Vergogna! non più due ma tre mandati peri i Consiglieri dell’Ordine

Il famigerato “Milleproroghe”, soprannominato “mille schifezze” ha pensato anche a noi Architetti.

Vi sono dei poveri Consiglieri o Presidenti degli Ordini provinciali o Nazionali che sono attaccati alla poltrona soltanto da 10 o 15 anni, nel 2005 il DPR 169/ 2005 aveva stabilito un limite a due mandati consecutivi per i Consiglieri abbonandogli però il pregresso, così chi aveva alle spalle 10 anni di mandati ne poteva fare altri due, ovvero altri 8 anni.

Fino a ieri mancavano 2 anni e mezzo allo scadere dei fatidci 2 mandati e molti Consiglieri e Presidenti hanno cominciato ad avere la sindrome del politico italiano, (il potere logora chi non ce l’ha) ma se vado via che cosa faccio?

Hanno quindi pensato bene di farsi inserire nel Milleproroghe, che sarà approvato con la fiducia, un testo che non ha letto nessuno privo di titolo e poco comprensibile:

4-octies. Le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, si applicano per i componenti degli organi in carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con il limite massimo di durata corrispondente a tre mandati consecutivi.”

Gli architetti italiani sono in una condizione gravissima, i giovani che vogliono provare a fare la libera professione hanno redditi medi di poco più di 10.000 euro, riescono ad andare avanti soltanto perché sono aiutati dai genitori e coloro che ci rappresentano, che sono in gran parte responsabili di questa situazione, pensano soltanto a conservarsi la poltrona,

VERGOGNA !!!!

L’Ordine di Roma ha subito tenuto a precisare che non c’entra niente con l’iniziativa, dicevano i latini : “excusatio non petita, accusatio manifesta“.

Lo vedremo tra due anni chi sono i veri responsabili di questo schifo, saranno coloro che si ripresenteranno avendo alle spalle due mandati + quelli precedenti.


20 Commenti a “Vergogna! non più due ma tre mandati peri i Consiglieri dell’Ordine”

  1. qfwfq scrive:

    Formigoni, al 4° mandato, docet
    gli architetti non saranno bravi a sostenere le loro cause presso i politici ma evidentemente sanno imparare molto bene da loro
    g

  2. Stefano scrive:

    Dicono di non avere nulla a che fare con l’iniziativa ma nemmeno tentano di bloccarla!!!
    Come a dire: per fortuna che ci ha pensato qualcun altro…..salvo la faccia (o almeno pensano di poterla salvare) e conservo la carica.

    BRAVI!!!!!

  3. GPC scrive:

    Abbiamo un CNA che nel caso dei lavori pubblici ha accettato senza fiatare che si possano chiedere ai professionisti ribassi anche superiori del 70%. Lo stesso CNA, pur con un nuovo presidente, non ha avuto la forza o la voglia di opporsi ad una norma squisitamente clientelare. Non parliamo poi di leggi per l’architettura o di semplice difesa degli studi professionali massacrati, in questo momento, dagli studi di settore non adeguati al crollo delle entrate.
    Allora la mia proposta è questa: mettiamo in piedi una campagna per pagare la tassa di iscrizione all’Ordine decurtata della percentuale dovuta al CNA, come protesta per la sua inattività.
    La tassa di iscrizione va pagata ad aprile, avremmo il tempo di organizzare il tutto.

  4. Christian Rocchi scrive:

    Perdonate, ma questa polemica mi sembra che non porti a niente.

    Le cariche negli ordini professionali sono cariche elettive: 2 o 3 mandati li fai ci sono architetti che ti votano.

    Altrimenti non li fai.

    E siccome siamo in democrazia anche per quanto riguarda le elezioni all’ordine, trovo bizzarro prendersela con un ordine e i suoi consiglieri se viene modificata la legge inerente le loro elezioni.

    Magari allora prendetevela con chi esprime il voto. O con la democrazia!

