Quando si dice l’arroganza dei baroni

Antonio Marco Alcaro (09/03/2009 01:14:01):

Forse pochi sanno che secondo la normativa italiana vigente, recentemente ribadita dall’autorità per la vigilanza dei lavori pubblici Delibera n. 179 del 25/06/2002, Purini, in quanto professore a tempo pieno, non potrebbe svolgere la libera professione e di conseguenza espletare incarichi come quello della orrenda torre dell’EUR, ma si sa in Italia le leggi sono un’opinione!!

 

Franco Purini (09/03/2009 10:09:19):

Gentile Marco Alcaro,
le chiarisco che il mio rapporto con l’università è a tempo limitato.

Franco Purini

 

Antonio Marco Alcaro (09/03/2009 13:21:39):

Gentile architetto Purini

mi fa piacere sapere che lei non è un docente a tempo pieno, ma io le informazioni le avevo prese dall’albo degli Architetti di Roma, dove come da scheda allegata lei risulta iscritto nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980, se non corrisponde a verità è bene che faccia aggiornare l’albo, del resto con tutti i soldi che paghiamo di quota l’albo dovrebbe corrispondere alla realtà.

architetto
Francesco PURINI

n° di iscrizione: 2805
sezione: A
settore:
Architettura

Nato nel 1941
a ISOLA DEL LIRI (FR)

Prima iscrizione all’Albo:
12/04/1972
Laurea:
22/07/1971 (RM)

indirizzo:
Via della Farnesina 352/54, 00194 – ROMA (RM)

studio:
Via dell’Oca 45, 00187 – ROMA (RM)

Docente universitario a tempo pieno inserito nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980

 

Franco Purini (11/03/2009 11:39:21):

Signor Marco Alcaro,
leggo su questo blog che lei insiste con la questione del mio tempo pieno. Le ripeto che il mio rapporto con l’Università è a tempo limitato. Non vorrei essere costretto a rivolgermi a chi di dovere per fare in modo che lei non diffonda più informazioni false.

 

Marco Alcaro (12/03/2009 16:41:00):

Gentile architetto Purini,
sono contento che lei abbia risposto, ma c’è un equivoco di fondo in cui lei continua a cadere, non sono io che diffondo informazioni false ma è l’Ordine degli Archietti di Roma e Provincia dove, come da scheda allegata in precedenza, lei risulta docente a tempo pieno. Ho parlato con la direttrice dell’Ordine di Roma, la Dott.ssa Berno, che mi ha confermato che, attualmente, lei per l’Ordine degli Architetti è un docente a tempo pieno, mi ha inoltre comunicato che l’Ordine non può controllare se ci sono modifiche ma, secondo quanto prevede l’art. 11 comma 6 del DPR 382/80: “I nominativi dei professori ordinari che hanno optato per il tempo pieno vengono comunicati, a cura del rettore, all’ordine professionale al cui albo i professori risultino iscritti al fine della loro inclusione in un elenco speciale”. Pertanto la invito a contattare la sua Università affinché possa comunicare al più presto all’ordine il suo passaggio al regime a tempo parziale, fino a quando tutto ciò non sarà fatto lei rimane ufficialmente docente a tempo pieno. La persona che si occupa della tenuta dell’albo dell’ordine, mi ha comunicato che l’Università di Roma è una delle poche Università che non aggiorna mai le posizioni dei docenti, sia che siano a tempo pieno sia che siano a tempo parziale, pertanto sarà mia cura far pervenire una lettera ai Presidi delle nostre ormai 3 facoltà, dove li inviterò a procedere ad un loro dovere previsto dal DPR 382/80, visto che l’ordine non se ne interessa. In relazione a quanto diceva Matteo, condivido e sono consapevole del fatto che per insegnare a progettare bisogna esercitare la professione, credo però che le regole vadano riscritte per permettere a tutti pari condizioni di trattamento, per non usare l’Università per operare una concorrenza sleale nei confronti di altri professionisti che non hanno le spalle coperte da un Istituzione e soprattutto da un cospicuo stipendio fisso garantito a fine mese.

