Via Giulia e i “7 Samurai”

A Roma gli Architetti lavorano gratis, la scoperta è stata fatta dal nostro Sindaco Alemanno, infatti per elaborare progetti sull’area della Moretta a via Giulia, ha pensato bene di incaricare 7 architetti a patto che lavorino gratis, i 7 Samurai hanno accettato senza battere ciglio, 5 di questi sono iscritti all’Ordine professionale di Roma.

Il Movimento “Amate l’Architettura” ha inviato una lettera aperta al Sindaco Alemanno, al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella e ai 5 Architetti romani chiedendo chiarimenti in merito all’incarico svolto.

Il Movimento esprime il proprio disappunto per le modalità con cui il Sindaco ha incaricato i 7 architetti, 4 dei quali non possono svolgere la libera professione perché docenti a tempo pieno. Si condanna il comportamento dei colleghi architetti che hanno lavorato gratuitamente, contravvenendo al Codice Deontologico. Noi riteniamo che questo comportamento sia da censurare perché in questi casi si dovrebbe rifiutare la propria prestazione professionale e si dovrebbe invocare il ricorso ad un concorso internazionale aperto a tutti, senza il filtro del fatturato, (non serve il fatturato per avere delle buone idee), dove  tutti i colleghi si possano confrontare senza alcuna preclusione.

Giulio Andreotti diceva: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca“, allora noi ci chiediamo perché un professionista affermato dovrebbe perdere del tempo spendere dei soldi tra elaborati e plastici, impiegare i propri collaboratori per un lavoro dove non c’è compenso e dove non c’è un fine umanitario ?

Provate a chiedervelo e giudicate voi se vi sembra corretto il comportamento del Sindaco e degli Architetti interessati.

Si fa presente inoltre al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Architetto Amedeo Schiattarella che gli Architetti: Purini, Cordecschi, Aymonino e Rebecchini sono incompatibili con la libera professione, tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002, in relazione agli incarichi per lavori pubblici.

E’ stata avviata una petizione on line per sottoscrivere la nostra lettera,

sottoscrivi anche tu !!!

segue la lettera

Spett.le Architetto Aldo Aymonino

Lungotevere De’ Cenci, 9

00186 Roma

seste.eng@studioseste.it – info@studioseste.it

fax: +39 06 899 28002

Spett.le Architetto Stefano Cordeschi

Via Garigliano, 72

00198 Roma

scordeschi@uniroma3.it

fax: +39 06 57332940

Spett.le Architetto Paolo Portoghesi

Via Morgi – Monte Menutello

01030 Calcata (Vt)

paoportoghesi@tin.it – paoporto@tim.it

fax 0761/596450

Spett.le Architetto Franco Purini

Via Tagliamento, 55

00198 Roma

franco.purini@virgilio.it – thermes@tin.it

fax 06 85355047

Spett.le Architetto Giuseppe Rebecchini

Via dei Banchi Nuovi, 39

00186 Roma

fax 06 6879152

e p.c.

Spett.le Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia

Architetto Amedeo Schiattarella

Piazza Manfredo Fanti, 47

00185 Roma

architettiroma@archiworld.it – presidente@architettiroma.it

fax 06 97604561

Egregio Signor Sindaco del Comune di Roma

On. Gianni Alemanno

Piazza del Campidoglio

00186 Roma

sindaco@comune.roma.it

Oggetto: chiarimenti in merito alle dichiarazioni del Sindaco Alemanno rilasciate il giorno 02 febbraio 2011 nell’ambito della presentazione delle proposte  per via Giulia.

Gentili architetti e colleghi, mercoledì 02 febbraio 2011, presso l’Ara Pacis, sono stati presentati i  progetti per riempire lo spazio vuoto di via Giulia, noto come l’area de la Moretta.

Il sindaco Gianni Alemanno ha chiuso il convegno affermando: ”sui progetti è previsto un ampio confronto con i cittadini, in questo caso sono stati coinvolti numerosi architetti che hanno presentato le loro idee gratuitamente; idee che saranno sottoposte poi a una consultazione popolare. Le proposte degli architetti e la consultazione popolare costituiranno la base per le linee guida alla gara che sarà fatta dal concessionario con criteri di trasparenza, per evitare qualsiasi errore operando su un bene unico come il centro storico di Roma

Se le affermazioni del Sindaco risultassero veritiere, sarebbe un grave danno per la dignità della professione di Architetto.

Prestare la propria professionalità gratuitamente serve a certificare, in una situazione nella quale non è configurabile il fine umanitario (perché non siamo un paese del terzo mondo), che il lavoro dell’Architetto non ha alcun valore, oltre  ad infrangere le norme  Deontologiche del nostro Ordine professionale, (Art.34 – l’iscritto deve evitare ogni forma di illecita concorrenza nei riguardi dei colleghi).

