Striscia la notizia, Figline Valdarno ecoschifi ed “ecostronzi”

6 maggio 2010

Oggi, 5 maggio 2010, ho appena finito di ascoltare un servizio di Striscia la Notizia su un progetto di recupero urbano previsto a Figline Valdarno.

Si parla di un “Ecoschifo”, si fanno vedere cancelli chiusi, catenacci.

Si ripete più volte che lì, prima c’era una vecchia scuola elementare niente meno che della fine dell’800, inizi ‘900.

Si dice che l’opera doveva essere completata entro il 2008.

Si dice che “dopo grandi mangiate e bevute” l’opera sia stata appaltata con una “grandissima spesa, svariati milioni di euro!!!”.

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Solo che stavolta non si tratta di qualche abuso, di qualche cantiere interrotto, di cittadini inferociti per lo spreco di denaro pubblico, anni e anni di attesa per vedere le opere completate, ecc.

No!

Stavolta si tratta di Sgarbi, al quale, come è noto, non piacciono le architetture contemporanee, ed al quale evidentemente piace sfruttare la sua notorietà per pontificare e sparare a zero su qualunque cosa gli capiti sotto tiro e, anche quando mancano evidentemente le argomentazioni, fare la voce grossa pur di imporre verità inesistenti e lasciare intendere in maniera velata l’equazione modernità uguale abuso e mostruosità.

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Le argomentazioni in sintesi:

– Un edificio, in quanto intitolato ad un insigne educatore (Raffaello Lmbruschini) acquista di per se una intoccabilità, una “sacralità” che lo rendono appunto intoccabile e inviolabile; obbligatorio il recupero ad ogni costo.

– Il progetto non va perché utilizza, in parte, il cemento e perché la Toscana è la patria di Brunelleschi e dell’Alberti (vecchi modernizzatori dell’epoca), quindi è vietato realizzare qualsiasi cosa moderna, salvo che non si trovi in un deserto.

– La torre prevista dal progetto non và perché sorge in prossimità un’altra anonima torre (ottocentesca?) più bassa e più piccola della nuova; come sempre la contemporaneità non deve vedersi.

– Poiché il progetto è dell’architetto Casamonti, noto alle cronache per le tristi vicende giudiziarie della protezione Civile, si lascia intendere che quindi l’opera sia automaticamente priva di validità architettonica e il frutto deviato del capitalismo speculativo.

– Infine Sgarbi cita come modello di recupero urbano quello attuato nella piazza retrostante del quale ci è dato vedere solo una tristissima immagine di un interno chiesa e delle tristissime vetrine dove l’architetto (Giovanni Pratesi?) ha esposto alcuni non meglio precisati reperti (archeologici? affreschi? Boh?); Aah?! Questo si che significa recuperare la città……

L’articolo finisce con un generico “Vedremo l’evolversi tra un mese o quando sarà” lasciando intendere che la storia sarà lunga e che non ci sarà da aspettarsi granchè.

Peccato che:

– l’edificio demolito, essendo della fine dell’800 (primi del ‘900, boh?) sia un normalissimo edificio in stile, banale revival neoclassico come tanti sorti nello stesso periodo, probabilmente realizzato con struttura in cemento armato, e non abbia alcuna valenza e validità di tipo storico o culturale; se fosse stato così, dubitiamo che la sovrintendenza avrebbe permesso anche solo di annusare il fabbricato.

– Lo stesso dicasi per il contesto dove sorgerà il centro, onestamente non costellato di presenze storiche rilevanti.

– Il progetto del Centro Polifunzionale, dello Studio Archea, è del 2006, probabilmente sarà completato entro l’anno, un tempo record per la cantieristica e la burocrazia italiana!

– Il centro sarà di 3.000 mq e costerà circa 4 milioni, onestamente un costo più che dignitoso per un’opera di valenza pubblica che recupererà una vecchia area dismessa.

– Il cantiere è stato temporaneamente sequestrato dalla magistratura e dissequestrato il 7 aprile 2010 (un mese fa!!!) alla presenza di Striscia (che si guarda bene dal riferire la cosa).

– Teletruria ha mandato in onda il 29 aprile un servizio dal tono diverso nel quale si ribadisce che non vi è stata “nessuna violazione della normativa che regola i centri storici”;

Fenomenale la risposta del Sindaco: “CHI PARLA DI ECOMOSTRO È UN ECOSTRONZO!!!!

Sottoscrivo…

Casamonti non è noto per la sua simpatia, e ultimamente pare che la sua fama sia effettivamente più legata ai suoi casi giudiziari, che alle sue opere, le quali sono più che dignitose, sanno essere contemporanee e contemporaneamente sanno dialogare con i contesti storici e naturali in cui si inseriscono.

Non c’è che dire: STAVOLTA L’ABUSO L’HA FATO STRISCIA!!!!


41 Commenti a “Striscia la notizia, Figline Valdarno ecoschifi ed “ecostronzi””

  1. James Hook scrive:

    L’architetto Casamonti è solo uno dei tanti architetti baroni dell’Università di Firenze, come Zermani, Natalini, Maestro ecc, che creano schifezze e si atteggiano ad ArhiStar, ma i loro obbrobri non vengono nemmeno presi in considerazione dalle riviste internazionali o dalle pubblicazioni del settore. Basta poi confrontare il valore architettonico delle opere estere di Renzo Piano, notevoli e geniali, con le sue realizzazioni in terra italiana, approssimative, discutibili e sempre mal realizzate! In Italia chi ha realizzato lo ZEN di Palermo, il Gregotti, viene osannato dagli stessi che si permettono di criticare e boicottare l’auditorium di Ravello, regalo di un genio come Oscar Niemeyer. A volte hanno ragione quegli stranieri che ci dicono: “Italiani, pizza, mafia e mandolino”!

  2. Peja scrive:

    A parte la volgarità del commento di Sgarbi e del sindaco per la loro posizione, del tutto normali nella nostra nazione, ma non in uno stato civile, c’è da dire che effettivamente il ruolo di Striscia la Notizia all’interno della disinformazione organizzata dei media resta come al solito alla propria altezza! Tra l’altro, del tutto degno il commento per la volgarità del programma…

  3. mila scrive:

    Il furore (mediatico) con cui Sgarbi ha sostenuto la sua battaglia (mediatica) contro il progetto di Casamonti è perfettamente in linea con l’atteggiamento conservatore che la fa da padrone in Italia. Sul perchè poi si dovrebbero investire energie per “conservare” un edificio che non ha particolari valenze estetiche, storiche o artistiche è cosa su cui si dovrebbe riflettere. Mi chiedo anche se recuperare quell’edificio, rendendolo funzionale e a norma, sarebbe costato molto meno di quei quattro milioni.
    Quello che nè Striscia nè altri sembrano notare è che la cittadina figlinese è piena di ecomostri. Palazzoni, condomini, nemmeno più le villette a schiera (banali ma dignitose) che si costruivano fino a una decina di anni fa.
    Non il nuovo intervento di un architetto momentaneamente in disgrazia (mediatica e giudiziaria) ma tutti quei metri cubi di cemento, dovrebbero colpire chi arriva a Figline.
    Sul progetto di Casamonti si può discutere, ne si può giudicare la valenza estetica, ma su un punto il sindaco ha ragione: i non addetti ai lavori dovrebbero astenersi dal giudicare un progetto prima di vederlo concluso. Certo i render che dovrebbero mostrarci come sarà l’edificio a fine realizzazione non sono mai del tutto aderenti a quella che sarà la realtà, ma i profani difficilmente possono giudicare quello che è, per ora, solo un cantiere. Per fortuna, dopo il dissequestro, quei lavori proseguiranno e allora se ne potrà parlare a ragion veduta. Ma solo allora.
    Intanto continuo a chiedermi come mai ci si mobiliti per quell’edificio e non per i tanti, nuovi edifici, sempre uguali o sempre peggiori, che si stagliano un po’ ovunque nell’immediata periferia della cittadina. Immobili che per di più spesso rimangono sfitti, progettati non da architetti di grido, ma da personaggi che non sembrano certo calcare le orme dei maestri dell’architettura che Sgarbi citava sbraitando nel servizio di Striscia. Cosa incide di più sul territorio? Cosa disturba di più il nostro senso estetico? Come mai nessuno parla di questo?
    Immagino che Sgarbi abbia viaggiato molto. Mi chiedo, e lo faccio in maniera provocatoria, se la nuova Berlino, cantiere sempre aperto, gli dica niente. La Berlino in cui si è abbattuto e ricostruito, si è modificato drasticamente lo skyline della città. Ma certo, è Germania. Non Figline Valdarno.

  4. paola scrive:

    Sinceramente da figlinese non sono affatto d’ accordo con il vostro commento sul’ ecomostro.
    Sono una persona di sinistra quindi non certo di parte e gli eccesi di Sgarbi in genere non li condivido.
    Ma questa nuova struttura …..la trovo obrobriosa!
    Questa non si puo’ considerare arte contemporanea: da umile cittadina chiamarla arte è una bestemmia!
    Punto primo: QUELL’ EDIFICIO DA VOI DEFINITO BANALE (ORMAI FATISCENTE) SINCERAMENTE ERA MOLTO PIU’ CONSONO ALL’ AMBIENTE CIRCOSTANTE

    Punto Secondo: E’ STATO UTILIZZATA UNA ZONA ADIBITA A GIARDINI PUBBLICI

    Punto Terzo: L’ EDIFICIO SORGE A RIDOSSO DELLE ANTICHE MURE STORICHE DEL PAESE E DI UNA ANTICA CHIESA, L’ ALTEZZA SUPERA COME DICE SGARBI QUELLA DELL’ ANTICA TORRE E L’ EFFETTO OTTICO A LIVELLO PANORAMICO POSSO ASSICURARVI CHE E’ MOLTO OSCENO!

    Punto quarto: SBAGLIATE ALLA GRANDE A DEFINIRE IL RECUPERO DELL’ ANTICA CHIESA DEL SERRISTORI DA PARTE DEL SIG.PRATESI NON UN OTTIMO RECUPERO PER IL PAESE

    Punto quinto : E’ STATA COSTRUITA UNA MURAGLIA DAVANTI A DELLE ABITAZIONI

    Con tutto questo io dato lo stato avanzato dei lavori e l’ impiego enorme di soldi non vedo altra soluzione che portare al piu’ presto al termine il progetto, MA VOI NON POTETE ESSERE COSI’ DI PARTE DAVANTI AD UN MOSTRO DEL GENERE!
    SI PUO’ CREDERE FINO IN FONDO AI PROPRI IDEALI MA SI DEVE APRIRE LA MENTE PER NON CADERE NE L’ OTTUSITA E RISCHIARE DI NEGARE L’ EVIDENZA DAVANTI A CERTE REALTA’!

  5. Barby scrive:

    MHA!Se di volgarita’ vogliamo parlare,parliamo di quella del Signor Sgarbi e non quella del Sindaco Nocentini che non ha fatto altro che rispondere al suddetto signore nell’unica lingua a lui conosciuta.Si puo’ discutere della bellezza o meno dell’edificio,altro non si puo’ dire.Anche perche’ il CANTIERE E’ stato riaperto(la magistratura di conseguenza non ha trovato irregolarita’!)Questo pero’ e’ stato nascosto dalla troupe di STRISCIA LA NOTIZIA E DAl suo inviato “BELLICAPELLI”.cOME SEMPRE SI DANNO notizie a meta’,ora capisco perche’ si chiama “striscia la notizia”.Sulle notizie LORO ci strisciano,NON APPROFONDISCONO!