 

Franco Purini (27/03/2009 14:30:53):

Architetto Marco Alcaro,

l’Ordine degli Architetti di Roma dovrebbe aver rettificato l’informazione sul mio rapporto con l’Università. La prego quindi di acquisire questa informazione e conseguentemente di chiarire ai lettori del blog Peja che nei miei confronti lei si è sbagliato. Non richiedo scuse, ma se questo chiarimento non sarà effettuato al più presto mi vedrò costretto, mio malgrado, come le ho già detto a risolvere la questione per altre vie.

 

Marco Alcaro  (28/03/2009 23:09:43):

Architetto Franco Purini,

non capisco perché lei continui ad usare questo tono polemico e minaccioso, dovrebbe ringraziarmi poiché, grazie al mio intervento, è stata finalmente chiarita la sua posizione sull’albo degli Architetti e adesso nessuno potrà più dire che lei non può fare la libera professione; infatti soltanto dopo un mio interessamento presso gli uffici dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, lei è stato contattato ed esortato ad inviare un fax per dichiarare la sua nuova posizione di docente a tempo parziale per gli anni 2007 e 2008, (visto che l’Università, contravvenendo alla legge, non comunica le posizioni dei docenti agli Ordini). 

Tutto è bene quel che finisce bene, ma adesso verificheremo che tutte le posizioni dei docenti nell’albo corrispondano a verità, auspicando da parte loro un comportamento più rilassato, (senza invocare altre vie) e meno cattedratico visto che non siamo all’Università ma siamo in fondo colleghi.

A proposito vi invito a vedere il seguente link: 

http://architetturacatania.blogspot.com/2009/03/concorso-di-nicotera-finalmente-i.html

Infine vorrei rispondere a Matteo Agnoletto che mi ha citato sulla PRESS LETTER n.11 di Prestinenza Puglisi dicendo : “uno dei mali che l’affligge oggi molti architetti è l’ansia della visibilità: in tanti perdono il proprio tempo a scrivere, disinformando o producendo testi vuoti di contenuti, per vedere il loro nome pubblicato gratuitamente sulle webzines e le newsletter di vario genere. mi chiedo: ma questi nuovi teorizzatori dalla parola facile sono altrettanto abili nel progettare, disegnare o scrivere di architettura? “.

Innanzitutto io non ho disinformato, al contrario ho dato un contributo decisivo alla verità, se non ci fosse stato il mio intervento, oggi l’albo degli Architetti di Roma riporterebbe un dato superato e non veritiero, in secondo luogo vorrei chiarire che io non ho niente di personale contro Purini, (del resto ho anche pubblicato alcuni suoi disegni sull’agendina del Centro Studi degli Architetti dell’Ordine di Roma, che realizzo ogni anno), e non ho mai attaccato la figura di Purini ne come architetto, ne come professore, ma ho soltanto voluto fare chiarezza su una questione importante, ovvero la libera professione dei docenti universitari,  sancita dal DPR 382/80, perché ritengo che il grado di civiltà di un paese si misura anche dal modo in cui si rispettano le leggi. 

Credo inoltre che uno degli errori principali di noi  architetti, sia quello di continuare ad attaccarci tra di noi senza accorgerci che nel frattempo l’Architettura è quindi noi Architetti siamo stati tagliati fuori dalla società, è per questa ragione che ho recentemente fondato con altri colleghi un Movimento :”amate l’architettura”, con lo scopo di far tornare le persone ad amare l’architettura, figuriamoci quindi se mi interessa attaccare un altro architetto.

 

Franco Purini (28/03/2009 09:00:45):

Marco Alcaro,

mettendo la parola fine a questo episodio penso che lei avrebbe dovuto scusarsi con me e con i lettori del blog per l’informazione sbagliata che ha diffuso e sulla quale ha insistito nonostante le avessi chiarito come stavano le cose. Tutto il resto conta poco. Aggiungerò che non l’ ho in alcun modo minacciata. Mi sono soltanto limitato ad avvertirla che, se avesse continuato, sarei stato costretto a chiarire le cose in modo ancora più efficace. Mi auguro infine che voglia adottare in futuro atteggiamenti più amichevoli, rinunciando a vestire la divisa dell’inquisitore.


