Aspettiamo il prossimo condono!

1 febbraio 2011

Storia verosimilmente inventata ma molto verosimile di ordinario abusivismo.

– Venga architetto, entri pure

– Signora mia ma che bella casa, complimenti!

– E si! È stato un affare, un mio amico lavora all’Ente di Previdenza; mi ha fatto sapere che c’era la possibilità di subentrare, io non me lo sono fatta dire due volte e ne ho approfittato.

– Caspita che fortuna! e non ha avuto problemi per le graduatorie? Non avevate paura che qualche coinquilino protestasse perché non avevate i titoli giusti?

– Nessun problema, il mio amico ha pensato a tutto. L’appartamento era di quelli che non sono stati assegnati in prima battuta e quindi soggetti ad assegnazione diretta, poi, per andare sul sicuro, mi sono fatta fare una ingiunzione di sfratto dal precedente proprietario, così in ogni caso risultavo essere tra quelli che potevano beneficiare dell’alloggio.

– Ah!

– poi se devo dirla tutta noi garantivamo più solidità economica di molti altri, mi dice il mio amico che molti dei richiedenti hanno redditi bassi, noi invece…… sa che mio marito ricopre quel posto importante?

– e non vi hanno chiesto nulla in cambio?

– ah no! Io queste cose non le faccio, per chi mi prende! Beh certo poi mio marito quando ha dovuto assumere quell’interprete qualificata, ha pensato subito alla figlia del mio amico.

– ah! Ed è brava?

– certo, ora si; dopo il corso, se la cava a sufficienza.

– il corso?

– si certo, d’altronde l’inglese doveva pure impararlo per quel posto no? Ma guardi qui la casa, l’ho appena fatta ristrutturare sa’.

– vedo vedo, ma vi conviene spendere tutti questi soldi? Per una casa in affitto poi?

– noo! che dice, i lavori sono costati pochissimo! Sa che l’impresa, che già lavorava per mio marito ci ha proposto di approfittare dell’acquisto di una partita di materiali, praticamente i pavimenti non li abbiamo pagati, anzi, non li abbiamo pagati per niente……. Eppoi dove vive Lei, lo sa che le case di questo ente sono state cartolarizzate? Abbiamo appena aderito e poiché la cartolarizzazione è stata avviata per l’intero immobile siamo riusciti ad usufruire dello stesso prezzo degli inquilini che c’erano allora; ho un amico avvocato che è un’autentica iena, un principe del foro! Riesce a trovare il minimo appiglio e zac! Ti trova il cavillo giusto per ogni evenienza! Sa che con lui sono riuscita a vincere la causa con Dolores, la badante che avevo licenziato quando era rimasta incinta, una iena le dico!

– chi?

– l’avvocato, l’avvocato; povera Dolores, quando l’abbiamo mandata via mi è dispiaciuto tanto, veramente…. Ma guardi, le finiture, guardi! Eppoi venga qui fuori in giardino, che le faccio vedere la chicca della casa, questa è un’idea dell’architetto, un mio lontano cugino neolaureato, l’ho chiamato perché me lo ha chiesto la zia, così gli abbiamo fatto fare esperienza;

– ah! E ne ha fatta?

– non tanto, non tanto; dopo un po’ ha mollato e ho dovuto fare tutto da sola; volevamo ampliare un po’ l’appartamento e abbiamo deciso di allargare il salone verso il giardino; guardi che meraviglia; gliel’ho detto che era una chicca! le confesso una cosa, l’idea era mia! le colonnine doriche le ho volute io, come l’idromassaggio; l’architetto a dire il vero non voleva neppure, diceva che non si poteva fare, ma siccome ho insistito lui non ne ha voluto sapere più niente; alla fine mi dica se non avevo ragione! Si vede che il ragazzo deve crescere, mica come lei che si vede che ha una certa esperienza.

– capisco, ma come avete fatto col permesso? Avete sfruttato la nuova legge sulla casa, immagino?

– Uh! se aspettavamo quella; no, che le devo dire……

ASPETTIAMO IL PROSSIMO CONDONO!


8 Commenti a “Aspettiamo il prossimo condono!”

  1. L.Z. scrive:

    splendido…..!

