Si deve cambiare

Sono passati alcuni giorni dall’Assemblea di bilancio preventivo dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia che ha approvato il bilancio (scaricabile qui per i soli iscritti).

Bilancio che è stato approvato con una trentina di voti a favore 21 astenuti e 2 contrari.

Alcuni dei membri di Amate l’Architettura hanno preso parte all’Assemblea e hanno chiesto pubblicamente ragione al Presidente di alcuni capitoli di bilancio nei quali riscontravano punti poco chiari o incongruenze.

Stiamo parlando di un bilancio da circa € 4.121.000, dei quali una parte sono assorbiti dalle seguenti uscite:

€ 786.000 sono allocati per le spese del personale;

€ 519.000 sono per le spese del funzionamento degli uffici;

€ 578.000 sono la quota (obbligatoria) destinata al CNA.

Dunque abbiamo quasi € 1.900.000 che possiamo considerare come spese fisse e inderogabili, a meno che si vogliano verificare le reali esigenze dell’organico del personale. Noi non lo faremo e le daremo per buone.

Abbiamo perciò € 2.238.000 da allocare in servizi agli iscritti, più della metà del budget, corrispondente a circa € 130 di tassa individuale di iscrizione.

Il Presidente, nella presentazione del bilancio, ha annunciato che quest’anno sarebbero state allocate più risorse alla tutela professionale, meno risorse alle manifestazioni culturali, meno risorse sulla rivista AR (dimezzate!) e si avrebbe avuto un forte risparmio sull’uso della PEC per le raccomandate.

Alla luce di questa premessa vediamo che:

alla tutela professionale sono stati allocati € 700.000 (+ €30.000 rispetto all’anno scorso). Di questi € 32.000 in più ai progetti speciali delle consulte, € 8.000 in più alle borse di studio, qualche spicciolo al progetto “Professioni giovanili” e ai tirocini formativi.

Ai servizi informativi sono andati circa € 476.000. In dettaglio possiamo vedere che è stata recepita la nostra richiesta di maggiore chiarezza scorporando la voce AR che l’anno scorso prevedeva allocati circa € 200.000. Quest’anno la sola voce riceve € 127.000 mentre si può vedere come l’intera differenza sia stata spostata sulla voce “Mediarch – WEB radio TV – volumi architett. e libreria” (€ 73.000). La voce “spedizioni rivista e circolari” risulta diminuita dai  € 70.000 dell’anno scorso ai € 50.000. Il rimanente è finito nel Dipartimento videocomunicazione (settore multimediale e nei servizi informatici consulenziali.

Alle assemblee e manifestazioni culturali vengono decurtati circa € 100.000 ma rimangono € 327.000 in bilancio.

Infine le voci dei vari progetti Leonardo, ORA Lazio, con l’eccezione di Educate, sono in calo perché in fase conclusiva.

Abbiamo quindi richiesto chiarimenti in merito a dove risultino gli introiti per le pubblicità del sito on line e della rivista. Il Presidente ci ha chiarito che per motivi di “efficienza” fiscale gli introiti pubblicitari vanno alla casa editrice; come tali sono riportati all’interno del bilancio della casa stessa.

Non sono stati forniti i dati relativi agli introiti pubblicitari; in generale non è stato fornito alcun dato sull’andamento economico della Casa editrice.

Che conclusioni possiamo trarre da un bilancio del genere?

1. Che nonostante quanto anticipato dal presidente noi, sommate tutte le voci assimilabili e “contigue”, spendiamo  ancora € 250.000 (circa 9 € ad iscritto) in contributi alla casa editrice (il contributo aumenta se si tiene conto degli introiti pubblicitari che questa percepisce direttamente); il tutto per una rivista editata da una società dell’Ordine (Prospettive srl) sulla quale, allo stato attuale, gli iscritti non hanno alcun modo di verificarne le scelte.

2. Che sul bilancio di AR gravano i costi dei libri editati dalla casa editrice (senza che sia chiaro chi ne stabilisca la linea editoriale) e della libreria interna, che offre agli iscritti ben il 10% di sconto sui libri in vendita.

3. Che per l’affidamento degli incarichi per i vari servizi erogati all’Ordine non vi è il ricorso sistematico ad analisi di mercato o a procedure di selezione tramite gare o bandi aperti.

