Bisogna riconoscerlo: i geometri sono più bravi di noi

Ero a conoscenza che i Geometri, a differenza degli Architetti, avevano forti “entrature” in Parlamento, ma che utilizzassero addirittura un architetto per distruggere definitivamente la nostra categoria è proprio il colmo. Bisogna riconoscerlo sono sicuramente più furbi di noi.

In data 07 gennaio 2010 il Consiglio Nazionale Geometri emana una circolare, (vedi link), ai Consigli provinciali, alla Cassa di Previdenza e ai Dirigenti di categoria per promuovere l’interessamento degli stessi a contattare i politici locali al fine di “sponsorizzare” il disegno di Legge  inoltre si sta attivando affinchè analoga iniziativa legislativa venga presa anche dai parlamentari di opposizione.

Gli unici che si muovono, come al solito, sono gli ingegneri, in data 20/01/2010 il Consiglio Nazionale degli Ingegneri emana una circolare, (vedi link), ai Consigli degli Ordini e alle Federazioni e Consulte degli Ordini in cui denunciano il tentativo di colpo di mano messo in atto dai Geometri e invitandoli a sensibilizzare senatori e parlamentari sulla gravità della situazione.

Il nostro Consiglio Nazionale reagisce prontamente ?

No,  per il momento non ci sono prese di posizione ufficiali.

Entriamo nel merito del disegno di Legge n. 1865: Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali…..

Si presenta la legge facendo notare che i regolamenti professionali dei geometri sono vecchi più di 80 anni, non sono mai stati aggiornati e non rispondono più né allo sviluppo della tecnica né alle esigenze della società. Peccato che non si dica che la stessa cosa vale anche per gli architetti e gli ingegneri.

Si danno giustificazioni fantasiose affermando che: “il regolamento del 1929 fissa il limite di competenza dei geometri all’interno dell’incerto concetto di modesta costruzione forse giustificato dalla particolare fase di ricostruzione e di cresita economica che caratterizzò l’Italia di quel lontano periodo“.

Non vi sfiora il dubbio che il concetto di “modesta costruzione” sia rapportato alla “modesta formazione” di un geometra rispetto ad un architetto o ingegnere ?

L’art. 2  stabilisce la competenza dei Geometri nel progetto architettonico e strutturale, la direzione lavori e il collaudo statico di qualsiasi edificio ad esclusione di complessi di strutture organicamente e solidamente collegati svolgenti una funzione statica unitaria con cubatura superiore a 5000 mc.

Praticamente possono fare ciò che vogliono basta separare un edificio ogni 5000 mc. Non ci sono poi limitazioni nei lavori di risanamento conservativo, quindi mano libera anche sui restauri.

Come se non bastasse, l’art. 3  gli fornisce competenze anche in campo urbanistico. In pratica per loro diventa il paese dei balocchi, ma noi architetti abbiamo l’anello al naso?

Inutile dire che in tutto ciò, chi ha scritto la legge, (peccato che sia un’ architetto), non ha alcuna idea di cosa sia la qualità architettonica.

Andatevi a leggere il Disegno di Legge  (vedi link)

Leggete anche Spazi Contemporanei

Il Disegno di legge è firmato anche dai Senatori Battaglia, Carrara, Cuffaro e Palmizio.

Noi di amate l’architettura ci opponiamo fortemente al disegno di Legge 1865 proporremo con altre Associazioni, presenti in tutto il territorio nazionale, una raccolta di firme per fermare il percorso della legge in Parlamento.

firma la nostra petizione: vai al link

Ci sentiamo in dovere di scrivere una lettera al primo firmatario della legge ovvero all’architetto senatore Simona Vicari, fatelo anche voi:  vicari_s@posta.senato.it

Gentile Architetto Simona Vicari

Sentaore della Repubblica

vicari1

La questione delle competenze professionali in Italia tra Architetti ingegneri e Geometri è un problema che si trascina ormai da troppi anni.

La recente sentenza della Cassazione  n. 19292/2009 ha riacceso il dibattito e noi crediamo che sia arrivato il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali. L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso.

Il Suo DDL 1865 non ci sembra affatto un buon modo di risolvere il problema, semmai di creare problematiche assai più complesse  di quelle attuali, La invitiamo pertanto a desistere da questa sua iniziativa ed a collaborare nella realizzazione di un disegno di legge che riordini le competenze di tutte le categorie professionali (architetti, ingegneri, geometri e periti edili).

Lei, come architetto,  non dovrebbe avere a cuore il tema della qualità architettonica ? perché è passata dalla parte dei geometri non si rende conto che i geometri non hanno le competenze per poter “progettare” ?

Saper progettare non significa conoscere la tecnica con cui si costruisce una casa ma è una cosa ben più complessa.

Perché dobbiamo continuare a distruggere un paese già devastato negli ultimi 50 anni ?

