A proposito della Maddalena, l’importanza di dire no

I no non detti pesano come macigni sulla professione di architetto.

La vicenda sarda è una delle tante storie prodotte da un sistema corroso dall’avidità. Forse risulta essere più deflagrante per i nomi coinvolti nella storia, ma ha la stessa radice di altre vicende.
L’appiattimento di politica, impresa e tecnici fa si …che non ci sia più differenza tra controllore e controllato. Tutte le parti tendono al profitto a scapito della società.

Gli architetti si piegano al volere di politici ed imprese: cessiamo di essere garanti del processo edilizio per ricoprire ruoli di spalla ad un sistema che non persegue gli interessi pubblici. Una commistione deleteria che ha degli effetti dirompenti sull’edificato; spesso ce ne accorgiamo solo in occasione dei terremoti e, in rarissimi casi, in sede di collaudo.
Va ristabilità la centralità dell’interesse pubblico all’interno del processo edilizio (e non solo in questo ambito direi) e gli architetti ritroveranno la loro ragion d’essere, il loro ruolo sociale di garanzia.
Rimangono ancora domande che ronzano nel cervello.
Se noi tecnici (architetti, ingegneri) avessimo più frequentemente detto NO a proposte indecenti?
Se ci fossimo comportati da vera categoria compatta e affrontato con il pugno di ferro le alterazioni del sistema professionale?
Se si avesse avuto il coraggio di fronteggiare le collusioni politico/imprenditoriali?
Se avessimo avuto più coscenza del nostro ruolo?
Se solo avessimo avuto più orgoglio e stima della nostra professionalità?… avremmo, sicuramente, guadagnato meno denaro,ma…….. quanto vale la dignità di un professionista?

per approfondimenti guarda l’intervista a Boeri


2 Commenti a “A proposito della Maddalena, l’importanza di dire no”

  1. qfwfq scrive:

    Tanto per rimanere in tema di architetti prestati alla politica:
    il caso Scajola

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_29/soldi_in_nero_con_80_assegni_per_l_immobile_di_scajola_sarzanini_626606f4-534e-11df-afe0-00144f02aabe.shtml

    Il bello è che alla fine il tema non sta diventano: “la corruzione dei politici e la salvaguardia del bene pubblico”,

    quanto piuttosto: “la tutela della privacy dei politici”

    In altre parole la si butta in caciara

  2. Christian Rocchi scrive:

    Sarebbe auspicabile che gli interventi deontologici degli ordini professionali fossero più pesanti quando siano accertate gravi responsabilità.
    Pugno di ferro contro i colleghi scorretti. Sospensioni e cancellazioni dall’albo.
    Tolleranza zero!!!!!

Lascia un Commento