Due Dinosauri a Borneo Sparenburg

13 ottobre 2010

Ancora una volta lo spunto per parlare di Architettura mi è venuto da una coincidenza: la settimana scorsa infatti ho lasciato presso lo studio dove lavoro la macchina fotografica […]

Bene.

Ieri, avendo finito un po’ prima, sono andato alla ricerca della villa di MVRDV a Borneo Sparenburg, un nuovo quartiere ad Amsterdam Nord, armato solo della mia macchinetta. Lungo il cammino mi sono imbattuto in due fantastici ponti, che servono in realtà ad unire vari interventi di edilizia residenziale costruiti nell’isola a Nord, Borneo appunto.

Bene.

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I due ponti di cui sopra erano due normali passarelle di ferro, sicuramente più appariscenti del normale per il trattamento delle superfici, colorate di rosso, e per la forma, che la mia fantasia ha associato a quella di due dinosauri. Ancora una volta dunque interventi puntuali, realizzati in un terreno vergine, senza condizionamenti di sorta. Ancora una volta infrastrutture studiate a tavolino, con un adeguato bacino di utenza, sicuramente previsto sulla base di appositi studi…come dire: nente è lasciato al caso: l’ingegno umano qui viene utilizzato per creare spazi funzionali e gradevoli, anche da un punto di vista estetico…

Senza un contatto con la storia, ma perché qui la storia comincia dal medio evo, e non ha grandi spunti…

Volevo parlare dei ponti, che avevano attratto la mia attenzione a partire dalle passerelle pedonali romane del giubileo 2000, per arrivare a quelle di Amsterdam Nord, appunto, ma mi trovo invece ancora una volta a parlare di peroferia, di città consolidata e di nuove urbanizzazioni. E’ vero, sono rimasto colpito dal funzionamento della macchina amministrativa olandese, dove qualsiasi intervento è frutto di un’accurata ricerca, che va al di là dei giochi di potere della politica. E’ vero, l’Olanda è molto più piccola dell’Italia, ma è anche vero che il governo Olandese è stato fra i più generosi dell’unione europea con la Grecia per evitarne la bancarotta…l’Olanda ci tiene all’Europa…Amsterdam in confronto a Roma è un quarto, ma non voglio fare un confronto con l’Italia: mi interessa qui cercare di capire se si può fare qualcosa per salvare il salvabile, prendendo esempio dalla ricca Olanda, in Europa seconda solo ai Paesi Scandinavi.

Perché, per esempio, mi domando, l’Olanda è all’avanguardia nelle sperimentazioni sociali, che pure qui non vengono convivise da tutti? Perché in Olanda si costruisce dappertutto, senza delle regole precise, che pur ci sono…mi riferisco per esempio ad un complesso residenziale costituito da una stecca di circa trecento metri, costruita a non più di dieci metri dai binari ferroviari, nella citttadina di Heemstede, vicino a dove abito io…o ad una costruzione di sette piani costruita lungo l’asse di collegamento tra Haarlem ed Amsterdam a ridosso della strada provinciale…..però poi i due terzi del territorio sono lasciati alla natura??

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Forse perché in Olanda tutto viene realizzato in base a progetti studiati a tavolino?

Troppo facile come risposta, ma cerchiamo di capirne il perché.

Ho partecipato ad uno dei gruppi di lavoro istituiti dal Ministero della Pianificazione Urbanistica (capite???  In Olanda esiste un Ministero che si occupa dello sviluppo Urbanistico, mentre in Italia Berlusconi crea il Ministero per l’attuazione del federalismo, che poi ancora non è stato legiferato??!! Mapoi a che serve???)

Prima differenza!

Bene.

Questo gruppo si chiama Olanda 2040 e prevede lo sviluppo di un grande agglomerato urbano, dotato di servizi ed infrastrutture (leggi:  i ponti!!!) che accomunano le città più importanti dell’Olanda settentrionale (Randstad) intorno all’aereoporto di Schiphol, il principale scalo della KLM/Air France, non a caso la più grande compagnia aerea europea…nata dalla fusione avvenuta nel 2007 tra Klm, olandese ed Air France.

Bene.

Vogliamo parlare di Alitalia??? Un’occasione persa??? E Milano Malpensa??? Affari d’oro per la malavita in vista dell’Expo 2015??? Seconda differenza!!

Un altro semplice ma altrettanto indicativo esempio: in previsione di questo sviluppo, sono stati realizzati, dall’Architetto Santiago Calatrava, sublime interprete delle specificità del luogo nella realizzazione di ponti, tre magnifici interventi sul canale dell’Hoofdvaart, cinque anni fa in un territorio che oggi si sta sviluppando, quello appunto intorno all’aereoporto, dove sono nati diversi interventi di edilizia residenziale pubblica e non solo. Oggi questi ponti, definiti come la lira, l’arpa ed il liuto, tre strumenti musicali propri della mitologia greca, sono parte integrante del tessuto urbano e vengono attraversati ogni giorno da non so quante migliai di persone, in macchina, in bicicletta, a piedi e persino in barca…

Mi sono già espresso sulle biciclette, ora è la volta dei ponti: nella mia carriera universitaria, insieme ai miei amici Architetti Alessandro De Sanctis e Gianluca Bucciotti, venimmo segnalati ad un concorso per la realizzazione di un ponte pedonale a Porta Portese.

Bene.

