Poche domande al futuro segretario del PD

Le domande:

1. Nicolas Sarkozy, presidente di destra, tra i suoi primi atti, ha ritenuto opportuno riunire intorno a se i più famosi architetti mondiali. Con tale atto ha voluto sottolineare da una parte l’importanza che l’Architettura, intesa come arte di gestire il territorio, è una materia di fondamentale importanza per qualsiasi società che ritenga di definirsi civile, dall’altra ci ha ricordato che i principali responsabili della materia sono proprio gli architetti. Da candidato segretario, aspirante a governare l’Italia, che ne pensa?

2. Una delle leggi che crea maggiori mal di pancia agli architetti italiani, soprattutto i liberi professionisti, è la Legge Bersani, che ha abolito i minimi tariffari. Non ritiene che sia giusto prevedere, se non l’abolizione, almeno qualche meccanismo di compensazione? Se si, quale?

3. Legge per l’architettura: art. 1 ………………….

Le risposte:

Per il momento ha risposto Marino:

1. Ritengo che quella di Sarkozy sia stata una giusta intuizione. Bisogna ammettere che in Francia la professione dell’architetto ha un ruolo istituzionale di ben altro valore che ha le sue origini nel sistema universitario e in come è stata intesa la professione fin dall’epoca napoleonica. Negli anni ‘80 Mitterand chiamò i più importanti architetti del mondo per cambiare non solo l’immagine di Parigi, ma la sua stessa anima. In Francia l’architetto è considerato non un semplice professionista ma un attore con una profonda coscienza sociale capace di modificare socialmente con la opera il territorio. E’ questo lo spirito che dobbiamo recuperare anche per ciò che riguarda il nostro Paese: più cultura del territorio, più cultura dell’ambiente e del progetto. Se l’iniziativa di Sarkozy può aiutarci ad alzare l’asticella e spronarci a fare meglio, ben venga.

2. Bisogna levare i tappi che occludono il mercato delle professioni in generale. Dobbiamo moltiplicare le occasioni e le opportunità di lavoro per i giovani architetti, non possiamo chiuderci nella difesa delle corporazioni. Si può pensare, piuttosto, a incentivi fiscali che tutelino la professione soprattutto per i primi anni di attività, e aiutare quindi fiscalmente i giovani professionisti mettendo a disposizione spazi per atelier di progettazione e stabilendo con apposite norme che i comuni, le province e le regioni promuovano l’architettura moderna, anche e soprattutto con il ricorso al concorso di progettazione.
Le norme ad esempio introdotte dalla Regione Lazio nel “piano casa” recentemente approvato vanno, seppur timidamente, in questa direzione e vanno sostenute e generalizzate: trasformazioni urbane accompagnate da una maggiore qualità della progettazione e della esecuzione degli interventi.

3. Al fine di salvaguardare l’ambiente, il territorio e la salute degli abitanti, gli organismi centrali e periferici dell’amministrazione statale e le regioni, nell’ambito delle proprie autonome competenze, promuovono la dignità e l’identità dell’architettura, incentivano la qualità nella progettazione e nella realizzazione di opere edilizie pubbliche e private, favoriscono l’accesso dei progettisti alla professione sostenendo il concorso di progettazione come sistema prioritario che premi il merito nell’assegnazione di incarichi pubblici.


5 Commenti a “Poche domande al futuro segretario del PD”

  1. GPC ha detto:

    A queste domande mi piacerebbe aggiungerne almeno altre tre, spero non troppo tecniche per un politico:
    1) E’ stato acclarato che il famigerato codice degli appalti non solo non garantisce il minor costo delle opere pubbliche ma altresì garantisce la minor qualità delle OO.PP. Possiamo mettere nell’agenda di un politico di sinistra la sostituzione del codice tra le prime 10 azioni di governo tra intraprendere?
    2) Quando comincerà la sinistra a parlare seriamente si sostenibilità ambientale (consumo di territorio, risparmio energetico, ecologia dei materiali, trasporti pubblici) nelle leggi di ambito edilizio, come gli altri paesi europei?
    3) E’ d’accordo la sinistra per abolire la maggior parte della burocrazia nelle pratiche amministrative rigurdanti l’edilizia utilizzando i tecnici delle pubbliche amministrazioni rimasti in esubero per un maggiore controllo del territorio?