Sperando in un suo riscontro Le alleghiamo una frase del libro “amate l’architettura”di Gio Ponti,  da cui nasce il nostro Movimento:

Amate l’architettura perché siete italiani,
o perché siete in Italia.
L’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.
Iddio ha fatto pianure, colli, acque e cieli.
Ma i profili di cupole facciate cuspidi e torri e case, di quei colli e di quei piani, contro quei cieli, le case sulle rive che fanno leggiadre le acque dei laghi e de fiumi e dei golfi in scenari famosi
son cose create dagli Architetti.
A Venezia poi, Dio ha fatto solo acque e cielo, e senza intenzioni, e gli Architetti han fatto tutto

(Gio Ponti, Amate l’Architettura, 1957)

a m a t e   l’ a r c h i t e t t u r a
Movimento per l’Architettura Contemporanea

Per chi volesse conoscere meglio la Senatrice, allego la sua scheda in senato:

Regione di elezione: Sicilia
Nata il 17 marzo 1967 a Palermo
Residente a Palermo
Professione: Architetto

Deputato Assemblea regionale siciliana

Elezione: 13 aprile 2008
Proclamazione: 25 aprile 2008
Convalida: 3 novembre 2009

Segretario della Presidenza del Senato

Membro Gruppo PdL

Membro della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo)

Segretario della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi

Membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali

Contatti  E-mail: vicari_s@posta.senato.it

Mandati

XVI Legislatura Senato

Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Segretario provvisorio della Presidenza del Senato dal 29 aprile 2008 al 29 aprile 2008
Segretario della Presidenza del Senato dal 22 dicembre 2009

Gruppo Il Popolo della Libertà:
Membro dal 6 maggio 2008

8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):
Membro dal 22 maggio 2008 al 22 maggio 2008
10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo):
Membro dal 22 maggio 2008
Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi:
Membro dal 5 dicembre 2008 al 17 dicembre 2008
Segretario dal 18 dicembre 2008

Commissione parlamentare per le questioni regionali:
Membro dal 17 giugno 2008
Commissione parlamentare per l’infanzia:
Membro dal 4 giugno 2008 al 17 giugno 2008


36 Commenti a “Bisogna riconoscerlo: i geometri sono più bravi di noi”

  1. Claudia scrive:

    che tristezza…e da un’architetto. Mi dispiace profondamente, dovrebbero radiarla dall’Albo.

  2. Danilo De Girolamo scrive:

    Colpa del disinteresse totale degli architetti nei confronti della gestione del proprio ordine professionale, i cui consiglieri sembrano interessarsi di tante e fondamentali questioni, meno quelle che riguardano la tutela della professione e colleghi. Personalmente inviero una protesta al cna e all’Ordine di Roma
    Comunque la proposta morirà li, ma meglio vigilare in questo strano paese dove il 2% di ogni lavoro pubblico finisce su. Un fondo per i dirigenti generali dello stato.

  3. Annalisa Ferrari scrive:

    Non ho parole…la categoria degli architetti corre un rischio serio che in molti stanno sottovalutando….

  4. Cari colleghi, la questione della proposta di legge Vicari e altri è stata sollevata e puntualmente seguita da tempo dal gruppo Facebook della Federazione Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, si veda anche solo:
    http://www.facebook.com/photo.php?pid=30768541&id=1162437936&comments=&alert=

    dove numerosissimi professionisti hanno tempestato la Senatrice di commenti, ai quali ha risposto personalmente “vi rinnovo l’invito a farmi avere le vostre proposte migliorative per le vie istituzionali”.
    Uniamoci allora tutti per difendere la nostra dignità in un’azione comune e a firma di quanti più colleghi possibile.

    Alessandra Fidanza

  5. Lorenzo Biagioli scrive:

    ….e poi i nostri “ben pensanti nazionali” si stupiscono che intere generazioni di laureati emigrano?
    Ero, sono e penso di rimanere allibito.
    Continuare a vedere la mia Italia ferma in uno stato di limbo la cui data di fine lavori va sotto il nome di “proroga” ed in cui pochi si permettono di stravolgere le carte sul tavolo o lasciarle come stanno perché è più semplice creare guerre interne che risolverle, fa di noi italiani il popolo che continua ad essere visto come il paese dei balocchi.
    Il tutto è molto frustante.
    Non basta più scendere in piazza. Non basta più cercare di sensibilizzare la gente e gli Ordini. Non basta più entrare a fondo nelle questioni per cercare di risolverle, perché comunque ci saranno nodi da sbrigliare sempre più grandi.
    Allora che facciamo? Aspettiamo che qualche altro Senatore della Repubblica si faccia adesso paladino della giustizia e corregga il tiro? Oppure ci mobilitiamo con il solito “niente di fatto” in fondo alla storia?.
    Questo è il limbo in cui l’Italia si trova.

  6. FIRMIAMO CONTRO IL DDL1865 PRESENTATO IN SENATO DALL’ARCHITETTO SIMONA VICARI.

    http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/44577

  7. Amate l’architettura,
    io credo che occorra uno sforzo sinergico architetti/ingegneri per cominciare a cambiare la cultura ‘edilizia’ italiana.
    Su Wilfing Architettura propongo quattro mosse.
    Non è un semplice problema ‘normativo’ e tantomeno non è solo una questione che riguarda i soli geometri.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

  8. Glauco scrive:

    DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori VICARI, BATTAGLIA, CARRARA, CUFFARO e PALMIZIO
    Competenze dei geometri e periti edili
    Art. 1.
    (Finalità)
    1. La presente legge disciplina l’attività dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23, nel campo degli edifici pubblici o privati, nonché delle costruzioni civili, sportive, artigianali, industriali, commerciali, rurali ed agricole, igienico-sanitarie e funerarie, comprese le opere metalliche, il conglomerato cementizio semplice ed armato, nonché in materia urbanistica e di arredo urbano

