbiamo condotto violente battaglie in sede di assemblea di bilancio preventivo e consuntivo, che Schiattarella & c. stanno cominciando a stornare una parte dei soldi destinata ai festini della Casa dell’Architettura e da quell’inutile rivista (per come è fatta adesso) chiamata AR, per iniziative più attinenti alla professione, ai giovani architetti e alla crisi che sta decimando la nostra categoria.
    Ma la battaglia è ancora solo agli inizi.
    Siamo solo noi che stiamo denunciando pubblicamente un malcostume che coinvolge Pubbliche Amministrazioni e Università, come nella battaglia dei 7 Samurai.
    Se vuoi veramente cambiare qualcosa sottoscrivi il nostro Manifesto, sottoscrivi la nostra petizione contro i 7 samurai (troverai il link nell’articolo correlato), chiedi di tesserarti al nostro Movimento, impegna – come noi – una parte del tuo tempo per cambiare concretamente un sistema incancrenito.
    Ti saluto ancora.

  26. Anna C. scrive:

    Grazie Calcaprina.
    In virtù i questo scambio messaggi, davvero propongo che AMATE L’ARCHITETTURA si adoperi per rendere trasparente l’operato dei singoli consiglieri in questi 2 anni di mandato: cosa hanno fatto, prodotto fin’ora sia a Roma che in Provincia.
    Almeno è una possibilità per arrivare più preparati alle prossime elezioni e sapere con certezza chi votare e/o depennare.

    Una lode per il vostro lavoro.

  27. Romano XX scrive:

    Caro Dioperdona Iono (modesto nel nickname),
    1. alias Alfonso Giancotti?
    No, mi chiamo Romano XX così come tu Dioperdona Iono.
    Il giorno in cui ti chiamerai con il vero nome ti inviterò a prendere un caffè e perchè no, a valutare il lavoro di giovani professionisti che hanno lottato e lottano everyday per conquistarsi stima e per costruire.
    Più leggo questi messaggi e più questo luogo sembra un REFUGIUM PECCATORUM.
    Gente che non ha mai costruito nulla, che si è limitata solo a qualche progett(ino) su carta ed oggi giudica chi COSTRUISCE , conquistando sul campo il realizzato.

    Se Giancotti ha costruito senza infamia e senza lode, tu, caro Dioperdona, cosa ci mostri di tuo?

    Ah dimenticavo: la biografia di cui parli è stata pubblicata prima che l’Architetto Giancotti entrasse in Consiglio, prima che ci fossero le elezioni.
    Vero lui già nel 2009 aveva fatto abbastanza per una biografia. E tu?
    Cordialmente,
    Romano XX

  28. Dioperdona Iono scrive:

    non si risponde ai garzoni di bottega con una irresistibile vocazione al servilismo.

