100 domande …. ai futuri consiglieri dell’Ordine di Roma

1. a cosa serve l’Ordine ?

2. a cosa servirebbe la tua presenza nel consiglio ?

3. cosa pensi dell’attuale regime tariffario ?

4. primi 100 giorni da eletto ?

5. come ti rapporterai con gli altri ordini “cugini” (ingegneri e geometri”) ?

6. e con gli altri ordini (Psicologi, medici, avvocati, ecc.) ?

7. un’idea per l’Università

8. manda un messaggio al Sindaco

9. un consiglio agli architetti romani (leggi: della provincia romana……)

Attendiamo fiduciosi…..


11 Commenti a “100 domande …. ai futuri consiglieri dell’Ordine di Roma”

  1. Bruno Miletta ha detto:

    Come si comporterà con i giovani membri?

  2. qfwfq ha detto:

    Le mie domande

    1. Sai quanto guadagna in media un iscritto?
    2. E un’iscritta?
    3. È giusto essere pagati in nero?
    4. Ce la facciamo a separare le competenze tra Ingegneri, Geometri e Architetti?
    5. Primo giorno in consiglio?
    6. Alzeresti la quota di iscrizione?
    7. Legge per l’architettura: art 1 …………..
    8. L’Aquila Com’era, dov’era?
    9. Manda un messaggio alla Provincia, uno alla Regione e uno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?
    10. Consiglieresti agli architetti della provincia di emigrare (in Italia, in Europa, nel mondo, ecc.)

  3. Margherita Giuffrè ha detto:

    Le mie domande nascono da una riflessione collettiva all’interno dello studio in cui lavoro. Sono le seguenti:

    1. Come pensi si possa agevolare la partecipazione dei giovani architetti ai concorsi pubblici di progettazione?
    2. Come pensi di poter rinvigorire il rapporto tra Ordine e Università?
    3. Perchè uno studente dovrebbe iscriversi all’Ordine degli architetti?
    4. Serve un dottore di ricerca nel campo della professione?
    5. In che modo l’Ordine può supportare il lavoro professionale delle mamme e dei babbi architetto?
    6. Come può incidere più concretamente la Consulta dei giovani architetti?
    7. Secondo te l’urbanistica ha qualche diretta relazione con l’architettura?
    8. Quanti nella tua famiglia sono architetti?
    9. Pensi che il tuo ruolo di consigliere possa influire sulla tua attività professionale?
    10. In che modo ti metterai in contatto con i tuoi elettori?

  4. .it ha detto:

    Aggiungo, secondo te,
    • In questi anni è stato fatto abbastanza, che cosa ed eventualmente che cosa faresti tu, se sarai eletto, per cercare di risolvere le seguenti problematiche dell’architettura in Italia:

    1. Riconoscimento del ruolo dell’architetto, anche economico, all’interno della società e del processo ideativo e produttivo;
    2. Nel rispetto dei ruoli, collaborazione tra gli architetti e gli altri tecnici;
    3. Confronto tra l’architettura e la cultura (di cui è espressione);
    4. Aggiornamento (legislativo, tecnico, culturale etc. ) degli architetti;
    5. Diverse interpretazioni e applicazioni delle leggi da parte dei diversi Enti preposti al controllo del territorio;
    6. Architettura ed ecologia;
    7. Attacco continuo all’architettura contemporanea;
    8. Confronto tra architetti e politici per la redazione delle leggi d’interesse del settore;
    9. Informazioni su nuove nicchie geografiche e tecniche di mercato per cogliere meglio le opportunità;
    10. L’architettura contemporanea e Roma.
    • Le consideri importanti, esaustive e quale problematica da risolvere aggiungeresti?
    Grazie
    In bocca al lupo.
    .it

  5. mimmo ferrari ha detto:

    E io aggiungerei:
    – Hai un’idea per “costringere” i Costruttori a fare……….anche Architettura?
    – Cosa penseresti di fare per la causa dell’Architettura?
    – Quale potrebbe essere il tuo messaggio al “Popolo” per affermare l’Architettura contemporanea?
    – Quale potrebbe essere l’iniziativa in sede istituzionale per l’affermazione del Progetto Architettonic
    contro il proliferare vergognoso di progetti di mera edilizia?
    – In che modo cercheresti di ristabilire le effettive diverse competenze tra professionisti (cugini)?
    – E il vergognoso Codice degli Appalti?…..ridotti a meri tecnici contabilizzatori (sic)!!!
    – L’Architetto è un tecnico o un artista, se tutti e due, con quali percentuali?
    (mimmo Ferrari)