    PERTANTO NEL CAMPO DEGLI EDIFICI PUBBLICI SONO COMPRESI:
    SCUOLE,CASERME,OSPEDALI ,PALAZZI COMUNALE,CIMITERI ECC.
    POI ANCORA:
    STADI,PALESTRE ECC.
    ANCORA:
    EDIFICI INDUSTRIALI,ARTIGIANALI, CENTRI COMMERCIALI ,
    Art. 2.
    (Edifici)
    1. Sono di competenza anche dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 il progetto architettonico e strutturale, i calcoli statici, con esclusione dei calcoli statici di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato, la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo statico ed amministrativo degli edifici di nuova costruzione, l’ampliamento, la sopraelevazione, la ristrutturazione ed il recupero edilizio, nonché il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici di dotazione ed erogazione, con i seguenti limiti:
    a) in zona non sismica: non più di tre piani fuori terra oltre al piano seminterrato o interrato;
    DALLA LETTURA DELLA NORMA NON C’È ALCUN LIMITE DI CUBATURA E CONSISTENZA SE NON ESSERE DI 4 PIANI COMPRESO L’INTERRATO.
    PERTANTO NEL CAMPO DEGLI EDIFICI PUBBLICI SONO COMPRESI:
    SCUOLE,CASERME,OSPEDALI ,PALAZZI COMUNALE,CIMITERI ECC.
    POI ANCORA:
    STADI,PALESTRE ECC.
    ANCORA:
    EDIFICI INDUSTRIALI,ARTIGIANALI, CENTRI COMMERCIALI ,

    b) in zona sismica: non più di due piani fuori terra, oltre al piano semi-interrato o interrato. È esclusa la competenza per progetti strutturali di adeguamento antisismico di edifici e di complessi edilizi staticamente collegati di cubatura fuori terra superiore a metri cubi 5.000.
    DALLA LETTURA DELLA NORMA NON C’È ALCUN LIMITE DI CUBATURA E CONSISTENZA SE NON ESSERE DI 3 PIANI COMPRESO L’INTERRATO.
    PERTANTO NEL CAMPO DEGLI EDIFICI PUBBLICI SONO COMPRESI:
    SCUOLE,CASERME,OSPEDALI ,PALAZZI COMUNALE,CIMITERI ECC.
    POI ANCORA:
    STADI,PALESTRE ECC.
    ANCORA:
    EDIFICI INDUSTRIALI,ARTIGIANALI, CENTRI COMMERCIALI ,
    ESCLUDEREBBE LA COMPETENZA PER LA REDAZIONE DI PROGETTI STRUTTURALI DI ADEGUAMENTO DI CUBATURA FUORI TERRA SUPERIORE A METRI CUBI 5.000.
    L’AVER INTRODOTTO IL SOLO VOLUME FUORI TERRA È ABERRANTE
    AD ESEMPIO AMMESSO IL SOLO VOLUME FUORI TERRA DI MC.5000 SIGNIFICHEREBBE LA COMPETENZA PER:
    EDIFICIO AD UN SOL PIANO: H= 3,40
    SUPERFICIE FUORI TERRA:5000,00/3,40=MQ.1.470 EDIFICIO PARI A ML.20X 73
    OVVIAMENTE POTREBBE AVERE UNA VOLUMETRIA INTERRATA INFINITA!
    EDIFICIO AD DUE PIANI: H= 6,80
    SUPERFICIE FUORI TERRA:5000,00/6,80=MQ.735 EDIFICIO PARI A ML.20X 37
    OVVIAMENTE POTREBBE AVERE UNA VOLUMETRIA INTERRATA INFINITA!
    E’ A TUTTI NOTO CHE LA DETERMINAZIONE DEL VOLUME IN MATERIA DI EDILIZIA ,NON ESISTENDO UN PARAMETRO DI LEGGE SE NON QUALCHE SPORADICA SENTENZA PENALE , È LASCIATA AL LIBERO ARBITRIO DI UN REGOLAMENTO COMUNALE CON LE PIÙ SVARIATE CARATTERIZZAZIONE ED INTERPRETAZIONE.
    AD ESEMPIO, LA MAGGIORANZA DEI REGOLAMENTI SONO PORTATI AD ESCLUDERE LA VOLUMETRIA I VOLUMI TECNICI, LE SCALE,I VANI ASCENSORI,I PORTICATI ,LOGGE RIENTRANTI E COSÌ VIA
    QUINDI DI FRONTE AD UN BAILAMME DI NORME VARIABILISSIME, SI RITIENE UN NON SENSO STABILIRE CON UN MERO TERMINE NUMERO I LIMITI DEL GEOMETRA SENZA UNA CARATTERIZZAZIONE SULLA QUALITÀ ARCHITETTONICA, STRUTTURALE, DESTINAZIONE D’USO E QUANT’ALTRO.

