Lettera aperta ai presidenti degli Ordini degli Architetti

A tutti i Presidenti
degli Ordini degli Architetti di Italia

e p.c. al Presidente
del Consiglio Nazionale degli Architetti
Raffaele Sirica

Cari Presidenti

negli ultimi tempi, nel nostro paese, lo sport preferito dai mass media nazionali è quello di attaccare indiscriminatamente gli architetti. Ogni opera di Architettura contemporanea, (dalla nuova sede Bocconi di Milano, al ponte di Calatrava sul Canal Grande a Venezia, dalle torri di Piano e Fuksas a Torino, all’Ara Pacis di Meier a Roma, etc…..), viene vista come una calamità che distrugge il nostro territorio, Celentano ha definito in televisione, in prima serata, gli architetti: “la più grande sciagura”.

Ci sono anche libri quali: “Contro l’Architettura” di Franco La Cecla, Bollati Boringhieri editore, (presentato al Tg 1 della domenica davanti a 6 milioni di telespettatori), che teorizzano che l’Architettura abbia esaurito la sua funzione. Gli architetti vengono descritti come: “artisti che si occupano di abbellimento formale, di decoro di cose carine, che svolgono il loro lavoro con incompetenza, superficialità ed esibizionismo”, si arriva alla conclusione che l’Architettura è socialmente inutile e addirittura estremamente dannosa.

Tutto ciò ha portato a creare nell’opinione pubblica un sentimento di avversione per qualsiasi opera di Architettura contemporanea, con la convinzione diffusa che oggi gli architetti non sono più validi come quelli di un tempo. Questo giudizio distorto porta a credere che le nostre città italiane, (Roma su tutte), devono rimanere così come sono, non devono essere “macchiate” dalla contemporaneità, al massimo, se si deve costruire, lo si deve fare in “stile” per non disturbare il contesto, il “nuovo” non si deve vedere.

Ovunque si parli di Architettura, lo si fa senza alcuna cognizione di causa, in assenza di contraddittorio e con un sentimento di avversione nei confronti degli architetti del tutto ingiustificato, in quanto riteniamo necessario e urgente ribattere e spiegare che tutto ciò che viene realizzato in Italia, soltanto per il 10%/15% è opera degli architetti, il resto lo fanno: i costruttori, le società di ingegneria, i geometri, gli ingegneri, (anche quelli appartenenti ai rami: idraulico, geotecnico, dei trasporti, strutturale….), e gli abusivi.

Questo continuo attacco all’Architettura contemporanea ha fatto dimenticare, nella coscienza comune, il ruolo dell’architetto nella società.

In tutto ciò, cosa fanno i nostri Ordini professionali?

Se un giorno, in televisione, qualcuno si azzardasse ad insultare categorie quali: farmacisti, notai, avvocati, magistrati, tassisti, piloti, spazzini, panettieri, bidelli etc., il giorno dopo i relativi organi di rappresentanza si solleverebbero con gran forza per tutelare la propria immagine, i giornali alzerebbero un polverone e probabilmente se ne occuperebbero Porta a Porta o Anno Zero.

I Presidenti degli Ordini degli Architetti sono rassegnati alla scomparsa della nostra professione?

Cosa fa in concreto il nostro Presidente Nazionale in difesa dell’Architettura?

Ha preso coscienza che la professione di architetto non ha più alcun ruolo nella società?

Può essere sufficiente una legge per l’Architettura fatta solo di buone intenzioni, che non modifica di una virgola le attuali normative italiane e che non cambierà in alcun modo la situazione attuale degli architetti e dell’Architettura in Italia?

Chiediamo delle risposte e ci auguriamo che i Presidenti degli Ordini accolgano questo nostro appello e dimostrino di ricoprire la carica per tutelare e promuovere la nostra categoria professionale.

Sappiate che il nostro Movimento si adopera per l’affermazione dell’Architettura contemporanea con ogni mezzo, contro la immutabile concezione arretrata e passatista che connota la nostra società e che ha decretato la mummificazione delle nostre città negando di fatto il naturale svolgersi della continuità storica.

