Il passatismo è il vero nichilismo

Non è una frase tratta dal nostro Manifesto e non è neanche di un architetto ma bensì di un Sindaco di un piccolo Comune che sta conducendo una battaglia per l’architettura contemporanea.

Nell’ambito della Festa dell’architettura di Roma, svoltasi nel mese di Giugno 2010, il nostro Movimento amate l’architettura ha organizzato un Convegno dal titolo: “architettura nei mass media, un’immagine distorta”. Il convegno si è aperto con la visione di un video tratto da Striscia la notizia, in cui si definiva ecomostro un progetto contemporaneo nel centro storico del Comune di Figline Valdarno provincia di Firenze (vedi link).

Il sindaco del Comune è intervenuto al nostro convegno e ha dimostrato che ogni tanto anche i politici e gli amministratori pubblici possono occuparsi di architettura.

Il sindaco ha giustamente definito scandaloso il fatto che in Italia non si possa realizzare un progetto contemporaneo nel centro storico, viene così negata la dignità all’architettura contemporanea, viene impedita la possibilità di lasciare un segno architettonico dei nostri tempi.

E’ una battaglia culturale, il nuovo contro il moderno, l’architettura contro il passatismo.

Non si puo’ guardare soltanto indietro, siamo con il sindaco di Figline Valdarno per la battaglia per l’architettura, peccato che la quasi totalità degli amministratori pubblici la pensi diversamente.

Guarda il video


3 Commenti a “Il passatismo è il vero nichilismo”

  1. Al’A,
    intanto terribile lo sfondo, per favore la prossima volta mettete un pallino nero.

    A tal proposito (qualche giorno prima di andare via dal mondo terreno,) Mario Monicelli commentava alla radio (sulla ricostruzione dell’Aquila) così:

    Inizio minuto 42.25

    «Il mio intervento sull’Aquila è che gli aquilani, gli abruzzesi, gente poi (…) con le idee chiare tosta, devono essere loro i promotori della rinascita dell’Aquila.
    E la rinascita dell’Aquila, a mio avviso, non può essere quella di ricostruire e stare lì a rimettere in sesto tutte le bellezze, le antichità, la città com’era, cioè un restauro.
    Un restauro è roba che non si può fare all’Aquila. Se si potesse fare, diventerebbe una città morta, una città fantasma.

    Gli aquilani devono prendere in mano loro (ndr la situazione) per ricostruire la città con nuovi architetti, nuovi materiali, ormai ci sono delle cose strepitose che si possono fare.
    Ricostruire la città, perché devono essere loro che si riprendono l’anima.
    Gli è stata stappata l’anima agli aquilani. Mandandoli ad abitare fuori, altrove, a Pescara in case anche decenti ma fuori.

    Invece devono essere loro a ricostruire, a costringere lo stato, a costruire la città lì dov’era anche se devono farlo con una certo rispetto dell’urbanistica, dove c’era il portico di rifare il portico eccetera, ma nuovi architetti, nuovi materiali.
    E devono essere loro stessi che devono ricostruire questa città per ravvivarla anche lì.

    Se faranno questo intanto daranno una spinta a questa Italia che va in disfacimento e che non vuole vedere più nulla e si rassegna.
    Per dire che tutto deve essere rifatto con le nuove forze.
    Ci sono forze nuove e gli aquilani lo sono, sono aquilani e devono prendere in mano la situazione».

    Fine minuto 44.25

    Hollywood party, puntata del 19 novembre 2010, radio tre.
    Per riascoltarla: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-008551f5-88ba-4a89-8741-ebe3ccdc4b19.html?refresh_ce

    Buona giornata,
    Salvatore D’Agostino

  2. Antonio Erigi ha detto:

    Il Sindaco di Figline ha perfettamente ragione, evidentemente lui non ha una stuola di tecnici diplomati che gli tirano la giacchetta per fare interventi di ristrutturazione nei centri storici… del resto si tratta solo di rifare lìintonaco e sostituire qualche solaio!!! Mi chiedo quando agli architetti italiani, soprattutto quelli di provincia, sarà concesso di poter fare il loro mestiere, e perchè non si è mai sentito che qualcuno venisse accusato di esercizio abusivo della professione di architetto, ingegnere o geometra, come invece accade nel settore della sanità.

    “L’unica differenza che c’è tra un architetto e un medico è che il medico può seppellire i propri sbagli…l’architetto può solo piantare rampicanti.”
    Le Corbousier

  3. Marco ha detto:

    Buongiorno,
    essere contro od a favore implica di stabilire il perimentro della fazione, per cui genericamente ritengo che forma ed informe attengano al passato scaduto per definizione durante la concezione. Concludo con una domanda: nel ciclo dell’alta velocità contemporanea qual’è il limite del passato e quale quello del non meglio definito futuro? che sia la contemporaneità, fuggente tuttavia nel senso del luogo che posto eterno valorizza la forma consapevole e non certo l’effimero gesto seppur fosse sostenibile.
    Con stima e considerazione, Arch. Marco Capoccia

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