Tutti padroni in casa propria

E’ con questo motto che è stato inserito, a sorpresa, nel “Decreto Legge incentivi a sostegno dei settori industriali in crisi”, approvato dal Governo il 19 marzo 2010, la norma che consente ai cittadini di realizzare senza denuncia di inizio attività (DIA) interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria in casa propria.

In nome della libertà e della semplificazione ognuno di noi, d’ora in poi,  in casa propria potrà fare come gli pare, ci si dimentica che la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella degli altri. Interventi di manutenzione straordinaria su un appartamento di un condominio senza la direzione di un Tecnico abilitato, possono avere delle gravi ripercussioni sull’intero immobile in cui vivono molte altre persone oltre al “padrone di casa propria”.

Al di là di questi principi base di educazione civica, quello che che più amareggia è constatare che in Italia non c’è ormai alcuna considerazione del ruolo di architetto o ingegnere, entrambi professionisti laureati ed iscritti ad un albo. Nella redazione della norma non sono stati minimamente consultati gli organi di rappresentanza nazionali delle due categorie, ciò avviene soltanto per la nostra categoria, tutti noi ricordiamo quello che è successo quando sono stati toccati i tassisti.

La nostra totale contrarietà alla norma, come avevamo già precedentemente affermato nella lettera al Ministro Brunetta quando era stato presentato lo stesso provvedimento sotto forma di Disegno di Legge, (vedi link), non scaturisce dalla volontà di fare una difesa corporativa della nostra categoria, né tantomeno dalla volontà di non combattere la burocrazia nella Pubblica Amministrazione (siamo i primi ad esserne danneggiati), ma deriva da una reale preoccupazione per la difesa della sicurezza di tutti i cittadini, è inutile ricordare il crollo di via Vigna Jacobini a Roma nel 1998 che causò la morte di 27 persone.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha duramente attaccato il provvedimento del governo, il Consiglio Nazionale degli Architetti ha emesso, per la prima volta in tempi rapidi, un comunicato stampa (vedi link), in cui esprime la “totale contrarietà ad ogni insensata deregolamentazione nel settore edilizio”. Non basta fare un comunicato, bisogna chiedersi il motivo per cui il governo non consulta gli Enti coinvolti e che hanno il compito di dialogare con esso. Si chiede un tavolo di concertazione sulla semplificazione delle procedure in materia di edilizia, forse è troppo tardi, bisogna farsi un esame di coscienza e prendere atto che ormai noi architetti non abbiamo più alcun ruolo all’interno della società a danno di tutti i cittadini perché l’architettura non è più un valore con la conseguente distruzione dell’ambiente in cui viviamo.

La Federarchitetti ha inviato una proposta di emendamento  al dott. Carbone (gabinetto della Presidenza del Consiglio) (vedi link), ci saranno altri Enti e associazioni che si muoveranno, crediamo che sia arrivato il momento di unire le forze e far sentire la nostra voce, dobbiamo riappropriarci del nostro ruolo nella società.

Faremo presto una raccolta di firme on line e chiederemo a tutti di partecipare e diffonderla.

Per approfondimenti vedi link

intervento del Presidente degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella


13 Commenti a “Tutti padroni in casa propria”

  1. paolo scrive:

    Finalmente hanno tolto ‘sta maledetta DIA.
    Che per spostare una porta ci volevano 1000 euro solo d’architetto. Ma dai.

  2. Stefano scrive:

    X Paolo
    non penso proprio che sia il caso di dire “finalmente hanno tolto la DIA” ed ora ti spiego perchè.
    Come hai potuto notare, nell’Articolo scritto da Antonio, non viene mai posto come problema la mancata Parcella del tecnico (architetto o ingegnere), il problema è molto più grave e va oltre il mero lato economico.
    Gli Architetti (almeno quelli che frequentano questo blog) sono professionisti aventi sopratutto una propria etica professionale volta alla salvaguardia e tutela del patrimonio edilizio passato presente e futuro.
    La mancanza di questa figura di “supervisore” aprirà le porte al libero arbitrio in cui ogni privato stravolgerà la propria abitazione supportato dalla figura del “costruttore” il quale sostituirà l’architetto fregandosene altamente della tutela dell’ edificio.( mi riferisco sopratutto alla tutela statica più che estetica)

    tu continua a pensare ad i mille euro se vuoi ma preparati a vivere in città sempre più caotiche e pericolose.

