Lettera aperta ai Consiglieri dell’Ordine di Roma

Cari lettori e colleghi, conseguentemente con i principi che ispirano il nostro Movimento, abbiamo cercato di fare chiarezza nella gestione della Casa Editrice dell’Ordine, vi raccomandiamo una attenta lettura del testo che segue, che riguarda principalmente gli iscritti all’Ordine degli Architetti di Roma  e la gestione da parte dell’Ordine della loro quota annuale.

Dall’esame contabile dei bilanci di esercizio della Prospettive srl, società privata dell’Ordine degli Architetti di Roma che dal 2004 si occupa della produzione della rivista AR il cui presidente del Consiglio Amministrativo e direttore della casa editrice Prospettive  edizioni srl è l’arch. Claudio Presta, dallo schema riepilogativo fornitoci dallo stesso Ordine circa i costi  sostenuti dalla  Prospettive srl per la produzione della  rivista AR finanziata dagli iscritti dell’Ordine (che conta alla data del 02/04/2010, un numero di iscritti pari a 16.536 ), abbiamo tratto le seguenti considerazioni:

1) non vi è congruenza tra i costi di mercato e quelli sostenuti dalla Prospettive srl. Infatti, quest’ultima nel 2009 ha ricevuto dall’Ordine 198.970,00 euro, di cui 178.498,28 euro per la redazione e stampa di  6 numeri, con un costo a numero pari a 29.748 euro per 17.000 copie e un costo a copia di euro 1.74, realizzando un costo della singola copia pari al doppio di quella di mercato.

2)  sulla base di tale documentazione abbiamo verificato la sua congruenza con i prezzi di mercato richiedendo vari preventivi   e ne è risultato che per lo stesso numero di copie, con le identiche caratteristiche di AR, il costo di stampa è pari a euro 13.989,47 con un costo copia medio di euro 0.86 circa (comprensivo di  IVA, trasporto e  consegna), contro i 1.74 euro dichiarati dalla Prospettive. Srl.

3)  la rivista presenta per ogni numero, 16/17 pagine di inserzioni pubblicitarie (pari a ¼ del numero di pagine della rivista) ma dalla documentazione, non si evince, se queste potrebbero essere sufficienti da sole, alla stampa della stessa rivista.

Ci chiediamo pertanto:

stando ai costi di mercato, dove vanno i 14.958,53 euro, oltre agli introiti delle inserzioni pubblicitarie per ogni numero prodotto?

perché, se l’Ordine poteva risparmiare 89.751,18 euro nel solo 2009, destinando questi soldi ad altre attività, da 7 anni, permette alla Prospettive srl di produrre la rivista a costi doppi rispetto a quelli di mercato?

perchè in soli 5 anni,  la rivista passa da un finanziamento di 113.000 euro nel 2004 ai  198.970 euro nel 2009 pur avendo l’Ordine un aumento di iscrizioni tali da non giustificare tale incremento economico?

Ancora nel Bilancio di Esercizio al 31/12/2009, la Prospettive Edizioni srl dichiara un ricavo di 334.182 euro oltre a un finanziamento regionale di 10.037 euro con  un utile pari a 406 euro. Come è possibile che  la Prospettive Edizioni srl abbia speso circa 343.813,00 euro per la sola “Produzione” senza che gli iscritti possano verificare in dettaglio come questi soldi siano stati impiegati?

Chiediamo al Presidente dell’Ordine e al Consiglio di portare rapidamente chiarezza sulle questioni sopra esposte perchè, qualora non fossero opposte motivazioni inoppugnabili, si ravviserebbe un grave danno ad ognuno degli iscritti, anche in virtù della tassa di iscrizione di 205,00 euro, la più elevata in Italia (a Napoli 150euro a Milano 170 euro) in relazione al numero degli architetti appartenenti all’Ordine. Infatti, se l’Ordine non finanziasse la rivista AR, cosa possibile attraverso gli introiti pubblicitari,  ogni iscritto risparmierebbe circa 12 euro sulla quota annuale.