  5. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Christian, noi stiamo trasferendo negli Ordini un malcostume che deriva dal parlamento. E’ strano che venga inserito in un decreto milleproroghe una norma che è a vantaggio di chi è “in sella”. Soprattutto perché dalle strutture di rappresentanza nazionale (per gli architetti il CNA) non si sono avuti segni di vita sulle battaglie in difesa della professione (codice degli appalti ecc.).
    Avere un’obbligatorietà del ricambio ti permette di non avere situazioni paradossali come la “reggenza” a vita di Sirica, che aveva creato un sistema di consenso inespugnabile.
    Conoscendoti personalmente so che non sei uno di quelli che cerca la carica a vita, ma non capisco come fai a definire democratico un sistema in cui è possibile essere rappresentati solo da una minima parte dell’elettorato potenziale. Dato che, purtroppo, si parte da una disaffezione o da una mancanza di interesse alla partecipazione degli iscritti, è bene porre dei correttivi proprio per non farlo diventare un sistema di gestione del potere alla Sirica.
    Comunque i motivi per i quali io non pagherei (per protesta) la quota del CNA all’Ordine vanno ben al di là del singolo episodio e investono tutti i problemi di mancata rappresentanza delle necessità della nostra categoria in ambito nazionale.

  6. alessio scrive:

    sono daccordo con GPC; è piuttosto preoccupante leggere certi articoli, come quello proposto da Alcaro, ma anche doloroso prendere atto di commenti come quello di Christian.
    E’ vero? siamo in democrazia?

  7. Christian Rocchi scrive:

    Sono d’accordo con Giulio. La mia se non si era capito era una riflessione amara. Sirica come dici tu Giulio è rimasto in sella un eternità pur facendo poco per la nostra professione, ma puntualmente è stato rieletto ogni volta.

    È bene peró fare un distinguo. Per il cna votano tutti i consiglieri dei vari ordini mentre per gli ordini votano gli iscritti all’albo.

    Dunque le elezioni del cna, secondo me, hanno poco di democratico visto che la compagine di consiglio viene eletta da una ristrettissima parte di architetti (i consiglieri) che a loro volta (nel caso degli ordini Più grandi come Roma o Milano) vengono storicamente eletti da, purtroppo, una esigua parte degli aventi diritto al voto (15% mediamente).
    Io mi interrogherei di più su come cercare di allargare la base elettorale. Ci vorrebbe una riforma seria del sistema di voto. Provare per esempio con il voto mezzo posta. Ma rimangono dubbi se guardiamo ai risultati, de minimis, avuti per le elezioni dei nostri rappresentanti all’inarcassa.
    Allora dov’è il problema?

    Il problema siamo noi! La nostra categoria disattenta che non esercita a dovere i suoi diritti. Gli ordini sono sentiti come strutture obsolete, inutili e per lo più praticate da gente che ha interesse a starci.
    Peró si rimane a guardare e non ci si interessa. Fa eccezione qualche manipolo di architetti, come voi (noi) che crede ancora che il sistema ordinistico abbia una funzione di garanzia sociale, mal esercitata finora in verità, che non puó essere liquidata tout court come interesse personale.

    Dobbiamo combattere il sentimento di ineluttabilità delle cose che gli architetti hanno. Quel sentimento che ci porta a dire:”tanto non cambierà mai niente” e così facendo si consegnano a piccoli gruppi di colleghi, quasi sempre gli stessi, le politiche della nostra categoria.

    Per questo dico che la questione 2 o 3 mandati è una falsa questione (diciamo un ripiego) dove il problema principale è il distacco di tanti, troppi, nostri colleghi.
    Invece con l’impegno le cose cambiano

  8. E’ del tutto evidente che l’Ordine, come tutte le istituzioni, tende a diventare autoreferenziale e ad alimentare se stesso. Quindi chi c’è ci resta e chi non c’è vorrebbe entrarci ma, una volta entrato, pur con le migliori intenzioni e senza nemmeno lontanamente pensare a fatti di corruzione, vi si adagerebbe come fanno tutti. Lo ritengo inevitabile. Inoltre nel post si richiede all’Ordine di svolgere una funzione che non gli appartiene. L’Ordine non è un sindacato, ma una corporazione, per legge. L’Ordine rappresenta i liberi professionisti e i dipendenti, i quali hanno, chiaramente, interessi opposti: come può sposare la causa degli uni e non degli altri?
    Chi volete che abbia messo quella norma se non parlamentari professionisti?
    Non vedo altra soluzione che l’abolizione degli ordini e la costituzione di libere associazioni di categoria.
    Nel frattempo esistono vari sindacati di ingegneri e architetti che non sono particolarmente floridi, dato che i nostri colleghi sono molto ordinizzati ma molto poco sindacalizzati. Le amministrazioni, d’altra parte, preferiscono avere ai vari “tavoli” di cui è piena l’Italia (e che servono solo a chi sta al tavolo) gli Ordini e ignorano il sindacato.
    A meno che, come nel caso di Arezzo dove come sindacato INARSIND abbiamo raccolto 200 firme di professionisti contro il PRG adottato, siano costretti a considerarci, perché una lista di 200 nomi di professionisti di ogni età e condizione, dai più giovani ai più rappresentativi e di ogni colore politico pubblicata sui giornali locali non piace affatto e induce a prudenza.
    L’Ordine non potrebbe mai fare un’azione simile. L’ordine manda il Presidente, fa un comunicato, tratta ai tavoli, ma non può, per legge, fare iniziative del genere. L’ordine è una magistratura e i magistrati non fanno sindacato. O meglio, lo fanno ma attraverso un sindacato, appunto.
    Quindi non indignatevi troppo perché il baco è nella legge ed è storico.
    Saluti
    Pietro