18 Commenti a “Quando si dice l’arroganza dei baroni”

  1. ALESSIO BONETTI scrive:

    Caro Marco, non sarebbe una cattiva idea reperire l’elenco delle persone nella stessa situazione del Prof. Purini.
    Del resto io, come professore a contratto non recepisco un solo euro per un intero semestre. Ma è chiaro che lo faccio per passione verso la didattica e l’architettura!

    Sarebbe interessante capire molte cose in merito:
    1 Quali e a quanto ammontano i fondi Universitari
    2 Come sono spesi per attrezzature didattiche
    3 Come e quanto sono pagati tutti i docenti di ruolo e non, amministratori, segretari, bidelli (e pubblicare tali dati), ecc….
    4 Come si può affidare incarichi (e il problema si allarga come tutti sappiamo molto oltre il recinto accademico)
    L’Italia è nel caos legislativo in questa materia.
    Ma la cosa che più dovrebbe preoccuparci, soprattutto dentro le Università, è che tale mescolanza di materie grigie ha creato nei fatti un vuoto ideologico e culturale.
    Manca sincerità, correttezza, ma soprattutto senso ETICO!

    grazie per lo spunto

  2. D’Agostino … amareggiato …

    mi cita in un suo articolo sul blog di Muratore:

    http://www.archiwatch.it/2009/03/10/dagostino-amareggiato.html

    Concordo pienamente con Salvatore D’Agostino.
    E’ vergognoso quello che è stato fatto a Roma dai Costruttori e non solo e con il beneplacito dell’Amministrazione. Il problema e che noi architetti siamo una categoria che si fa del male da sola, ne è una dimostrazione questo blog, dove si spara a zero contro tutto e contro tutti, il risultato è che, mentre noi architetti facciamo a gara a chi è più bravo criticando i colleghi, la professione di architetto e di conseguenza l’Architettura è stata tagliata fuori dalla società. Nel tempo il valore “culturale”, (l’art. 1 della legge francese sull’architettura dice: “l’Architettura è una espressione della cultura), dell’Architettura si è definitivamente dissolto nell’immaginario collettivo con la conseguente inconsapevole distruzione delle nostre città.
    La mia critica a Purini non aveva niente di personale, era soltanto l’esternazione di una pratica diffusa in Italia dove i docenti universitari, contravvenendo alle regole esistenti, fanno la libera professione usando l’Università per operare una concorrenza sleale nei confronti di altri professionisti che non hanno le spalle coperte da un Istituzione e soprattutto da un cospicuo stipendio fisso garantito a fine mese.

  3. Emmanuele Pilia scrive:

    Prima di tutto grazie per aver citato il mio blog, e per aver illustrato in maniera piuttosto chiara e razionale le tue argomentazioni, ben documentate. Come seconda cosa, i commenti di Alessio Bonetti, ed il tuo ultimo su questo blog, sono rappresentazione esatta di uno stato d’insoddisfazione generalizzata dello stato dell’arte della normativa e dei controlli che dovrebbe imporre invece proprio la normativa. C’è qualche sospetto d’incongruenza alla deontologia professionale, che è di fatto una normativa e punibile con la radiazione dall’albo e l’inibizione alla professione.

  4. nel mio commento precedente, quando dico:”ne è una dimostrazione questo blog, dove si spara a zero contro tutto e contro tutti”, mi riferisco al blog di Muratore Archiwatch.

  5. ALESSIO BONETTI scrive:

    Caro Marco,
    1 Ti appoggio in tutto quello che sostieni
    2 Non vedo perchè ci debbano essere intimidazioni quando una persona porta la legge come argomentazione. Mi sconcerta soprattutto se queste parole vengono da una persona come il Prof.Purini. L’invito al silenzio, che mi pare ti proponga, non è da lui.
    3 Va forse chiarito con quali strumenti si giudica il vero ed il falso?
    4 Mi sembra utile sollevare il problema delle “Regole”.
    5 Mi sembra fondamentale mettere in comunicazione le Università con l’ Ordine in modo che inizino a dialogare in modo proficuo. A quanto pare non collaborano concretamente alla soluzione di questo ed altri problemi da troppi anni (vedi la formazione, didattica, qualità dei laureati, ecc…).
    7 Vorrei la lista dei Docenti universitari a tempo pieno inseriti nell’elenco speciale ex art.11 del D.P.R. 382/1980
    8 Vorrei capire come mai il nostro Ordine (per il quale ho appena pagato la quota) non interviene neanche in questo caso. Certo non può controllare i contratti dei Professori, ma sicuramente dovrebbe controllare se questi possono firmare certi progetti!!!!!
    9 insomma perchè devo continuare a pagare la quota all’Ordine degli Architetti?