  29. La domanda di Anna C. sui gettoni di presenza dei consiglieri, a parte il tono un po’ piccato e personalistico, non è pellegrina. Il gettone di presenza non è un obbligo, è una scelta del Consiglio, e infatti vi sono moltissimi consigli che non lo prevedono. Ad Arezzo, ad esempio, non mi risulta che i consiglieri lo percespiscano anche se credo che, giustamente, chi viene dalla provincia percepisca il rimborso spese per i viaggi. Lo percepiscono invece, da circa 3 o 4 anni a questa parte, i membri della commissione notule, di cui io faccio parte. La cifra è 20 euro a seduta e chi viene da fuori ha in più il necessario rimborso spese.
    Ogni anno, mediamente, ricevo circa 450 euro. Sono pochi, per carità, però ci pago la quota d’iscrizione annua e forse avanza qualche spicciolo.
    Quando venne deliberato questo gettone, proprio per il fatto che è simbolico, io dissi che tanto valeva non averlo per non sentirsi dire da qualche collega magari incazzato per un ritardo nell’esame della propria notula, che visto che riscuotiamo dobbiamo fare bene e alla svelta il nostro “lavoro”. Ancora non l’ho sentito un discorso del genere, ma non è detto che qualcuno non l’abbia pensato. So benissimo che fare il Presidente è un vero “lavoro” che assorbe buona parte del tempo. Anche il consigliere che si dà da fare può perdere moltissimo tempo. Ma qual è il significato del gettone (a parte il doveroso rimborso spese in viaggi ecc.)?
    Chi decide di candidarsi all’Ordine lo fa per molti motivi: impegnarsi per la categoria, prestigio, capire meglio certi meccanismi, voglia di cambiamento, desiderio di “potere”, insomma un mix di motivazioni che sono le stesse di chi, per scelta, legittimamente e anche meritoriamente, vuole fa parte della “classe dirigente”.
    Io credo, e farò dispiacere a molti, che la contropartita per questo impegno, che c’è senz’altro, a prescindere dai risultati e dai contenuti, sia proprio l’appartenenza a quel gruppo di colleghi che in qualche misura sono la guida dei colleghi e diventano classe dirigente in senso ampio, non solo per gli architetti. Fare il consigliere, e a maggior ragione fare il presidente, permette di avere relazioni più o meno importanti, consente di accedere a molte informazioni prima e meglio di molti altri, ha insomma dei privilegi. Non mi scandalizza affatto questa cosa, è normale, è la inevitabile e giusta contropartita per chi lavora (ripeto, sempre a prescindere dai risultati) per noi.
    Se si prende il caso del presidente di Roma, i suoi contatti e le sue relazioni sono potenzialmente, e forse realmente, straordinari. Se un consigliere e il presidente, lavorando nell’interesse di tutti (questo dobbiamo darlo idealmente per scontato) ne ottiene relazioni che, senza relazione diretta, lo portano a crescere nella sua professione, non dobbiamo scandalizzarci perché è nell’ordine delle cose.
    In questa logica, della quale io sono convinto, il gettone di presenza, alto o basso che sia, è un elemento di disturbo, un punto di debolezza che Anna C. ha sottolineato e che molti altri, non scrivendolo, avranno pensato.
    Chiedete ad esempio quanto è il gettone di presenza di un delegato INARCASSA e vederete che non è affatto simbolico. E i delegati hanno relazioni molto più succose dei consiglieri dell’ordine.
    Non demonizzo il gettone, però circa 50.000 all’anno (a occhio e croce) di gettoni non sono proprio bruscolini e quei consigli che non lo hanno adottato non dovrebbero dolersi più di tanto e prima di adottarlo dovrebbero pensarci sopra.
    Pietro

    p.s. qwfwq, quella battuta su Craxi ci sta come il cavolo a merenda. Nel merito, di quella frase “storica”, alta e coraggiosa di Craxi (che non mai amato) non hai proprio capito il valore e la portata. Inutile che te la spieghi dopo vent’anni ma di certo se fosse stata compresa (molti l’avevano capita benissimo ma avevano interesse a tacere) oggi saremmo in condizioni molto diverse

  30. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Pietro, proprio perché fare il presidente dell’Ordine è un lavoro e fare il consigliere è un mezzo lavoro, credo sia necessario un decoroso e adeguato gettone di presenza. Se non ci fosse, i professionisti di piccola statura non potrebbero partecipare perché l’impegno sottrarrebbe a loro tempo essenziale alla professione.
    Il professionista di maggiore statura ha meno problemi a delegare all’interno del suo studio (più strutturato) e ha più interesse, come dicevi tu, a crearsi una rete di conoscenze.
    Dunque il rischio è che i piccoli studi, i travet dell’architettura, non siano rappresentati in consiglio.
    Per quanto riguarda Craxi io ti ricordo che lui non fu solo uno dei tanti all’interno di un sistema distorto, ma fu il politico che indegnamente lo portò allo stato dell’arte e che, a differenza di altri, si sottrasse al giudizio dello stato italiano.

  31. Comprendo le argomentazioni sul gettone di presenza, su Craxi tu come qwfwq ripeti come un mantra frasi prive di senso ormai passate come verità apodittiche. Come posso mettermi qui a parlare di roba di molti anni fa che esulano dall’argomento del poste soprattutto del blog?
    Posso solo dirti che Craxi ha fatto non bene, ma benissimo a sottrarsi al giudizio. Al pari degli antifascisti che scapparono in Francia al tempo del fascismo. Faccio solo questo confronto per sbugiardare il luogo comune dell’essersi sottratto alla giustizia: scappare dalla giustizia politica è un diritto e un dovere. In questo senso Craxi era un esule, lasciato morire in esilio. E ti ripeto che non ho mai nutrito alcuna simpatia per l’uomo e per il politico. Di più per l’uomo di stato.
    Ciao
    Pietro