  6. PEJA ha detto:

    – Come gestire il problema delle aree degradate e defunzionalizzate della città, attualmente lasciate a loro stesse?
    – Come gestire le aree costruite abusivamente e successivamente condonate, che continuano a produrre nuovi edifici abusivi?
    – Come gestire il problema delle agenzie immobiliari che saturano il mercato vendendo prodotti scadenti a prezzi di edifici di migliore qualità?
    – Come mai la certificazione energetica a Roma non genera il circolo virtuoso sul mercato che invece genera altrove?
    – Perché a Roma non si prevede un piano o una proposta per alloggi monolocali per studenti o altre categorie speciali?
    – Come gestire il problema del microvandalismo (graffitari, affissione selvaggia, malcostume e sporcizia) nella città storica?

  7. Pietro Pagliardini ha detto:

    Sì, va bene fare domande ma se qualche consigliere o aspirante tale si azzardasse a dare qualche risposta, non dico tutte che sono troppe, farebbe anche piacere.
    Pietro

  8. GPC ha detto:

    Caro Pagliardini, se ti vengono in mente altre domande ti prego di pubblicarle. Non è un esercizio fine a se stesso perché (tra una settimana) faremo una selezione delle domande più “ficcanti” e useremo altri modi per sottoporle ai consigli degli Ordini appena eletti. Grazie

  9. Pietro Pagliardini ha detto:

    Sì, una domanda ce l’ho, ed è semplice:

    Cos’è l’Ordine e a cosa serve?

    Pietro

  10. christian rocchi ha detto:

    Cos’e’ un ordine professionale per architetti o ingegneri?
    Vedi:
    http://ordinearchitetti.mi.it/files/2007-07-25-13-17-37-RD%202537.pdf

    A cosa serve? In breve: serve per la tenuta dell’albo e per la vigilanza sulla deontologia professionale (questo per legge).
    A cosa dovrebbe servire (secondo me): vigilare sulla correttezza delle prestazioni professionali dei suoi iscritti, a tutelare maggiormente architetti e committenti e infine dovrebbe essere un garante fondamentale per la tutela della salute pubblica.

    Ho avuto già altre volte modo di dire che il libero mercato per la nostra professione è la cosa più deleteria che si possa immaginare:testimoni le opere pubbliche come ospedali di L’Aquila, Caltanissetta, Agrigento, oppure scuole che crollano. La nostra professione ha una fortissima valenza sociale e sarebbe una perfetta idiozia aprire (come e’ stato di fatto realizzato dalla scriteriata quanto cieca legge Bersani) al mercato delle VACCHE!!!!!

    SU COSA DOVREBBE LAVORARE OGGI UN ORDINE (insieme anche al suo consiglio nazionale).

    – Ristabilire i giusti rapporti che esistono tra le parti che concorrono a modificare il territorio: politici, imprese di costruzioni, progettisti e chi deve verificare e dichiarare che le opere sono state realizzate secondo le leggi vigenti.
    Obiettivo: l’architetto torni ad avere il suo ruolo di garante, al fine di riportare il centro della modifica del territorio dal mero profitto alla sicurezza sociale e all’Architettura.

    -Deontologia professionale: più severità per i colleghi che infangano il nostro ruolo di garanzia sociale, DURE!!!!sospensioni dall’albo per coloro che dichiarano il falso nella produzione di un manufatto (a maggior ragione in opere pubbliche).

    -NO AL MERCATO DELLE VACCHE;
    -NO ALLE PARCELLE VOLATILI;
    -NO ALLO STRAPOTERE DELLE IMPRESE;
    -NO AGLI APPALTI INTEGRATI;

    -SI ALLA CONCORRENZA LEALE BASATA SUL PROCESSO CREATIVO E NON SUL MERCATO DELLE VACCHE;
    -SI ALLA SICUREZZA DEL PAGAMENTO DELLE PARCELLE;
    -SI AL CONCORSO DI ARCHITETTURA NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO;

    SI ALL’ARCHITETTURA COME MEZZO DI EVOLUZIONE SOCIALE E SVILUPPO DEL TERRITORIO.