    2. La progettazione architettonica ed il collaudo amministrativo delle opere sono di competenza dei geometri, geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 anche oltre i limiti di cui al comma 1, se i calcoli statici delle opere strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da altro tecnico abilitato.
    NON V’È UN DISTINGUO SE L’ATTIVITÀ DEL COLLAUDO AMMINISTRATIVO È RIVOLTO PER OPERE PRIVATE O PUBBLICHE.
    DI NORMA IL COLLAUDO È UNA OPERAZIONE MOLTO COMPLESSA E DELICATA ED IL COLLAUDATORE È RESPONSABILE SIA DELLA PARTE AMMINISTRATIVA E SIA DELLA PARTE TECNICA, NEL SENSO CHE NON PUÒ PRENDERE ACRITICAMENTE LE RISULTANZE DI UN COLLAUDO STATICO O CALCOLAZIONI ESEGUITE DA ALTRO TECNICO,MA FARLE PROPRIE CON SENSO DI RESPONSABILITÀ.CONFORTA TALE ASSUNTO GLI ABBONDANTI STUDI IN MATERIA
    3. Restano salve le competenze prescritte per il collaudo statico dalla legge 5 novembre 1971 n. 1086 , e quelle per gli edifici vincolati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 .
    4. Ai geometri, ai geometri laureati, ai periti industriali con specializzazione in edilizia ed ai periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 sono consentiti su qualsiasi edificio, anche eccedente i limiti previsti dal presente articolo, la contabilità dei lavori, gli interventi di manutenzione ordinaria, gli interventi igienico-sanitari e funzionali, gli interventi di manutenzione straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, purché non comportino interventi statico-strutturali su complessi di strutture in cemento armato di cui al comma 1 e con esclusione degli edifici con vincolo specifico ai sensi del citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 .
    5. Dal computo del numero dei piani di cui al comma 1 sono esclusi i sottotetti qualora adibiti a volumi tecnici, soffitte o altri locali non abitabili.
    NELLA ACCEZIONE DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA È SEMPRE INSITO INTERVENTO STRUTTURALE,AD ESEMPIO SOSTITUZIONE DI UN SOLAIO, APERTURA DI UNA PORTA ECC.IL REDATTORE DELLA PROPOSTA DI LEGGE,NON SEMBRA AVER COMPETENZA IN MATERIA E QUINDI L’EQUIVOCITÀ DELLA NORMA È PORTATRICE DI EQUIVOCI INFINITI
    Art. 3.
    (Urbanistica)
    1. Rientra nelle competenze dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 anche la formazione dei piani di lottizzazione, attuativi di strumenti urbanistici generali approvati e vigenti, entro il limite di superficie di un ettaro di territorio e comunque non oltre la superficie del comparto minimo di intervento definito dagli strumenti urbanistici, se superiore ad un ettaro.
    NELLO STUDIO DI UNA LOTTIZZAZIONE, QUINDI TRADUZIONE PUNTUALE DELLE PREVISIONI DI UN PRG OPERATIVO,POSSONO RIENTRARE INDICI DI FABBRICATI CHE PERMETTORANNO LA PROGETTAZIONE DI EDIFICI ANCHE SUPERIORI AI LIMITI INDICATI AL PRECEDENTE ART.2.
    LA LOTTIZZAZIONE È PER NORMA INTEGRATA DA TIPOLOGIE EDILIZIE, PROFILI REGOLATORI E QUANT’ALTRO.
    AD ESEMPIO AMMESSO PER LA ZONA DA LOTTIZZARE UN INDICE TERRITORIALE DI 5MC AD ETTARO, SI AVREBBE UNA LOTTIZZAZIONE CHE CONTEMPLEREBBE UNA VOLUMETRIA DI 10.000X5=MC.50.000,00
    ANCORA PIÙ ASSURDO AVER INDICATO” NON OLTRE LA SUPERFICIE DEL COMPARTO MINIMO DI INTERVENTO DEFINITO DAGLI STRUMENTI URBANISTICI, SE SUPERIORE AD UN ETTARO.
    SAPPIAMO CHE UN PRG, INDIVIDUA ZONE OMOGENEE “C” DI NUOVA ESPANSIONE PER AMBITI NON CIRCOSCRITTI AD UN SOLO ETTARO E QUINDI SI AVREBBE UNA INDISCRIMINATA LIBERALIZZAZIONE DELLA COMPETENZA.
    2. Rientra nelle competenze dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 anche la formazione dei piani di recupero in attuazione delle previsioni di strumenti urbanistici generali approvati e vigenti, riguardanti edifici entro i limiti fissati dall’articolo 2, comma 1.
    PER LO PIÙ I PIANI DI RECUPERO SONO ORIENTATI AL RECUPERO DI IMMOBILI NEI CENTRI STORICI, ZONE A E SIMILI, PER I QUALI OCCORRE UNA PARTICOLARE SENSIBILITÀ COMPOSITIVA E DI ESAME AMBIENTALE CHE SI RITIENE NON POSSEDERE IL TECNICO MEDIO.
    CONCLUSIONI.
    POI NON SI PIANGA PER I CROLLI O LE MORTI BIANCHE O PER GLI SCEMPI AMBIENTALI

    QUESTO PRIMO ESAME SONO REDATTE DA UN DOCENTE PER CIRCA 20 ANNI ,ORA IN PENSIONE, DI COSTRUZIONI E TECNOLOGIA DELLE COSTRUZIONI NEGLI ISTITUTI PER GEOMETRI E SERENAMENTE TUTTO CIÒ CHE SEMBREREBBE PERMESSO AI TECNICI MEDI,NON RIENTRAVA NEI PROGRAMMI NÉ NEI TESTI DI STUDIO DEI GEOMETRI. Non con la legge,ma sui banchi di scuola si apprende quello che poi servirà nella professione

  9. qfwfq scrive:

    nemmeno l’istituendo liceo tecnologico prevede una formazione che giustifichi questa legge. infatti si vocifera di obbligo di laurea breve per iscriversi al collegio (in tal caso sarebbe puro nonsense l’equiparazione asettica tra geometra e geometra-laureato)
    dicono che si tratti di una equiparazione a livello europeo
    a livello europeo con la laurea breve sei architetto e basta!!!