    Buona giornata

  3. qfwfq scrive:

    1000 euri solo d’architetto? se devi fare dei lavori chiamami…..

  4. qfwfq scrive:

    qui siamo al luddismo burocratico!
    se una macchina non funziona la si aggiusta o la si sostiuisce con una più eficiente.
    Invece di pensare a eliminare la DIA bisognerebbe pensare a migliorala e snellirla…..

  5. ING.GIORGIO scrive:

    LA DIA SECONDO ME ERA UNA DELLE POCHE COSE CHE BUROCRATICAMENTE INVECE FUNZIONAVA…BASTAVA CHE LA TOGLIESSERO PER LE RICOSTRUZIONI…MA NON PRESENTARE UNA DIA PER LE DEMOLIZIONI MI SEMBRA ASSURDO…E SE INVECE DI UN TRAMEZZO SI BUTTA GIù UN MURO PORTANTE? ALLORA SI RIMPIANGERA’ DI NON AVER DATO I 1000 EURO ALL’ARCHITETTO O ALL’INGEGNERE SE POI CASCA CASA E MAGARI CI RIMETTE LA VITA QUALCUNO…

  6. luigi d'artibale scrive:

    Alcuni giorni fa, al 17° municipio per la presentazione di una d.i.a., venivo edotto sul Decreto legge che la rendeva inutile per opere di manutenzione straordinaria che non interessino la struttura. Ad oggi il professionista non è necessario per esegure tali lavori. Ma chi lo spiega al proprietario qual’è la struttura? E il proprietario o l'”mpresa” conoscono il regolamento edilizio del Comune? Conoscono il piano regolatore? Chi esegue la variazione catastale, resa obbligatoria dal Testo Unico? Ma perché su questa materia si procede con decreto legge da parte di un governo con 100 deputati di maggiornaza in parlamento? Siamo governati da una destra allo sbando, schizzofrenica, capace solo di battagli ideologiche. Allo sbando, perché, con le finanza pubbliche ad un passo dal fallimento, pensa che l’unica possibilità per far ripartire l’economia italiana sia favorire un nuovo boom edilizio…; schizzofrenica, perché da un lato si dichiara federalista, dall’altro cerca di imporre regole (?) comuni per tutti (anche su materie di competenza delle regioni); capace solo di battaglie ideologiche perché agitando lo slogan della semplificazione, della sburocratizzazione, combina pasticci e fa confusione. Cascano le braccia a constatare che anche tra gli addetti ai lavori, con un minimo di competenza, c’è chi li vota…

  7. Egidio De Grossi scrive:

    Condivido tutto della lettera precedente.
    Non mi resta che dire: POVERA ITALIA!!!!!!

  8. Guido scrive:

    Salve a tutti, io sono favorevole alla non obbligatorietà della dia e del relativo accatastamento quando si fa un bagno o si sposta un tramezzo nel caso di edifici in cemento armato di recente costruzione.

    Nel caso di vecchi edifici in muratura riesce difficile stabilire ciò che non è strutturale (in molti casi i solai poggiano su forati….) per cui in quel caso sono dell’avviso che la dia debba essere obligatoria.
    Il discorso è ancora più importante nel caso di fabbricati condominiali (dove la struttura è di tutti). In quel caso sarebbe consigliabile da parte dei condomini prevedere l’obbligatorietà all’interno del regolamento condominiale.