  11. francesco orofino ha detto:

    leggo solo oggi le tante domande ai “futuri” consiglieri dell’Ordine. Essendo un consigliere dell’Ordine “presente” (appena rieletto) provo non a rispondere alle domande ma a fare alcune considerazioni tratte dalla loro lettura.

    Ancora una volta emerge con chiarezza un’ambiguità profonda e diffusa tra gli iscritti. Il pensiero comune è questo : l’Ordine degli Aarchitetti è in qualche modo il mio sindacato.

    A lui, in quanto preposto alla tutela dei miei interessi, chiedo iniziative proprie di una forza sociale: soluzione di problemi economici, di problemi sociali (c’è chi chiede come risolvere i problemi professionali di mamme e babbi architetti), di pagamento di parcelle, emersione del lavoro nero ecc. ecc.
    La domanda più calzante, allora, è quella di Pietro del 18 ottobre:Cos’è l’Ordine e a cosa serve?

    Può anche non piacerci, possiamo anche pensarla in modo diverso, ma dobbiamo rassegnarci che, nell’attuale quadro normativo italiano, in modo chiaro è netto, l’ordine professionale non è il sindacato degli architetti!

    Anche in tutte le proposte di riforma del sistema ordinistico giacenti in parlamento non si arriva mai a configurare un cambiamento in direzione sindacale.
    Ve lo immaginate voi un sindacato per il quale è previsto l’obbligo di iscrizione? Vi immaginate se tutti i metalmeccanici di Italia fossero, per legge, obbligati a iscriversi alla FIOM? E ve lo immaginate un Sindacato che, sempre per obbligo di legge, è sottoposto alla vigilanza del Ministero della Giustizia?
    Non discuto se ciò sia giusto o sbagliato. Ma è bene sapere che ora è così. Possiamo poi ragionare se sia opportuno eliminare gli ordini o meno.

    Gli ordini sono nati e sono destinati ancora oggi a tutelare gli interessi della collettività rispetto al lavoro dei loro iscritti. Se uno di noi ha un dubbio sul medico da cui si è fatto visitare e vuol sapere se è davvero un medico si rivolge al suo Odine professionale. Se ritiene di essere stato raggirato da un avvocato senza scrupoli chiede all’ordine degli avvocati di agire in deontologia contro di lui. E via dicendo.

    Può sembrare assurdo, ma ciascuno di noi paga una quota annuale di iscrizione per un organo che tutela i diritti dei cittadini rispetto al nostro lavoro. Questo perchè, secondo la giurisprudenza, noi svolgiamo un’attività che incide su interessi collettivi costituzionalmente riconosciuti.

    Esiste allora un’altro grande problema irrisolto: il mondo degli architetti non ha forme e sistemi efficaci di rappresentanza per far valere le proprie ragioni. I sindacati veri e propri (federarchitetti, inarchsind ecc. ecc.) hanno numeri di iscritti irrisori per pensare di avere un peso effettivo. Perchè? Forse perchè siamo una categoria poco propensa all’aggregazione, che non riesce a fare sistema per far valere le proprie rivendicazioni. Non ho una risposta.
    Tanto per fare un esempio: i giornalisti hanno il loro ordine professionale ma alcuni di loro sono iscritti alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. E’ la FNSI che indice la manifestazione per la libertà di stampa e porta in piazza 300.000 persone, non l’ordine dei giornalisti.

    Mi piacerebbe allora che cominciasse ad esser chiaro questo principio: quando un’Ordine si impegna, ad esempio, per la promozione dei concorsi lo fa perchè ritiene che il concorso sia il sistema migliore per garantire qualità dell’architettura alla collettività. Allo stesso modo quando avvia iniziative per la promozione dell’architettura contemporanea, per la semplificazione normativa ecc. ecc. Persino la ratio che è dietro l’attività formativa che un’ordine fa per i suoi iscritti è incentrata su questo principio: un architetto ben formato, aggiornato, in grado di rispondere meglio alle innovazioni tecnologiche, normative, culturali è un architetto in grado di rispondere meglio alle richieste della collettività.

    Se dopo questo chiarimento arriviamo alla conclusione che gli ordini è meglio chiuderli….discutiamo di questo ma non di quel che un ordine non fa perchè la legge non gli affida quel compito.

    Francesco Orofino – consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma

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