Un primo passo potrebbe essere quello di acquistare una pagina su un quotidiano nazionale e fare un appello in difesa dell’Architettura, appello che potrebbe essere concluso da una frase emblematica di Giò Ponti:

“Amate l’architettura perché siete italiani,
o perché siete in Italia.
L’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti.
Iddio ha fatto pianure, colli, acque e cieli.
Ma i profili di cupole facciate cuspidi e torri e case, di quei colli e di quei piani, contro quei cieli, le case sulle rive che fanno leggiadre le acque dei laghi e de fiumi e dei golfi in scenari famosi
son cose create dagli Architetti.
A Venezia poi, Dio ha fatto solo acque e cielo, e senza intenzioni, e gli Architetti han fatto tutto”

(G.P., Amate l’Architettura, 1957)

a m a t e l’ a r c h i t e t t u r a
Movimento per l’Architettura Contemporanea

Roma 10 dicembre 2008


5 Commenti a “Lettera aperta ai presidenti degli Ordini degli Architetti”

  1. Gordon scrive:

    E’ incredibile, sembra scritto un secolo fa. Ma come siamo arrivati ad essere così mediocri?

  2. Amate l’architettura,
    ho apprezzato il vostro intervento su Archiwatch, che in modo scorretto ha attaccato un mio semplice commento. Avete ragione bisogna ripensare la figura dell’architetto in Italia. Sarà anche strano ma occorre difenderla dall’assalto della mediocrità, ahimè non attribuibile solo a fattori esterni. In fondo queste città sono state costruite anche da moltissimi architetti. A mio parere questa incultura della professione deve essere letta nei due sensi interna ed esterna.
    Comunque va premiata la vostra iniziativa, con forza e determinazione occorre cambiare lo ‘stato delle cose’.
    Vi appoggio,
    Salvatore D’Agostino

  3. Eugenio Napoli scrive:

    Nel ’57 quando Giò Ponti scrisse “AMATE l’ARCHITETTURA” si poteva certo affermare: “l’Italia l’han fatta metà Iddio e metà gli Architetti” (beninteso che vandali e guerre recenti l’avevano anche disfatta). Ma oggi le proporzioni sono davvero variate e, approssimando, si può forse lasciare a Dio, o chi per lui, e agli architetti il MERITO di un terzo ciascuno. Ma, ahimè, il DEMERITO dell’altro terzo, e forse più, va a speculatori, palazzinari, legislatori, fautori di facili condoni per fini elettorali, amministratori incapaci, coloro che da sempre allungano MANI e unghie SULLA CITTA’, profanatori della qualità dell’architettura con la facile e comoda motivazione del risparmio, osservatori (??) privi di qualsiasi capacità di giudizio estetico, abituati, nel gusto, alla nefandezza di molti programmi televisivi. E in più c’è da aggiungere che, in alcune regioni, ben note, Dio e gli architetti sembra abbiano ceduto anche quel terzo di merito che spetterebbe loro.
    Potrei sbagliami ma mi sembra inutile fare pressione sugli Ordini che hanno tutelato soprattutto sempre la professione (certo non solo, ma soprattutto!). Sono per l’abolizione degli Ordini e per la valutazione di altre strade. Per fortuna comunque in altri contesti, ancora abbastanza salvaguardati, anche l’architettura moderna si pone, con pieno diritto, a rappresentare quest’epoca, pur travagliata, contro i conservatorismi e i vantaggi personali degli imbecilli, degli approfittatori di comodo e degli incompetenti.

  4. Matteo scrive:

    Ciao.
    Vorrei innanzitutto farvi i complimenti per il sito. Penso che in Italia dovrebbero esistere molte più iniziative di questo tipo.
    Anch’io vi appoggio.
    Vorrei però porre l’accento non su questioni “idealistiche”, ma su problematiche più terra terra, che ogni giorno si affrontano nella professione: è vero che la maggior parte delle costruzioni è affidato a professionisti estranei al settore, ma è altrettanto vero che esistono architetti che non hanno la benchè minima idea di come si strutturi un progetto, così come ingegneri che non conoscono le basi di tecnica delle costruzioni, ecc.. (penso che ad ognuno di noi sia capitato di avere fra le mani progetti in cui i pilastri di un piano non corrispondono ai pilastri del piano superiore, progetti in cui si ignora che l’intero territorio italiano sia in zona sismica, ecc..).
    Come al solito, pochi mediocri (sia fra i “grandi” che fra i “piccoli”) rischiano di rovinare tutta una categoria di seri professionisti che faticano (e litigano) ogni giorno per cercare di fare progetti decenti (seguendo normative e criteri ragionevoli nelle costruzioni).
    Probabilmente l’ordine dovrebbe vigilare su quanti non sono comunque in grado di svolgere la professione, od introdurre, come ad esempio si fa in inghilterra, diversi livelli di professione, conseguibili tramite esami.
    In bocca al lupo.
    Ciao

    Matteo

  5. […] prima azione, è stata inviata una lettera a tutti i Presidenti degli Ordini degli Architetti di Italia e p.c. al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Raffaele Sirica in difesa […]

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