  2. qfwfq ha detto:

    Più che domande mi vengono in mente alcune considerazioni, assolutamente personali:

    – l’architettura è una materia che per essere espressa ha bisogno di un committente forte, che abbia le idee chiare, e che sappia assumersi il coraggio delle proprie scelte
    – in una democrazia inoltre ci si aspetta che la committenza, se pubblica, si ispiri a criteri di democrazia e trasparenza
    – il PD finora ha dimostrato ampiamente di non sapere essere nè forte, nè trasparente; rinunciando a esprimere programmi forti, per paura di scontentare le parti del puzzle che lo compongono, e adottando una gestione del potere (quando lo ha avuto) fatta di eccessivi “tatticismi”…… dalla quale i beneficiati sono sempre gli stessi….
    – non è un caso se nel frattempo Berlusconi, nonostante le sistematiche defiances, sia ancora sostanzialmente al potere e riceva ancora il consenso, non solo nei sondaggi, ma anche nel voto elettorale;
    – chi cerca un’alternativa alla destra non la trova, non l’ha trovata finora, nel PD, nè da destra nè da sinistra;
    – il prossimo segretario del PD dovrebbe avere tante qualità, ne dico alcune: avere una visione del futuro, essere presentabile mediaticamente, avere idee forti e chiare, avere il coraggio e l’autorevolezza per portarle avanti, avere un partito dietro che lo appoggi “monoliticamente”……

    L’idea che mi sono fatto e che in Italia il potere si conquisti solo cedendo progressivamente pezzi delle proprie idee e intenzioni (quando se ne hanno), e una volta conquistato, il potere serva solo per pagare i debiti che si sono contratti strada facendo.
    I tre candidati, per un verso o per un altro, appaiono già fortemente indeboliti dal sistema:

    Bersani, partiva con un aureola di duro, la sua Legge ha scontentato tutti, architetti, avvocati, medici taxisti, assicurazioni, banche, ecc.; contrariamente a quello che pensano i colleghi architetti, quelli scontenti perche vedono solo la loro fetta di disagio, questo per me era un punto di forza; poi ti rendi conto che la sua candidatura ha il sostegno dei “migliori baronati” meridionali; qualche dubbio sulla possibilità di incidere su certe sacche di potere ce l’ho, e forte.

    Franceschini, sembra esprimere l’ala più moderata, quella di origine cattolica, già dilaniata al suo interno da movimenti e correnti di origine democristiana; la sua esperianza da segretario uscente non ha certo brillato; la sua autorevolezza pure;

    Marino, si presenta come persona estranea all’establishment, per questo sembra avere ben poche possibilità (anche se Striscia smentisce), non sembra per ora avere neanche una crande carica carismatica, non che gli altri siano dei giganti; il dubbio è che se mai venisse eletto siamo sicuri che sarebbe in grado di governare, non l’italia, ma il suo stesso partito?

    Una sola cosa è certa, e per me è una cosa positiva, per una volta non sappiamo prima chi vincerà….
    e poichè credo che l’unico modo per stimolare la nostra classe politica a fare meglio sia esprimendo la propria opinione, credo che questa sia una buona occasione.

    Un saluto

  3. qfwfq ha detto:

    ha vinto Bersani,
    confermo la mia idea iniziale: da una parte un personaggio che ha indubbiamente avuto il coraggio di fare scelte e leggi “impopolari”, dall’altra un politico che ha l’appoggio di un sistema con cui dovrà fare i conti, con quale forza e quali risultati non è ancora dato seperlo.

    Marino, unico a rispondere, si è fermato al 15% (risultato comunque lusinghiero visto che il voto “popolare” raddoppia il voto “di partito”), le sue risposte vanno sostanzialmente in 3 direzioni, 2 positive una meno.

    1. centralità del progetto
    2. centralità della professione di architetto
    3. rimozione delle barriere corporative

    ci auguriamo che le prime 2 istanze possano essere accolte in qualche maniera anche da nuovo segretario e diventare un tema di differenziazione dai precedenti personaggi politici che hanno amministrato l’italia.