  6. qfwfq scrive:

    Gentile sig.ra Paola,
    trovo che le sue critiche ed osservazioni siano del tutto rispettabili e rispettosamente degne di qualche obiezione.
    Ovviamente non le condivido.

    La invito a riguardare il servizio e a rileggere passo passo le argomentazioni presentate.
    Tutto è costruito in maniera da lasciare intendere che dietro all’intervento voluto dal vostro Sindaco (con i soldi della regione, quindi in parte anche nostri), ci sia qualcosa di losco, che si stiano buttando via i soldi, e che quindi l’architettura contemporanea sia sinonimo di malaffare. alla fine si cita infine un intervento di restauro (che è cosa differente dal recupero urbano) del quale, oltre all’immagine di sgarbi beatamente sbragato tra due (tristissime) vetrine non è dato sapere altro.

    Altra cosa dal servizio visto, è discutere di reali ragioni estetiche e culturali; su questo la invito a riflettere, come certe battaglie di religione avvengano sempre quando qualcuno prova a proporre con forza la propria contemporaneità. gli interventi veramente speculativi, quelli anonimi che non propongono niente (nè un sano recupero, ne una idea nuova di architettura), quelli non lidenuncia mai nessuno
    Sul piano culturale il tema del contesto è assolutamente un falso problema.
    In nessuna delle opere di Brunelleschi, di Michelangelo o dei grandi maestri dell’architettura si è posto questo problema; tutti hanno realizzato le loro opere senza alcun ruguardo per il contesto storico; con i ragionamenti di sgarbi oggi non avremmo dovuto realizzare nessuna delle opere di architettura che oggi fanno bella l’italia
    la cupola di Brunelleschi, rinascimentale e altissima, cosa c’entra con il tessuto medioevale circostante?
    forse Casamonti non è un novello Michelangelo, ma questo onestamente sarà la storia a giudicarlo (nemmeno le riviste internazionali).
    da quanto ho potuto constatare prima c’era un edificio sostanzialmente a forma di scatola, che a parte un risicato spazio antistante era sostanzialmente (architettonicamente) chiuso alla città. Il solo segnale di contestualizazione era dato dal ricorso ad alcuni stilemi esteriori.
    Il progetto di Casamonti riporta il limite del fabbricato lungo l’allineamento della strada, costruendo al centro una rientranza (coperta) che invita in maniera decisa all’ingresso verso il cortile interno (un giardino posteriore restituito alla città).
    Dal punto di vista della organizzazione spaziale direi che è infinitamente più contestualizzato dell’edificio preesistente.
    Sul fatto che la sede comunale (edifico più importante, credo, che ci sia a Figline) sia visibile con un segnale forte come una torre non ci vedo assolutamente niente di scandaloso
    Purtroppo la cultura conservatrice dominante nell’ultimo trentennio ci ha abiutati a crederci (noi contemporanei) figli di un dio minore
    Infine le chiedo di fare un esercizio culturale: provi a camminare nel centro storico di Figline e provi a registrare mentalmente il periodo storico di appartenenza di ciascun edificio che incontra, provi anche a capire se ci sono stili architettonici diversi, magari anche che tecnica costruttiva è stata usata.
    si accorgerà che registrerà la coesistenza di almeno 1000 anni di architettura, varia e variegata, si accorgerà anche di scoprire, l’esistenza anche di architeture moderne, delle quali non si era mai accorta. Questo avviene perchè le ha sempre trovate li…….

  7. elisabetta scrive:

    riguardo al servizio di striscia la notizia, non messo in onda, (ma io l’ho visto su internet) penso che sgarbi non ci abbia fatto una bella figura…lui sa benissimo, avendo “frequentato”, un pò meno di me il MIBAC, che se lambruschini avessero avuto una valenza storico artistica di rilievo, (anche minimo ) la soprintendenza non avrebbe permesso nemmeno di far “pensare” al comune la ristrutturazione di tale bene….ci avrebbero messo i “sigilli” i nostri bravi funzionari…. devo dire che il dissequestro mi ha rasserenato, poichè confidando nel lavoro della magistratura, sono sollevata dal fatto che forse un illecito amministrativo,con annesso spreco di denaro pubblico (quindi anche mio) non ci sia stato….rimango però, fermamente convinta , che forse il progetto non è fra i migliori che si potevano scegliere, in effetti, per mia opinione, delle scuole lambruschini rimane ben poco, e il risultato di tale ristrutturazione è una parvenza di ospedale… uno stile, secondo me non appropriato per una cittadina a carattere medievale…questa naturalmente è una opinione strettamente personale…quindi una volta che una amministrazione comunale ha approvato un progetto, e non ha sperperato soldi pubblici, come constatato dalla magistatura, mi rimetto alle decisioni della maggioranza…buon lavoro a tutti…
    P.S. mi chiedo,da vera capra, come mai Sgarbi si interessa così spassionatamente a Figline, con tutto quello che ha da pensare, impegnato moltissimo a criticare e forse organizzare mostre varie a volte improponibili e spesso di dubbia bellezza e moralità, ma che fanno girare un sacco di sodi…..mah….

  8. qfwfq scrive:

    un approfondimento sul sito del comune gentilmente ricevuto dal sindaco e dal suo ufficio stampa:
    http://ufficiostampa.comune.figline.it/hcm/hcm12592-Comunicati%20stampa.html
    di cui segnalo il seguente video illuminante sulla preesistenza
    http://www.youtube.com/watch?v=q3AKu6WUc1I
    sarebbe ora di finirla con il ritenere qualunque cosa abbia poco più di qualche anno e sia rivestita di qualche modanatura, sempre e comunque un bene intoccabile e immodificabile
    la città, anche quella storica ha bisogno anche di spazi nuovi adeguato alle proprie nuove esigenze!

  9. ! scrive:

    Giovanni Michelucci Wikipedia
    (…)Una svolta importante della sua carriera si presentò nel 1933, quando insieme al Gruppo Toscano, formato da Nello Baroni, Pier Niccolò Berardi, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri, Leonardo Lusanna, si aggiudicò il primo premio nel concorso per la Stazione di Firenze Santa Maria Novella. Il progetto, che si inseriva a pochi metri dall’omonima chiesa fiorentina, ebbe una notevole fama anche all’estero, non solo per il linguaggio architettonico di matrice razionalista, ma anche per la capacità di inserirsi armoniosamente in un contesto storico di grande rilevanza.
    Ormai divenuto un architetto affermato, Michelucci collaborò col celebre Marcello Piacentini per la sistemazione della “Città universitaria” di Roma.
    Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale tornò ad insegnare all’Università di Firenze, per essere eletto, tra il 1944 ed il 1945 Presidente della Facoltà d’Architettura. Nel dopoguerra, Michelucci presentò, senza successo, alcune ipotesi per la ricostruzione dei quartieri intorno a Ponte Vecchio distrutti durante il conflitto bellico. I piani di ricostruzione adottati portarono però alla creazione di sterili falsi storici con grande disappunto dello stesso Michelucci, che quindi si trasferì a Bologna, dove insegnò alla facoltà d’Ingegneria dell’Università.
    Tornò tuttavia in Toscana per la realizzazione di una piccola chiesa a Collina, nei pressi di Pistoia, intesa non solo come luogo sacro e di celebrazione, ma anche come spazio di aggregazione tra i fedeli; infatti, le forme derivarono da quelle delle case coloniche che insistevano nei dintorni, a sottolineare la volontà di avvicinare la popolazione al proprio luogo di culto. Per questo essa rappresentò un punto di svolta per l’attività di Michelucci, il quale ebbe modo di scrivere in proposito: (….)

  10. ! scrive:

    Ezio Cerpi:
    Il Palazzo Pretorio si trova in piazza Bianchi a Figline Valdarno.
    Si tratta di una costruzione risalente , nelle sue parti originarie al XIV secolo, in seguito ristrutturata e restaurata tra il 1923 e il 1931 dall’architetto Enzo Cerpi.
    Nel XIX secolo il palazzo fu completamente trasformato per diventare un carcere. Vennero rimpicciolite tutte le finestre venne smantellata tutta la merlatura guelfa.La torre merlata , probabilmente causata dal cedimento del terreno di fondazione, pende vistosamente. Wikipedia

    Nella vicina piazza Bianchi si ammirano il trecentesco Palazzo Pretorio, recentemente rimaneggiato in stile neo-medievale, con torre merlata e il Monastero della Santa Croce delle Agostiniane, di fondazione cinquecentesca, con chiesa dall’interessante arredo barocco. guidegratis

    Borgo San Lorenzo
    Nel 1928 l’architetto Ezio Cerpi fece stonacare la facciata, ripristinare le mura della costruzione del 1086, che mostrarono un filaretto fino a nove metri di altezza, al di sopra del quale c’era il muro normale, che indicava l’esistenza di un rialzamento e della costruzione del portale in stile del Rinascimento. Alla chiesa fu dato allora uno stile rinascimentale (e non romanico) per aderire a quello del portale. Wikipedia
    Coverciano 100 … e una notte Firenze
    Il progetto della nuova Chiesa
    Sul finire del 1928, ottenuti dalla Curia i dovuti permessi, Don Mancini pensa a concretizzare quello che sembrava un’irrealizzabile progetto.
    Viene formato un piccolo Comitato Parrocchiale che s’impegna di appoggiare e coadiuvare il Parroco nella difficile attuazione dell’opera.
    L’incarico di redigere il progetto del nuovo complesso viene affidato all’architetto Ezio Cerpi, senese (1868-1958) membro influente del Collegio Architetti.
    Era stato consigliato al Parroco dalla Curia Fiorentina “per la sua rapacità tecnico-artistica nelle costruzioni sacre”.
    Il Cerpi accetta con entusiasmo, significando che “era suo intendimento lanciare nel campo dell’arte un modello di architettura religiosa tutta personale, ispirata alle tradizioni romaniche, che uscisse dalle solite linee e quindi fare un collaudo delle sue particolari innovazioni”.
    Il disegno doveva tenere conto della popolazione del nuovo rione, in pieno sviluppo demografico.
    Il terreno su cui doveva sorgere era quello agricolo, di proprietà della chiesa, adiacente al vecchio oratorio, lungo la via settignanese; non era purtroppo disponibile altro terreno appartenente alla parrocchia.
    Nell’aprile del 1929 il progetto è pronto nelle sue linee essenziali e Don Mancini lo presenta alla Commissione d’Arte Sacra della Diocesi, per l’approvazione.
    Nel giugno successivo viene comunicato al parroco e all’architetto che il disegno era stato approvato, salvo alcune modifiche da apportare.
    Il Cerpi stesso avrebbe diretto i lavori, appena fossero iniziati.
    Ma di fronte alle prime difficoltà, soprattutto di carattere economico, il Comitato si scioglie.
    Tutto sembra essere rimandato a tempo indeterminato, ma don Mancini non si perde d’animo.
    Sul finire del 1929, un altro comitato “pro erigenda chiesa” viene nominato ufficialmente dalla Curia, su proposta del Parroco.
    Ne assume la presidenza onoraria lo stesso Arcivescovo Card. A. M. Mistrangelo, la presidenza effettiva mons. G. Bonardi, Vicario Capitolare, la vice presidenza il Ten. Col. nob. Vittorio Giannuzzi, residente a Coverciano: il parroco D.T. Mancini viene nominato segretario.
    Il 2 dicembre 1929 si riunisce per la prima volta, fa stampare una circolare chiara e persuasiva, per la raccolta dei fondi e dà disposizioni per la sua diffusione presso personalità religiose, autorità civili, enti pubblici ed anche presso persone private residenti in Italia ed all’estero.
    Tra i vari personaggi cui furono fatte pervenire le domande di offerta, citiamo -a titolo di curiosità- Sua Maestà il Re, il Capo del Governo, il Principe Umberto e nomi di attori notissimi, quali Ramon Navarro, John Barrimore, Douglas Fairbanks, Greta Garbo, Dolores Del Rio, Pola Negri.
    Le offerte principiano ad affluire.