Quanto volte ci siamo sentiti dire dai nostri committenti: “archite’ ma che te devo pagà per sti quattro schizzi?”

In considerazione di ciò, invitiamo i colleghi a chiarire se davvero abbiano svolto il proprio lavoro in maniera gratuita e se il Presidente dell’Ordine ritenga corretto l’operato del Sindaco, ovvero la richiesta di prestazioni gratuite a 7 architetti, per poi far realizzare il tutto all’impresa con criteri di trasparenza tutti da dimostrare.

Noi crediamo che questo comportamento sia da censurare perché in questi casi si dovrebbe rifiutare la propria prestazione professionale e si dovrebbe invocare il ricorso ad un concorso internazionale aperto a tutti, senza il filtro del fatturato, (non serve il fatturato per avere delle buone idee), dove  tutti i colleghi si possano confrontare senza alcuna preclusione.

Infine ricordiamo che, a parte l’architetto Portoghesi che è professore emerito, tutti gli altri colleghi non sono iscritti presso l’albo degli Architetti ma nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980 in quanto Docenti a tempo e pertanto non possono svolgere la libera professione. Tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002, in relazione agli incarichi per lavori pubblici.

Abbiamo inviato la presente per conoscenza al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, nella speranza che il Consiglio si occupi finalmente della questione, in caso contrario si potrebbe configurare  il reato di omissione di atti d’ufficio come prevede l’articolo 328 c.p., che sanziona il fatto causato da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, che rifiuta indebitamente un atto che per ragioni del suo ufficio deve essere compiuto.

Inoltre chiediamo sempre  al Presidente dell’Ordine se sia mai stato applicato l’art.14 del Codice Deontologico che prevede: Art.14 – L’iscritto dipendente o pubblico funzionario, cui sia consentito per legge o per contratto svolgere in via eccezionale atti di libera professione, fatte salve le specifiche condizioni di incompatibilità fissate dalle vigenti norme, deve preventivamente inviare a mezzo di raccomandata al proprio Ordine copia della necessaria autorizzazione ottenuta per ogni singolo incarico.

Se esiste una norma o si fa rispettare o si elimina.

Preghiamo infine il signor Sindaco di Roma di utilizzare gli strumenti idonei a progettare la città, nel rispetto della libera concorrenza, che non diano adito a meccanismi funzionali alle logiche di scambio, che tanto hanno già penalizzato la sua amministrazione.

In attesa di un vostro gentile riscontro, vi porgiamo cordiali saluti.

Roma 06/02/2011

“Amate l’Architettura”

Movimento per l’Architettura Contemporanea

www.amatelarchitettura.com

info@amatelarchitettura.com


17 Commenti a “Via Giulia e i “7 Samurai””

  1. […] This post was mentioned on Twitter by CeSArch and architettura italia, Amate l’Architettura. Amate l’Architettura said: Via Giulia e i 7 Samurai, SOTTOSCRIVI ANCHE TU LA NOSTRA PETIZIONE http://fb.me/Kd6m1clP […]

  2. qfwfq scrive:

    Il punto è di fondamentale importanza perchè coglie un aspetto molto più generale della cultura nazionale che continua a ritenere di serie B tutta una serie di attività di natura intellettuale (cultura, cinema, arte, letteratura, spettacolo, ricerca ecc.) che vengono considerate da un vasto strato della nostra classe politica come mere voci di costo, non produttive e quindi non meritevoli di essere adeguatamente retribuite.

    Si lascia quindi passare il concetto che chi opera di intelletto, in fondo non abbia bisogno di retribuzione in quanto gratificato da altri parametri (gloria, fama, esperienza, gratificazione culturale, passione, ecc.)

    In realtà proprio la “Produzione culturale” è e costituisce la sola ed unica reale risorsa naturale di cui dispone il sistema italia e sarebbe ora che chi si riempie la bocca sui valori culturali nazionali, sulla presunta superiorità del nostro patrimonio artistico, sulla fuga dei cervelli, decidesse una volta per tutte di passare dalle parole ai fatti con robuste e sostanziose compensazioni economiche.

    vorrei infine sottolineare che il problema è estensibile a tutte le categorie sistematicamente sottopagate, dai precari (di tutti i generi) agli insegnanti, ai medici, agli infermieri, fino anche agli operai…….

  3. claudia niccolini scrive:

    Nelle norme deontologiche attualmente in vigore non è più contemplata la comunicazione all’Ordine dell’autorizzazione ottenuta per ogni singolo incarico, in pratica l’art.14, per come formulato nella V/S lettera, non è più vigente.
    Detto questo, giusto per ricordare che viene meno oggi un possibile fattore di controllo da parte dell’Ordine ( sempre che nel passato sia stato efficacemente applicato ) concordo in pieno con quanto osservato da qfwfq.

