Milleproroghe: nessuno lo vuole, tutti lo usano

Il 02 marzo 2011, 23  Presidenti di altrettanti Ordini degli Architetti italiani, hanno sentito il dovere di sottoscrivere un documento per prendere le distanze dall’inserimento, nel decreto milleproroghe (approvato in parlamento con la fiducia nella seduta del 26 febbraio 2011), della norma che prevede l’aumento da 2 a 3, il limite dei mandati per i consiglieri degli Ordini di architetti PPC, ingegneri, agronomi, assistenti sociali, biologi, chimici, geologi che sono in carica al 26.2.2011.

La modifica ha suscitato polemiche (vedi post precedente) anche perché, la norma che introduceva il limite di due mandati (il DPR 169/2005), era stata approvata da appena 5 anni e faceva salvi i mandati precedenti nel momento di entrata in vigore.

E’ curioso che molti Presidenti che hanno sottoscritto il documento, in cui si chiede che venga al più presto modificato il provvedimento giungendo finalmente ad una riforma organica del sistema di regole democratiche del mondo ordinistico, hanno alle spalle molti anni di permanenza continua nel Consiglio, alcuni da più di 10 anni.

Ora mi chiedo, ma se sono così contrari ad una norma che permette di allungare il mandato dei Consiglieri tanto da sentire il bisogno di emanare un documento che  afferma con forza la negatività di questa legge, perché non si scandalizzano della loro stessa presenza continuata nei Consigli per svariati anni?

Il Presidente dell’Ordine di Roma il 25 febbraio ha, per primo, espresso nettamente la sua contrarietà alla norma (vedi documento), peccato che il 24 giugno 2009 ad Ancona in occasione della CONFERENZA NAZIONALE DEGLI ORDINI DEGLI ARCHITETTI – PIANIFICATORI – PAESAGGISTI – CONSERVATORI, abbia dichiarato il contrario (vedi verbale pag. 8), ma si sa in politica si cambiano spesso le idee.

In definitiva si rimane perplessi nel constatare che, in un periodo dove gli architetti vivono grandissime difficoltà:

  • crisi finanziaria
  • legge sugli appalti pubblici che nega l’accesso agli incarichi al 95% dei professionisti
  • concorsi di architettura che non si fanno più, (quei pochi che si fanno è come non averli fatti)
  • competenze professionali in grande confusione
  • normative impazzite che impediscono ai professionisti di lavorare serenamente
  • una legge per l’architettura da decenni annunciata e mai realizzata
  • università allo sbando
  • deontologia mai applicata
  • esercizio abusivo della professione mai condannato
  • ………………………….

quello che più interessa a molti Presidenti dei nostri Ordini è prendere le distanze da una norma che loro già applicano di fatto da molti anni.



2 Commenti a “Milleproroghe: nessuno lo vuole, tutti lo usano”

  1. Se la regola di più di due mandati è antidemocratica (e per me non lo è, al massimo è inopportuna) a quei presidenti e consiglieri che hanno dichiarato esserlo non resta che non ripresentarsi per coerenza alle prossime elezioni e dichiararlo apertamente da subito, a futura memoria. Non vedo altra scelta possibile. In politica si può cambiare idea, ma dove le scelte politiche riguardano le proprie cariche no.
    Dovrebbero farlo non foss’altro per essere stati improvvidi a fare quelle dichiarazioni: troppo facile voler accontentare la piazza facendo conto sulla memoria corta.
    Saluti
    Pietro

  2. Cesare scrive:

    Penso che in democrazia le persone possono decidere se fare o non fare una certa cosa, sempre nel rispetto della legalità, il voler legiferare per mettere un limite alla possibilità di presentarsi in una libera competizione elettorale mi sembra questo un po’ antidemocratico. Credo inoltre che di solito per gli iscritti conta quello che si fa nei propri territori per essere riconfermati. Condivido tutto quanto detto da Pietro.
    Saluti Cesare

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