    Chiesa di San Quirico a Legnaia
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    San Quirico a Legnaia

    La chiesa di San Quirico a Legnaia si trova in via Pisana a Firenze.

    Storia [Già ricordata nel 1038, ebbe in antico il patronato dei Bostichi, che passò poi ai Pucci e ai
    Agli inizi del XX secolo fu ricostruita ad unica navata in forme neorinascimentali dall’architetto Ezio Cerpi con bel portale timpanato ed agile campanile.

  11. Ilaria Poggesi scrive:

    Io sono Ilaria Poggesi della Lista civica Per Figline il mio blog si intitola http://www.perfigline.blogspot.com.
    Rimango molto meravigliata che lei abbia un blog che non faccia trasparire il suo ome in quanto a me piace parlare de visu.
    quello che lei scrive su Vittorio Sgarbi no e’ del tuttoesatto.
    Quello che Vittoria ha detto e’
    1) esiste una sacralita’ della memoria migliai di Figlinesi hanop studiato li’ e vedoo con rammarico la deturpazione dell’edificio che e’ stata fatta
    2) la cementificazione a cui allude Vittorio Sgarbi non e’ per il cemento in se’, ma perche’ l’edificio si trova nell’unica area verde del Centro storico di Figline deturpata da questo ecomostro.
    3) Casamonti =Archea da quanto si legge su La nazione dell11 aprile 2009 ha firmato una DIA fornendo dati falsi, ma non basta i lavori di ristrutturazione avrebbero comportato un aumento della volumetria illecitamente ricavato con la creazione di terrazza calpestabili. Cio’ avviene in Lungarno Cellini a Firenze quindi gli hanno fermato i lavori . Casamonti e’ stato messo agli arresti domiciliari per lo scandalo di Castello e per Terranuova Bracciolini,
    Repubblica 16 gennaio 2010 Due undagati per\la sede comunale incarichi affidati senza gara.
    ARCHEA IL PRMO INCARICO E’ STATO DATO ALLA SOCIETA’ IL 22 NOVEMBRE 2006.
    3)LA CAPPELLA DI pRATESI E’ BELLISSIMA!!! mA CLEI CHI E’? PRATESI E’ IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALEDEGLI ANTIQUARI MA LEI DI COSA SCRIVE?

    GURADI LEI PARLA DI COSE CHE NON CONOSCE LA INVITO AD APPROFONDIRE GLI ARGOMENTI PRIMA DI PARLARE,

    HA RAGIONE SGARBI ARCHITETTI COME LEI DOVREBBERO COSTRUIRE NEL DESERTO !!!!
    LA CONTEMPOREANEITA’ DELL’EDIFICIO DOVEVA ESSRE ESPRESSA NELLA SU AINTERIORITA’

    il cantiere nella sua prima fase doveva essre terminato il 7 di ottobre lei lavora per Archea lo dica…
    ILARIA POGGESI, D.SSA AMANTE DELL’ARTE E DEL BELLO!!!

  12. Nali scrive:

    Mi sembra normale che nel nostro paese un uomo come Casamonti venga difeso a spada tratta. Non ci sono scusanti riguardo al fatto di essere indagato e al fatto che sia un barone. Trovo assolutamente ridicolo questo articolo, che è stato scritto con una banalità e una superficialità degna di un bambino delle elementari.

  13. qfwfq scrive:

    Quello che ha detto Sgarbi (o meglio quello che è stato trasmesso da Striscia….) è visibile al link da me riportato, le precisazioni della dott.ssa Poggesi non fanno che confermare il modo fuorviante con cui è stata deformata la realtà delle cose e la ringrazio per averci aiutato a ricostruire una parte di verità nei fatti descritti.

    Mi scuso con il dott. Pratesi se mai fosse stato turbato dall’essere stato definito architetto (c’è in effetti un eloquente punto interrogativo nel post); è evidente comunque che per la dott.ssa la laurea in architettura non costituisce un valore sufficiente a esprimere opinioni di architettura. Probabilmente se il il servizio fosse stato meno Sgarbicentrico avremmo (magari) potuto ascoltare la voce diretta di Pratesi, ascoltare le sue argomentazioni (immagino pertinenti) e vedere meglio i risultati del suo lavoro di antiquario.
    Sarebbe stato interesante vedere meglio il restauro della cappella, averne qualche informazione storica (di che secolo è? di chi sono i dipinti, ecc.); sembrerà strano ma il mio animo da scuola elementare (non ho frequentato le scuole Labruschini) mi permette apprezzare anche le opere d’arte anche quando sono antiche indipendentemente se l’autore al tempo aveva rubato, o era stato in prigione.

  14. qfwfq scrive:

    ho cercato di postare, per correttezza, il mio commento sul sito della dott.ssa Poggesi.
    non è stato possibile…..
    forse ci sono problemi tecnici, non è chiaro, ma credo che sia utile verificare
    saluti

  15. Nali scrive:

    “indipendentemente se l’autore al tempo aveva rubato, o era stato in prigione.” quindi Casamonti è scusato? E ogni sua opera deve essere ARTE (posto che dire che le sue opere sono più che dignitose dipende MOLTO dai punti di vista, io per esempio mi vergognerei a dirlo)? In quanto suoi contemporanei, non è nostro dovere scandalizzarci qualora un’opera sia frutto di crimini (in questo caso indirettamente)? Noi viviamo al tempo di quest’uomo, non stiamo apprezzando un’architettura storica il cui autore è morto da secoli. Nel nostro caso il criminale-autore è vivo. E non menzionare certi fatti, è mettersi sullo stesso piano di chi a striscia, taglia e cuce un servizio per mostrare solo quello che vuole. Detto ciò concordo con Ilaria Poggesi. Il bello è un’altra cosa. E le assicuro che la laurea in architettura non basta assolutamente come lei crede, ci vuole esperienza, sensibilità e meno arroganza.

  16. ! scrive:

    Vinci.
    Proprio alla metà degli ’30 prese il via un progetto più articolato e complesso che interessò l’intero centro storico (oltre alla Casa di Anchiano), con l’esplicito intento di esplicitare e concretizzare l’idea di autenticità e di identità storica di Vinci quale “paese natale di Leonardo”. Nei primissimi anni ’30 si realizzava anche la ricostruzione della Chiesa di Santa Croce, secondo un progetto espressamente neo-rinascimentale. Proprio alla metà degli ’30 prese il via un progetto più articolato e complesso che interessò l’intero centro storico (oltre alla Casa di Anchiano), con l’esplicito intento di esplicitare e concretizzare l’idea di autenticità e di identità storica di Vinci quale “paese natale di Leonardo”. Vinci città incantata)

  17. ! scrive:

    Santa Maria Novella è la principale stazione ferroviaria di Firenze. Costruita su progetto del ‘Gruppo Toscano’ coordinato da Giovanni Michelucci a seguito di un concorso nazionale, la Stazione di Santa Maria Novella fu inaugurata nel 1935. L’intuizione dei progettisti di dar vita ad un edificio che, per la sua orizzontalità, non si ponesse in confronto con le forme slanciate della basilica medievale pur richiamandole nel materiale di rivestimento – la pietra forte – risultò esatta e oggi la Stazione è uno dei più significativi esempi dell’architettura italiana del ‘900.
    Santa Maria Novella si trova in pieno centro storico di Firenze. Sia gli Eurostar da Milano, Torino, Venezia e Roma che i treni per Viareggio (e la Versilia) arrivano e partono in questa stazione. Arrivare in treno a Santa Maria Novella è molto utile in quanto è possibile visitare i musei, le chiese, le piazze ed i monumenti in modo agevole, senza prendere un taxi o un autobus; le principali attrazioni turistiche sono infatti poco distanti tra loro e molto vicine alla stazione ferroviaria.www.firenze-online.com

  18. ! scrive:

    Caravaggio Wikipedia
    I guai con la legge [modifica]
    Durante il suo soggiorno presso Palazzo Madama (Roma), dimora del cardinal Del Monte, il Merisi si rese protagonista di un episodio spiacevole il 28 novembre del 1600, in cui malmenò e percosse con un bastone Girolamo Stampa da Montepulciano, un nobile che si trovava come ospite del prelato: ne conseguì una denuncia. In seguito gli episodi di risse, violenze e schiamazzi andarono via via aumentando; spesso il pittore venne arrestato e condotto presso le carceri di Tor di Nona.
    Non sarebbe comunque stato il primo guaio con la legge per il turbolento artista. Il Bellori -uno dei suoi primi biografi- addirittura sostiene che, intorno al 1590-92, Caravaggio -già distintosi per risse tra bande di giovinastri- avrebbe commesso un assassinio, a causa del quale era fuggito da Milano prima per Venezia (dove studiò la pittura locale, in particolar modo Giorgione), e poi per Roma. Il suo trasferimento nella Città Eterna, dunque, non sarebbe stato una meta prefissata, ma la conseguenza di una fuga.

    Amor Vincit Omnia, 1602, Staatliche Museen, Berlino.
    Nel 1602 dipinge La cattura di Cristo e Amor Vincit Omnia. Nel 1603 fu processato per la diffamazione di un altro pittore, Giovanni Baglione, che querelò sia Caravaggio sia i suoi seguaci Orazio Gentileschi e Onorio Longhi, colpevoli di aver scritto rime offensive nei suoi confronti. Grazie all’intervento dell’ambasciatore francese, Merisi, condannato al processo, venne liberato e trasferito agli arresti domiciliari, seppur per poco (in precedenza, aveva scontato già un mese di carcere a Tor di Nona).
    Tra il maggio e l’ottobre del 1604 il pittore fu arrestato varie volte per possesso d’armi abusivo e ingiurie alle guardie cittadine; inoltre, fu querelato da un garzone d’osteria per avergli tirato in faccia un piatto di carciofi.
    Nel 1605 fu costretto a scappare a Genova per circa tre settimane, dopo aver ferito gravemente un notaio, Mariano Pasqualone da Accumuli, a causa di una donna: Lena, l’amante di Caravaggio. L’intervento dei protettori dell’artista riuscì ad insabbiare l’accaduto anche se, al ritorno a Roma, il pittore venne querelato da Prudenzia Bruni, sua padrona di casa, per non aver pagato l’affitto; per ripicca, Merisi prese nottetempo a sassate la sua finestra, finendo nuovamente querelato. Nel novembre dello stesso anno, il pittore risulta degente per una ferita, che dice di essersi procurato da solo, cadendo sulla propria spada.
    Il fatto più grave però si svolse a Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1606: l’artista si sporcò dell’omicidio di Ranuccio Tommasoni da Terni. A causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda, il pittore venne ferito e, a sua volta, ferì mortalmente il rivale, con il quale aveva avuto già delle discussioni in precedenza spesso sfociate in risse. Anche questa volta c’era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi. Probabilmente dietro l’assassinio di Ranuccio c’erano anche questioni economiche, forse qualche debito di gioco non pagato dal pittore, o addirittura politiche: la famiglia Tommasoni infatti era notoriamente filo-spagnola, mentre Michelangelo Merisi era un protetto dell’ambasciatore di Francia.
    Il verdetto del processo per il delitto di Campo Marzio fu severissimo: Caravaggio venne condannato alla decapitazione, che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada. In seguito alla condanna, nei dipinti dell’artista lombardo cominciarono ossessivamente a comparire personaggi giustiziati con la testa mozzata, dove il suo macabro autoritratto prendeva spesso il posto del condannato.” Wikipedia
    ………………………..l’arte non giustifica i delitti, ma i delitti possono oscurare l’arte, ammesso e non concesso che lo sia….. c’è diffferenza tra presente e la storia? in tutto ciò possiamo domandarci se l’opera sia utile e consona….oppure è molto più facile realizzare i neo…i falsi….ammesso e non concesso che….!!!