  4. Antonio Marco Alcaro scrive:

    cara claudia
    l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia non ha accettato le nuove norme Deontologiche proposte recentemente dal CNA che cancellano tutte le incompatibilità, pertanto a Roma l’art.14 è attualmente in vigore come risulta dal sito dell’Ordine. (vedi link http://ordine.architettiroma.it/deontologia.aspx)
    In ogni caso nessuno se ne preoccupa perché non bisogna andare contro l’Univeristà.

  5. Stefano scrive:

    sono estremamente contento che nella lettera si affronti anche il tema delle ” soglie di fatturazione” richieste puntualmente nei concorsi di progettazione.
    Questo sistema taglia le gambe ai giovani professionisti a vantaggio di chi ha avuto modo di costruirsi negli anni una storia economico-professionale.
    Spero che il presidente dell’ ordine si svegli finalmente dal suo torpore “conservativo” ed inizi a tutelare in primis la nostra professione e poi i giovani architetti.

  6. triny scrive:

    Queste “anomale procedure” al di fuori di ogni deontologia, rispetto delle figure professionali e rispetto dei principi base di legalità, sono attuate ancora di più nei centri minori dove le cose avvengono senza tanto clamore e senza arrivare ai grandi tam tam mediatici nazionali, avviene ad esempio in provincia di Frosinone e (guiarda caso) coinvolge uno dei 7 samurai :

    http://www.ultimissime.net/Cronaca/ISOLA-DEL-LIRI-Il-Comitato-A-difesa-di-Piazza-Trito-disertera-il-Consiglio-Comunale.html,

    http://culturafrusinate.wordpress.com/2010/05/12/spazio%E2%80%A6-da-ritrovare-isola-del-liri-edificio-o-piazza/

  7. claudia niccolini scrive:

    eh si, in effetti ho scritto il mio commento e poi ho visto le vostre norme deontologiche sul sito, ma devo dire che ho pensato al non aggiornamento del sito stesso.
    Allora è anche peggio!!!
    comunque ti posso assicurare che in 12 anni di presenza al mio ordine provinciale (PISA) come consigliere non ho mai visto una comunicazione di questo tipo inviata da iscritti.
    Credo che per voi a Roma sia molto pesante la presenza dell’università, ma le prestazioni gratuite non sono una prerogativa solo universitaria.
    Purtroppo, e il mio non è disfattismo, credo che gli ordini provinciali in questo argomento abbiano una responsabilità non indifferente, un po’ come lo Stato quando si parla di evasione fiscale.
    Si tratta non solo di andare contro l’istituzione università, ma di entrare nel merito del comportamento degli iscritti ( colleghi) e la questione deontologica è sempre una spina nel fianco per i consigli degli ordini.

  8. claudio nurchis scrive:

    vorrei segnalare come il regalare progetti stia contagiando sempre più le archistar (che se lo possono permettere), come testimoniato da Renzo Piano, che, testuali parole, dice: ”Ho solamente steso, a titolo del tutto gratuito, le linee guida della nuova area verde.” a proposito del progetto di completamento e riassetto del quartiere Flaminio (link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/20/news/il_parco_di_renzo_piano-12676862/). Ma se architetti di questo calibro regalano i loro progetti preliminari, come possiamo pretendere dai committenti che paghino i nostri? e calcolando che molto spesso lo sforzo maggiore si ha proprio per redigere la prima fase del progetto, non mi pare ci sia un bel futuro per la nostra professione… salvo trasformarla in hobby…

  9. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Nurchis, abbiamo scritto di questo anche sulla nostra pagina Facebook aggiungendo questa considerazione: se negli anni ’70 ci fosse stata un’amministrazione parigina a promuovere una simile richiesta e se ci fosse stato un affermato architetto dell’epoca a soddisfarla, sarebbe divenuto così importante su scala internazionale il buon Renzo? Probabilmente lui, a differenza dei nostri “baronetti” dell’Università di Roma non ha bisogno di ingraziarsi l’amministrazione, tuttavia non ha considerato le conseguenze sul piano deontologico, di mercato e ideale del proprio gesto. Uno “schizzetto” non costa nulla, un’idea si può regalare, un progettino non si può negare ad un’amministrazione bisognosa.
    Se è così bisognosa si decurtino della metà i loro stipendi!
    Se è così bisognosa chiedano alle società di revisione dei conti di rivedere gratis i loro conti.
    Se è così bisognosa chiedano agli avvocati di prestarsi a difendere i diritti della gente.
    E così per le altre categorie professionali.

  10. natale russo scrive:

    ….. e l’ordine, come di consueto, tace ….

