Alemanno giardiniere

Ringrazio il sindaco di Roma Alemanno, finalmente Roma ha quello che si merita: le strade cominciano ad essere meno bucate e gli alberi finalmente vengono potati. Meglio di Attila che dove passava non cresceva l’erba, dove passa Alemanno non crescono i Platani…

L’ordine ormai regna sovrano.

alberi

Non mi fraintenda il sig. Sindaco, ironia a parte l’ordine è una buona cosa, come quando ci si ritrova dopo una festa: la prima cosa è sempre fare un po’ di pulizia.

Ecco, la mia sensazione su Roma è un po’ questa: abbiamo vissuto tutti una grande festa, ci siamo divertiti molto, adesso è arrivato papà, spegniamo lo stereo, togliamo le birre e nascondiamo il fumo: “allora ciao ragazzi! ci siamo divertiti molto ci rivediamo alla prossima!”

Certo a questa festa c’era veramente di tutto, c’erano quegli imbucati degli speculatori che come sempre hanno un po’ imbrattato casa fregandosene di tutto e di tutti, la musica era un po’ alta e i vicini di casa si sono lamentati, il dj era il solito amico di famiglia un po’ imbranato, però era una festa libera, nel caos; malgrado i denti stretti degli stessi padroni di casa a cui la cosa era palesemente sfuggita di mano, ci siamo divertiti tutti e ci siamo sentiti tutti un po’ più liberi; per un attimo abbiamo pensato che Roma potesse essere una vera capitale cosmopolita, meta non solo di pellegrini in cerca di assoluzione o di squadroni di turisti mordi e fuggi (dio benedica i turisti che portano economia e guadagno), ma anche di cultura attiva, di idee nuove, di innovazione e modernità. 

All’improvviso, con molta fatica, sembrava che anche noi avremmo avuto diritto al nostro spicchio di contemporaneità. 

Roma, dopo decenni, finalmente aveva i suoi monumenti contemporanei, l’Auditorium, l’Ara Pacis, le chiese nuove, le piazze, ed aspettava con trepidazione i prossimi: il Maxxi, la nuvola all’EUR; e poiché disponevamo di luoghi contemporanei, la gente, il popolo di Roma (non solo i turisti) decidevano di frequentarli, partecipando alle iniziative, visitando mostre, frequentando i festival, insomma vitalizzando parti di città che prima semplicemente non esistevano.

Quanti avevano visitato l’Ara Pacis prima della nuova sistemazione? 

Quanti erano mai andati ad un concerto all’Auditorium della Conciliazione?

La questione non è politica, ne stilistica, non è se le opere realizzate siano belle o brutte (addirittura da demolire!!!), ma se ci sia bisogno o meno di luoghi della contemporaneità, luoghi che possano dare risposte concrete ai bisogni della vita contemporanea, ai bisogni di una Roma moderna che abbia un respiro moderno ed internazionale (basterebbe europeo).

Va bene riordinare la città, l’ordine è controllo del territorio, il controllo è capacità di operare, la capacità di operare consente di realizzare e trasformare il territorio in funzione delle nostre esigenze secondo un progetto ed una pianificazione.

Per questo dico:

SIGNOR SINDACO! NON CI DIA BUCA!!!!

Dopo avere demolito – metaforicamente – quel molto poco che hanno fatto gli altri, dopo avere riassettato e spolverato i mobili di casa, che progetti ha per la nostra Roma? Quale è la sua visione di una Roma contemporanea? Quali monumenti intende lasciarci? Una casa della moda? Una nuova Opera? Un nuovo parco?, una nuova metropolitana? Faccia Lei ma faccia!

Noi architetti attendiamo fiduciosi e propositivi.

Un saluto da un architetto cittadino.

Qfwfq

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/81122

http://www.vignaclarablog.it/200903175083/roma-rinasce-comitato-dal-pessimo-gusto/

http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/pcr?menuPage=/&targetPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Municipi/Municipio_XX_(20)/Il_Presidente_Informa/Homepage/Il_Presidente_informa/info-1373337081.jsp


2 Commenti a “Alemanno giardiniere”

  1. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    La ragione non sta mai da una sola parte. Se la scorsa amministrazione ha puntato sulla cultura, sulla visibilità e sul centro, ha però abbandonato le periferie, che infatti, hanno votato per cambiare amministrazione. Così se la scorsa amministrazione ha varato il nuovo piano regolatore (dopo 46 anni!!), si è però subito venduta ai grandi costruttori romani andando in deroga sul concetto di nuove centralità e dando il via libera ad altri quartieri dormitorio. Mi piace il tono di questo intervento: “allora signor Sindaco, che idee ha? Che progetti metterà sul tavolo? I soldi sono pochi, va bene, ma si possono fare anche cose nuove e importanti con pochi soldi (per esempio un sistema di viabilità ciclabile protetto dalle auto, anche utilizzando -nelle zone possibili- i marciapiedi larghi). Sindaco, gli architetti sono da una sola parte, dalla parte di quelli che hanno voglia di fare, di cambiare e di fare esprimere le idee e la creatività a chi ne deve avere per il mestiere che ha scelto.

  2. mauro fratini scrive:

    Io credo che sia necessario lasciare il Sig. Sindaco lavorare. Tutto quì. Purtroppo il nostro paese, indipendentemente dai colori dei partiti, è abituato a criticare l’operato di una new entry dopo 5 secondi che ha occupato il posto del predecessore e pronta a dimenticare i decenni e decenni in cui tale predecessore ha realizzato/o non realizzato. …Siamo fatti così.

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