  19. ! scrive:

    Storia e architettura di Petra
    Oggi, sotto la protezione dell’Unesco, che l’ha annoverata tra i siti dichiarati «patrimonio universale dell’umanità», Petra continua a richiamare visitatori che si muovono in un sito in continua crescita, dove l’attività degli archeologi e di chi si occupa di tutela ambientale e artistica sono sempre ferventi.

    I Nabatei
    Di questo popolo di commercianti, architetti e padroni del deserto, il cui regno è durato per circa 500 anni, non si conosce moltissimo a causa della scarsità di testimonianze scritte. La prima citazione che si fa dei Nabatei risale a Diodoro Siculo (I secolo a.C.) che nella sua Biblioteca storica descrive una spedizione contro gli Arabi Nabatei avvenuta nel 312 a.C. Altre testimonianze della stessa epoca ne parlano come di un popolo nomade che contava non più di 10.000 anime.

    Si sa comunque che erano ricchissimi grazie al commercio dell’incenso, della mirra e delle spezie. I Nabatei vengono descritti inoltre come abili conoscitori del deserto e per questo depositari delle informazioni sull’approvvigionamento e l’utilizzo del bene più prezioso, l’acqua. Gran parte dei proventi dei Nabatei provenivano non solo dalla compravendita delle merci, ma anche dalle tasse che esigevano per il passaggio delle carovane che facevano tappa nella loro capitale.

    Nelle epoche successive, del popolo del deserto si fanno solo sporadiche citazioni.
    (…)Giordania luoghi d’interesse. Petra.Carla Diamanti

    non è facile costruire nel deserto…. ma molto affascinante… e futuribile…!!!!

  20. ! scrive:

    Chiesa della Medaglia Miracolosa
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca
    Coordinate: 42°45′52.20″N 11°06′41.30″E / 42.7645, 11.111472

    Facciata della ChiesaLa chiesa della Medaglia Miracolosa è un edificio religioso situato a Grosseto. La sua ubicazione è fuori della mura cittadine, a nord di Porta Nuova: la facciata guarda su via Roma.

    Cenni storici
    La chiesa fu costruita agli inizi del Novecento, su progetto dell’ingegner Ernesto Ganelli, divenendo il luogo di culto di riferimento per gli abitanti della corrispondente area semicentrale cittadina che andava sviluppandosi proprio in quel periodo.

    Nel 1937 fu donata la campana, tuttora funzionante, come indicato da una lapide alla base del campanile.

    Aspetto attuale [modifica]
    La chiesa della Medaglia Miracolosa si presenta ad aula unica in stile neoromanico, con abside semicircolare e campanile che si eleva sulla parte posteriore sinistra: la torre campanaria presenta nella parte sommitale quattro bifore, che si aprono una per lato all’altezza della cella campanaria.

    Le strutture murarie, sia della chiesa che del campanile, si caratterizzano per un particolare effetto bicromatico conferito da una regolare alternanza di travertino e mattoni, disposti in successioni che interessano senza soluzione di continuità l’intero impianto murario esterno.

  21. ! scrive:

    Comune di Fligine valdarno

    (…)Analogamente infondate – continua il Sindaco – trovo le critiche alla mostra organizzata in collaborazione con la Galleria degli Uffizi su Ludovico Cardi detto “Il Cigoli”. L’opposizione fa notare la presunta scarsa attinenza del pittore con il territorio figlinese. Il rapporto esiste, è significativo e ci ha spinto ad organizzare la mostra. Il “Cigoli” ricevette nel 1590 dai Serristori la committenza per l'”Annunciazione” conservata oggi sull’altar maggiore della cappella dell’Ospedale a San Cerbone, che in occasione della mostra tornerà, grazie alla collaborazione dell’antiquario Giovanni Pratesi, sull’altare della chiesa dell’antico Spedale Serristori per il quale era stata commissionata.(…)

  22. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentile dott.ssa Poggesi, egregio Nali, sono uno dei membri fondatori di Amate l’Architettura e ho contribuito anch’io, con alcuni post, allo sviluppo di questo blog.
    Parlo a nome di tutti dicendovi che siamo ben lieti che vi siano commenti di persone che non siano espressamente architetti o addetti ai lavori. Il nostro Movimento infatti nasce anche con l’intento di riallacciare un rapporto tra i sostenitori, come noi, di una espressione contemporanea dell’architettura e la gente comune, qui intesa con l’accezione di “non addetta ai lavori”.
    Un intervento come quello di Figline Valdarno, a mio modesto parere può essere ascritto a quella bella tradizione di interventi che, in luogo di uno sterile mimetismo o peggio ancora di restauro acritico, propongono una dialettica tra il manufatto esistente e l’intervento, integrando con precisione il passato e il segno contemporaneo.
    Per conoscenza dei lettori di questo blog vorrei citare una serie di esempi italiani che sono emblematici del buon esito di questa tipo di interventi:
    Il museo di Castelvecchio di Carlo Scarpa, primo fra tutti;
    La stazione ferroviaria di Michelucci, già citata da !;
    L’aula magna della Città del Vaticano progettata da Nervi;
    La casa delle zattere a Venezia di Ignazio Gardella;
    La Rinascente a piazza Fiume, Roma, di Albini – Helg.
    Questi sono senz’altro i massimi interventi “storici” che possiamo trovare in Italia e che indicano che passato e presente possono dialetticamente confrontarsi.
    A questi possiamo aggiungere interventi più recenti come:
    il campus universitario a Urbino di Giancarlo De Carlo;
    Il nuovo spazio per la statuaria antica nel Palazzo dei Conservatori al Campidoglio di Roma di C. Aymonino
    Il museo a Nazzano di N Studio.
    Mi fermo per non essere noioso o pedante, ma, credetemi, l’elenco di opere analoghe con valenze straordinarie è vasto, senza contare gli interventi fatti all’estero.
    Possiamo considerare il progetto di Figline Valdarno così alto? Forse no, però è un intervento corretto:
    dall’uso dei materiali, all’accostamento della nuova struttura a quella esistente, tenendola ben distinta e perciò valorizzandola, alla creazione della rientranza all’ingresso, uno spazio con valenza urbana, si distinguono elementi appartenenti ad un lessico architettonico ben gestito.
    Può non piacere, rispetto la vostra posizione, ma non è un progetto banale né sgrammaticato.
    E’ tutt’al più a Vittorio Sgarbi che manca la capacità critica di addentrarsi in un’analisi di un’opera d’arte che non abbia una critica già consolidata negli anni, che non sia insomma storicizzata.
    Per ciò che attiene al rapporto tra opera d’arte e i rapporti dell’autore con la giustizia, rammento a Nali che in questo caso dovrebbe essere rivista criticamente anche l’opera di sommi artisti come Caravaggio (che di guai con la giustizia ne ha avuti parecchi) o Leonardo (in odore di pedofilia).
    Noi sosteniamo semplicemente l’opera, non la persona o il collega e cerchiamo di sostenerla con la sola forze delle nostre argomentazioni, in maniera pacata.
    E’ solo su questo punto che mi contrappongo a voi: l’esposizione del vostro pensiero adotta un linguaggio aggressivo, denigratorio, facile all’insulto gratuito, che non è proprio di un luogo di scambio delle idee (come questo) nel rispetto del pensiero degli altri. Adotta invece una modalità diffusa, che è il prodotto della subcultura televisiva (di cui Striscia la Notizia è un punto di riferimento centrale), dalla quale evidentemente non siete immuni.
    Peccato perché l’insulto è portatore di povertà di argomentazioni e toglie forza al punto di vista di chi lo utilizza.
    Vi invito perciò, anche per essere più convincenti, ad adeguarvi ad un tono più civile, proprio di questo blog.
    Distinti saluti.

  23. ! scrive:

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    Valdarno Internet Cafè – Il forum del Valdarno Accade in ValdarnoPagine: (2) ( Ultimo messaggio )

    Sgarbi VS il Sindaco di Figline

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    NouvelleVague Inviato il: 22/9/2008, 18:13

    IO.

    Gruppo: Utente
    Messaggi: 13978
    Provenienza: San Cipriano (Cavriglia)

    Stato:

    Botta e risposta sul Corriere tra Sgarbi e il nostro sindaco.

    A Figline si anima la polemica anche per le scuole Lambruschini.
    Veniamo ai fatti :

    Il Corriere della Sera , pubblica un articolo che pone il nostro sindaco come peggior distruttore di Domenici per i lavori alle Lambruschini.
    Testualmente recita l’intervento di Sgarbi :
    <>
    Nell’articolo è citata la replica di Marco Casamonti , progettista dei lavori , architetto fiorentino e docente all’Università di Genova.

    La replica del sindaco non si è fatta mancare.
    Ecco il comunicato stampa di stamani mattina:

    <>

    Ma a questo punto ci sorgono alcune domande :

    1) Sgarbi è un noto cultore d’arte , come è possibile che si sia messo a parlare di un fatto senza conoscerne nulla ? E’ venuto a Figline a vedere i lavori ? Ha visto ciò di cui parla ?
    2) Non comprendiamo come i lavori alle Lambruschini abbiano questo alone di misterioso, e politicamente instabile. La nostra idea era che una bella cosa per la città fosse da tutti condivisa. Invece , c’è davvero qualcuno che non vuole i lavori alle Lambruschini ? Non ci sono mai pervenuti messaggi contrari, vim preghiamo di dirci la vostra opinione in merito.
    3) E se qualcuno avesse davvero tirato per la giacca Sgarbi, questo può avere fatto una simile gaffe , di parlare di una cosa senza conoscere nulla ?
    4) Oppure siamo noi Figlinesi ingenui che non vediamo ?
    5 ) Che ci sia comunque qualcosa di strano lo testimoniano le varie mozioni ed interpellanze nell’ultimo consiglio comunale . E la domanda è : vorremmo davvero fermare i lavori ?
    6) Ma ancora una domanda : noi per la cura del sito di figline e senza secondi fini e non sottomessi a nessuna bandiera , abbiamo chiesto al responsabile della sicurezza dei lavori alle Lambruschini , di poter fare le foto durante i lavori alla luce del sole per poter lasciare una traccia di storia. Il responsabile ci ha confermato la possibilità , con la dotazione di caschetto e scarpe idonee previa domanda da lasciare al protocollo. Una pura formalità , sembrava. ma in data 11 settembre con lettera autografa dal sindaco su carta personale e priva di protocollo abbiamo ricevuto a mezzo posta la risposta con diniego che testualmente diceva : per ragioni di sicurezza non è possibile accedere al cantiere in questione. Questo significa che le foto verranno da noi fatte solo dall’esterno, cosa che non è vietabile , nel rispetto delle persone che ci lavorano. Perchè ?
    Noi non agiamo con secondi fini e quando facciamo una cosa la facciamo con le finalità dichiarate, anzi, come successo nel caso della grande esercitazione delle protezione civile, abbiamo anche messo il nostro lavoro a disposizione gratuita degli enti coinvolti, comune di Figline compreso.
    7) Perchè c’è questa voglia perenne di polemizzare, trovare il marcio dappertutto ?