4. Che in un momento drammatico per gli iscritti, vengono allocati ancora € 327.000 alle manifestazioni culturali, pari al 14% delle risorse disponibili, quando questi soldi potrebbero  – in parte – essere utilizzati meglio (per esempio in corsi di aggiornamento gratuiti, come accade in altri ordini) o potrebbero essere non chiesti, diminuendo la tassa di iscrizione.

Osserviamo che sarebbe buona prassi, per i progetti a valenza pluriennale e per quelli più “pesanti e complessi” come ad esempio i progetti che contribuiscono a comporre la voce “assemblee e manifestazioni culturali” (€ 327.000), prevedere la redazione di un piano economico pluriennale che consenta di monitorare nel tempo l’andamento dei progetti.

Ci lascia inoltre perplessi la presenza di due strutture interne che si occupano di formazione che sono in concorrenza tra loro, pur in presenza da 20 anni di un ente specifico di riferimento dell’Ordine, il Cesarch, chiaramente dedicato alle attività di formazione, creando in tal mondo confusione e pericolosa sovrapposizione nel funzionamento di diversi organi dell’Ordine.

Infine, al di là di tutte le considerazioni sui capitoli di bilancio, abbiamo posto con forza alla Presidenza la questione di fondo legata alle modalità con cui vengono gestite le società controllate dall’Ordine e, in generale, gli appalti di una certa entità:

Chiediamo che siano appaltati servizi per somme ingenti una tramite ricorso a gare od applati aperti;

Chiediamo che, come richiesto durante l’assemblea, la casa editrice dell’Ordine sia gestita con una gara a cadenza bi o triennale tra i migliori progetti editoriali offerti (come accade in Spagna), in ogni caso sottoponendola al controllo di una commissione scientifica anche essa selezionata tramite bando.

Chiediamo che nei CDA delle società controllate dall’Ordine siedano consiglieri dell’Ordine rappresentativi dell’intero consiglio e che la gestione delle società sia resa pubblica.

Chiediamo una riduzione della tassa di iscrizione fino all’allineamento con gli altri ordini italiani più importanti.

Chiediamo infine una maggiore chiarezza sulla gestione di tutte le attività collaterali che fanno rifermento all’ordine.

Il Presidente dell’Ordine alle nostre richieste ha risposto con proposte di apertura alle nostre istanze. Per questo motivo abbiamo scelto la linea dell’astensione alla votazione del bilancio.

Se alla votazione ci sono stati 2 contrari e 21 astenuti (quasi la metà dei votanti), è indice di un chiaro segnale di disagio che siamo certi verrà colto immediatamente dal Presidente e dai consiglieri, per mettere in opera quei cambiamenti che richiediamo.

C’è un lasso di tempo sufficiente prima delle votazioni del bilancio consuntivo per mettere all’ordine del giorno le prime riforme. In quella occasione torneremo a confrontarci con loro.

Ci teniamo a precisare infine che il nostro Movimento riconosce al Presidente il merito di avere trasformato, con grande dedizione, negli anni, l’Ordine di Roma da meccanismo burocratico ad un valido strumento di promozione della categoria degli architetti; questo risultato, dovuto anche all’aiuto di molti di noi, dipende certamente dalle notevoli capacità relazionali del Presidente stesso.

La nostra azione mira esclusivamente ad aiutarlo a compiere un ulteriore salto di qualità stabilendo delle regole permanenti di gestione dell’Ordine e delle società da esso controllate che ne consentano lo sviluppo trasparente e virtuoso anche nelle prossime gestioni, quando non potremo più contare sulle sue capacità.

In un momento di grave crisi istituzionale del paese, è proprio dalla società civile che devono partire le spinte del rinnovamento, la richiesta di regole da rispettare.

E’ da questi presupposti che un Ordine può chiedere, a testa alta, alla classe politica un cambiamento positivo.


15 Commenti a “Si deve cambiare”

  1. claudia niccolini scrive:

    State tranquilli e non vi allarmate. Potrete contare ancora per altri 6 anni sulle capacità del vostro Presidente!!!

  2. Credo che il problema di fondo rimanga la natura degli Ordini Professionali.
    La loro natura a base provinciale non aiuta certo a costruire un progetto condiviso per sostenere una professione in profonda crisi

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Leggo il post di Claudia Niccolini e capisco che va fatta una precisazione sulla linea di Amate l’Architettura: o vengono stabilite subito delle regole di trasparenza nella gestione dell’Ordine e perciò il Consiglio e il Presidente (per noi) possono tranquillamente continuare il loro lavoro, oppure il nostro Movimento si metterà di traverso e ho qualche dubbio che riescano ad andare avanti per altri 6 anni.