  32. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro pagliardini
    come delegato inarcassa ti assicuro che le uniche relazioni “molto più succose” come le chiami tu sono quelle con gli iscritti incazzati con la cassa a cui devi risolvere un mare di problemi e in una città come Roma sono proprio tanti.
    Le cifre dei gettoni e delle spese inarcassa sono molto alte, ogni Consiglio nazionale dei delegati costa più di 350.000 euro inun anno si spendono più di 1.500.000 di euro, se si aggiungono i compensi dei Consiglieri di Amministrazione, dei Revisori dei Conti, dei componenti delle Commissioni, dei Comitati ristretti e quant’altro si arriva a 5.000.0000 di euro.
    Sono cifre molto alte, ma derivano da un numero troppo elevato di delegati e una cattiva distribuzione, per farti un esempio io a roma devo dar conto insieme agli altri tre delegati di roma a quasi 9.000 iscritti, ci sono alcuni delegati come quello di medio campidano che deve dar conto a 12 iscritti e ha gli stessi gettoni miei, sulle commissioni e comitati il discorso è più lungo molti si fanno eleggere alla cassa soltanto per spartirsi incarichi nei comitati.
    Tra i 5.000.000 milioni di euro di inarcassa e i 20 euro a seduta della vostra commissione credo che il giusto stia in mezzo. Un professionista che svolge un compito importante come la valutazione delle notule non può essere rimborsato meno di una donna delle pulizie.
    In ogni caso lo sfascio dei nostri ordini dipende proprio dal fatto che la maggior parte si candidano non per fare un servizio agli iscritti ma per utilizzare il ruolo di consigliere a fini personali, se gli togliamo i gettoni dicendo tanto avete in cambio le relazioni commettiamo un grave errore perché li autorizziamo a non fare il proprio dovere.

    p.s. quanto a Craxi è troppo comodo parlare di giustizia politica quando non ci conviene, del resto il nostro presidente ci campa da 17 anni con questa tesi. Chi commette un reato deve essere punito come tutti i cittadini altrimenti torneremmo alla legge della foresta!!!

  33. BRAVO! Hai pronunciato l’immancabile frase storica delle giovani marmotte della legalità.
    Nel frattempo sputtanateci altri migliaia (all’anno) di euro per una fondazione che serve solo agli amici degli amici, invece che per le nostre pensioni. E’ così che si fa.
    Pietro

  34. antonio marco alcaro scrive:

    Quando non si sa cosa rispondere la si butta in caciara parlando di cose che non hanno alcuna attinenza, tipico di alcune tipologie di persone, comunque tra le giovani marmotte e i delinquenti preferisco le giovani marmotte.

    p.s. sulla Fondazione, fatela prima nascere e poi quando avrà fatto qualcosa parlatene male.

  35. Non so cosa dire? Il problema è che non deve nascere. Quando è nata ha già speso i soldi. PER FARE COSA?

  36. Aggiungo: Spiegacela bene la funzione, i costi d’impianto e di mantenimento, il personale, ecc.
    Questi sono fatti, non caciara!!! Non sono io delegato di cassa.
    Ciao
    Pietro

  37. Pietro Ranucci scrive:

    Ho letto, dopo molto tempo da quando mi viene inviata la posta di Amate l’Architettura e me ne scuso, tutti gli scritti qui pubblicati.
    Ho rilevato che si trattano alcune questioni importanti per la professione e per la organizzazione delle istituzioni che la rappresentano.
    Ho rilevato però anche che il confronto assume a volte forme improprie al limite dell’insulto. Mi domando cosa impedisce che si possa tranquillamente mettere in discussione tutto e tutti (come qualche collega ha fatto) senza che questo scateni modalità distorte di colloquio. Mi sembra evidente che chi intende partecipare ad una discussione nel momento in cui pone la questione debba, innanzi tutto, mostrarsi informato e se ritiene di non esserlo, chieda appunto informazioni. Poi si discute. Discutere aggredendo non mi pare, posso sbagliarmi, un metodo molto corretto.
    Il blog (è un blog ? scusate ma non sono molto informato…) ha sollevato, per quello che ho letto, due temi molto attuali e interessanti : a) il lavoro professionale dei docenti universitari a tempo pieno e, b) il gettone di partecipazione ad organizzazioni professionali.
    Proviamo a discutere di questi due temi con calma. Capisco che l’impegno che molti di voi hanno messo nell’affrontare i problemi della professione partecipando alla vita dell’Ordine in vari modi e con esiti diversi, possa indurre ad atteggiamenti di aspra critica ma debbo dire che la lettera iniziale (credo di Simona (correggetemi) dimostra un metodo di confronto molto corretto e “incidente”. Usiamo questo.
    Buona discussione a tutti.
    Pietro Ranucci

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