Lettera al Sindaco di Roma Alemanno

Il nostro movimento “Amate L’Architettura”, in occasione del convegno “Roma 2010-2020, nuovi modelli di trasformazione urbana” svoltosi a Roma l’8 e il 9 aprile, ha consegnato al Sindaco di Roma e ha distribuito a tutti i partecipanti al Convegno, una lettera di protesta contro la decisione di non affidare l’incarico di progettazione del Concorso “Campidoglio 2” al vincitore, decidendo di farsi “offrire” il progetto dall’impresa appaltatrice delle opere, che sarà selezionata secondo la procedure dell’appalto integrato.

Riteniamo che questo atto, benché consentito dalla attuale normativa sui lavori pubblici, sia estremamente lesivo della dignità della categoria dei progettisti che spendono parte del loro tempo prezioso nei concorsi di progettazione.

Inoltre, a fronte di questo modus operandi, l’idea di organizzare un convegno sui nuovi modelli di trasformazione urbana, appare per lo meno ipocrita.

Non è un problema di stile architettonico, né di opporre una corrente di pensiero rispetto ad un’altra, ma di difendere il valore dell’Architettura nel senso più alto contro l’idea che il progetto di Architettura venga trattato alla stregua di un optional, un gadget da farsi offrire in omaggio.

LETTERA APERTA AD ALEMANNO

Egregio Signor Sindaco del Comune di Roma

On. Gianni Alemanno

Piazza del Campidoglio

00186 Roma

sindaco@comune.roma.it

Il Movimento Amate L’Architettura desidera manifestarLe il proprio disappunto per la Sua intenzione di non voler procedere all’affidamento dell’incarico al vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione denominato:”La Casa dei Cittadini Campidoglio 2”.

Riteniamo inoltre preoccupante il suo proposito di voler procedere all’esecuzione dell’intervento tramite appalto integrato, richiedendo alle imprese di “offrire” il progetto delle opere.

Non è nostro intento affrontare una battaglia di stile o di gusto architettonico ma è evidente che con questa scelta la Giunta Alemanno dimostra con i fatti di volere rinunciare ad essere attore coscienzioso e attivo nelle trasformazioni del territorio romano.

Riteniamo che la progettazione, costituisca il momento più importante nel processo di trasformazione del territorio e soprattutto che costituisca lo strumento indispensabile per il controllo e la guida di tale trasformazione da parte di un’Amministrazione che sia seriamente intenzionata a decidere e incidere sul futuro della propria città.

Da architetti riteniamo che la nostra categoria possa dare il proprio contributo positivo al miglioramento della qualità della vita delle città in cui viviamo e chiediamo di essere messi in condizioni di esprimere fino in fondo tutta la nostra professionalità, anche assumendoci pienamente la responsabilità sui risultati del nostro lavoro.

L’idea che la progettazione possa essere “Offerta” dalle imprese, dimostra oltre che scarsa attenzione al valore culturale delle tematiche architettoniche, anche la profonda ingenuità di chi si illude che un supposto risparmio iniziale non sarà puntualmente pagato in seguito dalla collettività per la mancanza di controllo sulle scelte di progetto.

Sarebbe stato sufficiente infatti esprimere con chiarezza e trasparenza le motivazioni che l’ hanno portata a non essere “molto convinto” del progetto vincitore, consentendo al progettista di riproporre nuove versioni sulla base delle osservazioni espresse, per dimostrare grande maturità e senso pratico, riuscendo, nell’intento di non dissipare le risorse spese fino a questo momento e contestualmente marcando il segno della discontinuità nella prassi consolidata dai nostri politici, di distruggere ogni cosa avviata dalle precedenti amministrazioni.

Appare quindi assolutamente scorretto oltreché ridicolo spendere risorse e denaro pubblico per organizzare Commissioni e convegni sui temi della trasformazione urbana quando all’atto pratico le occasioni concrete vengono disattese e soprattutto gestite in totale disprezzo del valore del progetto e del progettista.

La giunta Veltroni non ha certo brillato dal punto di vista del governo del territorio e i peggiori esempi sono derivati proprio dai casi in cui si è lasciato alle imprese e ai costruttori la possibilità di decidere liberamente sulle scelte di trasformazione, in totale assenza (forse) sia di una strategia generale che di un progetto, e il più delle volte eseguite sottotraccia senza una reale attenzione e coinvolgimento della cittadinanza.

Chiediamo quindi alla Giunta Alemanno un nuovo e lungimirante cambio di rotta, promuovendo da subito:

– L’affidamento dell’incarico di progettazione all’arch Cucinella, vincitore del concorso per il Campidoglio 2

– Il massiccio ritorno all’utilizzo dello strumento del concorso per tutte le iniziative previste dal Comune di Roma

– L’avvio di azioni a sostegno del progetto architettonico, attraverso la figura del progettista con l’obbligo di nomina di un architetto in ogni iniziativa di trasformazione urbana prevista all’interno del comune di Roma;

In sintesi, come connaturato da sempre nella storia di Roma, di restituire alla nostra città l’attitudine a FARE ARCHITETTURA!!!