    Le scuole Lambruschini non sono state demolite, nel giardino è stato costruito un cantiere e nemmeno i giardini Morelli sono stati demoliti. L’unica cosa demolita finora è la recinzione su via Fabbrini.
    Riteniamo che sia una bella cosa per la città, non tanto perchè paga la regione , che usa sempre i soldi nostri, ma perchè comunque rivalorizzerà una parte del centro un po’ in degrado.

    (figline.it)

    Ma che importa a Sgarbi di quel rudere delle Lambruschini?
    Stavano crollando!

  24. ! scrive:

    parte mancante:

    A Figline si anima la polemica anche per le scuole Lambruschini.
    Veniamo ai fatti :

    Il Corriere della Sera , pubblica un articolo che pone il nostro sindaco come peggior distruttore di Domenici per i lavori alle Lambruschini.
    Testualmente recita l’intervento di Sgarbi :
    <>
    Nell’articolo è citata la replica di Marco Casamonti , progettista dei lavori , architetto fiorentino e docente all’Università di Genova.

    La replica del sindaco non si è fatta mancare.
    Ecco il comunicato stampa di stamani mattina:

    <>

    Ma a questo punto ci sorgono alcune domande :

  25. ! scrive:

    Parte mancante dell’articolo precedente estratto dal blogValdarno Internet Cafè – Il forum del Valdarno Accade in ValdarnoPagine: (2)
    Sgarbi VS il Sindaco di Figline
    « Disc. precedente | Disc. successiva »Notifica risposte | Invia tramite email | Stampa
    NouvelleVague Inviato il: 22/9/2008, 18:13

    A Fligine si anima la polemica anche per le scuole Lambruschini.
    Veniamo ai fatti:
    Il Corriere della Sera, pubblica un articolo che pone il nostro sindaco come peggior distruttore di Domenici per i lavori alle Lambruschini.
    Testualmente recita l’intervento di Sgarbi:
    “Non è vero che la Toscana sia una terra di civiltà architettonica, c’è anche chi riesce a far peggio di Domenici, a Fligine Valdarno il sindaco ha già iniziato l’abbattimento della scuola Lambruschini, un perfetto edificio di inizio novecento e ha iniziato dal giardino.”
    Nell’articolo è citata la replica di Marco Casamonti, progettista dei lavori, architetto fiorentino e docente dell’Università di Genova.
    La replica del sindaco non si è fatta mancare.
    Cco il comunicato stampa di stamani mattina:
    “E’ ferma la posizione del Sindaco di fligine Valdarno, Riccardo Nocentini, a proposito della polemica che Vittorio Sgarbi ha lanciato dalle pagine del Corriere della Sera sulla ristrutturazione delle ex scuole Lambruschini. Chi ha informato male Sgarbi? Hi gli ha chiesto di parlare di un progetto che nemmeno conosce”
    “prima-dice il Sindaco- c’è stato il tentativo di bloccare, tramite la Sovrintendenza, 4 milioni di euro di investimenti (per viabilità e fognature) su via Bianca Pampaloni perché i lavori portavano all’abbattimento di alcuni tigli, adesso il tentativo di infangare, tramite l’intervento di Vittorio Sgarbi, i lavori di ristrutturazione e ampliamento delle ex scuole Lambruschini. Chi c’è dietro queste azioni? Sono legate? Io credo di si.”
    Ma se davvero la regia di questi interventi è unica, cosa risponde Nocentini?
    “Invito chi si sta muovendo nell’ombra ad uscire allo scoperto, a fare politica a viso aprto, a non nascondersi nei salotti o nelle colline senza aver nessun rapporto con il territorio. Spiegate se la vostra è una battaglia contro l’Amministrazione che io rappresento, oppure se è una battaglia contro il comune di Fligine, contro il suo cambiamento e miglioramento, perché non riuscite ad accettare che sia diverso da come voi l’avete visto da bambini. Purtroppo il mondo odierno non assomiglia al vostro Libro Cuore. Io credo che un’Amministrazione debba governare lo sviluppo del territorio e occuparsi della qualità della vita dei cittadini, valorizzando la propria storia ma guardando al futuro”.
    “Fortunatamente -continua il Sindaco- con il buon senso e l’impegno di tutti gli enti coinvolti, i lavorisu via Bianca Pampaloni ripartiranno; il Comune ha rivisto il tracciato della fognatura insieme a Publiacqua e lavorato in stretta collaborazione con la Provincia per i lavori della rotonda.”
    “Per quanto riguarda le scuole Lambruschini, da più di 20 anni erano abbandonate e nell’ultimo periodo era iniziato a cadere anche il tetto. L’alternativa era abbatterlo, venderlo ai privati per appartamenti, oppure farne un grande intervento pubblico di sviluppo del territorio e di miglioramento dei servizi per i cittadini. Abbiamo scelto quest’ultima strada e abbiamo previsto di creare una biblioteca multifunzionale, l’archivio post-unitario e una sede museale e, al primo piano, il trasferimento degli uffici del Comune. Abbiamo fatto il progetto insieme allo studio Archea di cui fanno parte formidabili architetti di livello internazionale come giovanni Polazzi e Marco Casamonti; il progetto è stato premiato con un finanziamento molto cospicuo da parte della regione (3 milioni di euro) e ha avuto pareri favorevoli da parte della sovrintendenza. E’ un intervento che non abbatte le vecchie scuole Lambruschini, ma le tarsforma in maniera innovativa, restaurando gli interni e la facciata che dà su via Fabbrini. Valorizzerà in modo particolare la parte a sud del nostro centro storuico, quella che è stat più trascurata negli ultimi decenni. Sarà motivo di orgoglio per i figlinesi e un nuovo simbolo d’identità del nostro territorio. Ad ogni modo tra pochi giorni ci sarà la presentazione pubblica del progetto, per cui tutti i cittadini potranno farsi un’idea.”
    Ma a questo punto ci sorgono alcune domande: (…..)

  26. Mimmo Ferrari scrive:

    In questo dibattito accennerei ad un altro problema che troppo spesso emerge: l’architettura contemporanea non può (non deve!) confrontarsi con elementi del passato.
    Gli architeti attuali non sono capaci di progettare e, men che meno, nessuno di questi può…accostarsi agli intoccabili Centri Storici….CHE PAROLONE!!!… I CENTRI STORICI!!!
    E che fanno gli abitanti di Figline Valdarno, assieme a Striscia?! Vanno da Sgarbi.
    E certo, Lui da buon castigamatti qual è sa come e cosa argomentare verso quegli scellerati, improvvidi, temerari personaggi, tutti tesi alla distruzione del costruito storico e alla contemporanea spasmodica ricerca della loro personale affermazione – Che gente!!! Come si permettono!!!
    Ma io invece credo che la verità di Sgarbi non sia proprio questa. Ho ragione di pensare che l’evidente livore del Critico d’arte (d’arte e non d’architettura), verso tutti i rappresentanti della categoria, nessuno escluso, sia solo da attribuire al fatto semplice e palese che SGARBI NON CAPISCE L’ARCHITETTURA: Lui si ostina a parlare di questa disciplina-arte ma non la capisce. Sgarbi, molto spesso, quando si riferisce alle nostre città, parla della stratificazione storica dei monumenti e degli edifici; è cosciente e consapevole di quanto sia accaduto in passato, la qual cosa è anche molto apprezzata dal nostro critico: è giusto che nel passato un edificio dell’800 abbia affiancato (sostituito) uno del ‘600 che si trova accanto ad uno del ‘200 e via continuando per migliaia e migliaia di esempi nel ns. apprezzabilissimo territorio, ma adesso nooo! Ora non più…! Voi non siete capaci, non potete accostare le Vostre nefandezzeai nostri storici edifici (ho detto storici, ovvero belli e brutti, vecchi e antichi, mera edilizia e architettura), non potete, non potete, non potete!!! Ma ci rendiamo conto? Nello scorso secolo sono nati solo architetti di periferia-Si, di periferia- Qualche anno fa ho letto il libello/libercolo di Vittorio Sgarbi intitolato “UN PAESE SFIGURATO” (Rizzoli 2003) che ho ripreso per l’occasione- E’ pieno di chicche pregiudiziali spesso infondate e sovente pretestuose; ve ne passo qualcuna con testo in maiuscolo.

    Capitolo 3 pag. 29:

    INUTILE NEGARLO: L’INQUINAMENTO ESTETICO È DIFFUSO E QUOTIDIANO, È LA CIFRA DELLA NOSTRA EPOCA…., L’ORRORE CHE NEL NOVECENTO HA INVESTITO OGNI COSA, DALLA LETTERATURA ALLA MUSICA, DALL’ARTE ALL’ARCHITETTURA.

    Io non lo sapevo che n el novecento non c’erano stati artisti in nessun campo, e voi???

    e a pag. 30/31

    L’ARCHITETTURA PRODUCE MOSTRI CHE CI VENGONO IMPOSTI, CHE OCCUPANO IL NOSTRO SPAZIO, CHE NON SI POSSONO EVITARE, NEUTRALIZZARE O IGNORARE.
    QUESTO È IL VERO PROBLEMA. L’ORRORE ARCHITETTONICO SFIGURA, VIOLENTA E DISTRUGGE NON SOLO IL NOSTRO PAESE, MA ANCHE IL NOSTRO SPIRITO: PERCHÈ NON C’È NESSUN MODO DI EVITARLO.
    IL PROGETTO SISTEMATICO DI SFIGURARE LA NOSTRA CIVILTÀ ARCHITETTONICA, COSÌ COME SI È STRATIFICATA NEI CENTRI STORICI, RIVELA UN TRAGICO CONFLITTO TRA ANTICO E MODERNO. UN METODO CRIMINOSO CHE MINACCIA I LUOGHI PIÙ EMINENTI.

    Che vi avevo detto?! siamo i nuovi mostri!!!! ma andiamo avanti

    Pagine 32 e 33

    ad un certo punto si domanda:
    SAREBBE POSSIBILE, INFATTI, IMMAGINARE UN QUARTETTO DI MOZART O LA V SINFONIA DI BEETHOVEN INTEGRATI DA UN BRANO DEI BEATLES O DI MICHAEL JACKSON?
    e io dico: certo che sì. Chiama uno bravo e vedrai che ci riesce…nooo!! poi, però parla e accosta il restauro pittorico al restauro architettonico che, è noto a tutti, rappresentano 2 storie diversissime. ma vediamo che dice:
    …..NESSUNO, DEL RESTO DESIDEREBBE UN QUADRO DI GIOTTO INTEGRATO DA GUTTUSO PERCHÈ, ALLORA, L’ARCHITETTURA SETTECENTESCA DI PALAZZO GRASSI DEVE ESSERE RIVEDUTA E CORRETTA DA GAE AULENTI? E QUALE RAGIONE AL MONDO INDUCE A RITENERE CHE L’ARCHITETTURA DEBBA PATIRE VIOLENZE E MUTARE IL PROPRIO VOLTO PER ESIGENZE FUNZIONALI? RIPETO, NESSUNO EFFETTUEREBBE INTERVENTI DEL GENERE SU UNA SCULTURA O SU UNA PITTURA: PERCHE’ ALLORA LO SI FA SU UN’ARCHITETTURA?
    Ragazzi stavolta ha ragione – dobbiamo dire a Gae di smetterla con Palazzo Grassi e dobbiamo ricordare al sindaco di Firenze di demolire la cupola di Brunnelleschi a Santa Maria del Fiore e a Benedetto XVI di far demolire subito subito il colonnato di Bernini a San Pietro – è giusto! è giusto così! quando c’ha ragione c’ha ragione!