L’area della Portuense adiacente Porta Portese, a tutt’oggi è ancora più degradata di allora, e del progetto di una sistemazione del’Arsenale papale, di cui pure vincemmo un concorso, non se ne sente più nemmeno parlare, mentre l’unico ponte di cui si parla in Italia è quello sullo stretto di Messina, per cui fu istituita un’apposita Commissione che doveva studiarne le ipotesi di fattibilità…Commissione che viene pagata ogni anno con i soldi della Comunità Europea, e che non ha prodotto, in vent’anni, nessun risultato concreto!!! Terza differenza!!!

I ponti sull’Hofdvaart come il ponte sullo stretto, allora?? Non proprio, anche se mi sembrano due esempi emblematici di un approccio totalmente diverso: in Olanda lo studio del contesto, pur in assenza di storia, fa in modo che i progetti vengano realizzati in base agli studi fatti a monte, ed il controllo sul cantiere (che ancora, purtroppo, non ho toccato con mano nella realtà olandese), permette che la realizzazione del progetto segua i dettagli, studiati nei minimi particolari.

In Italia probabilmente, montagne di carte generano ogni sorta di equivoci, e le libere interpretazioni non permettono poi agli esecutori di concentrarsi sulla “regola dell’arte”. Quarta differenza!!!!

Ecco. Allora forse non è soltanto merito dell’Olanda, se queste differenze vengono fuori in maniera così evidente, senza farne emergere le contraddizioni. Vivo qui da troppo poco tempo per esprimere un giudizio di valore sulla vita olandese: per il momento mi confondo con il giudizio comune che in Italia è meglio andarci in vacanza che viverci: essere immerso nell’ordine e nella precisione comunque mi rende senpre più consapevole  della forza delle mie capacità, e non fa altro che aumentare l’entusiasmo che sto impiegando nel laboratorio di progettazione della città di Almere, promosso dal Ministerie van Vrom (letteralmente libero sviluppo……………)


4 Commenti a “Due Dinosauri a Borneo Sparenburg”

  1. alessio bonetti ha detto:

    Caro Luca, il tuo articolo qui pubblicato aggiunge frustrazione alla frustrazione di chi come me per l’Olanda non è mai partito pur avendo il biglietto obliterato. Dall’obliterato all’oblio il passo è breve e la storia di concorsi vinti e mai realizzati l’ho scritta anche io.
    Purtroppo sono già convinto che l’Italia non abbia molta speranza di cambiare se non si rifodano da subito, perchè il problema è qui e ora, le fondamenta delle scuole e dell’università, tutta. Se i giovani non crescono con una mentalità diversa. Se le regole non sono ferree da oggi (come in Olanda) se non si mandano a casa dipendenti pubblici incompetenti. I
    periodi storici si susseguono e credo che questo periodo italiano sia buio. Non c’è nella gente, tutta, la consapevolezza che i cambiamenti possono avvenire e che si tratta solo di innescarli.
    Questo gruppo, amatelarchitettura, non cresce come vorrebbe. Fa fatica, spinge un muro di gomma. Ho sperato nell’unione della nostra categoria. Un gruppo cosi dovrebbe crescere e proporre temi per migliorare le nostre città. Temi da sottoporre a Berlusconi, Alemanno, Bersani e Compagnia Bella. Ma non siamo in grado di creare il giusto collante. Ognuno si guarda l’ombelico! e questa è una DIFFERENZA con l’Olanda che non ti sei ricordato, ma che sono sicuro hai compreso bene. Li ci sono grandi studi, qui piccole P.IVA. e anche questa incapacità di coesione e di scambio delle idee è FONDAMENTALE.
    Io faccio il Dottorato e fatico enormemente a confrontarmi coi miei colleghi. di questo soffro enormemente perchè ho bisogno di credere a quel che faccio, e ora faccio fatica a trovare motivazioni. Le motivazioni hanno bisogno di prospettive e sbocchi.

    A volte penso con tristezza che la tua sia l’unica soluzione. Resta in Olanda e goditi quel cielo stupendo e quei canali. in Autunno poi, ricordo, li viene voglia di lavorare ancor di più perchè le luci dell’atmosfera illuminano la città in modo unico e un’architetto ride dentro.
    in bicicletta poi…

    Giugno e luglio sono perfette per il mare in Grecia! dove le vacanze sono più economiche e il mare stupendo…e gli olandesi lo sanno bene. Dell’Italia ci resta il cibo, il buon vino, le città storiche.

    ..scusate gli errori di calligrfia, se ci sono. Non amo rileggere e correggere

  2. Leonardo Caviola ha detto:

    ho visto in foto i ponti realizzati .. ma come mai non costruiscono ponti percorribili dai diversamente abili ?? cioè le rampe per gli handicappati dove sono ? … ci sarà più burocrazia e scartoffia in Italia ma almeno si pensa a tutte le categorie di persone. Ho qualche dubbio su ‘sto modo di vedere l’erba del vicino sempre verde.

  3. E’ l’istituzione il problema. Quoto il sig. Bonetti. Il problema nasce dalle fondamenta del nostro paese. 9 quartieri su 10 di ogni città italiana cadono a pezzi, ristagnano nel degrado. Anche se si facessero numerose proposte, anche se queste fossero economicamente accessibili, non cambierebbe nulla. Di recente a Genova c’è stato un leggero cambio di tendenza, ma soltanto in alcune zone. Girando un pò nelle città noto non una situazione statica bensì un netto peggioramento. Rimane tanta amarezza, e nient’altro

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