Non più certificazione delle prove per le indagini geotecniche

21 febbraio 2010

Come penso che ormai tutti sappiano le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, di cui al D.M. 14/01/08 (NTC 08), entrate in vigore anticipatamente il 1° Luglio 2009 a causa del terremoto in Abruzzo, contengono significativi cambiamenti nell’approccio metodologico per la ricostruzione del modello geotecnico e geologico nonché per la progettazione e conseguentemente per le indagini geotecniche. In particolare mentre per i cambiamenti dell’approccio progettuale (si veda la “presentazione NTC2008” tratto dalla giornata di studio “NTC2008-teoria e applicazioni pratiche” tenuto dal Prof. Aiello dell’Università di Firenze -CGT) ormai sembra essere stata fatta chiarezza (si vedano anche le ultime circolari del Ministero delle Infrastrutture sulle applicazioni di tali norme  fra cui quella del 11/12/09  www.ingegneri.info) rimane grande confusione in merito al settore delle indagini e delle prove: infatti il paragrafo 6.2.2 (“Indagini Caratterizzazione e Modellazione Geotecnica”), prevede che “Le indagini e le prove devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’Art. 59 (1) del D.P.R. 06/06/2001, n° 380. I laboratori su indicati fanno parte dell’elenco depositato presso il Servizio Tecnico Centrale del Ministero delle Infrastrutture” (si veda per una cronostoria il seguente link: www.ordinegeologicalabria.it).

A tal proposito si veda una comunicazione inviata dal Consiglio Nazionale dei Geologi (sottoscritta da tutti i presidenti degli ordini regionali, nota-conferenza-presidenti-oorr-e-cng2) a vari Enti Pubblici (fra cui gli uffici dei Geni Civili) in merito alla suddetta certificazione con cui si invitano e diffidano gli uffici preposti al controllo ad accettare senza riserve gli elaborati geologici e geotecnici presentati insieme ai relativi risultati delle prove geotecniche finora eseguite alla luce di una sentenza del TAR Lazio, Roma, Sez. III sentenza n. 1422 del 18/8/2008 (sentenza non appellata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) che ha annullato sia la Circolare 16/12/1999 . 349/STC sia l’art 8 comma 6 del DPR 246/93 nella parte in cui prevede che l’autorizzazione prevista dall’art. 20  della legge n. 1086 del 5/11/71 riguardi anche le prove geotecniche sui terreni e sulle rocce nonchè tutti gli atti presupposti, conseguenti e comunque connessi. All’interno della stessa nota viene definita anche impropria “la richiesta di certificazione delle indagini  anche per le perforazioni ed il prelievo di campioni che non possono in alcun modo essere considerate “prove“.

Tutto questo considerando anche la prassi adottata da alcuni Enti Pubblici di richiedere l’utilizzo di imprese certificate sta creando una situazione di estrema confusione che penalizza fortemente la stragrande maggioranza dei soggetti esecutori di indagini e prove geotecniche, poiché, allo stato attuale “non autorizzati” in quanto non iscritti nel succitato elenco depositato presso il Sevizio Tecnico Centrale (STC) del Ministero delle Infrastrutture.

In realtà come si può desumere dalla sentenza del Tar del Lazio e dai successivi pareri legali richiesti da alcuni ordini dei geologi regionali la richiesta da parte degli enti di utilizzare imprese certificate non ha ragion d’essere dal momento che la suddetta sentenza impedisce di concessionare i laboratori in forza della circolare n. 349/STC. Paradossalmente quindi tale sentenza oltre ad impossibilitare il Ministero ad abilitare nuovi laboratori ha fatto decadere anche le vecchie autorizzazioni.

Considerando che il Ministero non si è appellato, sulla base di quanto sopra, risulterebbe quindi inapplicabile la norma fino all’emissione di una nuova regolamentazione. Peraltro in alcune situazioni che  ci sono recentemente capitata di “contenzioso” sia con gli Enti che con i privati, a seguito della presentazione del documento allegato, è stato possibile utilizzare una società di perforazione non certificata.

Inoltre, pur partendo dalla necessità di regolamentare il settore delle prove geotecniche che attualmente assomiglia ad una giungla dove l’unico criterio che conta è il prezzo più basso (l’importante è riempire le cassette catalogatrici!), tale circolare ha, con un’interpretazione tecnica discutibile, esteso il significato di “prova geotecnica” anche alle “prove in situ” e più generalmente alle indagini geognostiche. Questa estensione viene integrata nel testo riguardante le prove geotecniche di laboratorio creando un dispositivo non adeguato alla realtà imprenditoriale del settore delle indagini in situ. Peraltro la circolare impone l’acquisto di strumentazione molto onerose e particolari che però non forniscono un miglioramento della professionalità e della qualità del servizio ma sembrano più che altro fatte per favorire qualche impresa.

