I Vandali

18 marzo 2011

È uscito il nuovo saggio di Stella e Rizzo “I Vandali”.

Titolo emblematico, chiaramente ispirato ad un altro celebre testo di Cederna “I Vandali in casa” che già ai tempi dimostrava in maniera più che lucida la nostra sistematica incapacità di gestire il patrimonio culturale e artistico che ci ritroviamo.

Sempre pronti ad inorgoglirci del nostro patrimonio (il più grande del mondo, il più straordinario) eppure così poco pronti ad indignarci di fronte a chi quel patrimonio lo deturpa e lo abbandona a se stesso.

“Non abbiamo il petrolio, noi. Non abbiamo il gas, non abbiamo l’oro, non abbiamo i diamanti, non abbiamo le terre rare, non abbiamo le sconfinate distese di campi di grano del Canada o i pascoli della pampa argentina. Abbiamo una sola, grande, persino immeritata ricchezza: la bellezza dei nostri paesaggi, la bellezza dei nostri siti archeologici, la bellezza dei nostri borghi medievali, la bellezza delle nostre residenze patrizie, la bellezza dei nostri musei, la bellezza delle nostre città d’arte.”

Abbiamo inoltre la nostra intelligenza, la creatività la capacità di innovare.

Che aspettiamo a valorizzare le nostre risorse?


2 Commenti a “I Vandali”

  1. qfwfq scrive:

    Un aggiornamento

    http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/crollo-palazzo-principessa/cm-155417

    Alcune considerazioni brevi:
    – i palazzi antichi non sono etrni. Deperiscono e crollano come tutti i palazzi. Essi hanno bisogno di cure e manutenzione continua. Contrariamente a chi li vorrebbe additare come esempio di tecnologia eterna e risolutrice di ogni problema di gestione della città.
    – per tutelare il nostro patrimonio c’è un estremo bisogno di investire. Per investire occorrono soldi; per i soldi ci vuole la presenza sia dei privati che del pubblico
    – ogni chiesa, palazzo, dimora strocia che teniamo chiusa e abbandoniamo (anche senza arrivare al crollo finale) equivale ad una perdita irrecuperabile di risorse economiche. Come se gli arabi all’improvviso decidessero di non estrarre più il loro petrolio (magari dandogli fuoco)
    – la gestione ordinaria costerebbe infinitamente meno degli interventi straordinari; evidentemente l’ordinario non porta voti mentre i grandi piani emergenziali aiutano molto la propaganda e consentono anche di gestire meglio gli affidamenti degli incarichi (in emergenza si sa si deroga molto e bene alle regole ordinarie)
    – gli unici che possono spingere i nostri amministratori a cambiare siamo noi con in nostri voti (con le nostre opinioni espresse) che cominciamo a chiedere con forza un cambiamento a tutti i livelli

    Che aspettiamo ad incazzarci?

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