    Rileggendo prima di “inviare” mi accorgo che “vorrei” troppe cose che in realtà dovrebbero essere date e scontate. Purtroppo in Italia la verità è una chimera.

  6. Enrico Milone scrive:

    Alcuni colleghi di “Amate l’architettura”, sapendo che sul tema mi sono espresso ripetutamente su libri, manuali e riviste da oltre 15 anni, mi hanno chiesto un commento per il sito.
    Dico subito che, a mio avviso, i professori universitari a tempo pieno non possono fare la professione libera perchè non sono iscritti all’albo degli architetti, ma ad un elenco speciale. Pertanto la esecuzione anche di singoli di atti di libera professione può configurare il reato di esercizio abusivo della professione. La denuncia alla autorità giudiziaria spetta all’Ordine, come stabilito dall’art.37 del RD 2537/1925 Regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto.
    Anche a voler non considerare questo aspetto, la incompatibilità degli universitari a tempo pieno è stata affermata da tre sentenze del Consiglio di Stato negli anni 1990, 1992 e 1994. Analoga posizione espressa recentemente dal Tar Lazio e dalla Autorità dei lavori pubblici. Qualche ulteriore informazione è contenuta di seguito, nella mia risposta ad un quesito pubblicata sulla rivista L’architetto Italiano n.15 dell’agosto 2006
    “Il DPR 11 luglio 1980 n. 382 ha stabilito che i docenti universitari che hanno scelto il “tempo pieno” debbano essere iscritti non all’albo professionale dell’Ordine, ma in un elenco speciale. Di conseguenza ad essi è preclusa la possibilità di ricevere l’incarico di progettare una opera pubblica per mancanza del requisito di iscrizione all’Albo (DLgs 163/2006 art.90 comma 7). Secondo alcuni però essi, in analogia con l’attività professionale consentita agli iscritti all’elenco speciale dell’Ordine degli avvocati, possono svolgere incarichi di progettazione per conto dell’ente dal quale dipendono, cioè della loro Università.
    La materia è regolata anche dalla Legge 118/1989 che riguarda i professori universitari. Questa stabilisce che, nell’interesse generale, professori particolarmente esperti di una determinata materia possano essere utilizzati in campo tecnico e scientifico; la norma non è chiara e secondo alcuni consente la libera professione per committenti pubblici. Tuttavia recentemente il TAR Lazio, nella sentenza n.200409028, ha deciso che i professori a tempo pieno non possono ricevere incarichi professionali, considerando che gli incarichi preclusi ai professori universitari di ruolo non sono prestazioni in cui è essenziale la particolare professionalità individuale del docente, ma incarichi a professionisti esperti di lavori pubblici e urbanistica.
    Il DLgs 165/2001 art.53, demanda agli atenei la disciplina delle autorizzazioni ai professori nei casi previsti dallo stesso DLgs, che tuttavia non prevede attività libero-professionale.
    Contro la legittimità di ricevere incarichi professionali si sono pronunciati anche il Consiglio di Stato seconda sezione con i pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994. Analoga posizione è stata espressa dall’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002.
    La incompatibilità si verifica anche nel caso di concorsi di progettazione in quanto finalizzati alla assegnazione dell’incarico di progettazione.
    La incompatibilità è fissata dalla legge, per cui, a mio avviso, non può essere superata da una autorizzazione di una autorità superiore.
    Per maggiori informazioni si può fare riferimento a miei articoli pubblicati su questa rivista al n.5 di gennaio 2005 e su L’architettura cronache e storia, numeri 507/1998, 532/2000, 562/2003 e 590/2004. Enrico Milone”

  7. Sono un professionista “puro”e concordo, ovvio, con Enrico Milone.Però…se provassimo ad essere un poco meno ideologici e, magari , più …come dire…”pratici”?