  4. claudia niccolini scrive:

    In merito alle regole di trasparenza: se ci si vogliono dare ( le regole ) non occorre aspettare che vengano richieste dagli iscritti, basta darsele, e non darsele solo perché l’assemblea degli iscritti potrebbe non approvare il bilancio.
    Penso comunque che il vostro movimento non si dovrà mettere di traverso a niente e nessuno, perché l’intelligenza e la perspicacia del vostro Presidente sono a tutti ben note, e certo con l’aiuto del suo consiglio, saprà individuare tutte le eventuali correzioni necessarie.

  5. Giulio Pascali scrive:

    Gentile Claudia,
    onestamente non comprendo il senso dei suoi commenti che oscillano tra il fatalismo rassegnato e il sostegno indiscusso al capo.

    Le regole le chiediamo (da iscritti quali siamo) perché ci pare (ma è solo una sensazione) che non ci siano.
    Il nostro movimento ha espresso le sue perplessità in merito alla gestione dell’Ordine di Roma, in maniera trasparente e utilizzando i luoghi istituzionalmente deputati per questo (l’assemblea di approvazione del bilancio).
    Se l’attuale consiglio ha la capacità e la volontà di riformare e riformarsi, ben venga; altrimenti continueremo ad agire con i mezzi a nostra disposizione per ottenere le cose che riteniamo opportuno richiedere.

    Il problema della creazione e del rispetto di un sistema di regole che garantiscano il funzionamento delle nostre istituzioni indipendentemente dalla capacità dei singoli (ed a volte anche malgrado questi) è un problema generalizzato che, sono certo anche Lei potrà riscontrare anche all’interno delle istituzioni con cui Lei ha a che fare (comuni, municipi, associazioni di categoria, università, istituzioni di varia natura, ecc.).

    Noi ci battiamo per questo in tutti gli aspetti della vita civile che ci riguarda, ma siamo umanamente perfettibili (come d’altronde anche i componenti del Consiglio) e chiunque abbia idee e posizioni diverse dalle nostre è libero di esprimerle anche in questo blog.

    Anzi, saremmo lieti di riceverle per discuterne apertamente e in maniera costruttiva.

    Lei per esempio cosa ne pensa dell’idea di richiedere più offerte per decidere l’affidamento di un qualsiasi servizio pagato dall’Ordine?

    Cordiali saluti

  6. claudia niccolini scrive:

    Richiedere il preventivo di almeno tre fornitori è da sempre una regola aurea. Se questo non avviene chiedetene il motivo al vostro Consiglio.

  7. Giulio Pascali scrive:

    Infatti e’ proprio quello che stiamo chiedendo

  8. A Giulio Pascali: la regola dei tre preventivi è aurea, come dica Claudia Niccolini, ovviamente sopra una certa soglia, altrimenti diventa una gabbia che impedisce ogni attività.
    Le regole di trasparenza – e di correttezza amministrativa direi- sono necessarie per il funzionamento di un organismo di rappresentanza, ma non possono diventare un feticcio da adorare. Se devo comprare una scatola di penne bic, forse faccio prima ad andare dal cartolaio di sotto. D’altronde se indico una gara per acquisti di tutti gli articoli di cartoleria, come è giusto che sia, c’è il forte rischio che mi riempia la sede di prodotti e, si sa, più ce ne sono e più se ne consumano. Anche questa è una regola aurea, verificata in studio, dove i post-it vengono usati inesorabilmente come fogli per scarabocchiare e le penne vengono seminate dappertutto.
    Sono solo esempi banali per rimarcare sempre l’uso del buon senso contro il rischio che l’eccesso di regole porti alla de-responsabilizzazione e faccia perdere di vista l’obbiettivo dell’efficienza e del buon funzionamento di qualsiasi organismo, dell’ordine nello specifico caso.
    Saluti
    Pietro

  9. claudia niccolini scrive:

    le osservazioni di “Amate l’architettura” in merito al bilancio riguardano aspetti sostanziali, di metodo. Mi sembra che stiano chiedendo all’Ordine di dimostrare come vengono acquistate le penne bic…