AMATE L’ARCHITETTURA

Movimento per l’architettura contemporanea

Roma 06/04/2010

Leggi l’articolo del Riformista


7 Commenti a “Lettera al Sindaco di Roma Alemanno”

  1. GPC scrive:

    Il Messaggero, sul suo sito (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=97510&sez=HOME_ROMA) riporta i punti salienti delle nuove linee di azione del Sindaco Alemanno per Roma:
    1) la volontà di non consumare più Agro Romano
    2) costruzioni di case popolari (su zone agricole però!)
    3) densificazione della città: aumento di altezze e cubature (per demolizioni e ricostruzioni) in zone già costruite.
    4) troppi centri commerciali > nei cambi di destinazione d’uso azzereranno tutte le cubature ad essi destinate
    5) disincentivi a tenere le case sfitte (senza aumento dell’ICI).
    Poi questioni più particolaristiche: la localizzazione della sede dell’Università della Moda; il destino dell’ex Fiera di Roma; interventi al Flaminio di ampliamento del Parco della Musica e per la creazione di un asse verde tra Villa Glori, il Parco della Musica e il Flaminio; infine la nuova torre di abitazioni all’EUR.

    Su alcuni punti siamo in linea con il pensiero del Sindaco. Basta consumare l’Agro Romano, riqualifichiamo la città, anche densificandola (se questa è la molla economica per rendere possibili le operazioni di riqualificazione.
    PERO’
    tutto ciò deve essere inserita in una politica organica e deve avere una forte spinta politica.
    la densificazione della città richiede una politica della mobilità ESCLUSIVAMENTE basata sul trasporto pubblico, in particolare quello sul ferro. Come si concilia perciò, signor Sindaco con la volontà di costruire un megaparcheggio sopra la stazione Termini?
    Sacrosanta l’intenzione di preservare quello che resta dell’Agro Romano, ma riuscirà a resistere alla lobby dei costruttori?
    Giusta l’intenzione di volere utilizzare il patrimonio delle case sfitte per risolvere il problema delle abitazioni, ma anche le precedenti giunte ci hanno provato (con la fondazione di un’Agenzia a garanzia dei fitti) con risultati pressocché nulli.
    Forse più di disincentivi si deve parlare di incentivi ad affittare e di certezza del diritto per riavere indietro le case alla fine dell’affitto. Perciò forse si dovrebbe cominciare a dare la certezza delle regole a partire dalla gestione delle case popolari occupate abusivamente. Finché non tornerà l’ordine e il diritto nella gestione delle case popolari, caro Sindaco, tutte le questioni sulle case sfitte sono parole al vento.
    Caro Sindaco, se le sue intenzioni sono buone l’appoggeremo sinceramente. Se invece tradirà le aspettative dei cittadini, come è successo con la giunta precedente quando si è prostituita ai costruttori con gli accordi di programma dei nuovi quartieri, la marcheremo stretto. Attendiamo di vederla all’opera.

  2. Una obiezione: ma se il progetto vincitore del concorso non piace al Sindaco e voi ammettete che avrebbe dovuto affidarglielo “consentendo al progettista di riproporre nuove versioni sulla base delle osservazioni espresse” non vi viene il dubbio che il meccanismo del concorso sia malato?
    Se uno vince un concorso vuol dire che quel progetto è ritenuto il migliore e il più adatto al tema. Allora le modifiche sono in genere necessarie e doverose ma se si trasforma in un altro progetto, in un’altra versione, non v’è dubbio che l’esito del concorso è sbagliato e, secondo me, anche illeggittimo. Non era meglio che il Sindaco potesse scegliere prima e non a monte di decisioni prese?
    La verità è che accade sempre così, perché chi giudica è estraneo ai problemi ma molto dentro il meccanismo dei concorsi: uno nominato dagli ordini, uno nominato da questo e quell’altro, un prfessore, ecc. Insomma, il solito gioco corporativo e di casta.
    Io credo sia venuto il momento di cambiare metodo. Intanto inserendo in commissione anche il sindaco o suo delegato, poi coinvolgendo i cittadini nel giudizio.
    Sono invece assolutamente d’accordo con voi sul non affidare i progetti alle imprese, a parte l’esecutivo di cantiere. E’ certamente il modo migliore per andare a contenzioso e non avere un controllo serio sul progetto. Inoltre è chiaro e naturale che l’impresa farà in modo di fare un progetto nel suo interesse e non in quello del risultato finale.
    Oddio, non è che i progetti fatti dagli architetti il più delle volte non producano gli stessi risultati, però diciamo che è più facile individuare le responsabilità.
    Saluti
    Pietro

  3. […] Disappunto del Movimento “Amate l’Architettura” contro Alemanno […]

  4. PIENO SOSTEGNO ALL’INIZIATIVA. LA QUALITA’ DELLE NOSTRE CITTA’ VA DIFESA E PERSEGUITA CON TENACIA E DECISIONE. QUANTO EVIDENZIATOE’ UN VERO ATTENTATO. TRAVISARE I PROGETTI, DISCONOSCERE IL DIRITTO-DOVERE DEL LORO AUTORE, E’ COME IMMETTERE UN PO’ D’OLIO IN UNA BOTTIGLIA DI BRUNELLO DI MONTALCINO.