  2. steven scrive:

    Storia di ordinario malcostume italiano, tristemente banale. Purtroppo in Italia SBAGLIANDO (cioè violando le regole) SI IMPARA. Cosa si impara? Che NON SUCCEDE NULLA, non c’è punizione, anzi c’è tolleranza massima. Perché quindi si dovrebbero rispettare le regole, soprattutto quando sono così confuse e contraddittorie? Quasi tutti scelgono la via maestra dell’ABUSO, tanto alla fine un condono uscirà. E se non esce, tanto peggio per lo Stato, che si tiene l’abuso e nemmeno incassa un soldo! C’è un patto scellerato tra i politici amministratori ed i cittadini amministrati, che rende possibile questa situazione: tu, cittadino, lasci fare a me, politico, qualsiasi schifezza. In cambio io, politico, lascio fare a te, cittadino, qualsiasi schifezza. La libertà è così diventata arbitrio e corruzione totale. Ma quanti vogliono veramente cambiare sistema? A mio parere è IMPOSSIBILE nel breve periodo spezzare il patto infame tra politici e cittadini, perché esso riflette l’effettiva volontà della MAGGIORANZA degli italiani.

  3. epi scrive:

    senza parole !!!!!!!!!!!!!

  4. Marco Volpicelli scrive:

    Senz’altro la storia è divertente e molto veritiera; non capisco però il nesso tra tutti i reati commessi dalla signora e l’ultimo, l’abuso edilizio (a mio avviso il meno grave). Vogliamo parlare di condono? e allora parliamone. Ne conosco altre di storie, vere e non veritiere: quella di chi voleva frazionare un appartamento e ha aspettato due mesi per ottenere il parere del COQUE; quella di chi che voleva riparare il tetto dal quale pioveva a catinelle a seguito di una tromba d’aria che aveva divelto parte delle tegole ed ha aspettato mesi perché l’immobile ricadeva all’interno di un piano paesistico e di un parco; un’altra, di chi doveva riparare la copertura di una cappella al Verano, ma ricadendo questa nell’Antico Reparto, totalmente vincolato, ed essendo quindi soggetta a n.o. da parte della Soprintendenza, ha deciso di rivolgersi ad una impresa “locale che si occupa di tutto” (si fa per dire) in tempi rapidi; un’altra ancora, quella di chi aveva il progetto approvato per una sopraelevazione di un villino ma non ha mai ritirato la concessione per mancanza del n.o. della USL perché il depuratore di Roma sud essendo saturo non poteva accogliere altri allacci; e poi quella di chi ha impiegato due anni per regolarizzare l’accorpamento di una camera acquistata venticinque anni prima dall’appartamento adiacente; l’ultima che mi viene in mente, quella di chi ha ereditato un immobile vincolato e non può sanare un intervento di diversa distribuzione degli spazi interni (abuso realizzato dal defunto nel 1986) perché la Soprintendenza non rilascia n.o. in sanatoria. E altre, altre ancora.
    E allora? per me chi ha avuto la pazienza di attendere mesi per ottenere un permesso è un Santo; chi non ha avuto questa pazienza ed ha effettuato il lavori abusivamente non è però certamente un Diavolo, magari un povero diavolo esasperato dalla burocrazia.
    Ah, dimenticavo: in mezzo a tutto ciò ci siamo noi tecnici che veniamo spesso scaricati dal committente per la scelta, forzata, di rivolgersi ad un altro professionista più “esperto” e che ha “le conoscenze giuste”, o per la decisione di eseguire i lavori abusivamente in barba a tutte le complicazioni burocratiche. Ma questo non interessa a nessuno; tanto si sa, noi liberi professionisti lavoriamo per hobby, non abbiamo reali necessità economiche. Siamo ricchi di famiglia ed evasori fiscali.