    con la laurea “lunga” sei architetto + figo, ma questa è un’altra polemica

    la favola della maggiore esperienza pratica non regge

    un architetto appena iscritto è di gran lunga più competente di un qualsiasi geometra appena iscritto al collegio

    se invece vogliamo parlare ci competenze maturate dall’esperienza includerei la categoria dei manovali e dei muratori; gli stessi che hanno edificato interi quartieri nelle periferie romane.
    vuoi mettere un gometra neo diplomato con un muratore che lavora (in nero) sin da quando aveva 14 anni? il primo non sa neanche dove si comincia a disegnare un mattone; l’altro è già in grado costruire un intero edificio senza chiedere niente a nessuno…….

    mi sa che comincio a fare il praticante in chirurgia plastica, tra 5 anni potrò accampare il diritto ad operare…..

    chi avalla questa legge implicitamente mette in discussione il fondamento stesso dell’università

    ciao

  10. Massimiliano scrive:

    In tutti questi anni di cantiere ho visto numerossisimi geometri incompetenti..appena usciti dalla scuola…ma ancora più numerosi erano gli architetti o ingegneri che anche se si spacciavano per competenti in cantiere non sapevano manco come si costruiva un muro…il bello pero’ è che l’avevano progettato!!!

    Sono convinto che non siano i livelli di studio che qualificano un tecnico..ma gli anni di esperienza sul campo..e non davanti ad un computer a disegnare!!

    Non deve essere una lotta tra geometri , ingegneri e architetti per capire chi è più bravo e più bello..ma deve essere una lotta di tutti per avere tecnici più qualificati attraverso scuole che preparino meglio!!!

    by un geometra…

  11. Pier Giulio scrive:

    Ma secondo voi il gusto e l’aspetto di un fabbricato dipendono solo dagli studi fatti?

    Sottoscrivo pienamente il post di Massimiliano

  12. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Caro Massimiliano e Pier Giulio
    progettare non significa soltanto tirare su due muri, mettere un tetto e saper far stare in piedi un edificio.
    Per progettare bisogna conoscere: la storia, la storia dell’arte, la storia dell’architettura, la filosofia, la sociologia, la psicologia, la geografia, la biologia, la tecnica delle costruzioni, la normativa, la fisica tecnica, i materiali e molte altre cose, bisogna saper ascoltare il luogo, capire il contesto, interpretare le esigenze del committente, convincerlo della bontà del progetto, bisogna inoltre avere sensibilità, cultura e intelligenza.
    Sono doti che pochi architetti hanno e non basta l’esperienza.
    Non credo che un geometra possa saper progettare.

  13. qfwfq scrive:

    sottoscrivo in pieno il commento di marco
    chi progetta e realizza un qualsiasi fabbricato ha un dovere nei confronti della realtà circostante che non si esaurisce nel sapere tecnicamente come si fa un muro
    Per quello ci sono i geometri….
    ma la complessità di un’architettura va ben al di la di quanto possano insegnarci i famosissimi manuali dei geometri (che hanno improntato l’80% del territorio italiano)
    per quella complessità ci sono gli archtetti (che ovviamente hanno l’obbligo di essere bravi)

  14. […] Lo stato di difficoltà è dimostrato dal fatto che hanno pensato bene di presentare un Disegno di legge in Parlamento (DDL1865) che gli attribuisca competenze per progettare edifici anche di medie dimensioni, per occuparsi di restauro e di urbanistica (vedi link). […]

  15. zighive scrive:

