Le opere si iniziano e poi… si dimenticano

Segnaliamo volentieri un appello di un nostro collega di Cagliari amareggiato per le vicende di un suo progetto: l’Auditorium di Villasor (comune della provincia di Cagliari).

L’idea di un auditorium della scuola media di Villasor nasce nel 1990, il primo progetto è del 1991, tra una variante e l’altra, finalmente, nel 2000 prende corpo la necessità di un auditorium comunale, superando l’idea di un auditorium “scolastico”. Aderisco con entusiasmo a questa nuova proposta rifacendo interamente il progetto, va detto che le modifiche apportate nel “passaggio” da scolastico a comunale hanno come conseguenza l’aumento dei costi: l’esproprio dell’area necessaria, l’impianto di climatizzazione è oneroso, il volume aumenta per realizzare l’atrio, si rende necessario realizzare una recinzione per ovviare ad alcuni atti vandalici…

Nel 2004 viene completato il rustico e, quindi, bisogna chiedere un finanziamento ulteriore per completarlo (esterni e arredi, sostanzialmente), ma le richieste di finanzimento cadono e l’opera è ancora in attesa al 2010.

Sembra che nessuno sia consapevole dell’importanza di dare ai giovani spazi legati alla crescita culturale e sociale; agli operatori economici spazi nei quali realizzare incontri, convegni, occasioni di confronto e di crescita economica, una calamita culturale per un piccolo centro vicino.

Cagliari potrebbe, insomma, determinare dei movimenti benefici anche sul piano economico.

Gli anni passano e… tutto tace.

Dedico questa piccola fatica al futuro dei giovani in Italia, dei quali si dimentica sempre la necessità di farli crescere nella cultura e in un’idea di società aperta, civile, democratica e razionale, contro le forze oscurantiste che la vogliono rinchiudere in una visione statica e anacronistica.

Le mie righe sull’auditorium di villasor riguardano tutti: l’italia è piena di opere incompiute e inutilizzate, opere che potrebbero rappresentare un passo avanti nello sviluppo culturale ed economico. Troppe persone incompetenti e indolenti si trovano nel mezzo di un’opera di architettura, sempre, in tutta italia.

Quelli che sono contrari perchè non serve a niente (pensate che un artigiano specializzato nella costruzione di  clavicembali ha detto che il mio auditorium non serve a nulla!!!), poi ci sono gli ignoranti del procedimento amministrativo, quelli che cambiano idea ogni giorno e pensano che ingegneri e architetti debbano cambiare il progetto per assecondare i loro diktat, come se fossero napoleone in persona.

Bene, volevo solo mettere l’accento su questo problema sperando, però, che le righe sul mio auditorium compaiano nel vostro sito.

Enrico Masala

Purtroppo in Italia gli architetti e l’architettura vengono sempre all’ultimo posto, spesso un’opera di architettura diventa un pretesto per dispute politiche, a Roma ne sono un esempio l’Ara Pacis, il MAXXI, le torri di Renzo Piano …, in altri casi rimane incompiuta e abbandonata per incuria, superficialità e ignoranza con la scusa che mancano i fondi.

Quando i nostri politici capiranno l’importanza dell’architettura ?

Gio Ponti scriveva:

“politici devono pensare Architettura

la città (Polis) è Architettura: gli antichi pensavano così:

oggi non ci pensano mai, non ci sanno pensare”.

Il nostro collega Enrico Masala, ci segnala anche che in un concorso per il progetto di una piazza a Macomer, il premio ha un rapporto con l’importo dei lavori di 1/500 (6.000,00 € su 3.000.000,00).

Ha fatto un esposto all’Autorità di vigilanza sui lavori Pubblici che ha risposto che per i concorsi d’idee la legge dice che il compenso deve essere  “CONGRUO” ma non dice quanto, però, congruo vuol dire, nel vocabolario italiano, proporzionato, adeguato e se confrontiamo il compenso del primo premio con la pulizia della piazza stessa, sembra che il valore di un progetto in Italia conti meno di niente.

Vergogna.


2 Commenti a “Le opere si iniziano e poi… si dimenticano”

  1. Emmanuele scrive:

    purtroppo il territorio italiano è contraddistinto da queste dolenti note! Le attività del “parco dell’incompiuto” sono un’interessante manifestazione della diffusione di questo fenomeno!
    Sono colpito comunque da quel 1/500esimo! Accidenti, sarebbe da denuncia!

  2. Amate l’architettura,
    benvenuti in Italia.
    Che tristezza!
    Buon tutto,
    Salvatore D’Agostino

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