    Invece a pagina 34 è solenne e sentenzia:

    L’ITALIA DEI PRINCIPALI EDIFICI MONUMENTALI E’ SFIGURATA DAI SEGNI (VERI E PROPRI SFREGI) DELL’ARCHITETTURA DEL NOSTRO TEMPO.

    Miiinchiaaaa!!!!

    Ma poi a pag. 35 parla dell’architettura preterintenzionale:

    …UN’ARCHITETTURA CHE E’ PIUTTOSTO UNA MANIFESTAZIONE DI MOSTRUOSITA’, DI SGARBI, DI ABORTI DELLA MENTE UMANA PENSATI E REALIZZATI PER PICCOLE COMODITA’ – DALLE PENSILINE AI DISTRIBUTORI DI BENZINA, DAGLI SVINCOLI ALLE RAMPE DI ACCESSSO: ….

    Invece a pag.42 c’è l’invito per tutti noi a progettare in periferia come accennato prima. Il tono è severo, grave, preoccupato ma anche risentito:

    IL NOVECENTO AVREBBE DOVUTO CONSENTIRE AGLI ARCHITETTI DI MUOVERSI NELLE AREE DELLE PERIFERIE URBANE CON ARCHITETTURA DI QUALITA’. E INVECE LI’ HANNO FATTO ARCHITETTURA INFAME E HANNO PREFERITO INTERVENTI, SUPPOSTI DI QUALITA’, DENTRO I CENTRI STORICI PER DIMOSTRARE CHE ERANO BRAVI.

    A pag. 77 inizia il capitolo ottavo: ” Il gran tour dell’orrore” ed a un certo punto scrive:

    MOSTRUOSITA’ INDESCRIVIBILI, PERVERSIONI DELLA MENTE UMANA CI RENDONO CERTI DI UNA SOLA COSA: CHE I BENI ARTISTICI SARANNO ANCHE PUBBLICI, MA SONO IN BALIA DI ARCHITETTI SCELLERATI E ARTISTI VELLEITARI, I QUALI, CON IL CONCORSO ESTERNO DI CHI AVREBBE DOVUTO TUTELARLI, LI HANNO DEVASTATI PER SODDISFARE IL LORO RIDICOLO NARCISISMO, PER ISCRIVERE IL LORO INUTILE NOME NELLA STORIA.

    Ma sentite come è specioso e pretestuoso in questa nota di pagina 78 su Zagari:

    L’ “ARCHITETTO DEI GIARDINI” ZAGARI SAREBBE TORNATO ALLA CARICA SUCCESSIVAMENTE, DISTRUGGENDO LA PIAZZA DI MONTECITORIO E DETURPANDO CISTERNA DI LATINA, NEL CUI TERRITORIO SORGE IL LUOGO PIU’ CARATTERISTICO DELL’INTERO CENTRO ITALIA, L’OASI DI NINFA… ZAGARI HA IMMAGINATO A CISTERNA UNA PIAZZA CON ENORMI PILONI, UNA PIAZZA LUNARE, UN PO’ IN LEGNO, UN PO’ IN ACCIAIO, CHE NON HANNO NIENTE A CHE FARE CON ALCUN MOTIVO LOCALE.

    Sgarbi ma che c’entra, ma che c’entra, ma che c’entra!; tra la piazza di Cisterna e l’Oasi di Ninfa ci stanno almeno 15 Km fatti di vigne, boschi, strade, corsi d’acqua, fossi e case abusive – Ma che è un’argomentazione questa?!!
    Ometto per mancanza di tempo e spazio tutte le considerazioni del capitolo 9 intitolato “Viaggio tra gli scempi” e concludo con l’ultimo concetto espresso dal Nostro all’8° capitolo a pag. 95 – stavolta oltre agli architetti se la prende anche con i politici- Il tono è preoccupato ma rassegnato per l’immane prossima catastrofe….. ma sentite, sentite:

    QUALE SIA IL MOTIVO, CONTINUIAMO AD ASSISTERE IMPOTENTI AL TRIONFO DELL’ARCHITETTO DISTRUTTORE IMPUNITO E DEL POLITICO CHE LO FIANCHEGGIA PER COMPLESSO DI INFERIORITA’. FIGURE MODESTE INCAPACI DI PERCEPIRE LO SPIRITO, L’ARMONIA, IL SENSO DELLA STORIA. PERSONAGGI CHE NON GUARDANO, NON VIVONO, NON ASCOLTANO IL RESPIRO D’ITALIA, MA PROSEGUONO IL MALEFICO DISEGNO DELLA SUA CANCELLAZIONE IRREVERSIBILE.

    Ragazzi basta, basta, stiamo cancellando l’Italia facciamola finita, e bastaaaaa!!
    Ecco dove è il problema: se fai una intervista al “popolo” e chiedi girando col microfono qual è un’architettura, i più avveduti ti rispondono “S. Pietro”, i meno avveduti il Colosseo. Ecco come stiamo messi. E a capo di questo popolo c’è gente come Sgarbi, con quello che pensa e quello che scrive, gente che ha decretato la mummificazione dei nostri Centri Storici, gente che ha decretato la morte anzitempo, la fine della stratificazione. Quella stratificazione architettonica che rappresenta il più grosso curriculum montdiale in fatto di architettura. E loro che cosa oppongono a questo curriculum? a questa sperimentatissima e amatissima stratificazione? Niente, non oppongono niente, solo contumelie.

    In architettura Sgarbi è un passatista e questo è e deve rimanere un suo problema!!!!

  27. qfwfq scrive:

    Sgarbi al Pavarotti International non c’è mai andato?
    non ha neanche mai ascoltato “K’mo baby light my fire” dei Doors (l’incipit ricorda vagamente Bach)?
    Per fortuna non ha mai sentito la Va sinfonia di Beethoven reinterpretata dai Bee Gees (non sarebbe sopravvissuto)
    non ha mai cantato a squarciagola Bohemian Rhapsody dei Queen?
    persino Bennato “in fila per Tre” si è cimentato con l’operetta
    Zucchero ha cantato Miserere con Pavarotti

    La cultura banalizzante e lobotomizzante rappresentata dalle grida mediatiche di quelli come sgarbi vuole convincere il mondo che siamo una società di “minus abens” nel processo evolutivo della civiltà, incapaci di intendere e volere, privi del diritto di esprimere qualunque idea diversa dal quella che altri hanno tracciato secondo schemi preconcetti e precondizionati.
    La contemporaneità, lungi dall’essere uno stile prefissato, è un modo di essere, sempre aperto all’innovazione e al diaologo con le molteplici espressioni culturali, geograficamente e storicamente distanti.
    La contemporaneità (anche quella brutta e alienante) dà speranza all’uomo che dopo anni di nichilismo, può riacquistare fiducia nella positività del corso della storia, ma soporattutto in se stesso nella sua capacità di fare (anche sbagliando) e costruire un suo destino secondo binari diversi da quelli che altri vorrebbero tracciare per lui.
    La contemporaneità è Rock, come una sinfonia di Beethoven!!!!

  28. mp scrive:

    Interessante…………molto interessante. Sono capitato per caso nel blog ed ho letto con curiosità questi post sul servizio televisivo di canale 5. Linkerò il vostro blog ai miei colleghi di studio ed ai miei studenti (universitari). E’ una bella novità trovare qualcuno con cui chiacchierare di architettura contemporanea.
    Simpatico ed educato il sig. qfwfq.
    Bravi.

  29. mimmo ferrari scrive:

    SOSTEGNO MORALE.
    Grazie “mp”….abbiamo bisogno anche di sostegno morale per le nostre lotte ideologiche.

  30. qfwfq scrive:

    sulla rete è difficile arrossire…..
    cmq grazie

  31. cluniacense scrive:

    Un commento telegrafico:
    1) Un sindaco non dovrebbe mai usare un linguaggio del genere.
    2) Il tessuto architettonico della città di Figline Valdarno è incompatibile con un edificio del genere.
    3) Chi scrive un articolo, oltre ad amare l’architettura, dovrebbe amare anche la lingua italiana, evitando ad esempio di scrivere “va” con l’accento.

  32. Ilaria Poggesi scrive:

    Caro Giulio Paolo Calcaprina,

    mi piace molto che lei abbia aperto questo blog: a me l’architettura piace , anche se non sono un architetto.
    Torno sull’argomento ecomostro di Figline Valdarno a distanza di mesi dato che ho avuto problemi di salute.

    Mi scuso se scrivo in maniera semplice, ma il fatto di aver vissuto lunghi anni all’estero ha influito non poco sul mio eloquio, per farla breve scrivo in italiano come scriverei in inglese ( in maniera semplice?).

    Non amo il turpiloquio specialmente se viene usato da rappresentanti dei cittadini , alludo al sindaco di Figline Valdarno.D’altra parte l’ignoranza del sindaco di Figline e’ proverbiale. I tigli ai quali si riferisce il sindaco sono quelli piantati per ricordare i caduti della prima guerra mondiale .Si tratta di un viale della rimembranza e chi viene a Figline puo’ vedere lo sconcio di una enorme rotatoria costruita con la distruzione dei tigli,accanto ad una pensilina sull’arno, inutile costata solo 400mila Euro al contribuente. I figlinesi popolo ingegnoso e arguto hanno attaccato su alcuni alberi che si trovano nel centro urbano un cartello che dice “Non mi uccidere sono sano”.

    Non mi piace neanche il turpiloquio di Sgarbi, che io non difendo a spada tratta, come non mi piace il suo difendere in maniera assoluta la storicita’ dei centri storici italiani che, secondo me, possono essere modificati rispettando il tessuto storico urbano.Dal mio punto di vista,uno dei piu’ begli esempi di cio’ e’ Pater Noster Square a Londra. Non so se la conoscete, andate a vederla!.Si tratta di un intervento voluto dal principe Charles. E’ il connubio piu’ riuscito fra forme contemporanee ed antiche che io abbia mai visto. Sembra quasi una parte di una citta’ ideale.

    Vorrei ritornare sull’argomento ecomostro di Figline perche’ me lo trovo davanti tutti i giorni.

    Chiamo questo edificio ecomostro per tre diverse ragioni e motivi.

    In primis ha distrutto l’unica area verde all’interno del Centro storico di Figline Valdarno. Io credo, come credono illustri urbanisti , che i cittadini abbiano diritto ad avere aree verdi importanti a portata di mano., per rigenerarsi e fare un bagno nella natura.Ho vissuto sei lunghi anni a Londra. Ho letto da qualche parte le terza citta’ al mondo che ha piu’ verde pubblico per abitante, e devo dire che avere sotto casa diversi parchi pubblici e giardini mi ha sempre fatto un immenso piacere pur abitando nella City o meglio nel Barbican. Adesso non voglio creare una discussione inutile,in questo spazio, sul Barbican ed il brutalismo in architettura..Il centro storico di Figline aveva come unico spazio verde importante: quello nel quale si trova questo edificio obbrobrioso in quanto gia’ vecchio prima di essere finito. Sembra architettura anni settanta mal riuscita.