    UNA STORIA NON SCRITTA…(l’errore di noi architetti)
    Ho 32 anni, sono diplomato geometra, laureato in Architettura e figlio di geometra con 43 anni di esperienza nel settore….Prossimamente studierò ancora ma non so se laurea, master o dottorato…vedrò. Intanto lavoro come architetto.
    Detto questo, scrivo perché sono veramente stanco di discussioni tra le competenze, accuse e speso insulti reciproci…
    Ritengo sia giusto chiarire un po’ di cose.
    Negli anni 50-60 ci fu una specie di spartizione non scritta delle competenze.
    Agli architetti andavano i lavori pubblici ed eventualmente quelli privati, considerati intellettualmente significativi, per complessità ,pubblica utilità, sperimentazione o altro…
    Agli ingegneri andavano le infrastrutture, gli insediamenti produttivi e le grandi espansioni edilizie soprattutto ad opera di privati. L’ Ing. Nottola vi dice niente?
    Ai geometri le briciole, ovvero quel pulviscolo edilizio in contesti per lo più rurali, che al tempo i colleghi architetti hanno disprezzato e sottovalutato.
    Diciamo chiaramente che fino alla fine degli anni ’80 ci sono stati conflitti di competenze, ma non di grande rilevanza.
    “Giammai l’architetto si sarebbe scomodato per sottrarre misere casette al geometra quando vi era da dare il proprio contributo nella museificazione dei centri storici…! Nevvero???”
    La spartizione si fatta andava tutto sommato bene a molti.
    I problemi gravi sono sorti quando, nel 91-93 quando all’Italia occorse un aggiustamento strutturale. Con le manovre Amato e Ciampi e il conseguente blocco della spesa pubblica e degli appalti se ne andarono in fumo molti concorsi e piani e progetti di ogni tipo. A questi si aggiunga in una riga soltanto il profondo cambiamento dell’epoca che portò alla fine del comunismo, a tangentopoli e al crollo dei partiti di riferimento (soprattutto DC,PSI e PC) che spadroneggiavano nel gestire il rapporto tra università, concorsi-appalti, editoria e architettura “alta”.
    Gli architetti che prima degli anni 90 praticavano (e praticano) la professione in edilizia diventavano spesso oggetto di mortificazioni intellettuali, accusati da parte di una certa élite accademica e della sua cerchia di seguaci di lucrare col privato di svilire il ruolo dell’architetto e del loro sapere . Questa educava (ed educa) i propri discepoli ad un approccio al progetto esclusivamente pubblico, disprezzando e ignorando le esigenze modeste delle classi più “deboli” ,ma comunque capaci di libera iniziativa (si veda piccola borghesia e proletariato benestante).
    Questa premessa ha offerto ai geometri ampio margine di avanzata in un “territorio dell’architettura” e in una fetta di mercato che gli architetti non hanno saputo o voluto far loro, poiché considerata (a ragion veduta) intellettualmente mortificante.
    L’oggi è sotto gli occhi di tutti, la spesa pubblica non può ripartire, i tagli sono all’ordine del giorno. L’Italia non può permettersi né oggi né in un futuro ragionevolmente vicino di avere un consistente mercato pubblico della progettazione e delle costruzioni come avviene in Francia o in Spagna.
    Il settore di mercato che ha avuto la meglio negli ultimi venti trent’anni è stato l’edilizia privata, appunto dominio (meritato direi a questo punto…) dei geometri. Come a dire che il modello di città che ha avuto la meglio è stato, guarda caso, il modello della cosiddetta città diffusa…
    Oggi che la fame batte sui denti di molti architetti… l’atteggiamento sta cambiando. Una parte della cultura architettonica comincia finalmente, volente o nolente, a considerare diversamente il settore dell’edilizia privata.
    Da qui, l’acuirsi del conflitto di competenze che è principalmente un conflitto di mercato.
    Esistono delle differenze culturali e professionali innegabili tra le diverse figure del progetto, ma spesso la sicurezza dell’edificio e la salvaguardia del territorio sono usate più come pretesto che come reale motivazione.
    Cosa fare dunque? Conservare lo stato delle cose non è possibile, e non lo vorrei.
    Massacrarsi per tirare fuori la solita legge bisognosa di due o tre revisioni nei prossimi vent’ anni? Nemmeno.
    Una proposta alla prossima puntata.
    To be continued…
    zighive

  16. Daniele scrive:

    Difficile essere equi in questa discussione.
    Di geometri, architetti e ingegneri ne conosco molti sia preparati che no.
    Se metti a confronto un geometra preparato con un architetto non preparato, il geometra risulta essere molto più professionale anche non avendo la laurea.
    Quindi il problema sta tutto sul possesso del titolo…
    Lavorando in un ufficio tecnico pubblico, non ci sono dubbi che attualmente i geometri lavorano di più dei colleghi laureati, ma in questo caso non possono essere colpevolizzati perchè la libera professione è anche sapersi trovare il lavoro e sapersi organizzare.
    Da poco esiste la figura del geometra laureato, e allora, quando il geometra sarà laureato di cosa si parlerà?
    Attualmente questa figura esiste e funziona, secondo me la soluzione giusta è quella di affrettare l’istituzione dei licei tecnici in tutta italia così da spegnere la figura del geometra diplomato e spegnere quindi anche le polemiche che vanno avanti da anni.
    Sicuramente quando si avranno geom. laureati, architetti e ingegneri si continuerà a protestare e a farsi la guerra per altri motivi.
    Ad esempio la laurea in architettura la si vuole equiparare a quella in ingegneria e bene questa cosa la trovo profondamente ingiusta. La preparazione e la difficoltà tra le due lauree è di gran lunga differente, ma al dunque gli arch. fanno le stesse cose degli ing….

  17. Nadia scrive:

    scusa Daniele, ma credo che quello che dici non sia corretto…
    il problema non è il titolo, ma è la preparazione di ciascuno.
    che senso ha istitutire dei licei tecnici solo per costringere i giovani a restare ancora sui banchi?
    credi che questa idea porti una maggiore competenza?
    o forse così facendo i giovani entreranno più tardi nel mondo del lavoro, con minore concorrenza per i tecnici già inseriti (perchè ricorda che chi ti insegna poi si crea un concorrente, quindi meglio non insegnare bene tutti i trucchi del mestiere… quindi tecnici nuovi con sempre più scarsa conoscenza)
    io sono geometra uscita da pochi anni da scuola, e non ho intenzione di prendere nessuna laurea. perchè la mia categoria deve essere cancellata senza motivo?
    se io (e altri come me) non voglio proseguire gli studi fino a 25 o 30 anni per prendere una laurea, sono destinata a finire sotto un ponte perchè non ho “quel pezzo di carta”?
    quindi laurea = migliori capacità …e buon senso?
    perchè, non diamolo per scontato, ci vuole anche quest’ultimo per essere un buon tecnico…
    allora, per favore, facciamo in modo che ogni scuola tecnica sia più qualificante di quanto lo è ora, che si richieda un pò più di serietà e impegno sui banchi di scuola (e anche dietro la cattedra, perchè il fiume si fa con due sponde), senza pretendere che però i tempi di insegnamento si allunghino.
    liceo tecnico + laurea obbligatoria? pessima idea, pessima riforma…
    se i giovani sono a scuola, chi produce? e quando entreranno nel mondo del lavoro? (per forza che poi le pensioni ce le sognamo…)

  18. Carlo scrive:

    Non capisco perchè gli architetti devono entrare nel campo dei geometri, Catasto e topografia, e i Geometri (da me verificato) che è gente che lavora seriamente, devono chiudere i loro studi professionali per lasciare il capo libero a voi Architetti. Pensate a lavorare lasciate perdere queste discussioni inutili.

