Iva sei partita

Segnaliamo volentieri un nuovo blog che si occupa di architetti e ingegneri a partita iva che fanno i dipendenti.
Il problema sta diventando sempre più grande e nessuno se ne occupa, finalmente un’iniziativa che potrebbe dare una scossa all’immobilismo e al silenzio delle istituzioni, (Ordini professionali, Inarcassa, Governo), sul tema.
Ormai non esistono più studi di architettura che assumono i loro collaboratori, li obbligano ad aprire la partita iva e li pagano come se avessero la busta paga.
Il problema riguarda tutti i professionisti, ma in particolar modo gli architetti e gli avvocati.
Vi faccio un esempio:
una segretaria regolarmente assunta in uno studio professionale, senza alcun titolo di studio, guadagna mediamente 1200/1300 euro netti al mese, se a questa cifra si aggiunge 13° + 14° + TFR  si arriva ad una cifra netta annuale di circa 20.000 euro a cui si aggiungono le ferie pagate, i permessi la malattia e tutto il resto.
Un professionista iscritto ad un albo che ha studiato mediamente 6/7 anni se va a lavorare in uno studio percepisce mediamente meno di 1200/1300 euro ma deve aprire la partita iva, il che significa che fattura 1200+iva, non ha né 13°, né 14, né TFR, non ha ferie pagate, non ha permessi, non ha malattia, non parliamo poi della maternità.
Il risultato è che dopo aver pagato Irpef, irap, addizionali comunali e regionali, inarcassa, commercialista e molto altro gli rimangono poco più di 7.000 euro all’anno per vivere contro i 20.000 di una segretaria.
Siamo i nuovi poveri, se nessuno si occuperà di questo problema i professionisti scompariranno.
Vi allego il comunicato che ci hanno inviato Paola Ricciardi e Laura Calderoni:
Gentili redattori di Amamte l’architettura,

siamo un gruppo di architetti, e abbiamo messo on line un blog,  www.ivaseipartita.blogspot.com, il cui scopo è portare alla luce anche le condizioni lavorative di un gran numero di architetti e ingegneri, che svolgono di fatto un lavoro dipendente retribuito tramite partita iva.

Vi inviamo in allegato un comunicato stampa con i contatti del sito, in cui spieghiamo chi è Iva, cosa fa, quali sono i suoi obbiettivi, perchè vorremmo che tramite il vostro sito poteste dare rilevanza all’iniziativa.
Crediamo che sia fondamentale iniziare a parlare di quali sono le reali condizioni lavorative dei giovani ( e non solo) architetti e ingegneri, di quale è il cammino che si sta tracciando per la nostra professione, perchè non ci può essere buona architettura se chi opera in questo settore non ha diritti.

All’interno del blog è presente un questionario, attraverso il quale vogliamo arrivare a quantificare e definire un fenomeno che le statistiche ad oggi sembrano ignorare.

Per questo motivo per noi è molto importante arrivare al numero più alto possibile di ingegneri e architetti: solo se siamo in tanti possiamo inizare a farci sentire.

Grazie e un saluto,
Paola Ricciardi e Laura Calderoni

Architetti e ingegneri a Partita Iva

“Iva sei partita” è il nostro modo ironico e determinato di portare all’attenzione pubblica un problema di cui in Italia si parla ancora poco, ma che è ormai molto diffuso: quello del finto lavoro autonomo.

Vuoi lavorare? Bene, apriti la partita iva. Però hai una sede di lavoro fissa, un impegno a tempo pieno secondo orari decisi dal tuo datore di lavoro, non maturi ferie, non hai diritto a straordinari e malattia, devi portare avanti la gestione fiscale da solo, non hai diritto ad ammortizzatori sociali se perdi il lavoro e non costruisci nessuna autonomia professionale.

La beffa è che guadagni così poco che rischi di venir scambiato per un evasore.

Parliamo di architetti e ingegneri, perché questo è il nostro mondo, ma il fenomeno è esteso anche ad altre professioni che interessano campi strategici e sensibili del mercato del lavoro e della società; medici, avvocati, geologi, archeologi, giornalisti, designer, informatici ecc.