  11. […] passati quasi tre mesi dalla nostra lettera su via Giulia in cui denunciavamo il mancato rispetto delle norme Deontologiche da parte di alcuni Docenti […]

  12. Rigiro il comunicato stampa del 7 maggio scorso. La vicenda emerge alla luce del sole, non molliamo… (cfr. p.es. http://www.selpress.com/cesar/immagini/100511R/2011051039178.pdf )

    COMUNICATO STAMPA

    Via Giulia e i progetti per deridere il processo democratico

    Apprendiamo dala stampa del 6 maggio [1] che sette progetti per la “riqualificazione” di via Giulia – vicolo della Moretta di Roma sono esposti al pubblico per tre giorni, dal 6 al 9 maggio, presso l’Auditorium Parco della Musica (che non ne dà nemmeno notizia nel proprio sito web), dunque in una sede ben lontana dai residenti.

    Se qualche cittadino visita la mostra, può esprimere la propria preferenza per uno dei progetti, e poi una Commissione deciderà quale costruire.

    Visto però che i progettisti sono stati scelti a monte dalla Commissione stessa, secondo la “moda” architettonica corrente e senza nessun input pubblico, tutto il processo manca di democrazia dall’inizio. E’ inoltre ben noto che lo studio del professor Marconi per la ricostruzione filologica degli antichi palazzi che insistevano sull’area, inizialmente incaricato dal Comune, è stato messo da parte senza spiegazioni, e ciò rende il quadro ancora più nebuloso.

    Nonostante le forti e dettagliate critiche già pubblicate da più parti contro tale procedura e soprattutto contro i progetti stessi [2], la Commissione va avanti in tutta fretta senza rispondere alle obiezioni, che, nell’ordine, sono: il “pensiero unico” sottinteso allo stile modernista e stravagante di tutti i progetti pre-selezionati; la loro incongruenza con il centro di Roma, che rischia di aggiungere una nuova ferita al tessuto storico dell’Urbe; la distruzione dei reperti romani trovati durante gli scavi per la realizzazione di un parcheggio al di sotto delle nuove costruzioni ideate dai progettisti pre-selezionati; la dannosità urbanistica di tali parcheggi, che contribuiranno ad attirare ulteriore traffico sul Lungotevere, già trasformato in autostrada urbana; il pericolo di infiltrazioni d’acqua e di indebolimento strutturale per gli edifici vicini; l’offesa alla deontologia professionale di tutta la procedura; l’offesa al diritto allo spazio di chi lo vive, cioè i residenti, i romani tutti, e chiunque ami la città di Roma.

    La progettazione partecipativa deve seguire alcune regole precise: ad es. coinvolgere il pubblico e gli utenti fin dall’inizio dei progetti; seguire la progettazione dei volumi edilizi e degli spazi pubblici con un team di partecipanti selezionati dai residenti locali; ecc. Mostrare invece dei rendering fatti e finiti, e sperare che qualche visitatore casuale di una mostra seminascosta e della durata di tre giorni esprima il suo parere, non è né partecipazione, né progettazione democratica, ma una presa in giro che getta un’ulteriore grave ombra sulla gestione della Capitale e del suo patrimonio storico-urbanistico.

    [1] http://roma.repubblica.it/dettaglio-news/roma-14:36/7473

    [2] http://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_630_via_Giulia.pdf

    Gruppo Salingaros
    http://www.grupposalingaros.net
    3939426561

  13. alessandro scrive:

    …e non pensiamo anche a tutti quegli annunci di lavoro “pornografici” sul sito dell’ Ordine (su cui dovrebbe vigilare), dove studi rampanti chiedono al candidato, di essere neolaureati (chissà perchè!), di saper usare 8000 programmi, rimborzo spese (infatti!) e anche di sesso femminile! io fossi l’Ordine (se volessi veramente fare il mio mestiere) la minimissima cosa che potrei fare è telefonare ai cari colleghi e li sollecitarli a rimuovere subito l’articolo.
    e pensiamo dal basso!

  14. […] amici e colleghi siamo stati scoperti, dobbiamo ammettere che non era vero niente sul caso di via Giulia, chi ha scoperto tutto è il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo […]

  15. […] dopo la penosa vicenda dell’incarico gratuito a i 7 Samurai, che non si può chiamare incarico ma “consultazione” altrimenti si mettono in […]

  16. […] mese di febbraio abbiamo denunciato il caso di via Giulia inviando una lettera al Sindaco Alemanno e al Consiglio dell’Ordine, con il risultato che non […]

  17. […] ce ne siamo accorti da tempo e abbiamo ripetutamente denunciato all’Ordine le problematiche, chiedendo anche di aprire dei procedimenti deontologici nei confronti degli […]

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