  19. antonio marco alcaro scrive:

    caro Carlo
    premesso che noi siamo per una riorganizzazione delle competenze e quindi riteniamo che gli architetti non si debbano occupare di catasto e topografia ….. ma solo di progettazione, ti ricordo che l’architetto rispetto al geometra ha nel proprio bagaglio culturale almeno 5/7 anni in più di studi universitari e non può essere equiparato a un diplomato, inoltre la legge attuale prevede che i geometri non possano progettare quasi nulla, basterebbe rispettarla.

  20. Architetti scrive:

    Sono anche i comuni che accettano progetti a firma di geometri che non hanno competenze per farli.

  21. giorgio scrive:

    Mi dispiace che si scriva di un disegno di legge che regolamenta la categoria dei diplomati come “distruggere definitivamente la nostra categoria” di Architetti. Come se una legge può spartire le risorse del mercato edilizio al di là dei meriti sul campo.

  22. GPC scrive:

    > eppure lo fa. Se un diplomato entra nel mondo del lavoro almeno 5 (ma con il tempo delle lauree italiane almeno 7) anni prima di un architetto ed è abilitato a fare le stese cose, pur avendo una competenza e una cultura assai inferiore, di fatto spartisce le risorse sul campo al di là dei meriti, perché nel frattempo questo geometra ha potuto partecipare a concorsi per ogni dove (li ho trovati perfino alla Soprintendenza dei Beni Monumentali!!!) e comunque fare attività.
    Facciamo così aboliamo la laurea, però facciamolo anche per i dentisti (vogliamo solo odontoiatri), per i medici (vogliamo solo belle infermiere direbbe Berlusconi!), per i dottori commercialisti (torniamo ai ragionieri descritti da Paolo Villaggio) e via discorrendo…..

  23. FB scrive:

    Una situazione paradossale, raccapricciante e sbeffeggiante nei riguardi della categoria degli architetti, senza alcuna ombra di dubbio.
    Il problema all’origine della querelle tra gli ambiti di competenza professionale delle diverse figure di tecnici coinvolti non si può ridurre ad una questione di “scaramucce da bar”, in cui ognuno grida più forte per fare valere le proprie ragioni, in un aperto scontro campanilistico che ha come unico fine gettare discredito sull’avversario di turno (leggasi architetti vs ingegneri vs geometri in un ciclo reiterativo senza fine) ma penso debba essere affrontato con la massima serenità e tutte le cognizioni di causa possibili ed utili a “perimetrare” gli esatti ambiti di competenza di queste figure e gli eventuali territori in cui dette competenze talvolta si sovrappongono per motivi contingenti e assolutamente “legali”. Mi sembra evidente tuttavia che un onesto e trasparente confronto e chiarimento incrociato tra gli organi preposti a rappresentare e tutelare queste categorie non sia più procrastinabile alla luce di questi scandalosi sviluppi.

  24. angelo scrive:

    Scusate cerco un architetto o ingegnere che sappia eseguire a carta e penna il calcolo di una piccola struttura in c.a. in zona sismica con il metodo degli stati limiti. senza il Computers ovviamente. Grazie.

  25. Matteo Fugazza scrive:

    Visto che gli Ordini non fanno assolutamente nulla…se non proteggere (anacronisticamente) le tariffe…e di questo passo si estingueranno…

    C stiamo provando da soli…

    PROGETTO 10su10

    http://www.linkedin.com/groups?gid=4262325&trk=hb_side_g

  26. […] che prima o poi ci avrebbero riprovato, 2 anni fa nel mese di febbraio del 2010 per mano, (ironia della sorte) di un architetto, la Senatrice Vicari, i geometri hanno fatto […]

  27. Michele scrive:

    Come la penso io?
    Le figure che hanno ragione di esistere sono Ing e Geo, in quanto l’architetto non è altro che una via di mezzo tra i due che risulta ormai obsoleta.
    Il geometra si è sempre occupato di tutto dalla A alla Z anche di cose che non competono ma che nel tempo ha imparato (e comunque a scuola ci hanno addestrato per bene) e si è sempre interfacciato con gli ing.
    Gli architetti che sono la classe fighetta tra le altre si spacciano per tecnici (quando lo sono solo dietro la scrivania) e vogliono a volte fare in malo modo la parte dei geometri in cantiere….

    Questo è quello che mi ha mostrato la mia esperienza di 10 anni come Geometra.
    E’ inutile studiare 3 anni in più di e magari provenire da un liceo dove, in Italia, ti insegnano solo cose che sono, nei nostri rispettivi campi, INUTILI E OBSOLETE.

  28. pranzo scrive:

    perdonate, ma non posso tacere !

    adesso studiamo un po’ (*testi tratti da wikipedia):
    *La parola geometra ha la stessa genesi di geometria che, dalla composizione di due parole greche “geo” e “metros”, rispettivamente, “terra” e “misura”, rivela la vocazione originale del geometra: quella cioè di agrimensore, ossia “misuratore della terra”.
    Il termine architetto deriva dal greco ἀρχιτέκτων (arkhitekton), parola composta da arkhi (capo), particella prepositiva che serve a denotare “superiorità”, autorità, ma soprattutto pensiero, ossia responsabilità e consapevolezza di colui che si accinge a costruire, e tékton particella che riguarda l’azione, l’operatività (tecnico, ingegnere).