  9. Arch. Mario scrive:

    La Dia già era materia di semplificazione edlizia, l’eventuale snellimento delle procedure poteva essere risolto con l’eliminazione dei 30 giorni di silenzio/assenso.
    Si consideri, inoltre, che così si incentiverà il lavoro nero, come molti sanno nell’ambito delle ristrutturazioni gravitano centinaia di pseudo ditte che eseguono lavori in nero e la figura del professionista in cantiere era uno dei pochi deterrenti affinchè ciò non potesse accadere.
    Ritengo che da parte degli ordini professionali Architetti ed Ingegneri non ci sia stata incisività e volontà nel porre attenzione e nel cercare di contrastare tale norma, tutto si è limitato a qualche lettera di protesta…. perchè non organizzare una manifestazione? Perche i presidenti degli Ordini non hanno cercato con qualsiasi mezzo di contrastare questo D.L.? Le attività legate alla manutenzione straordinaria soprattutto nelle grandi città sono una delle fonti principali di reddito di moltissimi professionisti e piccoli studi tecnici, mi domando cosa succederà a tali attività già duramente segnate dalla liberalizzazione delle tariffe professionali.
    Da un punto di vista tecnico mi sembra assurdo lasciare tutto in mano alla discrezione della proprietà e dell’Impresa, faccio alcuni piccoli esempi: chi vigilerà se si demolisce un tramezzo collaborante? se si tagliano ferri d’armatura per far passare impianti? se si riducono le superfici delle stanze a parametri fuori norma? Questi e moltissimi altri casi sono riconducibili alla mancanza di una valida figura professionale in cantiere ed alla superficialità con cui si molte imprese o pesunte tali eseguono lavori di manutenzione strordinaria.

  10. Livia Rinaldi scrive:

    Sono completamente d’accordo con l’articolo di Marco Alcaro per semplificare non è necessario eliminare la Dia ma dare più responsabilità al tecnico, che, fino ad oggi aimè è costretto a sottostare agli umori schizzofrenici dei diversi municipi e comuni….poche regole chiare basterebbero per non doversi far pagare troppo (ma vi prego ditemi chi ci riesce)…..una certificazione che il tecnico rilascia e di cui si prende la responsabilità facendosi pagare in proporzione, appunto, alle responsabilità assuntesi aiuterebbe a tagliare tutti quegli inutili passaggi costi e tempi amministrativi e a dare maggior senso alla nostra figura di architetti.

  11. Luca scrive:

    E’ una vergogna ma come si può pensare di togliere una cosa così importante? C’è tanta ignoranza già tra chi è del mestiere figuriamoci con gente comune che si crede che la professione dell’architetto sia una cosa per tutti!!! Perchè non togliamo le agevolazioni e i benefit ai nostro governatori che girano con 4 persone di scorta (INUTILI ) cene teatri cinema viaggi e TRANS a nostre spese e non ci lasciano lavorare dignitosamente? Che paese di merda poi dicono che i giovani se ne vanno all’estero!!!!! BASTAAAAAA siamo stanchi!!!

  12. Emilio Rivetti scrive:

    Condivido in tutto della lettera di Luigi D’Artibale.
    L’Italia sta perdendo completamente il rispetto per le regole che permettono il convivere civile e democratico!!! Toglire la DIA senza consultare gli Ordini professionali………………Povera Italia

  13. Caterina Esposito scrive:

    Il nuovo motto di Berlusconi: “tutti padroni in casa propria”..ed ecco l’ennesima “novità culturale” di questo governo: che ognuno faccia come gli pare “anche” in casa propria…

    Peccato che invece, fortunatamente per noi e sfortunatamente per lui, viviamo in una società, peccato che una frase così uccida l’idea di un pensiero collettivo, punto di partenza fondamentale per una qualsiasi “minima” etica politica.
    Peccato che affidarsi alle idee e alla professionalità di qualcuno venga fatto passare come “non esser padroni in casa propria”, è inaccettabile.

    Peccato che viviamo negli anni dei condoni, degli abusi, degli interessi personali al di sopra di tutto e tutti…sono leggi per confondere ed educare al “non pensiero”…al vuoto assoluto dentro e fuori.

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