Costume Interiore di Enzo Cucchi. Ovvero l’arte è pericolosa?

26 febbraio 2010

Ho sempre pensato che l’arte fosse pericolosa.

Vivienne Forrester nel suo saggio L’orrore Economico, cita una battuta con la quale sostiene che “Baudleire è una pistola”.che qualcuno ha pensato bene di applicare alla lettera le norme in materia di sicurezza del lavoro.

Christo impacchetta i monumenti per proteggerli simbolicamente dai pericoli della realtà esterna; idealmente preserva il nostro futuro dal pericolo del deteriorarsi del valore stesso del monumento.

Confesso ingenuamente che pensavo ci si riferisse ad un pericolo puramente intellettuale.

Mai e poi mai avrei pensato di considerare l’arte, l’esperienza artistica, un pericolo per l’incolumità fisica.

Vi invito quindi a visitare l’opera di Enzo Cucchi “Costume interiore” esposta in questi giorni al Macro.

Arte pericolosa

Un’opera fantastica bellissima, meravigliosa!!!

Un viaggio uterino alla scoperta del mondo interiore della nostra anima.

Fisicamente ci si deve arrampicare intorno ad un cilindrone nero lungo una scaletta elicoidale esterna. Arrivati in cima, oltre a godere di una eccezionale vista del museo (quel poco che c’è), si comincia un viaggio a ritroso lungo una scala a chiocciola interna che attraversa tre livelli costellati di forme primordiali sospese nel vuoto.

Si tratta di una sorta di sassi bianchi di materiale leggero sui quali l’artista ha dipinto le sue immagini. Figure bianche su fondo nero che galleggiano all’interno del cilindro.

L’opera è molto suggestiva, la simbologia è chiara e immediata; un percorso di ascesa al cielo e un viaggio interiore di riconquista della terra e delle proprie origini arcaiche (o archetipe).

Giovanni Lauricella ha definito l’opera un’espressione artistica a metà tra l’installazione e l’architettura.

Talmente architettonica

Così sin dall’ingresso, al momento di pagare il biglietto si viene accolti con una bella liberatoria.

Immaginate lo sconcerto

“prego dottò! Firmi qua!”

“cos’è? mandate la newsletter? Io però sono già iscritto a quella dei musei di Roma. Sono venuto proprio perche mi avete avvisato…..”

“no è la libbberatoria”

“libbe chè?”

“LLLì BBBBé Rà To Riiià. Se vuole non la firma ma poi non possiamo farLa visitare le opere, perchè se poi si fa male, Cucchi non si vuole prendere la responsabilità”

Le liberatorie sono due, perché le opere sono due. L’altra è un opera intitolata enigmaticamente “coinquilini”, due opere che non si possono visitare se non a nostro rischio e pericolo……..

Non ho la più pallida idea di cosa voglia dire, soprattutto mi inquieta la pericolosità dei “Coinquilini”, un po’ meno il “Costume interiore”.

Insisto, battibecco, argomento, pontifico, infine cedo, firmo e procedo armato di ben 2 buoni che mi apriranno le porte del rischio da opera artistica.

Quando mi ritrovo di fronte all’opera però capisco.

La scala elicoidale esterna dispone di un semplice parapettino, di quelli che si trovano nei cantieri, due correnti e via, non li ho misurati ma oserei dire che non rispettano la norma sui ponteggi, manca il ferma piede e non sono alti a sufficienza.

Analisi del rischio:

Probabilità di caduta dall’alto = 3

Danno Morte = 4

3×4=12 che nella matrice di valutazione dei rischi equivale a un rischio alto

Misura di mitigazione: rete di protezione anticaduta.

Per la scala interna c’è invece il rischio degli urti alla testa perché gli scalini sono bassi e scendendo, distratti dall’opera (ci mancherebbe), si rischiano sonore craniate.

Probabilità di incidente alta = 3

Danno possibile: craniata = 2

3×2=6 il rischi è di livello medio basso

Misura di mitigazione: applicare bande catarifrangenti bicolore (possibilmente bianche e rosse)

Forse le aperture laterali poste ad ogni livello sono state previste per consentire le uscite di emergenza?

Forse in origine il cilindro era completamente chiuso, per amplificare l’effetto del viaggio interiore.

Avranno valutato che la lunghezza delle rampe non fosse superiore a 15 e non inferiori a 3 pedate? E il rapporto alzata pedata sarà stato corretto?

Fantastico!

Se non fosse che non ho trovato commenti (Artkey, Art Collector, Exibart, Due secoli di scutura) alla feroce satira del mondo ipermoderno, dove l’artista sbeffeggia la caducità della norma di fronte alla eternità del gesto artistico (una sorta di Pop Legal Art), avrei detto che l’assurdità manifesta dello scempio catarifrangente era voluta e ricercata……

Niente di tutto questo, solo una semplice banale supina ricezione delle norme, a puro scopo cautelativo.

Occhio che d’ora in avanti per le visite ai musei occorrerà la cintura di sicurezza e fare un corso di preparazione……


2 Commenti a “Costume Interiore di Enzo Cucchi. Ovvero l’arte è pericolosa?”

  1. GPC scrive:

    Se dobbiamo estendere questa riflessione a tutto il patrimonio artistico italiano scopriremo che buona parte delle opere non è a norma. Saremo costretti, per esempio a ridimensionare la grandezza del Brunelleschi perché quando ha progettato la cupola di S. Maria del Fiore ha realizzato rampe con gradini fuori norma, soprattutto nella parte finale, nella quale, personalmente, richiederei un corso di formazione ex lege 81/08 per arrampicata libera.
    Un caso assolutamente sottovalutato, ma un valore di rischio medio alto (2 per pericolo 3 per magnitudo = 6) è la sindrome di Stendhal, che purtroppo è conosciuta dalle generazioni mature che hanno avuto la possibilità di vedere il film di Dario Argento. In questo caso di fronte all’estasi generata dall’opera si può avere uno svenimento repentino con possibile trauma cranico.
    A titolo documentale, anche se non esaustivo, posso personalmente testimoniare di averla avuta durante le seguenti visite:
    1) Cappella Palatina di Palermo
    2) ricostruzione del padiglione di Mies Van de Rohe alla esposizione internazionale di Barcellona
    3) ciclo della leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca ad Arezzo
    4) la chiesa dell’ Autostrada del Sole di Michelucci
    A titolo di previsione, nel futuro, credo che incorrerò nella medesima sindrome in occasione delle seguenti visite (tra le altre)che intendo fare:
    1) museo ebraico di Libeskind a Berlino
    2) alcune delle Prairie Houses di F.L. Wright
    3) il Teatro Olimpico di Palladio
    4) Velasquez al Prado
    Si potrebbe proporre di obbligare i visitatori ad indossare un caschetto protettivo come quelli in dotazione per gli epilettici………………………….. raccolta di firme???

  2. Senza scomodare l’arte…..avrete visto accompagnando i bambini ai vari parchetti che ci sono quei giochini fatti a forma di castelletto.

    Ci sono alcuni vuoti aperti che superano i due metri…..e questi giochini sono utilizzati da bambini

    Passaggi su travi altalenanti su catene distanti tra loro una settantina di centimetri, reti a maglia quadrata e pali di metallo su cui scivolare da un’altezza di un paio di metri….

    Che i bambini abbiano un’attenzione maggiore degli operai?

Lascia un Commento