Campidoglio 2, l’Architettura in svendita

27 marzo 2010

Sta per partire la gara per l’esecuzione dei lavori del Campidoglio 2.

Quest’estate ci sarà la pubblicazione del bando di gara, a cui seguirà l’approvazione della graduatoria a primavera 2011, e conseguentemente l’inizio dei lavori.

Il progetto non c’è.

O meglio c’era ma per il Sindaco evidentemente non è necessario.

Concorso

La giunta Alemanno sostenendo che i progetti che hanno partecipato al «concorso di idee» (12 progetti da ogni parte del mondo) non lo hanno “convinto molto” ha deciso di indire un’altra gara in cui sia il vincitore della gara a “offrire

il progetto”.

Vi invito a soffermarvi sulla bellezza della parola “offrire”; parola taumaturgica e magica, emblematicamente vicina al sentire comune (nel senso di condiviso) che rimanda ai luoghi familiari ed universalmente noti dei supermercati e dei centri commerciali; regni incontrastati dell’offerta speciale, paradigmi del 3×2.

Il pensiero è andato subito a Porta di Roma poi per identità tipologica a Parco Leonardo, infine per vicinanza alla Nuova Fiera di Roma, noto capolavoro costruito appunto grazie al progetto gentilmente offerto dal costruttore.

Non so perché ma mi immagino il nostro sindaco che entra in un negozio di scarpe, chiede al negoziante: “scusi devo comprare un paio di scarpe io le dico il numero di taglia lei sceglie il modello e il prezzo.” poi siccome il nostro sindaco è un grande furbacchione e non si vuole fare fregare: “nel prezzo mi raccomando la pago anche perché mi scelga un paio di scarpe che mi vadano bene. Sa! finora i suggerimenti dei miei amici non mi hanno convinto molto……”

Diciamo pure che il negoziante è onesto, Alemanno è un cliente di fiducia, in fondo ci tiene a fare bella figura con lui. Quindi si fa i suoi conti, valuta cosa ha nel magazzino, tira fuor tre paia di scarpe che ritiene idonee per soddisfare il suo cliente e le presenta ognuna corredata del suo prezzo. Il nostro cliente non deve fare altro che confrontare i tre modelli con i prezzi e scegliere.

Qui il nostro sindaco incontra il primo intoppo. Già perché i modelli non sembrano poi così malaccio, però invece di rispecchiare le sue effettive esigenze, si rende conto che rispecchiano più quelle del commerciante. Il primo paio è bello ma appare tropo sportivo, il secondo sembra costare decisamente troppo, l’ultimo non sembra male, però non si intona con il completo gessato che ha appena comprato per la cerimonia di domani sera (già perché ci eravamo scordati di dire che c’era anche un’esigenza di tempi da rispettare) e poi ancora non lo convince il prezzo che appare un poco più alto di quanto aveva previsto. Così Alemanno tergiversa, ci pensa, infine concorda con il commerciante di rivedersi il giorno dopo, poco prima della festa, in maniera da dare al commerciante il tempo di cercare altre soluzioni (rielaborare la proposta) mantenendo ovviamente fisso il prezzo.

Il giorno dopo Alemanno si presenta già vestito per la cerimonia, ai piedi porta le sue vecchie scarpe pronto a cambiarle di corsa. È un poco teso anche se non dispera che il negoziante possa trovare una soluzione accettabile; ne va della sua dignità, aveva promesso a tutti un paio di scarpe nuove ed ora non può presentarsi alla festa senza, noterebbero tutti la differenza.

Il commerciante si ripresenta con altre tre alternative. Stavolta va un po’ meglio; non siamo all’optimum ma che volete, con il budget che aveva proprio non poteva fare di più; inoltre c’è il poco tempo a disposizione per la ricerca. Un po’ sollevato il nostro Gianni sceglie il paio che gli pare più bello e che si intona meglio con il vestito.

In realtà vorrebbe dedicare più tempo a valutare le singole opportunità, vorrebbe confrontare i prezzi per vedere quale offre il miglior rapporto qualità prezzo; però sono tutte diverse, come si fa a verificarne i prezzi?

Dovrebbe andare in giro da altri commercianti e confrontare i prezzi sugli stessi modelli, ma ora non c’è tempo.

Vorrebbe provare i modelli, verificarne la marca, sentire il parere di amici (quelli che prima aveva snobbato, quelli esperti di moda e calzature), ma il commerciante ha solo quelli da offrire, non ci sono alternative.