    Seconda cosa : l’Italia e’ una Repubblica fondata sul lavoro ed io aggiungerei,come molte altre persone, sulla bellezza. Mi sono chiesta tornando in Italia per motivi personali e adesso di salute , come mai uno ci vive? Vivere a Figline Valdarno dopo la city e’ traumatico, sotto molti profili. Una delle poche cose che ti consola e’ la bellezza sia del paessaggio che di alcuni edifici. La torre dell’edificio in questione non ha alcuna attinenza con il tessuto urbano figlinese: crea uno iato permanente nel tessuto urbano. Venite a vederla sembra un bunker non solo per le finestre ma anche per il colore. Non siamo in guerra. Oggi le torri si costruiscono in cemento armato, acciaio e vetro. E, non si costruiscono nei centri storici ma fuori di essi perche’ non hanno senso in quanto abbisognano di una serie di strutture ad esempio parcheggi che a Figline non puoi costruire ne’ nel centro storico per la mancanza di spazio , ne’ nel sottosuolo, se non a costi esorbitanti, in quanto eravamo e siamo terreno argilloso.

    Terza cosa l’edificio non e’ stato costruito ad impatto zero. E su questo si potrebbe scrivere per mezz’ora e non intendo tediare il lettore.

    Archea ha progettato senza gara d’appalto e per questo sono stati indagati due tecnici del comune di Figline Valdarno. Uno dei quali ha avuto il buon gusto di dimettersi, visto forse che aveva gia’ patteggiato la pena ad un anno di reclusione per aver svolto attivita’ privata in ambito pubblico? Esplicitiamo questo tecnico faceva progetti per privati utlizzando il PC del comune. Fantastico no? Un bell’esempio di adamantina onesta’.

    La stessa che ha portato a nominare Archea? Chissa’?

    Altra cosa l’autore del blog scrive:

    “Il progetto del Centro Polifunzionale, dello Studio Archea, è del 2006, probabilmente sarà completato entro l’anno, un tempo record per la cantieristica e la burocrazia italiana!”
    Ma dove ??? Siamo agli inizi del 2011 ed ancora e’ stata finita solo la prima fase e’ stata indetta una nuova gara per la seconda fase, come vuole la legge!

    Ricordo che per importi superiori ai ventimila euro occorre una gara pubblica. La prima tranche di pagamento ad Archea se non vado errato era di sessantamila euro senza gara.

    Poi scrive :
    “Il centro sarà di 3.000 mq e costerà circa 4 milioni, onestamente un costo più che dignitoso per un’opera di valenza pubblica che recupererà una vecchia area dismessa.”

    Il costo iniziale era di 5 milionie 200 Euro per tutto il progetto. Per la prima fase che doveva costare due milioni di Euro , da fonti certe ( posso mostrare l’email dell’ingegnere del comune) so che il contenzioso con ditta appaltatrice dei lavori e’ di circa un milione e seicontomila Euro se non di piu’. Siamo al quasi raddoppio dei costi! Fantastico!In questa cifra dobbiamo anche mettere il costo per la riparazione di una casa che e’ quasi crollata durante lo scavo delle fondamenta della torre. La distanza minima della torre da tale casa e’ di metri tre virgola cinquanta.

    Ultima cosa non mi si venga a comparare questa vicenda con quella di Caravaggio perche’ lo trovo veramente insulso. Caravaggio aveva problemi di natura privata. Non ha mai ricevuto compensi per costruire edifici pubblici senza una pubblica gara, non ha mai distrutto aree verdi nei centri storici, ne’ progettato strutture vecchie prima di essere finite , alludo qui anche all’ulteriore spreco di 20mila Euro di denaro pubblico per rendere stabili le pietre di rivestimento dell’intero ecomostro ad opera non ultimata. Uno scandalo feroce.

    Rallegra solo che l’attuale sindaco di Figline non abbia terminato gli studi di architettura , Dio esiste!

    Il turpiloquio lo lascio all’autore di questo blog , al sindaco di Figline e Sgarbi, ricordando i Latini similes cum similes ed io non sono simile a eli ne’ a loro, un altro grazie a Dio ci sta bene…

    Ilarmente,
    Ilaria Poggesi

  33. Ilaria Poggesi scrive:

    Non vorrei rimetter il dito nella piaga, ma il cantiere e’ stato risequestrato dalla magistratura: si legge pessima progettazione associata a pericoosa realizzazione…qfwfq dovrebbe svelare il suo nome se si tratta di una persona con attributi e dialogare sulla cosa

  34. qfwfq scrive:

    Gentile Ilaria,
    la ringrazio delle segnalazioni, se ci sono state evoluzioni che aiutano a completare il quadro ci fa piacere che ce le segnalino.
    Onestamente però mi sento di poter confermare il concetti di base del post:
    – Striscia La Notizia ha mandato in onda un servizio incompleto e fuorviante
    – Le vicende legali del progettista non dovrebbero influenzare il giudizio critico di un’opera, specie se l’opera in questione non ha alcuna attinenza con le vicende;

    trovo molto più convincenti le sue argomentazioni quando parla di “iato” o cita esempi alternativi (su cui si può discutere apertamente)

    Mi scuserà infine se dei miei attributi rispondo solo alla mia compagna (tanto per non scadere nel turpiloquio), ma non ritengo che la mia identità aggiunga o tolga alcunchè alla validità delle mie o delle sue argomentazioni.

    la saluto
    cordialmente

  35. Ilaria Poggesi scrive:

    Caro nnnkkk,
    o come si chiama.
    Innanzitutto gli attributi a cui mi riferisco sono collegati all’aver coraggio dell proprie idee e delle proprie azioni , come io ho delle mie…
    Il suo post e’ pieno di inesattezze che non mi va di spiegare.
    Lei si abbassa al turpiloquio quando lei dice: le cito “Fenomenale la risposta del Sindaco: “CHI PARLA DI ECOMOSTRO È UN ECOSTRONZO!!!!”
    Io ho parlato di ecomostro: ho fatto un gruppo su facebook che si chiama quelli contro l’ecomostro di Figline e ci sono 100 persone, quindi parlo anche a loro nome.
    Le spiego la vicenda: io ho organizzato una petizione per far esprimere ai cittadini di Figline il loro dissenso sul progetto. Ho usato tecniche apprese nei miei studi a Londra . Ha funzionato abbiamo raccolto 400 firme in poco tempo, fino a ch’ non sono stata aggredita nel teatro garibaldi dai vigili mentre stavo guardando uno spettacolo. Mi hanno rubato i manifestini , fogli al consigliere comunale che mi aveva invitato. Siccome sono stata strattonata ed ho riportato lividi contusioni mentre mi buttavano fuori con violenza ho subito anche un forte choc come e’ attestato dai referti del pronto soccorso dove mi sono recata dopo la vile aggressione dei vigili.
    Se lei va su Facebook al mio profilo vede una parte dei lividi che i vigili mi hanno fatto, il tutto per aver organizzato una petizione cntro un progetto che rappresenta un evidente spreco di denaro pubblico: inglobare nel cemento aramato costa molto di piu’ che restaurare.

    Ho querelato o meglio con le lesioni che ho ricevuto un procedimento penale e’ scattato in automatico per lesioni. Il magistrato ha archviato il tutto , io non ho potuto seguire la cosa in quanto malata di cancro. Ho aperto un blog nel quale spiegavo la vicenda affermando che questo non e’ il compotamento degno di un paese civile e questa persona non dovrebbe diventare capo dei vigili.

    Sono stata querelata per oltraggio a pubblico ufficiale rischio un processo e da sei mesi a tre anni di galera.
    Alla luce di tutto cio’

    Non crede che se io mi arrabbio se lei mi chiama ecostronza ho ragione?

    Il sindaco non merita niente, non mi hanno neanche chiesto scusa per quanto accaduto,anzi!

    Comunque i risvolti della vicenda sono altri e non e’ questa la sede per parlarne, lo sono le aule dei tribunali. Io al momento sono sotto la tutela della polizia giudiziaria…il tutto per aver organizzato una petizione ed aver voluto difendere la mia incolumita’ e quella dei cittadini.

    Sentitamente ilare,
    Ilaria

  36. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentile signora Poggesi, ho piacere che lei abbia ripreso dopo tanto tempo il dialogo con noi. Se riuscirà a mantenere il controllo della sua emotività nell’esposizione, credo che diventeremo ottimi corrispondenti.
    La ringrazio per gli elogi sul blog, che comunque devo condividere con tutto il gruppo fondatore di Amate l’Architettura, nel quale c’è anche Qfwfq. Per la precisione l’idea del Movimento è stato proprio sua, di Antonio Marco Alcaro (il nostro Presidente) e del compianto Mimmo Ferrari, presente nei commenti, che purtroppo nel frattempo è morto.
    Apprezzo molto le argomentazioni che lei usa a difesa del suo “attacco” all’edificio (mi perdoni il gioco di parole). Tuttavia, dal mio punto di vista il progetto che lei cita (Pater Noster Square), utilizza un lessico che non rappresenta la nostra società, bensì è una rimasticatura di cose passate.
    Talvolta, quando noi del Movimento andiamo nelle scuole per incontri di “alfabetizzazione” al linguaggio architettonico, mi piace far provare i ragazzi a rappare (cantare nelle modalità rap) con la lingua di Metastasio. Ovviamente l’effetto è esilarante. Ebbene questo, per noi, è l’effetto dell’intervento voluto dal Principe Charles.
    L’architettura, come ogni forma di espressione, è riconducibile ad un linguaggio e la lingua è lo specchio vivo di un popolo, sempre in continua evoluzione. Qualche volta provo a leggere libri antecedenti agli anni ’50 presi dalla biblioteca di famiglia (le traduzioni in particolare!) e vedo come la lingua sia completamente cambiata e distante dalla sensibilità e dal lessico attuale.
    Per l’architettura è più difficile accettare questo discorso, perché ci attacchiamo alla fetta di mondo in cui viviamo, più ancora se partiamo e torniamo dopo molti anni.
    I cambiamenti ci danno un senso di smarrimento.
    E’ probabile che la torre che lei cita sia avulsa dal contesto urbano, però non capisco perché lei la critica se non è stata fatta in acciaio e vetro come nella prassi odierna. Le torri, poi erano caratteristica comune nel panorama medioevale, semplicemente questa non c’era.
    Lei dice inoltre che si è cancellato l’ultimo lembo di verde del centro, ma stiamo parlando di una cittadina di 16.000 abitanti. Con queste dimensioni, nelle città storiche, il verde era relegato all’esterno!
    Il verde intra-moenia è un’invenzione ottocentesca.
    E’ impossibile essere filologici in un intervento nella città storica perché salvo rare eccezioni (Sforzinda per esempio) non c’è una città originale da rispettare, ma c’è un tessuto che si è mutato nel corso dei secoli.
    Con ciò non voglio togliere valore alle sue argomentazioni. Forse, ad opera finita, risulterà davvero brutta come dice questa torre o questo edificio. Quello che io e gli altri di Amate l’Architettura, contestiamo è la critica “aprioristica”, figlia del preconcetto che il contemporaneo non è mai all’altezza dello storicizzato (anche se di scarsa qualità) e che il verde è sempre meglio di tutto.
    Ilarmente, perché la vita va presa anche con leggerezza, la saluto anch’io, ringraziandola ancora del suo intervento.

