A proposito di Marsiglia

“Per Sami Sadak, etnomusicologo e direttore artistico turco di Babel Med Music, Marsiglia è il palcoscenico ideale per ospitare un festival della musica mondiale. 

Da secoli Marsiglia è meta di immigrati che provengono da tutta la regione del Mediterraneo. Nessuno qui vive isolato. I cittadini non si considerano francesi, algerini o marocchini ma innanzitutto marsigliesi-.  In quattro anni dalla sua nascita, il Babel Med Music è diventato il forum europeo più importante della musica mondiale dopo il Womex (World Music Expo) di Siviglia, in Spagna” (PeaceReporter).

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 Marsiglia, la più antica città francese, fondata dai greci, con una delle migliori posizioni geografiche, grazie anche al suo clima, del mediterraneo, è la città dell’affascinante mistral, il forte vento che prende velocità nella valle del Rodano per poi sfociare nel golfo del Leone. Terra di commerci, d’immigrati, immigrazione dall’Italia, specialmente dalle vicine regioni del nord e dalla Campania, quando gli italiani erano emigranti; nella città, ancora oggi, si possono ascoltare parole italiane: nei ristoranti di Cassis e della costa, nei vecchi quartieri della città, nei nuovi cantieri che stanno nascendo in tutta la città, riqualificando cinque quartieri. 

Eric Castaldi (suo nonno operaio livornese esule dall’Italia tra le due guerre),  Rudy Ricciotti (nato ad Algeri da genitori Italiani) insieme a Massimiliamo Fuksas (EUROMED CENTER centro congressi, cinema, hotel, giardino, parcheggio) oltre all’architetto angloirachena Zaha Hadid (è stata inaugurata a Marsiglia la nuova sede della compagnia marittima francese CMA CGM) e il francese Jean Nouvel, stanno ristrutturando Marsiglia, contribuendo a toglierle l’aspetto più aspro e pericoloso. 

Marsiglia si propone come centro del Mediterraneo e proprio nel 2013 diverrà città della cultura, con tema il Mediterraneo, per la quale l’architetto Ricciotti sta realizzando l’edificio che dovrà ospitare il Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo (MUCEM): per quel che si può vedere dalle immagini, l’edificio sembra corrispondere a una ricerca di dialogo con l’intorno e con il paesaggio.

Luigi Prestinenza Puglisi in questo brano, da me estrapolato dai suoi interessanti scritti brevi, “sette ipotesi di lavoro”, esprime un concetto importante: “Occorre da un lato  riscoprire la banale verità che ciò che  si vede dalla finestra e’ più importante della forma della finestra stessa. Dall’altro comprendere che in una società contemporanea non tutte le relazioni che legano l’edifico al contesto sono visibili e materiali. Non e’ in discussione una componente scultorea dall’architettura, che potrà esserci o non esserci, ma un atteggiamento di apertura o di chiusura a ciò che ci circonda. “ 

L’architetto Rudy Ricciotti è progettista anche del nuovo palazzo del cinema di Venezia, (vincitore del concorso in gruppo con i 5+1AA) che si sta realizzando con molte difficoltà «Sono disposto a togliere la mia firma dal nuovo palazzo del cinema di Venezia, se il progetto iniziale non sarà rispettato». Parla a briglia sciolta l’architetto francese Rudy Ricciotti, preoccupato per il destino dell’edificio, (…)La seconda ragione è che il Lido di Venezia non è un mero luogo, basta guardare l’orizzonte metafisico dell’Adriatico: abbiamo sentito quanto è difficile farvi dell’architettura. Ma quando abbiamo concluso il nostro lavoro abbiamo scoperto, in un dipinto di Carlo Carrà, la riproduzione esatta del nostro progetto. Testata: Italia Oggi (….). Forse c’è un sistema un po’ differente nel realizzare le opere di architettura, vincitrici di concorsi, tra la Francia e l’Italia.

Da qualche anno Marsiglia, famosa fino al recente passato per la sua malavita, mostra una nuova vitalità, un lavoro di recupero iniziato nel 1995: nuove piazze, librerie, musei, atelier, locali notturni, ristoranti, bistrot, concerti, radio private, nuova linea del tram, viabilità etc.