    Resta aperto il nodo dell’equazione Ordine professionale+minimi tariffari=corporativismo.
    su questo trovo inutile e sterile la discussione sui minimi tariffari. Non era centrale la legge, promossa da Bersani, in quanto non ha fatto altro che regolarizzare una situazione già esistente, non è centrale la sua contestazione.

    in primo luogo non è corretto l’assunto che gli architetti siano una corporazione chiusa che goda di privilegi vietati ad altri; 140.000 iscritti hanno un significato ben diverso, ed è ancora da chiarire quali siano i privilegi; certo che finchè gli ordini professionali continueranno a non svolgere con sistematicità il compito per cui sono stati creati sarà difficile che figure esterne alla professione pensino il contrario (quante volte ci lamentiamo dei giudici o dei medici che non pagano dei loro errori perchè protetti dai rispettivi ordini).
    in secondo luogo sostenere che un sistema corporativo si combatta eliminando il minimo tariffario (già ampliamente disatteso) è quantomeno sbagliato; equivale a sostenere che i minimi salariali previsti per tutte le categorie contrattuali (metalmeccanici, dipendenti pubblici, insegnanti, ecc.) sono di fatto un privilegio corporativo e non invece un giusto riconoscimento minimo per il lavoro che i singoli dipendenti svolgono; non sarebbe molto “di sinistra”; e ci sarebbe molto da dire sulle limitazioni, molto corporative, per l’accesso ad una qualsiasi delle categorie degli assunti a tempo indeterminato.

    ma come ho già detto, se è sbagliata l’assunzione della legge, ancora di più è sbagliata la sua contestazione.
    Credo infatti che la vera battaglia vada fatta sulle competenze e sulle specifiche specializzazioni professionali.
    paradossalmente è una richiesta di maggiore corporativismo;
    definiamo una volta per tutte il principio che qualsiasi cosa abbia incidenza su territorio e patrimonio immobiliare deve sempre e in ogni caso avere la firma di un’architetto (basta con geometri, ingegneri e periti di ogni ordine e grado); contemporaneamente esigiamo dall’intera categoria, maggiore professionalità

    in uno slogan?

    Architetti sempre: senza se e senza ma!!!!

    saludos

  4. PEJA ha detto:

    Peccato che l’unico ad aver risposto (che poi era l’unico votabile del trio), non abbia preso un granché di voti…
    Sarebbe da vedre se risponde Bersani… Ma non credo che si sia mai posto il problema…

  5. christianrocchi ha detto:

    La legge bersani non ha apportato, E’ VERO, alcuna modifica nelle commesse private, ma ha rivoluzionato invece quelle pubbliche.

    IL PUBBLICO, SUBITO DOPO ESSERE ENTRATA IN VIGORE LA LEGGE VERGOGNA, HA PORTATO LA SCONTISTICA SULLA NOSTRA PARCELLA DAL 20 % DI PRIMA AL 70 /80 %…..

    QUESTO E’ UN FATTO!

    L’effetto della legge Bersani sulle commesse pubbliche e’ stato devastante e ha lasciato ancora piu’ campo alle imprese di speculare sulla pelle della societa’…..

    QUESTO E’ UN FATTO!

    Altra idiozia: la legge vuole a tutti i costi portarci al mercato delle vacche equiparandoci al sistema delle imprese.
    Per caso si e’ informato bersani dell’effetto che ha avuto sugli appalti pubblici la legge Merloni (bis ter quater quinies ecc)?

    NON HA VISTO BERSANI GLI EFFETTI CHE TALI LEGGI HANNO AVUTO SULLE OPERE PUBBLICHE?

    NON HA VISTO BERSANI QUANTO GLI IMPORTI D’OPERA LIEVITINO IN CORSO D’OPERA?

    NON HA VISTO BERSANI QUANTO I TEMPI DI ESECUZIONI SI DILATINO A DISMISURA?

    NON HA VISTO BERSANI LA QUALITA’ DEI MATERIALI CON CUI VENGONO EDIFICATE LE OPERE PUBBLICHE?
    (doveva averlo visto con il crollo della scuola del Molise, forse se ne sara’ accorto ora con il terremoto di L’Aquila, oppure dopo il sequestro dell’ospedale di caltanissetta e quello di agrigento)

    E’ POSSIBILE CHE BERSANI, O CHI PER LUI, NON LE ABBIA CONSIDERATE (e questo e’ un fatto gravissimo), MA I MIEI COLLEGHI CHE SCRIVONO SU QUESTO BLOG…VOI LE AVETE CONSIDERATE PRIMA DI SCRIVERE CHE LA LEGGE BERSANI DOPO TUTTO NON E’ COSI’ MALE?

    APRIAMO GLI OCCHI!

    SVEGLIAMOCI!

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