Questa condizione lavorativa più che precaria, è illegale.

Ma, essendo la norma, non lascia scampo: puoi denunciare, ma sarà difficilissimo trovare altrove condizioni diverse.

Il vantaggio a breve termine, che viene intravisto dalle imprese e agevolato dalla legge, si fonda su un “errore” interpretativo, per cui, la dialettica tra società flessibile e lavoro flessibile si traduce nel drastico taglio ai costi del lavoro, considerato come semplice merce.

Questa situazione noi per primi l’abbiamo accettata, e fatichiamo a riconoscere come, nel lungo periodo, danneggi la qualità del nostro lavoro e della nostra vita.

Iva sei partita vuole smuovere le acque. Questo non è un problema individuale, ma generale e generazionale.

Contiamoci. Sappiamo che siamo tanti: nel sito è pubblicato un questionario per  illustrare la situazione, e definirla anche dal punto di vista quantitativo.

Facciamoci sentire: una volta acquisita coscienza della nostra situazione e definiti i termini, portiamo alla luce la nostra condizione, presso gli Ordini professionali, i Sindacati, il Governo.

Definiamo i nostri obbiettivi:

Un Contratto Nazionale per architetti e ingegneri

Un tavolo di confronto con Ordini professionali, Sindacati, Governo

Il rispetto delle regole esistenti

Il nostro sito: www.ivaseipartita.blogspot.com

Il link per compilare il questionario:  ivaseipartita.blogspot.com

La nostra mail: ivaseipartita@gmail.com


4 Commenti a “Iva sei partita”

  1. Qfwfq scrive:

    Complimenti per l’iniziativa
    La nuova generazione di sfruttati e sottopagati e’ quella del cognitariato
    Mascherati sotto le più svariate forme i prestatori di opera intellettuale sono la categoria che porta il plusvalore al sistema produttivo basato sulla valorizzazione dell’informazione
    Prima di pensare a forme di contrattazione collettiva occorre recuperare la coscienza del valore che ha la produzione culturale intellettiva
    Si tratta di un fenomeno diffuso a svariate categorie
    Occorrerebbe anche superare l’ottica di categoria

  2. Paola scrive:

    Ciao, sono una degli architetti che si occupa del blog di Iva. Abbiamo creato questo spazio on line prima di tutto perchè si iniziasse a parlare del problema dei finti liberi professionisti, della mortificante situazione in cui si trovano le professioni intellettuali, dell’accettazione diffusa e rassegnata dell’illegalità. Ma anche per tracciare scenari possibili, informarci su quali sono i passi concreti che potrebbero portare la nostra professione e l’Italia fuori da questa logica, per informarci e informare i nostri lettori, per ragionare su cosa significa progettare lo spazio di una società flessibile e precaria.
    A due mesi dal primo post siamo riusciti a prendere contatto con parecchie realtà che come la nostra si occupano di precariato, giovani e finti professionisti, e stiamo cercando di avviare un tavolo di confronto per poter tracciare profili e soluzioni comuni per le libere professioni. Vorremmo che il nostro blog si allargasse al dibattito con chi ha idee e proposte, per questo, per qualunque suggerimento, o se volete darci una mano, farci una critica o darci uno spunto di riflessione, vi invitiamo a scriverci (abbiamo anche uno spazio facebook) e a usare lo spazio del web come la nostra piazza d’incontro. Grazie mille per il risalto dato all’iniziativa!

  3. Salvatore Comenale Pinto scrive:

    Desidero segnalare una discussione su tema analogo:
    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?f=11&t=44060&sid=b028629377341f8f8c55f48de0225c75

    …un’altra discussione su tema analogo:
    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?f=4&t=43962

    … e una petizione promossa da amici (gli ingegneri del
    movimento pro trasparenza inarcassa)
    http://www.petizionionline.it/petizione/per-la-consapevole-approvazione-dei-bilancio-inarcassa/3936

  4. […] mese di maggio abbiamo segnalato la nascita di un nuovo blog e Associazione ivaseipartita che si occupa del problema delle finte partite iva in […]

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