  9. Ho dimenticato di mettere il link al blog del nostro sindacato:
    http://inarsindarezzo.blogspot.com/2010/02/lettera-aperta-al-sindaco-sul.html
    Qui trovate la lettera con le firme.
    Lo allego per dimostrare che non sto fantasticando.
    Pietro

  10. Christian Rocchi scrive:

    E’ difficile rispondere a sillogismi privi di base che arrivano poi a banali generalizzazioni. Percio’ utilizzo lo spunto del Pagliardini per riflettere sull’utilità o meno degli Ordini.

    Poco tempo fa ho scritto sul tema un post sull’account facebook dell’ordine degli architetti sportellogiovani in una discussione molto partecipata:

    http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=197282696965473&id=100000517410992

    “Gli ordini vengono sentiti come ostacoli al libero mercato delle vacche. Vedasi i vari articoli a firma del strenuo sostenitore del libero mercato Dott. Mario Monti.

    Ma non è stato il libero mercato a portarci all’attuale collasso economico? Ricordo male o si parlava di dare regole ferree al mercato delle vacche? Non sono mai arrivate. Il risultato è che gli speculatori continueranno a fare il loro comodo.

    Nel nostro campo poi il mercato libero è come la lebbra. Libero per fare edifici di cartapesta che peró passano i collaudi vari. Quando si fanno collaudi: vedasi la scuola di San Giuliano dove morirono 27 bambini e una maestra a seguito di un terremoto: condannati costruttore architetto e sindaco.

    Il profitto non deve dettare legge quando si gioca con la vita degli altri. Per questo ritengo che gli ordini debbano essere uno strumento di controllo attento. Una garanzia sociale.”

    Dunque abbiamo da una parte della bilancia il libero mercato e dall’altra parte la sicurezza sociale.

    L’architetto è una professione che va esercitata con grande responsabilitá e che non dovrebbe aver bisogno di rivendicazioni sindacali perchè centrale nelle trasformazioni dei territori e perche’, come si diceva sopra, e`espressione di garanzia sociale. E la sicurezza sociale non si dovrebbe mai contrattare.

    Perciò gli ordini non solo dovrebbero esercitare le attivita’ per le quali sono nati, ma dovrebbero essere ulteriormente potenziati da una buona riforma che dia più strumenti di controllo al fine di evitare connivenze deleterie.

    L’abolizione degli ordini professionali in vista del libero mercato può funzionare come slogan elettorale, ma di certo sarà la spallata finale che la cecità della politica darà alla salvaguardia della salute dei cittadini.

    Christian Rocchi

  11. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Pagliardini, sulla carta hai ragione: l’Ordine può fare solo poche cose, tuttavia il CNA è (dovrebbe essere) l’interlocutore privilegiato delGoverno e del Parlamento per la legiferazione riguardante il nostro ambito.
    Poi però vedo quello che fanno, in termini di lobby, l’Ordine degli ingegneri e il Collegio dei geometri e mi chiedo: “si sic est iste, cur non ego?” (se ciò è così, perché non anch’io?).

  12. Christian Rocchi scrive:

    Effettivamente l’attivitá lobbystica dei collegi dei geometri nell’ultimo anno è stata incredibile.
    Ben due proposte di legge per ampliare le loro competenze all’inverosimile. E chi si è fatto promotore di 1 delle 2 proposte? Un architetto!