Attualmente alla luce di tutto ciò si stanno cercando/applicando soluzioni locali (quali ad esempio l’utilizzo di imprese aventi la SOA o iscritte alla categoria OS21 o l’utilizzo almeno di laboratori geotecnici che risultavano autorizzati ai sensi della suddetta circolare). Giusto stamani un ente pubblico in un bando a cui stiamo partecipando ha inserito come requisito alternativo la certificazione ISO9001.

In attesa che il Ministero intervenga con una nuova regolamentazione (lo farà?) e considerando che le pochissime imprese concessionate (circa 10 a fronte di un totale di 700 imprese di perforazione) hanno tempi di intervento lunghissimi, che hanno costi esorbitanti e che sono localizzate solo in alcune aree, il mio parere (che sottolineo è solo quello di un addetto ai lavori “interessato” e non vuole essere un parere legale) è di rivolgersi solo ad imprese che abbiano attrezzature idonee all’esecuzione del lavoro richiesto (lasciamo perdere il padroncino che ha una sonda con cui fa dal pozzo al micropalo) che abbiano un curriculum professionale adeguato (richiedendo magari in fase di “gara” una lista di referenze e una lista delle attrezzature)  e abbiano possibilmente sviluppato sistemi di certificazione ISO 9001 o analoghe o abbiano l’iscrizione alla SOA (per quanto anche queste certificazioni non certifichino che le imprese sappiano fare il lavoro). Rammento poi che comunque è e deve essere compito del tecnico (in quanto professionista che firmando si assume la responsabilità di ciò che scrive) valutare e certificare anche la  qualità del lavoro (in senso lato dalla qualità dell’indagine al rispetto delle norme di sicurezza) e quindi certificare il dato geologico e geotecnico che viene fornito ai progettisti.

Alessandro Dott. Geol. Avai*

* Socio dello studio di Geologia Associato AB&c che si occupa di indagini geologiche, ambientali e geotecniche e di progettazione di bonifiche ambientali

* consulente dell’impresa di perforazione Eurogeo srl di Paderno Dugnano, che dal 1997 lavora nel settore delle indagini geognostiche e dei lavori specializzati nel sottosuolo (sito www.eurogeosrl.it) che ha partecipato recentemente fra le altre alle indagini per la costruzione del nuovo Palazzo della Regione Lombardia, per il nuovo quartiere santa Giulia a Milano, per la progettazione linee 4 e 5 MM Milano.

*consulente della società Maeco srl che si occupa di gestione rifiuti

Per approfondimenti:

www.geoforum.it;

www.geologitalia.com;


2 Commenti a “Non più certificazione delle prove per le indagini geotecniche”

  1. qfwfq scrive:

    lo schema è sempre quello
    anche laddovve c’è una norma codificata il vero nodo resta sempre l’arbitrarietà nella applicazione verso la quale il professionista resta disarmato con du effetti negativi:
    – uno verso il professionista che, anche quando conosce bene la materia, rischia di vedere intaccata la propria autorevolezza
    – uno verso il cliente che, immancabilmente si ritrova a subire un abuso pagandone le conseguenze in termini di tempi e costi

  2. Dr. Geol. Amedeo DI GIULIO scrive:

    Sembra che le cose siano cambiate, infatti il ministero a reiterato quanto già respinto dal TAR con due nuove circolari in corso di pubblicazione, ancora più restrittive e penalizzanti sia per i geologi che per le imprese. La certificazione costituirà una strozzatura commerciale paurosa che getterà sul lastrico le famiglie dei perforatori, i titolari ed i professionisti Geologi. Faranno la parte del lupo le imprese certificate che domineranno il mercato e potranno fare quello che voglioni dai prezzi alle relazioni omaggio. Diversi geologi consapevoli del momento molto delicato che si sta atttraversando hanno deciso di adire ad un ricorso al TAR le cui spese saranno divise tra tutti i partecipanti (si tratterebbe di una spesa minima dipendenta dal numero degli aderenti. Sperando che anche Codesta Spett.le Associazione ( assieme con altre che vorranno partecipare) voglia intraprendere questa strada, lascio l’indirizzo del nostro referente e-mail geologianelcuore@libero.it.
    Riguardi
    Dr. Geol. Amedeo DI GIULIO

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