  5. enzo pinci scrive:

    Secondo me il problema attuale romano è dato proprio dalla mancanza di un sogno…non è un sogno togliere un muretto sul lungotevere, non è un sogno dire di non consumare agro romano,non è un sogno riqualificare le periferie – dovrebbe essere solo ovvio – non è un sogno continuare a fare delle cittadelle dedicate o dei centri commerciali, ne riempire i vuoti urbani di confine tra le edificazioni e non è un sogno costruire un Campidoglio anonimo (guarda il caso piazza dei Navigatori) Ma sarebbe un sogno riandare verso il mare, rendere navigabile il Tevere dopo Roma, costruire una città lineare e fantastica che dall’eur porta ad un nuovo grande porto.Date spazio all’architettura fatta dagli architetti, perchè resta testimone preziosa del tempo e di una committenza che assume la dignità che le sarebbe propria. enzo pinci

  6. qfwfq scrive:

    Beati gli amministratori che marcheranno la differenza dalle precedenti, proseguendo le iniziative già avviate….

    La gara per il campidoglio 2 si è svolta legittimamente e con il coinvolgimento Attivo delle strutture e degli organi tecnici competenti del Comune e si è conclusa prima della scadenza del precedente mandato (Amministrazione Veltroni)
    quello che si contesta al nuovo sindaco (amministrazione Alemanno) è il criterio di mettere in discussione tutto senza però volersi sbilanciare in motivazioni chiare. All’inizio era un vago problema finanziario, poi un ancora più sbiadito “non mi convince molto”
    il tutto per finire con la dichiarazione di volersi fare “offrire” il progetto dalla società appaltatrice
    l’obbiettivo è proprio quello, come auspichi anche tu, di spingere i nostri amministratori a riprendersi in pieno il controllo della città attraverso idee e progetti forti
    è normale che il nuovo sindaco possa trovarsi in disaccordo per alcune scelte della precedente amministrazione ma questo non può costituire un alibi alla abdicazione nei confronti delle imprese.
    Immagino che le possibili fonti perplessità da parte di un sindaco possano essere le seguenti:
    – problemi di carattere economico finanziario (non ci sono più i soldi!!!!)
    – problemi di carattere funzionale o di modifica dei requisiti richiesti dall’amministrazione (me so’ sbagliato volevo tutti uffici a open space invece di uffici singoli)
    – problemi di carattere estetico culturali (non mi piace il progetto voglio più colonne tuscaniche perchè siamo vicino alle mura aureliane, da lontano di vede S.Paolo, ecc.)

    in ogni caso ritengo che l’approccio giusto sarebbe stato quello di:
    – manifestare con trasparenza l’esatta misura delle proprie perplessità e delle diverse condizioni iniziali,
    – valutare insieme al progettista vincitore la possibilità di adeguare il progetto alle manifeste nuove esigenze, senza snaturare l’idea progettuale
    – in caso positivo procedere all’adeguamento del progetto e successivamente all’affidamento dell’incarico alle imprese
    – in caso negativo prendersi la responsabilità di rimettere tutto in discussione (nuovo concorso, nuovo progetto, ecc.) giustificando però questo evidente spreco di tempo e risorse con piena consapevolezza e trasparenza delle proprie ragioni

  7. cdq scrive:

    alla cortese attenzione amministratore delegato ALBINO RUBERTI :
    e’ avocato disprezzo che circola tra coloro che occupano gli ultimi gradini della scala sociale .I protagonisti sono sempre loro gli operai delle pulizieche prestano servizio presso la struttutra MUSEO MACRO ROMA che sitrovano con la carita’ avvelenata delle ditte appaltanti , che costituiscono il paragdima dei piu’ sfruttati degli sfruttati .
    ULTIMI e emarginali dove vige una tollerante e individualistica indifferenza.
    la zetema cosa sta facendo???
    gli adetti al controllo cosa stanno facendo???
    e le ditte continuano a riempirsi le tasche e gli operai sempre piu’ poveri !!!
    a dimenticavo parliamo della ditta GRANDI LAVORI che usa maggiormente personale in sub appalto IN NERO !!!E SENZA ESPERIENZA E SENZA RICONOSCIMENTI DI LIVELLI .. SEMPRE LA SOLITA MINESTRA …..Ora a cambiato nome e si chiama GENERALE LAVORI …
    VERGOGNA!!!!

    il cdq monti tiburtini sensibilizza alle istituzioni ….e chiede l’ìintervennto del sindaco Gianni Alemanno

Lascia un Commento