Infine vorremmo avere chiarimenti nel merito delle scelte operate negli anni relative alla gestione della casa editrice “Prospettive edizioni srl” da parte dell’Ordine; a titolo di esempio:

perchè la società non ha un consigliere dell’Ordine al suo interno a fronte del fatto che viene finanziata anche con i soldi degli iscritti?

perchè, stanti i dati da noi esposti è rimasto immutato dal 2001 ad oggi il direttore della Prospettive Edizioni srl?

Cari colleghi del Consiglio, caro Presidente, chiediamo risposte immediate.

Con osservanza.


9 Commenti a “Lettera aperta ai Consiglieri dell’Ordine di Roma”

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Amate l’Architettura, architettura italia. architettura italia said: Lettera aperta ai Consiglieri dell’Ordine di Roma http://bit.ly/hAZfEi […]

  2. Christian Rocchi scrive:

    Dunque e’ piu’ di un anno che sono all’interno del consiglio e molte domande che voi ponete, le hanno poste anche vari consiglieri all’interno delle varie riunioni di consiglio che si sono succedute, tanto da ravvisare l’opportunità di mettere all’ordine del giorno la proposta di porre un consigliere all’interno di ciascuna delle società partecipate dall’ordine.

    il fatto è che fin’ora non si e’ potuto entrare nel merito delle cose in nome di una autonomia che le singole parti che costituiscono l’ordine di Roma devono, secondo alcuni membri del consiglio, avere.

    Il dibattito è, in realtà, ancora aperto e ci sono in marcia delle trasformazioni che si sono proposte su cui il consiglio si deve ancora esprimere.

    Devo dire che le attività di consiglio procedono molto lentamente e spesso ci si inceppa in pastoie burocratiche legate alle attività proprie di un ordine (deontologia, iscrizioni, dimissioni, cause ecc).

    Personalmente credo che le singole società dell’ordine, ma anche le consulenze stesse debbano avere un processo di affidamento di incarico, su base magari biennale, e secondo un bando ben preciso. Un po’ come fanno gli ordini professionali spagnoli.

    Di cose l’Ordine di Roma ne ha fatte tante negli ultimi 10 anni ed è indiscutibile che ci siano stati dei passi in avanti da quando stavamo in viale Pildzuski. Oggi personalmente credo che tutte le attivita`dell’ordine vadano messe a regime attraverso regole.

    Regole ci vorrebbero anche nei corsi che si propongono all’ordine: il Cesarch e l’Acquario Romano, due costole dell’Ordine, per esempio, perche’ fanno ambedue formazione? E alcune volte si fanno anche concorrenza? Mi dicono colleghi piu’ anziani che una volta i corsi non si pagavano.

    Regole nuove ci vorrebbero nei rapporti che intercorrono con il Comune di Roma .

    Regole nuove ci vorrebbero anche per la velocizzazione delle delibere che il consiglio deve prendere: e qui ci stiamo lavorando.

    Regole nuove ci vorrebbero anche per l’affidamento delle varie consulenze: legali, tecniche, ecc

    Insomma ci vuole un periodo nuovo fatto di regolamenti attraverso il quale le tante cose vengano calibrate, ordinate e messe a regime.

    Essere consigliere di un ordine come quello di Roma non è semplice. Richiederebbe una presenza quasi costante, mentre la struttura decisionale che ha il consiglio e’ un po’ obsoleta e si basa essenzialmente sul grande lavoro che fa il presidente.

    Nell’ultimo consiglio si e’ proposto di utilizzare il mezzo telematico per dibattere i vari punti all’ordine del giorno precedentemente la seduta, in modo tale che non si perda troppo tempo nelle discussioni. Questo sarebbe un mezzo per velocizzare tutt le vari proposte dei consiglieri che spesso vengono rimandate di seduta in seduta.