  37. Ilaria Poggesi scrive:

    Caro Calcaprina,

    io mi occupo di immobili, mi sono occupata nel passato per esempio della vendita di Palazzo Serristori, per farle capire di cosa mi sono occupata. Non so se ricomincero’… a me l’architettura piace, forse sono un’ architetta in nuce…non so.
    Comunque l’intervento di Charles a Pater Noster Square, io lo difendo a spada tratta…mi piace tantissimo, non so lei sa ha presente che cosa c’era prima : dei palazzi anni sessanta da incubo…se a lei fa ridere a me no… avendo abitato e lavorato li’ in zona , quella era una delle mie mete preferite con tutte quelle statue che fanno zampillare acqua…una godura nel caos della city. tra parentesi accanto a Saint Pauls’ lei cosa ci mette? Calatrava? Lei non ci abitato in quella zona quindi non sa cosa significa avere una bella piazza senza smog per prendere un aperitivo la sera d’estate…
    Il suo commento e’ collegato ad un linguaggio per forza moderno. E per questo gettiamo Dante, Petrarca etc ?Un edificio va visto nel contesto nel quale e’ inserito e l’utilizzo che ne fa chi ci vive! Le assicuro che per chi ci abita e ci lavora e’ una bellissima oasi di felicita’.
    Tornando all’ecomostro. Nel centro storico abitano molte persone anziane e moltissimi bambini che adorano stare al sole nei giardini e giocare. Mi permetta ma se grazie a Dio c’e un’ area verde nel centro storico per bambini ad anziani o persone di tutte le eta’ perche’ lei la vuole distruggere?
    Tra parentesi hanno distrutto piante bellissime negli anni. Mi permetta ma perfino gli urbanisti medioevali avevano previsto aree verdi all’interno della citta’( non erano solo orti) la invito ad andare a vedere le varie raffigurazioni della citta’.
    La torre e’ gia’ finita ed e’ brutta. Un mio amico architetto l’ha definita un barattolo perche’ non e’ una torre, e’ un qualcosa di mozzo. Non credo di beccarmi una querela riferendo uan battuta che hanno fatto alcune persone al bar riferendosi al sindaco il quale dice che questa torre dialoga con quelle del passato. Alcuni figlinesi, gente pungente , ridendo hanno risposto dicci il pusher vogliamo anche noi quello che prendi te oppure una cosa del tipo se il sindaco vede le torri dialogare siamo alla frutta …
    La torre esteticamente non si puo’ vedere. Come il rivestimento…non ha alcuna attinenza con il nostro territorio. Diffatti da’ dei problemi , si stacca. Mi ha spiegato una mia amica architetto che questa pietra e’ fatta per stare al mare qui si impregna di acqua e con il gelo schianta. Hanno gia speco 20mila euro per riattacare il rivestimento ad opera non finita!
    A Figline dovevano fare come alla Tate Modern Involucro esterno intatto , interno ti sbizzarrisci o anche la Tate le sa di rimasticato ( ero membro, il bar per i mebri e’ una goduria con quella terrazza vista Tamigi bellissima…sono una fan di Londra si vede?)

    Oggi siamo moderni si costruisce ad impatto zero! Questo progetto non lo e’ va buttato giu’!!!!

    Forse io sono piu’ moderna di lei…

    Mi dicono poi che queste sono le direttive della Provincia per quanto riguarda gli edifici pubblici

    Gia’ nell’ottocento prevedevano gli spazi verdi, gente di buon senso!

    Personalmente preferisco una rimasticatura di cose passate di buon gusto ( Pater Noster Square) ad un moderno obbrobrioso ( l’ecomostro)… un buon prosciutto stagionato e’ migliore di una mortadella di seconda scelta!

    Il fatto che la magistratura sia intervenuta per fermare lavori pericolosi mi fa ben sperare.

    Io non vedo l’ora che la cosa finisca, anche perche’ ci ho gia’ rimesso un bel po’ di soldi…sotto forma di quadri pago il mio avvocato con arte…

    Dunque ilarmente,
    Ilaria
    PS mi si perdono la pessima punteggiatura, ma non ho voglia di controllarla!

    Comunque siccome mi occupo di marketing io l’edificio lo butterei giu’ e venderei le pietre ai turisti come il muro di Berlino e lascerei solo una piccola parte e metterei una lapide a memento dell’orribile scandalo i figlinesi insorsero e distrussero la barbarie …
    Oppure lo rivestirei di piante bellissime come mi aiuti quegli architetti soecializzati in giardini in verticale. Ma vedo un problema sarebbe il regno dei piccioni che a Londra vengono definiti Flying rats…ratti volanti,,,non se ne esce…rumble rumble

  38. Ilaria Poggesi scrive:

    Egregi lettori
    Come si commenta la notizia che il sindaco sara’ processato per abisivismo edilizio in centro storico per questo ecomostro?
    Come si definisce un sindaco che mi chiama ecostronzi a striscia la notizia tutti quei cittadiniche sono contrari al progetto?
    Chi ha caldeggiato la costruzione di un edificio che il CTU ha definito pericoloso deve per cortesia rispondermi e dirmi se ho sbagliato a battermi per la sua non costruzione.
    Vittorio ad un certo punto non mi ha aiutato. Adesso si
    Ho continuato da sola. Ho fatto io l’esposto per chiedere se la costruzione rispettava le norme antisismiche. Non le rispetta ne’ il progetto ne’ la realizzazione . Perche’ io che non sono arcitetto ma agente immobiliare so queste cose e chi lo fa di mestiere costruire e progettare no? Vorrei per favore delle spiegazioni.
    Vorrei sapere cortesemente le vostre opinioni.
    Sicuramente costa meno buttare giu’ tutto e ricostruite.
    La costituzione italiana tutela il paesaggio.
    Ma e’ vero che Casamonti insegna o insegnava alla Facolta’ di architettura a Genova > che cosa a creare Calugi in Toscana? E Polazzi chi e’? Non lo so.
    Un cosa e’ certa il sito Archea aveva fra i suoi progetti quello dell’ecomostro prima che fossero iniziati i lavori cioe’ Archea sapeva di costruire prima che si firmassero le carte per inziare i lavori come mai solo la magistratura lo ha notato?
    Francamente vorrei delle risposte da persone che costruiscono per mestiere

    Cordialmente ed in attesa di risposte
    D.ssa Ilaria Poggesi

  39. Ilaria Poggesi scrive:

    “L’architettura, come ogni forma di espressione, è riconducibile ad un linguaggio e la lingua è lo specchio vivo di un popolo, sempre in continua evoluzione.”

    Questo Calcaprina e’ quanto lei mi ha scritto.Ii linguaggio del sindaco a striscia la notizia, mi perdoni e’ stato maleducato e violento come l’opera che lui difende.

    L’evoluzione si deve basare sul rispetto del passato ed imparare da esso in un centro storico.
    Ho abitato per sei anni nella city di Londra. Abitavo nel Barbican adoro i grattacieli soprattutto Tower 42. A Londra ci sono spazi verdi anche nella City, questa e’ educazione verso i cittadini. Consentire di riprendersi dallo stordimento del moderno e ricrearsi come a Fortune Park o nei giardini del Barbican dove ho abitato per sei anni. All’inizio non amavo questo tipo di genere architettonico Brutalista , ma poi i servizi gli spazi verdi la biblioteca tre sale concerti, una di cui per concerti per artisti di fama mandiale, due sale per mostre internazionali, tre cinema di prima visione, campi da tennis, fontane, serra tropicale , tre ristoranti, sculture, un caffe’ sui laghetti artificiali e cascate, portierato 24 ore su 24 , vita sociale. Piu’ gli spazi nel mio appartamento ispirati al razioanalismo di Le Courbusier. Una cosa fantastica e mi consenta il condominio con posto auto sotto casa, luce scale riscaldamento, portierato, ufficio tecnico, rifiuti collected at home e manutenzione costava meno di un attico di un mio amico sul Viale di Soffiano. Questa e’ modernita’ che funziona non una struttura architettonica anni settanta spacciate per moderna.

    Mi scusi ma il verde intramoenia non e’ ottocentesco, Londra e’ piena di piazze parchi anche nella City che era la citta’ Romana il miglio quadrato. lei non so mi sucis chi sia…ma di urbanistica della citta’ di Figline lei ha poca dimestichezza. Io ci abito in questa zona, il centro sorico da piccola ed da tre anni.
    Come ho scritto nei manifestini ( rubati) delle mia petizione questa struttura e’ uno scandalo perche’ altera il paesaggio in maniera obbrobriosa. Una costruzione cosi’ non si fa intramoenia. Si fa fuori e la si costruisce ex novo perche’ costa un occhio della testa inglobare nel cemento armato invece che restaurare.
    E il verde nel centro storico fa bene a tutti. Si documenti sulla situazione urbanistica di Via Fabbrini del centro storico. di Figline.

    Mi faccia sapere, la ringrazio molto anticipatamente,

    E come ha scritto un mio amico ormai defunto “All’ennesimo scempio del nostro bel paesaggio non ci si abitua anche se e’ l’ennesimo. Perche’ il brutto offende sempre!”. Prof Stefano Ciatto

  40. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentile dott.ssa Poggesi, non abbiamo più seguito la vicenda di Figline Valdarno. Lei perciò è a conoscenza di notizie che noi non abbiamo. Se ha la cortesia di indicarci dei siti di notizie dove poterci informare le potremmo dare una risposta alle questioni che lei pone.
    In tutti i casi l’abusivismo, il mancato rispetto delle norme e delle buone regole del costruire non hanno nulla da spartire con il nostro sostegno alla modernità.
    Come lei potrà notare (dagli articoli presenti sul sito), in questi anni il nostro impegno per il rispetto delle regole è stato prioritario rispetto alla difesa dell’architettura contemporanea, proprio perché questo è un paese pieno di malfattori e di persone che si beffano delle regole.
    Se coloro che hanno promosso questo edificio sono rei di abusi d’ufficio e quant’altro, saremo senz’altro solidali con la sua posizione.

  41. Ilaria Poggesi scrive:

    Gentile Giulio Paolo Calcaprina,
    io non sono contraria alla modernita’ anzi la adoro, adoro Caltatrava ad esempio e Sir Norman Foster. Abitavo nella city di Londra ed amo i grattacieli e Canary wharf Bellisima parte di Londra.
    Ma non in un centro storico toscano quell’ecoschifo non va bene. Bastava un semplice restauro e sarebbe costato molto meno. Io mi sono impegnata in prima persona, ho collaborato con la magistratura che si e’ attivata anche sul mio esposto rigurdante le norme antisimiche dell’edificio. Il CTU lo ha trovato non rispettoso sia nell parte proegttuale che realizzativa.
    La pietra di santa Fiora e’ una pietra che sta bene al mare, oggi che e’ piovta e’ piena di acqua e con il gelo d’inverno per l’unidita’ si gonfia e si potrebbero staccare delle formelle.
    Dobbiamo recuperare materiali autoctoni e costruire rispettando l’embiente. Penso allareoporto nuovo di Singapore etc…
    Comunque io ho un blog http://www.perfigline.blogspot.it dove trova foto della casa lesionata in fase di costruzione, una sommaria descrizione della vicenda e una foto del plastico per farle capire il danno urbanistico. La nostra costituzione protegge il paesaggio. Si, noi abbiamo bisogno di modernita’ ma con il rispetto delle regole e dell’ambiente.
    Cordialmente,
    D.ssa Ilaria Poggesi

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