    Punto 1
    – supponiamo che io sia un prof con qualche buona idea di sistemazione di alcuni spazi pubblici;
    – supponiamo che io abbia qualche idea per proposte (morfologiche, tipologiche..) di insediamento, anche residenziale p.es., per la mia città o altrove…;
    – supponiamo che io trovi qualcuno (messieur Citroen o altri), anche committente privato quindi, interessato alle mie idee;
    – ecc.
    Perché mi dovrebbe essere inibita la possibilità di proporre per “realizzare”?

    Punto 2

    – tutta l’attività edilizia “corrente” ( DIA, Permessi a costruire, perizie, ecc.) non riguarda, o non dovrebbe riguardare, direttamente, i prof, anche perché questi, se gli capitano queste “rogne”, di solito girano il tutto a qualche professionista;
    – problema culturale della committenza: “ho affidato il tutto a un “PROFESSORE” e, magari la persona in oggetto, non la incontrerai mai…;
    – chi offre un sevizio privato (il professionista) deve corrispondere, con competenza, sensibilità personale e nel modo più corretto, al proprio “committente” privato o pubblico che sia.., ecc, ecc

    Forse in Italia (a Roma in specie), le professioni “liberali” andrebbero riconsiderate come essenziali allo sviluppo sia tecnico, sia di democrazia…

    Ciao

  8. antonio marco alcaro scrive:

    caro leonardo
    non credo che dovrebbe essere inibita la possibilità di proporre ai docenti universitari, anzi credo che sia necessario che un docente faccia la libera professione, condizione indispensabile al fine di evitare che l’insegnamento sia completamente scollato dalla realtà, come avviene oggi.
    Per fare ciò, al momento, vi è una possibilità per i professori, scegliere il tempo parziale prendere meno soldi in busta paga e fare la libera professione.
    Io propongo, nei casi in cui l’attività didattica richieda necessariamente un tempo pieno, la possibilità di alternare anni accademici in cui si fa la docenza a tempo pieno ad anni sabatici dove si fa la libera professione e non si percepisce lo stipendio, così facendo si aprirebbero nuovi posti ad aspiranti docenti.

  9. Giovanni D'Amico scrive:

    Proposta…. ma perchè non si separano le due carriere: professori, impiegati degli uffici tecnici da una parte, liberi professionisti dall’altra.
    Poichè è evidente che nel libero mercato i primi abbiano una posizione dominante su gli altri, per ovvi motivi (rete di conoscenze, informazioni riservate, etc..)
    Secondo me chi sceglie (pardon mi sono espresso male) di fare il professore dovrebbe fare solo attività di ricerca.

  10. qfwfq scrive:

    la questione tende ad avvitarsi su se stessa.
    in pratica da una parte esistono delle regole che nessuno rispetta (in maniera più o meno palese), dall’altra le stesse regole appaiono inique (fornendo vagonate di alibi a chi le infrange).
    Alcuni professori esercitano di fatto liberamente la professione, senza che nessuno di chi dovrebbe vigilare vigili.
    Di sicuro se (sottolineo se) il titolo di prof è stato ricercato proprio per ottenere incarichi, come possiamo sperare in una etica PROFFessionale?
    E’ evidente che il titolo di Prof è un valore aggiunto agli occhi della committenza (soprattutto quella istituzionale, burocraticamente avvezza a deresponsabilizzarsi giustificando le proprie scelte in base al titolo)
    D’altra parte sono in molti a pensare che per rendere l’insegnamento più pragmatico è utile che gli insegnanti mantengano contatti con la pubblica professione.
    Al contrario credo che chi insegna dovrebbe mantenere un approccio da insegnante, necessariamente teorico e di ricerca (che per l’appunto non sempre deve essere influenzato dalla prassi corrente).
    Al contrario sarebbe utile portare i liberi professionisti nella realtà dell’insegnamento, attraverso seminari, stage, incarichi ad hoc, approfondimenti con tecnici specilaizzati, ecc.
    Per me l’insegnamento è una professione (fatta di tecniche e metodologie di insegnamento) e che il titolare di una cattedra, oltre al bagaglio culturale specifico deve essere in grado di farsi “Gestore” di un corso di laurea da integrare con aspetti Teorici, di Ricerca e di approfondimento professionale.
    Come tutti sappiamo siamo molto lontani.
    Qfwfq

