Un viaggio nel cuore dell’Europa…

11 agosto 2010

Ricordo quando, più di dieci anni fa, ancora all’Università, andai con l’Associazione Culturale Zingari a Berlino, che era diventata, all’indomani del crollo del muro nell’89, il cuore del rinnovamento culturale ed architettonico europeo.

Ricordo i progetti di Renzo Piano per la Potsdamer Plats, il progetto di Peter Eisenmann per il Chekpoint Charlie, il progetto di Jean Nouvel per Les magazines Lafayette, il progetto di Philip Jonhson per il  Philip Jonhson Building o il progetto di Daniel Libeskind per il Jewisch Museum che avevo studiato prima di partire e che vidi in parte realizzati, in parte ancora sulle carte, in parte in corso di realizzazione…..

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Sono capitato per caso a Bruxelles, e mi sono recato nel quartiere della Commissione Europea, dove, sebbene l’aria fosse un po’ diversa, intrisa dell’atmosfera borghese della diplomazia internazionale, sono riuscito a cogliere le stesse sensazioni…oggi, anche se stiamo attraversando una forte crisi economica, Bruxelles mi è sembrata in qualche modo la Berlino di allora: Rue de La Loi come Friedrichstrasse, allora? Non proprio:  vediamo perché.

Sicuramente dietro al programma di edificazione del quartiere leopoldino c’è lo stesso intento di creare un volano allo sviluppo economico del nuovo soggetto politico nato dall’allargamento dell’Unione Europea e dall’apertura ad Est, con il passaggio dai 12 stati membri originari ai 25 attuali…..ma nel caso di Potsdamer Platz ricordo che il sito era tutto un cantiere: le gru giravano senza mai fermarsi; le luci brillavano anche di notte per illuminare il protrarsi dei lavori: a Bruxelles invece si respirava un aria più tranquilla: si vedevano ovunque diplomatici internazionali visitare affascinati il palazzo Baylermont, sede della Commissione Europea, il cosiddetto “Palais Charlemagne”, il palazzo Altiero Spinelli, sede del parlamento europeo, il cosiddetto “Caprice de Dieu”, oppure la sede della commissione delle finanze, il palazzo Jacques Delort. Mi sono soffermato in particolare su questa costruzione: si tratta di un nuovo edificio con il fronte sulla Rue Belliard, con la parete vetrata sorretta da  travi in legno lamellare, collegato alla vecchia costruzione, sull’altro lato della strada, tramite un ponte in cemento con interessanti travi in ferro e legno stile Art Nouveau. Ecco, la differenza principale che ho colto tra la Berlino di allora e la Bruxelles di oggi è che mentre la capitale tedesca cominciava un programma di ricostruzione, dopo la caduta del muro e l’unione dell’Est con l’Ovest, in cui ad edifici di carattere pubblico, quali la sede del Reichstag di Sir Norman Foster si alternavano edifici a carattere commerciale, quali il centro commerciale Lafayette di Jean Nouvel, ad edifici di carattere residenziale, quali lo Schutzenstrasse di Aldo Rossi, la capitale dell’Europa Unita sta dando un volto nuovo alla sua vecchia immagine, a dieci anni dall’entrata in vigore della moneta unica, costruendo edifici all’avanguardia nel campo dell’architettura mondiale…

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Volevo titolare questa nota: Bruxelles 2009, un ponte tra passato e futuro, ed il paragone con la Berlino dopo muro: una  breccia verso il domani: a Bruxelles la crisi tuttavia non permette la realizzazione della nuova sede del consiglio europeo dello studio Valle, vincitrice di un concorso internazionale che ha avuto grosse ripercussioni sulla fama dell’architettura italiana nel mondo, che in realtà speravo di vedere in parte realizzato, o almeno  in fase di realizzazione, a giudicare dalle notizie presenti sul sito web dello studio: speravo di riuscire ad osservare il cantiere, ma pazienza! A Berlino, nel ‘97 era appena iniziata, dopo una lunga fase di gestazione, la costruzione del Museo Ebraico di Libeskind, di cui tuttavia riuscimmo a vedere lo scheletro in cemento armato, entrando di nascosto, allora si, all’interno del cantiere; mentre non si era ancora passati alla fase realizzativa della Potsdamer Platz………

La riqualificazione del quartiere della Commissione Europea, tutto intorno a Leopold Park tuttavia procede a ritmi serrati, tanto che intorno al palazzo del parlamento sono sorti una serie di edifici residenziali di qualità medio-alta che riprendono le linee dell’Architettura Art Nouveau, caratteristica della capitale belga. Certo, si è esaurito il fermento del momento iniziale, quando Bruxelles era tutto un cantiere…come probabilmente è stato all’inizio di questa nuova avventura europea, ma ancora oggi le foto allegate documentano una consistente attività edificatoria, e sono convinto che il paragone con la Berlino del ’97 sia sensato, per la somiglianza tra i due programmi, le due storie, le due culture, che tutte hanno a che vedere con la crescita dell’Europa Unita…


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