  5. qfwfq scrive:

    @marco
    Hai ragione
    Ognuno dei casi che citi meriterebbe un post ad hoc
    Ma un sistema malato non puo’ essere un alibi per non pretendere il rispetto delle regole anche verso i singoli cittadini
    Si tratta di cambiare un vizio culturale generalizzato che ci porta ad accettare qualsiasi cosa perche’ tanto “cosi’ fan tutti” e siccome le amministrazioni non funzionano allora ciascuno di noi si puo’ sentire autorizzato a fare come gli pare
    Ma a fronte di piccoli benefici immediati e privati otteniamo enormi svantaggi generali
    Per pretendere il rispetto delle regole e’ fondamentale cominciare a rispettarle

  6. Eugenio Tenneriello scrive:

    Premesso che sono contrario agli abusi edilizi e ai condoni.
    Parlo da ex dipendente di un Comune con oltre 50.000 abitanti, che dopo circa trent’anni si è dimesso per svolgere esclusivamente la professione di architetto.
    Posso garantirvi che mettere fine all’abusivismo edilizio è utopia con le leggi che ci sono in Italia.
    L’iter amministrativo e penale per giugere alla demolizione è lungo e costoso per l’ente locale.
    Per rilevare una costruzione abusiva occorre un tecnico e un vigile della polizia municipale.
    Dopo aver effettuato il rilievo occorre stilare il verbale di sequestro con trasmissione degli atti al magistrato penale ed iniziare, con l’ufficio preposto, l’iter amministrativo con l’emissione dell’ordinanza di demolizione. Ma prima dell’acquisizione al patrimonio comunale indisponibile dell’opera abusiva con tutti i ricorsi e le lungaggini ne passa del tempo. Badate che sono i dipendenti comunali che sono impegnati nelle attività lavorative. Pensate poi che nel giudizio penale devono essere sentiti ed interrogati il vigile e il tecnico comunale. Tra attese e riinvii due persone per ogni udienza trascorrono la loro giornata lavorativa in Tribunale.
    Ma non finisce quà. Una volta acquisito l’immobile al patrimonio comunale il consiglio comunale deve deliberare se procedere alla demolizione o se destinare l’immobile ad usi consentiti dalla legge.
    Se delibera per la demolizione deve provvedere in danno predisponendo tutti gli atti per la gara d’appalto. Ma i soldi vanno presi dal bilancio comunale.
    Se opta per l’utilizzo deve, necessariamente incaricare dei tecnici esterni per le verifiche statiche ed adeguare a tutte le vigenti normative in materia di sicurezza, tutela ambientale, inquinamento, contenimento energetico ed altro. Questo sempre con fondi provenienti dal bilancio comunale.
    Con onestà intellettuale e calandovi nella realtà dei Comuni Italiani, i cui bilanci non riescono a garantire ai cittadini i servizi necessari, siete convinti che il deturpamento del nostro paesaggio da costruzioni abusive possa essere risanato dai Comuni? E’ utopia.
    Sono convinto che dobbiamo incidere per modificare le leggi individuando il sistema che renda possibile economicamente il recupero del deturpato e massacrato territorio a causa dell’abusivismo edilizio.
    Dopo ciò, avendo ripreso il controllo reale del territorio, andrebbe varata una legge, concertata tra stato e regioni, di condono edilizio che imponga la riqualificazione edilizia e paesaggistica di tutto il territorio non escludendo le aree non soggette a vincolo.
    Combattere ” tout court ” il condono edilizio significa, di fatto, consolidare il deturpamento del paesaggio Italiano perchè gli scheletri e le brutture edilizie abusivamente costruite resteranno in eredità ai nostri successori.
    arch. Eugenio Tenneriello

  7. qfwfq scrive:

    in realtà sono convinto che gli unici che possono veramente difendere il terirtorio siamo noi cittadini (comprendendo in questo anche i dipendenti comunali) iniziando banalmente a rispettare le regole senza furbizie e senza elusioni, pretendendo che le nostre amministrazioni si comportino di conseguenza
    occorre poi che ci sia un governo centrale che emani leggi in grado di fornire strumenti operativi ai comuni per essere efficaci in questa lotta
    occorre infine che le amministrazioni locali comincino a vigilare seriamente sugli abusi commessi dai propri cittadini (questa è la vera utopia, che un sindaco vada contro chi lo ha eletto….)
    invito a leggere il saggio di Berdini “breve storia dell’abuso edilizio” nel quale si dimostra tra le altre cose che tutti i condoni alla fine sono costati 5 volte di più di quanto incassato!

Lascia un Commento