  13. Qfwfq scrive:

    La base partecipativa è IL PROBLEMA! non c’è dubbio

    Ma tra i motivi di disaffezione possiamo ascivere sicuramente il radicamento nel tempo dei soli noti alle cariche istituzionali
    i limiti alla rieleggibilità sono un vincolo democratico istituito, in tutte le democrazie avanzate, proprio nella convinzione che l’uomo è un essere debole e soggetto alle sue debolezze
    chi deteniene una posizione di potere tenderà sempre a utilizzarla per garantirsi la rielegibilità (influenzando anche il voto democratico)
    limitare questa rendita di posizione è un principio sacrosanto

    gli ordini professionali hanno ruoli e compiti assegnati dalla norma estremamente limitati, generalmente disattesi dai suoi componenti, ma è inutile negare che la prassi consolidata culturale sociale e istituzionale consideri gli ordini come i reali depositari della rappresentanza di categoria

    questo ecquivoco viene abilmente sfruttato a seconda dei casi e delle opportunità ed è a mio parere una delle cause della debolezza lobbistica della categoria

    l’assenza degli ordini genererebbe in ogni caso un enorme vuoto di rappresentanza (da una istituzione si verrebbero a creare miriadi di microassociazioni altrettanto poco rappresentative e sicuramente in guerra tra loro).
    meglio sarebbe promuovere una evoluzione normativa dei compiti e delle funzioni degli ordini; questa però è un’altra storia…..

  14. antonio marco alcaro scrive:

    Il limite dei due mandati è importantissimo proprio perché viviamo in una paese con pochissimo senso civico e tantissimo malaffare, corruzione, clientelismo e via di scorrendo.
    La politica ci insegna, sono sempre gli stessi da 30 anni !!
    Se ci fosse un limite di due mandati per i Parlamentari italiani le cose andrebbero molto meglio nel nostro paese, l’esperienza delle città ci ha dimostrato che il limite di due mandati per i sindaci ha notevolmente cambiato il rapporto tra i cittadini ed il loro sindaco.
    Per tornare a noi, sono da poco Delegato inarcassa e stiamo cercando di inserire il limite dei mandati per i Delegati e Consiglieri, sarà una battaglia difficilissima, vi ricordo che ci sono Delegati che hanno alle spalle 5 o 6 mandati il che equivale a 30 anni di potere, ci sono province dove alle elezioni della Cassa, contro i soliti noti, non si presenta nessuno perché, dopo 30 anni di dominio assoluto si crea un vuoto incolmabile.
    Per un Presidente di un Ordine che sta in carica una decina di anni, si crea un meccanismo di potere fatto di clientelismi, favoritismi etc. che diventa difficile scardinare, a ciò si aggiunge che alla maggiorparte degli iscritti non interessa niente di ciò che avviene all’Ordine, basta vedere quante persone partecipano all’Assemblea di bilancio.
    Ne consegue che il limite dei due mandati è indispensabile per un sano ricambio alla gestione dell’Ordine.

  15. Christian Rocchi scrive:

    segnalo la discussione che e’ in atto su un blog del corriere della sera sul tema ordine/sindacato:

    http://generazionepropro.corriere.it/2011/02/la_lettera_i_professionisti_no.html

    la lettera e’ di un consigliere dell’Ordine di Roma Francesco Orofino

  16. Ringrazio Christian Rocchi per la segnalazione: è stata una vera sorpresa scoprire l’esistenza di un consigliere dell’Ordine con questa lucidità di idee e chiarezza espositiva. Niente prosopopea, niente retorica ordinistica, niente ipocrisia ma visione aperta e realistica della situazione itaiana.
    Ad averne uno per ogni ordine provinciale di consiglieri così cambierebbe il nostro povero, misero e vecchio mondo professionale.
    Davvero condivido tutto quanto Orofino scrive. Verebbe da dire: nomen omen.
    Vi consiglio di mettervi in contatto con lui, voi che siete a Roma, e di sostenerlo nelle sue idee. Può darsi che qualcosa di buono venga fuori. E se si ricandidasse…..chiudete un occhio e votatelo.
    Saluti
    Pietro

  17. […] modifica ha suscitato polemiche (vedi post precedente) anche perché la norma che introduceva il limite di due mandati (il DPR 169/2005) era stata […]

  18. […] mese di febbraio abbiamo denunciato la vergogna del decreto milleproroghe che ha portato a tre il limite dei mandati per i Consiglieri dell’Ordine, limite recentemente […]

  19. […] Tutti noi non possiamo negare che la maggior parte dei Presidenti e dei Consiglieri degli ordini svolge il proprio ruolo da decenni e non ha nessuna intenzione di mollare l’osso, basta vedere la poco edificante questione dei due mandati risolta con il milleproroghe. […]

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