  10. claudia niccolini scrive:

    scusate l’errore…riscrivo correttamente!
    Le osservazioni di “Amate l’architettura” in merito al bilancio riguardano aspetti sostanziali, di metodo. Non mi sembra che stiano chiedendo all’Ordine di dimostrare come vengono acquistate le penne bic…

  11. D’istinto mi sarebbe venuta voglia di rispondere in modo sgarbato al liquidatorio commento di Claudia Niccolini, perché dissento totalmente, in quanto credo che non abbia capito cosa volessi dire, e perché il suo commento mi vuole fare passare come uno con la sveglia al collo; e questo sarebbe il merito.
    Nella forma mi atterrò, invece all’educazione e alla spiegazione; e questo sarebbe il metodo.
    Aspetti sostanziali e metodo – il primo è un fine, il secondo è il mezzo per arrivare al fine – effettivamente non possono essere disgiunti e si dice spesso che il metodo diventa merito. Nella legge la forma è sostanza.
    E io, con l’esempio delle bic – perchè di esempio si trattava, mi sembra chiaro – volevo significare il fatto che se il metodo è importante, è opportuno evitare che questo prevalga fino a mettere in secondo piano l’obiettivo, il fine ultimo dell’Ordine come di qualsiasi altro organismo, che è la funzionalità, la risposta da dare ai compiti istituzionali e alle aspettative dei propri iscritti.
    Poichè oggi, ovunque, si fanno molto più spesso questioni di metodo piuttosto che di merito, ho usato le bic per non farla lunga.
    Ma dato che Claudia Niccolini ha interpretato questo mio “metodo” semplificativo come grossolano e ingenuo, ho tenuto a mostrarle che avevo capito l’argomento ma che volutamente ho posto l’attenzione su un problema che non è solo dell’Ordine ma appartiene a molti aspetti e accadimenti e organismi della nostra società contemporanea che, per rispettare il metodo, tende a perdere di vista la realtà, i fatti, la sostanza.
    Saluti
    Pietro

  12. claudia niccolini scrive:

    A parte il fatto che non intervengo mai nelle discussioni per offendere nessuno, credo che i miei interventi siano diventati gioco-forza stringati in quanto mi sembra che circoli la tendenza al fraintendimento.
    Nell’intervento iniziale di amate l’architettura è stato scritto da qualcuno

    3. Che per l’affidamento degli incarichi per i vari servizi erogati all’Ordine non vi è il ricorso sistematico ad analisi di mercato o a procedure di selezione tramite gare o bandi aperti.

    Questo mi sembra un elemento tra gli altri molto significativo e sul quale meriterebbe certamente spingere a fondo perché si possa verificare una più corretta gestione.

    Spero di aver chiarito il mio pensiero e vi faccio tanti auguri per il proseguimento…

  13. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentili Niccolini e Pagliardini, gli articoli firmati “Amate l’Architettura”, per quanto possa sembrare inconsueto, sono frutto di un lavoro di gruppo, proprio perché devono esprimere con precisione le varie sfumature di pensiero degli aderenti al Movimento.
    In merito alla questione delle bic, la definisco così per sintesi, credo che il nostro pensiero sia stato espressa chiaramente quando scriviamo: ” Chiediamo che siano appaltati servizi per somme ingenti una tramite ricorso a gare od appalti aperti”. Mi pare chiaro che non si possono fare gare per gli spiccioli altrimenti, ha ragione Pagliardini, il sistema si blocca.
    Non abbiamo voluto quantificare la soglia delle “bic”, perché riteniamo di scrivere a persone dotate di intelligenza (mi riferisco al Consiglio dell’Ordine). Personalmente ritengo che tale limite si possa attestare sui 20.000 euro circa.
    In tutti i casi vi ringrazio per avere dato modo di approfondire anche questo aspetto.
    Un saluto a tutti. Giulio Paolo Calcaprina

  14. Giulio Pascali scrive:

    ecco una iniziativa simile dedicata al senato
    evidentemente la trasparenza dei conti non è un tema così banale

    http://www.lucanicotra.org/trackback/268

  15. […] mese di marzo abbiamo denunciato alcune incongruenze del bilancio dell’Ordine segnalando alcune questioni relative alla casa Editrice Prospettive […]

Lascia un Commento