Sarebbe utile infine provare un po’ i modelli, portarli per qualche minuto in più, sentirne la effettiva calzabilità ma non c’è tempo, la festa è tra poco.

Qualche dubbio affiora che forse la strategia non sia stata poi quella vincente. Ma è solo un attimo, non c’è tempo per tergiversare! È tempo di decidere! Lui è un uomo del fare!

Così si infila le scarpe, paga quello che deve pagare e corre alla cerimonia.

Già sulla strada cominciano i dolori. Nel senso letterale del termine! Perché le scarpe non calzano perfettamente, stringono un po’ sui fianchi e quel dolorino impercettibile che aveva avvertito all’inizio sta diventando ora sempre più forte.

Gianni ovviamente alla cerimonia non dirà nulla, si limiterà a sorridere a tutti sfoggiando il suo bel paio nuovo di pacca; vantandosi pure con gli amici della sua astuzia: “Visto? A che servivano i vostri consigli, io mi sono rivolto direttamente al fornitore e guardate qui che risultato! Così mi sono anche risparmiato la fatica di andare in giro a cercare le scarpe che volevo. Questa fatica me l’ha gentilmente offerta il commerciante…….”

La festa passa, con successo e soddisfazione di tutti; un po’ meno per i poveri piedi di Gianni, il quale il giorno dopo decide di tornare dal commerciante per esporgli il problema.

Si può fare qualcosa, ma bisognerebbe pagare un leggero sovrapprezzo per fare allargare la suola.

Di restituire il capo non se ne parla, ormai si sa che le ha usate tutta la notte e poi anche questo sarebbe un po’ come ammettere il proprio errore.

Gianni ci pensa su, sua moglie era stata categorica, non un euro in più per queste scarpe. Decide a malincuore di resistere al dolore sperando che con il tempo la scarpa si allarghi da sola.

Passano i giorni e le cerimonie, la scarpa continua a fare male e il piede anche.

Quando il dolore diventa insopportabile, Gianni decide di andare dal podologo per farsi mettere a posto il piede.

La parcella del podologo è salata, quasi quanto le scarpe stesse; per fortuna che questa spesa non passa nella categoria abbigliamento, altrimenti sai cosa direbbe la moglie; per non parlare degli amici.

Il podologo consiglia di cambiare scarpe.

Come? Ma se le ho appena comprate!

Il podologo è irremovibile; o la scarpa o la salute del piede.

Così Gianni a malincuore e di nascosto si reca da un altro commerciante. Così! tanto per capire se si trova ancora qualcosa a buon mercato, in fondo l’usura e la frequenza delle cerimonie potrebbero giustificare un secondo paio.

Ma grande è la sorpresa quando Gianni scopre in bella vista il suo stesso paio di scarpe ad un prezzo leggermente superiore, in un altro negozio……

Gianni reprime il moto di orgoglio e decide di godersi fino in fondo la soddisfazione. Si finge interessato e con la scusa spinge il commerciante a chiacchierare immaginando il suo trionfo mentre sente decantare le doti del suo paio di scarpe; quello che lui da solo senza l’aiuto dei suoi amici, è riuscito scegliere, per giunta ad un prezzo inferiore rispetto al mercato.

Così nel culmine del godimento, mentre il Gianni riesce a farsi passare per grande esperto in materia di calzature, il commerciante conclude:

“Dottò pensi che queste stesse scarpe le ho vendute sotto costo ad un amico che gli servivano per fare un favore a un cliente; dice che doveva cercare un paio di scarpe che gli andassero bene ma che il prezzo fissato non era sostenibile; inoltre stava girando come un matto inutilmente e doveva trovare qualcosa in tempi brevi; gli ho dato un paio difettato, il trattamento del cuoio era venuto male…… ma mi ha assicurato che era solo per una sera. D’altronde un esperto come lei si sarebbe accorto subito della differenza…….”

Che dite la morale è chiara?


2 Commenti a “Campidoglio 2, l’Architettura in svendita”

  1. fausto scrive:

    una cosa non mi e’ chiara o sfugge alla metafora:
    il caro alemanno le scarpe non le compra solo per se, ma per tutti i suoi concittadini …
    quindi non dovrebbe essere obbligato per legge a rendere pubblico il paio di scarpe che vuole comprare (trasparente di tempi e costi) prima dell’acquisto?

    saluti

  2. Emmanuele Pilia scrive:

    Una stupenda metafora, davvero! Tra l’altro, ormai l’architettura è una merce come un’altra, tanto più se si tratta di architettura per il pubblico…

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