  11. luigi scrive:

    Se mi permettete, lo scandalo ancora più grave e lesivo per la nostra professione, sono gli incarichi palesi o meno, che tecnici della pubblica amministrazione, sopratutto quelli a tempo determinato, assumono in prima persona o fanno assumere ad amici o colleghi del loro studio, facendo capire che in questa maniera la pratica avrà una corsia preferenziale. Si è quindi creata la consapevolezza che la ricerca di un tecnico amico di quello che lavora al comune potrà dare più “vigore” e possibilità di approvazione alla pratica! Bella Italia

  12. emanuele stella scrive:

    io offro un altro argomento. e non mi limiterò ad offrirlo in questa sede.

    proprio in queste settimane si vanno definendo le composizioni delle giurie e i risultati dei concorsi di qualità italia.

    il 17/04 è stata annunciata la composizione della giuria del concorso di siracusa, che vedrà trai giurati Laura Thermes. I lavori della giuria verranno avviati – sempre secondo la comunicazione riportata sul sito – il 27/04. scrivo qui le date perchè il sito in questione possiede la simpatica capacità di cambiare alcuni dati ogni tanto…

    Allora mi dite come è possibile che prima del 17/04 Dina Nencini, storica assistente di Purini, si sia pubblicamente vantata di aver vinto il concorso di Siracusa?

  13. emanuele stella scrive:

    Attraverso questo sito, che ha già attirato l’attenzione di Franco Purini in merito ad un doveroso chiarimento sulla sua posizione professionale, vorrei richiedere:

    – a Qualità Italia quando ed in che modo sono state decise le giurie dei concorsi.

    – a Laura Thermes un commento sulla ricorrente presenza dello studio Menegatti Nencini tra i selezionati o premiati dei concorsi che la vedono tra i giurati o addirittura preseidente di Giuria. Vorrei in particolare chiedere a Laura Thermes se considera elegante questo suo ripetuto atteggiamento professionale nei confronti degli altri partecipanti e più essenzialmente ed al di la dei cavilli che lo consentono se lo ritiene onesto.

    – a Dina Nencini, che si vanta della vittoria di un concorso che sarà giudicato anche dalla moglie del professore che ha assisitito per dieci anni, 10 giorni prima dell’inizio dei lavori, vorrei chiedere la medesima auto-valutazione dei propri comportamenti professionali.

    – agli ordini professionali vorrei richiedere chiarezza sull’operato di questi personaggi, Thermes, Nencini.

    – al comune di Siracusa vorrei chiedere come mai la giuria del concorso è stata decisa e comunicata con così grave ritardo rispetto a quanto riportato nel bando e senza motivare tale ritardo.

