Università e incarichi diretti a gogò

Venerdì scorso si è svolta, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila, una Conferenza stampa per denunciare la decisione, da parte della Struttura Tecnica di Missione, di conferire l’incarico per la Progettazione e Gestione dei piani di ricostruzione dell’Aquila e dei Centri Minori alle Università.

La decisione, oltre che in contrasto con le normative vigenti, è gravissima perché le Università sono fatte per insegnare e per fare ricerca non per progettare e fare Direzione Lavori facendo concorrenza sleale ai liberi professionisti.

Ci vorrebbe una mobilitazione da parte di tutti, i liberi professionisti italiani sono sotto il fuoco incrociato, l’obiettivo è quello di farci scomparire.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e altri 3 Consiglieri Nazionali oltre alla Federazione degli Ordini Abruzzesi, ma perché noi architetti non facciamo mai sentire la nostra voce? Il nostro CNA è impegnato con le elezioni, ma gli Ordini provinciali ?

La situazione degli incarichi è diventata sempre più vergognosa, in tutta Italia da Milano (Expo 2015) alla Sicilia (Ponte di Messina),  si moltiplicano incarichi diretti, tutti effettuati da società a carattere privato ma con capitale interamente pubblico, non capisco la differenza ma si sa in Italia le leggi prima si fanno e poi si trova l’inganno.

La situazione a Roma è davvero vergognosa, non si fa più un concorso serio da anni, l’Amministratore delegato dell’Ente EUR dice che bisogna risparmiare e si fa in casa il progetto per la nuova area del Velodromo, Alemanno incarica Krier, non si sa in che modo si vocifera “a gratis”, di ricostruire il quartiere Tor Bella Monaca, sotto il laghetto dell’EUR si realizza uno dei più grandi Acquari Italiani ma non si sa chi lo progetta, Campidoglio 2 è stato bloccato e non si hanno più notizie , si annunciano da mesi gli Stati Generali della Città ma si continuano a rimandare.

Un professionista che opera a Roma è allo sbando, una città in mano ai Costruttori, tra normative incomprensibili che cambiano in continuazione, competenze professionali non rispettate, concorrenza sleale da parte di Università e Società di ingegneria.

Ma l’Ordine degli Architetti di Roma dove é ?

Forse è impegnato a organizzare la prossima Festa dell’Architettura


10 Commenti a “Università e incarichi diretti a gogò”

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Zona Rembrandt and Around San Siro!, Zona Marghera. Zona Marghera said: Università e incarichi diretti a gogò: Venerdì scorso si è svolta, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri della … http://bit.ly/hh8Jtk […]

  2. Cesare scrive:

    Bella domanda, attendo una risposta dal Presedente degli Architetti di Roma.

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Amedeo? Se ci sei batti un colpo!

  4. Al’A,
    non solo Roma è allo sbando.
    Farò circolare questo post.
    A presto,
    S

  5. enrico milone scrive:

    L’intervento di Marco Alcaro è giusto come tutela della libera professione. Però non si può sottovalutare il problema, innescato da considerazioni di ordine giuridico fatte da una fonte qualificata, come l’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici. Infatti questa, con determinazione 7 del 21.10.2010 ha espresso il parere che, in una gara di affidamento di progettazione di lavori pubblici, la stazione appaltante può accettare offerte anche da una Università che si occupa di progettazione edilizia. Ciò in osservanza del principio UE di avere la massima concorrenza nelle gare. E nonostante che l’art.34 del DLgs 163/2006 non menzioni l’Università tra i soggetti che possono partecipare alle gare per contratti pubblici. La posizione dell’Authority costituisce solo una interpretazione estensiva dell’art.34. Per contestare la posizione sarebbe necessario modificare la direttiva UE. Il Consiglio nazionale architetti, sul bollettino di settembre 2010, ha espresso avviso contrario alla interpretazione dell’Autorità dei lavori pubblici, anche facendo riferimento all’art.90 sulla progettazione, che non include l’Università tra i soggetti che possono ricevere incarichi professionali.

    Ma, a proposito dell’Università, esiste anche la Delibera dell’Autorità 179/2002 che, in base all’art.90 del DLgs 163/2006, nega in assoluto ai docenti universitari a tempo pieno di poter ricevere incarichi di progettazione di lavori pubblici. Anche se isolati. Perché non sono liberi professionisti. Invece i docenti a tempo parziale sono autorizzati per legge a fare la libera professione. Ho scritto di questa Determinazione (e di analoghe sentenze del Consiglio di Stato) in molti libri, manuali e riviste professionali. Ma la Determinazione ha ricevuto scarsa attenzione tra i sindacati dei liberi professionisti e quasi silenzio degli Ordini (tenutari del potere disciplinare sulle incompatibilità). Del tutto disinteressato il Consiglio nazionale architetti PPC.
    Enrico Milone 26.1.2011

  6. steven scrive:

    Purtroppo gli Ordini professionali, così come i sindacati, sono costituiti da categorie di lavoratori aventi interessi diversi tra loro. Un libero professionista ed un dipendente hanno interessi economici contrastanti, così come un lavoratore ed un pensionato. Pertanto la linea politica degli Ordini professionali sarà sempre contraddittoria ed alla resa dei conti risulterà a favore dei gruppi più forti (professionisti dipendenti). I liberi professionisti dovrebbero costituire un proprio ordine professionale, che tuteli i loro specifici interessi, ben distinto dall’ordine dei professionisti dipendenti (pubblici o privati). Così è tutta ipocrisia e sceneggiata all’italiana! Il conflitto di interessi è l’unica chiave di lettura della vita sociale e politica di questo paese.

  7. GPC scrive:

    Permettimi Steven ma c’è un vizio di fondo in quanto dici: gli Ordini non sono associazioni professionali a tutela della categoria dei professionisti bensì sezioni distaccate della magistratura che devono sorvegliare il rispetto delle regole e della deontologia professionale. La tutela della categoria dovrebbe (dico dovrebbe!) essere compito dei sindacati, che nell’ambito degli architetti sono dei puri ectoplasmi.
    Perciò, se un ordine esiste per il controllo del rispetto delle regole, deve semplicemente farle rispettare. Oppure si cambiano le regole, se non piacciono.
    Per me non può essere una scusante che “tanto è così dappertutto” perché è dal proprio ambito che bisogna lavorare per cambiare il paese.

  8. […] mese di gennaio abbiamo segnalato l’illegalità diffusa nell’assegnazione degli incarichi pubblici in Italia, lamentando la latitanza dell’Ordine degli Architetti e del Consiglio […]

  9. trillo scrive:

    mi sembra stano che l’Arch. Marco Alcaro non “sappia” che il comune di Roma dà gli incarichi,
    baipassando le procedure legali,tramite Risorse per roma e Zetema che sono società al 100% del comune di Roma e basta fare un pò di giri per i cantieri del comune per vedere come vengono dati ed a chi gli incarichi. Inoltre a Risorse come a Zetema si assumono professionisti senza concorsi ma amici di politici; se serve qualche nome ed esempio io sono pronto!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Lo sappiamo benissimo e l’abbiamo denunciato in più occasioni. Risorse per Roma e Zetema andrebbero chiuse.

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