Gli Stati Generali delle costruzioni senza i progettisti

l’Ance, (Associazione nazionale costruttori edili), ha organizzato l’evento e si è subito vantata di aver riunito per la prima volta tutti i principali protagonisti delle costruzioni: imprese, lega cooperative, federcostruzioni, sindacati, Associazioni dei produttori di materiali edili, confartigianato, erano presenti, quindi, tutti i componenti della filiera delle costruzioni. Peccato che nessuno si è accorto che non erano stati invitati coloro che progettano le opere realizzate dalle imprese, ma non è un caso, infatti hanno parlato di “tutti i principali protagonisti” delle costruzioni, noi architetti, sono decenni che non siamo più protagonisti. Fa pensare il fatto che il progetto non è più  considerato da coloro che realizzano le opere, probabilmente perchè in Italia ormai si costruisce senza progetto.

L’etimologia della parola architetto deriva dal greco: ἀρχιτέκτων, ovvero essere a capo dell’arte del costruire, volendo fare un paragone l’architetto potrebbe essere assimilato al regista di un film che coordina e dirige: attori, scenografi, direttori della fotografia, sceneggiatori, macchinisti, truccatori, elettricisti, fonici, ……. peccato che oggi l’architetto non è nemmeno una comparsa. 

Le imprese nel passato avevano rispetto dell’architetto che era la figura centrale attorno a cui girava la realizzazione di un opera, oggi non si ricordano nemmeno della loro esistenza, eppure, per farsi belli,  proiettavano immagini di opere di architettura realizzate negli ultimi anni dalla fiera di Fuksas al ponte di Calatrava alle case popolari di Cordeschi. La parola Architettura non è mai stata citata per tutta la mattinata, Buzzetti ha fatto cenno agli architetti una sola volta, abbiamo dovuto aspettare il pomeriggio per sentire la parola Architettura, nominata da Piero Marrazzo in cui si fa riferimento al patrimonio architettonico, alla qualità urbanistica, all’importanza del piano urbano.

Nessuno dei politici ha fatto caso alla mancanza dei progettisti in una riunione così importante dove si discute delle costruzioni, e questo la dice lunga sul livello culturale, in fatto di Architettura, dei nostri governanti.

Ci auguriamo che in futuro la situazione possa cambiare, non a caso abbiamo fondato “amate l’architettura”, crediamo che sia doveroso avviare un rapporto nuovo con i costruttori, confidiamo nella figura del loro rappresentante nazionale, Paolo Buzzetti, di cui segnaliamo la positività, di alcuni punti, del suo intervento agli stati Generali delle Costruzioni:

“dobbiamo far sì che in Italia si possa costruire bene, in tempi normali e non all’insegna del massimo ribasso”

“allo stesso modo, salutiamo con favore i richiami alla qualità architettonica, all’efficienza energetica, al rispetto della sicurezza”

“la cultura della manutenzione deve insinuarsi nelle abitudini e nei comportamenti di tutti, pubblici e privati”

“annulliamo la legge sui lavori pubblici e ripartiamo da zero”

 Ci auguriamo che il Presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti, voglia accogliere la nostra richiesta di dialogo.


3 Commenti a “Gli Stati Generali delle costruzioni senza i progettisti”

  1. Rosamaria ha detto:

    Qui a Civitavecchia si è costituita una Associazione Costruttori che in controtendenza ha coinvolto in particolare gli Architetti in un discorso molto interessante.
    Certo bisognerà capire se non ci stanno strumentalizzando, in un momento di crisi, per rifarsi una verginità dopo le brutture con cui hanno invaso la città.
    Vi terremo aggiornati.
    Condivido invece l’idea delle manutenzionim, ristrutturazioni etc e la necessità di rifare le leggi

  2. .it ha detto:

    Ero anch’io agli stati generali dell’edilizia e concordo con quanto ha affermato dall’arch. Alcaro.
    Ci sono numerose problematiche che bloccano uno sviluppo di qualità dell’edilizia, che derivano principalmente dalla mancanza di dialogo tra i committenti, i progettisti e gli esecutori ,unitamente alla presenza di una legislazione non sempre chiara. Ben venga il progetto che sta nascendo a Civitavecchia, che verte proprio sul dialogo tra le varie figure operanti nell’edilizia, a differenza degli Stati generali che non hanno previsto la figura dei progettisti.
    Oggi tutto il processo per un’opera edilizia è complesso e ha bisogno della conoscenza di molteplici discipline, della conoscenza del cantiere e dell’apporto economico,etc. ma il dialogo preventivo tra tutti, insieme, e non secondaria, a una buona base di cultura teorica e pratica potrebbe certamente aiutare a far nascere ambienti di qualità sul nostro territorio. L’architettura è colei che viene in qualche modo utilizzata da più utenti e non solo dai committenti; è importante che una buona cultura architettonica diffusa sia terreno fertile per tutta la società del 21 secolo; è esistita in altre epoche, potrebbe tornare ad essere florida e importante nel nostro tempo, (o magari già lo è e non ci siamo accorti?…).

  3. […] negli Stati generali di due anni fa i progettisti erano completamente assenti dalla manifestazione (vedi articolo), non erano stati invitati né il presidente Nazionale degli Architetti né quello di Roma, il […]

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