  14. Architetto Valerio Taccone scrive:

    leggo con grande rammarico che questo blog da poco attivato sta diventando già una miserabile arena, dove ci si fà la guerra tra poveri architetti illusi e quache furbetto di quartiere! A cosa serve sparare a zero contro altri colleghi architetti? Mentre noi ci facciamo la guerra, gli altri, (in primis le società di ingegneria) si accaparrano incarichi di ogni tipo, da quello fiduciario alle fantomatiche gare sopra i 100.000 euro, passando per concorsi ad idee o di progettazione! Ciò determina una desertificazione del mercato professionale in cui le prime vittime siamo proprio noi architetti, costretti poi a farci la guerra tra poveri sui blog! Eppure tutto quello che succede in Italia, che a noi và terribilmente storto ( Gare solo su fatturato, fantomatici elenchi a curricula…etc) è frutto di leggi inique votate dal Parlamento negli ultimi vent’anni a cui nessun architetto italiano, me compreso, si è opposto o ha protestato. Purtoppo dobbiamo ancora capire che le leggi, e ancora di più, l’insieme delle norme di cui si dota uno Stato Democratico per amministrarsi, sono cosa seria, poichè una volta emanate hanno concrete conseguenze (nel bene e nel male) sulla vita sociale dei cittadini che di quello stato fanno parte. Prima la Legge Merloni con tutte le varianti, poi il Codice dei Contratti, si sono rivelate nella loro nomenclatura giuridica delle vere e proprie Leggi Razziali o per meglio dire “Ammazzagiovani” passate in parlamento senza che nessuno, di destra o di sinistra, battesse ciglio. Diversamente non poteva essere, visto che in parlamento a fare le leggi per gli architetti o per l’architettura, non c’è nemmeno un architetto nè tantomeno un giovane! Per cui un gruppo di signori sessant’enni si sono fatti delle leggi ad hoc per loro e per i loro amici garantendo lunga vita e gloria imperitura ad una casta di cento progettisti e qualche costruttore italiano! E’ bastato inserire tra le righe parole “strategiche “come “fatturato”o “esperienza professionale”, per far fuori in un solo colpo migliaia di architetti e giovani promesse in nome della fantomatica “Capacità professionle”! Tutti i meccanismi di selezione per progettisti e progetti in italia avvengono cosi'(oltre che in altri modi che tutti conosciamo….), non lo dico io lo dice la “Legge”! Noi nel frattempo dove eravamo? E oggi che le conseguenze sono ancora più devastanti dove siamo? A farci la guerra sul web con la scusa di parlare di Architettura? Perchè non scendiamo in piazza per rivendicare le nostre ragioni, i nostri diritti? Che io ricordi non l’abbiamo mai fatto! Va bene il web come piazza virtuale per far circolare al meglio e rapidamente le idee, poi però bisogna farsi sentire in altri modi, nelle stanze che contano(dove purtroppo non siamo!), nelle piazze, alla stregua degli altri lavoratori. Prima di dibattere sull’Architettura dobbiamo combattere perchè esistano le condizioni per fare l’Architettura e poi discutere cento, mille volte, su come applicarla!
    Un forte abbraccio a tutti gli architetti italiani!
    Arch. Valerio Taccone

  15. antonio marco alcaro scrive:

    caro Valerio
    concordo pienamente con quello che dici, del resto avevo scritto le stesse cose su altri blog recentemente, non dobbiamo farci la guerra tra noi architetti, ma dobbiamo combattere per rivendicare il diritto all’architettura.
    E’ per questo motivo che abbiamo fondato il Movimento amate l’architettura.
    Vorrei però sottolineare che il rispetto delle leggi è indice di civiltà ed è per questo motivo che ho sollevato la questione dei docenti universitari, credo che sia importante il rispetto delle regole, non voglio fare la battaglia contro i professori universitari ma mi piacerebbe che tutti gli architetti potessero lavorare senza che ci siano dei privilegiati.

  16. emanuele stella scrive:

    caro valerio taccone. la mia “guerra” in italia, può essere ragionevolmente condotta cercando di lavorare al meglio nel mio ambito, raggiungendo le situazioni a me prossime, comprendendole ed intervenendovi.

    civilmente, se in una di queste situazioni individuo una serie di personaggi che lavorano illegalmente a scambiarsi favori offrendosi a vicenda ruoli e premi consistenti in denaro pubblico (cioè mio) e se ne vantano anche pubblicamente io allora denuncio ed intervengo.

    chiedo ai responsabili di questo blog, di portare in primo piano la mia denuncia che ho fissato attraverso i commenti a questo post.

    ripeto. ho sentito, e non sono il solo Dina Nencini vantarsi pubblicamente secondo la più mafiosa delle prassi, della futura vittoria in un concorso la cui giuria – almeno ai comuni mortali – non era ancora stata annunciata e dieci giorni prima l’avvio dei lavori di suddetta giuria della quale farà parte Laura Thermes, moglie di Franco Purini, di cui la Nencini è storiaca assistente universitaria.

    se vogliamo parlare di qualità, l’inconsistenza della attuale ricerca di Purini, Thermes, Nencini ed anzi il loro coinvolgimento in operazioni oggettivamente terrificanti mi priva di argomenti. Il mio argomento è solo uno. Tutti sappiamo in che modo si comportano accaparrandosi la prossimità ai soldi pubblici ed a ruoli istituzionali.

  17. gino scrive:

    Consultando l’albo degli architetti di roma, noto che l’arch. purini risulta ancora a tempo pieno

  18. gino scrive:

    Non riesco a trovare i pareri della seconda sezione del Consiglio di Stato n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994.

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