E’ piacevole camminare a Marsiglia e sostare nelle belle piazze, disegnate dal tempo e dagli architetti.

Una buona architettura all’interno di uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbanistica europea, sta facendo da volano, per il riscatto di una città intera, Marsiglia, ripetendo il lavoro ben svolto negli ultimi decenni a Barcellona e contribuendo a risolvere alcuni problemi sociali; oggi la città è migliore, molti francesi vi si sono trasferiti (più vicina alla capitale grazie al treno veloce TGV).

L’architettura non basta per migliorare l’ambiente, se si dimenticano le persone; se resta vuota o se si allontanano gli abitanti, in lontane periferie degradate quanto gli spazi originali. In questo modo si risolvono i problemi in parte, oppure semplicemente si spostano in nuovi non luoghi. Il tutto amplificato, con progressione  geometrica, sotto la grave crisi che il mondo sta attraversando. Il recupero ambientale delle città, attraverso importanti progetti di nuove costruzioni e restauri, dovrebbe andare di pari passo con una altrettanto buona architettura diffusa per i nuovi insediamenti e specialmente attraverso la ristrutturazione dell’edilizia non di qualità e in cattivo stato, con un ruolo fondamentale per l’edilizia sovvenzionata.  Le due questioni non sono alternative. 

Un esempio un po’ distorto di realtà urbana pare che sia la città di Johannesburg dove si vive o in quartieri lasciati a se stessi, oppure in ghetti dorati, protetti in qualche modo da fili spinati, senza permettere agli uni e agli altri di poter far vivere realmente e pacificamente i propri spazi e interagire. Un tema fondamentale dei nostri tempi, penso che sia, la soluzione di questa complessa realtà, attraverso un pensiero nuovo, al quale l’architettura potrebbe dare un contributo importante, pur non essendo il principale operatore. 

Il 2009 non è l’ottocento o il novecento, non c’è più il vecchio mondo, ma naturalmente fa fatica a nascere il nuovo. Occorre vedere attraverso le numerose immagini di superficie. La soluzione non è una, è necessaria trovarla tramite alcuni materiali di studio che potrebbero venire dall’interazione di più soggetti esistenti. 

Le soluzioni andrebbero adattate a una molteplice realtà, con una serie di problemi che dovrebbero essere sanati, ma anche con una miriade di opportunità che andrebbero colte e valorizzate.

“A differenza della letteratura medievale che tendeva a opere che esprimessero l’integrazione dello scibile umano in un ordine e una forma di stabile compattezza, come la Divina Commedia, dove convergono una multiforme ricchezza linguistica e l’applicazione d’un pensiero sistematico e unitario, i libri moderni che più amiamo nascono dal confluire e scontrarsi d’una molteplicità di metodi interpretativi, modi di pensare, stili d’espressione. Anche se il disegno generale è stato minuziosamente progettato, ciò che conta non è il suo chiudersi in una figura armoniosa, ma è la forza centrifuga che da esso si sprigiona, la pluralità dei linguaggi come garanzia d’una verità non parziale.” Molteplicità. Italo Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio.

A proposito il prossimo Babel Med Music festival avverrà tra  il 26 – 28 Marzo 2009. 

(Dock des Suds).


2 Commenti a “A proposito di Marsiglia”

  1. Cosimo Piovasco di Rondò scrive:

    Grazie. Mi è venuta voglia di visitarla.

  2. qfwfq scrive:

    So What?
    costruiamo la citta moderna Integrata
    integrata da un punto di vista sociale
    integrata da un punto di vista culturale
    integrata da un punto di vista storico
    integrata da un punto di vista territoriale urbano

    L’integrazione presuppone che prima sia chiara e netta l’identità delle parti, altrimenti si parla di inclusione, sovrapposizione, sovrastazione.
    L’integrazione richiede che non siano costruite barriere o confini tra le parti (in antitesi con la cultura della zonizzazione)

    costruiamo senza barriere e preconcetti nel rispetto delle specifiche identità culturali,

    diamo al contemporaneo quel che è contemporaneo!

    ciao

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