    Il non partire da queste sostanziali e oggettive differenze nel distinguere le specifiche competenze professionali, a prescindere dall’essere più o meno bravi, mi par denoti la tendenza tutta italiota di mischiar le carte, a dimostrare che tutto è il contrario di tutto…certo che così facendo diventa difficile comprendere.
    L’incongruenza tutta italiana sulla materia in altri paesi d’Europa non esiste, i geometri non progettano, punto e basta, se vuoi progettare vai a studiare all’università…e poi sarà la vita a porre i giusti distinguo, l’architetto che non è così bravo, è molto facile che cambi mestiere.
    Come sono sicuro che un bravo geometra è assolutamente in grado di fare la maggior parte delle cose che fa un architetto, sono altrettanto sicuro che non le farà con l’approccio che può portare l’architetto, per far questo deve studiare di più.
    Il saper far di cantiere non è l’unica dote necessaria, il non voler riconoscere la diversa preparazione degli architetti, pare gran bell’esercizio di presunzione praticata dai vs. illuminati ordini nei confronti dei poveri archi…mi convinco sempre di più che il valore di una preparazione universitaria non è comprensibile da chi non ha provato l’esperienza, soprattutto perché avviene nel momento maggiormente formativo della vita di un individuo.
    e ppi, provare a valutare la possibile differenza che passa dal conseguire un’abilitazione professionale a vent’anni o a trenta, la crescita dell’individuo nel frattempo avvenuta in ambienti sicuramente diversi, non può portare ad acquisire concetti, principi, fondamenti, ecc… che magari sono da comprendere per poter tentare di progettare con criterio ???
    D’accordo che nella maggior parte dei casi, il geo si interfacci con maggior facilità con gli esecutori dei lavori rispetto all’architetto, ma forse questo è anche dovuto all’inquadramento che investe le maestranze di cantiere che pare, non sempre siano Accademici della Crusca.
    La presunzione di qualcuno che non tiene conto delle evoluzioni storiche della società avvenute nei secoli, denota una scarsa preparazione o peggio una mancanza di rispetto nei confronti degli avvenimenti passati, dimenticando con gran faciloneria e superficialità che la nostra condizione di vita sociale e umana deriva solamente dalla crescita e sviluppo avvenuti nel corso dei secoli.
    Lo scavalcar questa sostanziale differenza, detto con onestà, non vi fa molto onore…di grazia, consiglio a tutti gli amici geometri un bel bagno di umiltà…
    In conclusione di questa chiacchierata, penso che tutte le problematiche sollevate in merito alle competenze professionali, siano solamente una storia di lobby di potere tanto italiana che, è risaputo sono uno dei popoli dell’emisfero occidentale più attaccati alla poltrona…e che ci contraddistingue rispetto ad altri popoli sicuramente più maturi e consapevoli di noi.

    P.S. x angelo. hai già trovato chi ti calcola la struttura, altrimenti ti posso consigliare un bravo ingegnere che lo sa fare, visto che pare siano gli unici abilitati ad eseguire i calcoli, e se vuoi ancora poi ti spiego anche cosa significa il concetto di “abilitati” in uno Stato di Diritto, quale dovrebbe essere il ns. bel paese…peraltro così chiamato, anche grazie all’operato degli architetti, non so dei geometri !

    parere personale di architetto

  29. Marco scrive:

    Rosicate perchè i Geometri studiano meno e fanno quello che fanno gli architetti con 5 anni di laurea.
    Andate a progettare le nuove torri gemelle visto che siete tanto preparati, le villette lasciatele ai Geometri..

    Io penso che questa sia frustrazione, perchè voi tutti vorreste progettare l’Empire State Building

  30. sabrina scrive:

    Ho conosciuto un architetto che stava per rovinare lamia casa in corso di ristrutturazione. per fortuna è intervenuto un geometra che grazie alla sua esperienza e dote professionale, è riuscito a risolvere tutti i problemi. ci sono architetti e architetti, geometri e geometri. non si può fare di tutta un’erba un fascio.

  31. paolo scrive:

    Sono un geometra di 50 anni , esercito la professione da circa 30 anni ho progettato e diretto un centinaio di immobili anche a architetti incompetenti i quali hanno apposto solo la propria firma incosciamente sui progetti per fare cassa . Posso dirvi che di architetti bravi ne ho conosciuto solo alcuni contrariamente di ingegneri bravi solo a livello strutturale statico

  32. Ghigno di Tocco scrive:

    > Paolo. Avrai pure diretto un centinaio di immobili, ma l\’italiano ancora traballa: \”hanno apposto solo la propria firma inconsciamente\”.
    Ma che lavori per architetti sonnambuli?
    Ahahahahahah.

  33. franco scrive:

    sono un costruttore , i geometri sono bravi mi risolvono tutti i problemi gli architetti inconcludenti gli ingegneri architettonicamente fanno pena io mi avvalgo di un geometra veramente bravo il piu\’ bravo della piazza .Se siete piu\’ bravi dei geometri lo dovete dimostrare con i progetti non con le sole chiacchiere.

  34. paolo scrive:

    GLI ARCHITETTI E GLI INGEGNERI ROSICANO PERCHE’ LAVORANO MENO DEI GEOMETRI.

  35. gianni scrive:

    Anchio ho conosciuto un geometra che ha progettato un centinaio di fabbricati , veramente uno con le …..
    quadrate andavano sia ingg. che arch. da lui per i progetti strutturali in zona sismica di 1

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