    E comunque girero’ questa istanza a tutto il consiglio e cerchero’ di farla mettere all’ordine del giorno della prossima seduta.

    christian rocchi —>consigliere dell’ordine degli architetti ppc di Roma e Provincia.

  3. natale russo scrive:

    Analoga chiarezza andrebbe fatta sui meccanismi con cui vengono rilasciati i pareri di congruità delle parcelle e sul ruolo di un certo geometra che coltiva il suo orticello tra una consulenza alla regione e qualche incarico al comune

  4. […] informativi sono andati circa € 476.000. In dettaglio possiamo vedere che è stata recepita la nostra richiesta di maggiore chiarezza scorporando la voce AR che l’anno scorso prevedeva allocati circa € […]

  5. GPC scrive:

    La storia del “certo geometra” è una delle cose da chiarire nell’Ordine di Roma. Anche per le consulenze vanno fatte gare e comunque ci deve essere turn over, proprio per evitare coltivazioni di orticelli, in questo caso ben note. Non si capisce poi e a quale titolo un geometra debba fare consulenza sulle parcelle degli architetti.

  6. GPC scrive:

    La storia del “certo geometra” è una delle cose da chiarire nell’Ordine di Roma. Anche per le consulenze vanno fatte gare e comunque ci deve essere turn over, proprio per evitare coltivazioni di orticelli, in questo caso ben note. Non si capisce poi e a quale titolo un geometra debba fare consulenza sulle parcelle degli architetti.

  7. natale russo scrive:

    A proposito del visto parcelle, la questione riguarda anche e principalmente il funzionamento degli organi statutari preposti a tale servizio, cioè la commissione per l’opinamento delle parcelle che esprime il parere ed il consiglio dell’ordine che delibera il visto sulla parcella. A Roma, per qualche strano motivo, queste funzioni sono state delegate al geometra del caso. Il quale, tra l’indiferenza generale, giudica anche se le prestazioni professionali sono congruenti con la parcella. Se poi la committenza è pubblica c’è la corsa ad ingraziarsi il committente, magari sperando nella sua futura riconoscenza ……

  8. […] Del  resto, il presidente dell’Ordine degli architetti di Roma, Amedeo Schiattarella, ininterrottamente in carica dal 1999 (!)  e i suoi 15 consiglieri, ci hanno abituato alle eccezioni: mentre gli Ordini spagnoli,  nella civile logica democratica dell’alternanza,  bandiscono  ogni due anni un concorso aperto a tutti i professionisti iscritti per  gestire la rivista trimestrale dell’Ordine (redazione, stampa,grafica, sito web e linea editoriale), rispondendo con concretezza  alle esigenze di una  professione che deve tener conto delle dinamiche dei mercati economici, dell’età media dei professionisti, delle difficoltà contingenti e del confronto internazionale; l’Ordine di Roma invece, ha pensato  di affidare dal 2004  ad oggi, la direzione editoriale della sua rivista bimestrale a un noto accademico sessantacinquenne che si occupa di urbanistica, mentre la redazione e la stampa, ad una società di sua proprietà, la “Prospettive edizioni srl” (vedi link). […]

  9. angelo scrive:

    vorrei dire al signor Natale Russo che un tale geometra,di nome Angelo Desina,non ha mai coltivato orticelli; se ho incarichi in Regione ed in comuni è semplicemente per le mie capacità che Lei sicuramente non ha visto che si appende a queste meschinità.
    comunque se ha qualche motivo o rancore si puo’ rivolgere alla magistratura o prendere appuntamento con me per tutti i chiarimenti professionali e di incrarichi che vuole per soddisfare la sua meschinità nell’attaccare persone che hanno fatto di tutto per il buon nome dell’Ordine ed assolutamente da non coinvolgere in altre beghe che non mi riguardano.
    Pensi a lavorare e non ad offendere le persone. Distinti Saluti Angelo Desina

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