Archivio di febbraio 2009

Ripensare la formazione Universitaria dell’architetto

Le facoltà di Architettura in Italia, negli ultimi anni, hanno intrapreso una strada di forte declino dovuta in gran parte alla mancanza di fondi e alla Legge del.15 maggio 1997 n.127, che ha contribuito a confondere le cose introducendo i corsi triennali dando vita agli architetti junior e le lauree specialistiche che hanno creato i pianificatori, i paesaggisti e i conservatori.

In passato esisteva un solo corso di laurea in Architettura, oggi ci sono decine e decine di corsi, 28 Facoltà di Architettura in Italia, 3 soltanto a Roma, nate forse soltanto per distribuire incarichi, con il risultato di una confusione totale, un sistema al collasso e una qualità della didattica, aggravata dai professori a contratto, di pessimo livello che sforna ogni anno 8.000 laureati che non hanno alcuna possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.

Crediamo che, nell’interesse della collettività e del ruolo che l’architetto svolge o dovrebbe svolgere nella società, vada ripensato tutto il percorso formativo perchè la professionalità che dovrebbe avere un architetto non può essere perseguita con questo sistema didattico. Inoltre c’è la spinosa questione della possibilità di svolgere la libera professione da parte di docenti a tempo pieno.

La normativa esistente, art.11 DPR 382/1980, ribadita dal recente parere dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici con delibera n.179 del 25/06/2002, non permette ai docenti a tempo pieno di svolgere la libera professione, ma sappiamo che non è così e allora consapevoli del fatto che per insegnare a progettare bisogna esercitare la professione, crediamo che le regole vadano riscritte per permettere a tutti pari condizioni di trattamento per non usare l’Università come strumento per ottenere incarichi a danno di molti.

Un iceberg colpisce il Campidoglio

2 febbraio 2009

La politica residenziale è stata a Roma come l’iceberg è stato al titanic: un disastro!!!! Ma almeno per il titanic l’iceberg e’ stato una sorpresa.

roma

Le nuove periferie, con il loro cuore culturale (i capannoni commerciali), con la loro uguale “qualitá architettonica” (non so se sia possibile parlare di architettura), con la loro mancanza di infrastrutture, con la loro desolazione speculativa, con la loro mancanza di fantasia, sono un disastro annunciato e, in cima, pensato a tavolino.

Lascia stupefatti (per non dire amareggiati) la mancanza totale, da parte dell’amministrazione comunale romana, che ha permesso questo scempio nei dintorni del raccordo anulare, di una progettazione preliminare urbanistica seria, attiva e a livello di marketing, propositiva che avrebbe potuto con poco sforzo intellettivo d’economia urbana (parliamo di somme e non di integrali) portare ad essere le periferie veri centri riconosciuti e definiti da centralitá culturali: alcune amministrazioni estere che sanno tirar di conto (si parla sempre di addizioni e sottrazioni) sono riuscite a realizzare a costo zero poli culturali sfruttando, per esempio, le plusvalenze dei terreni contigui.

Centro Visita Monti Simbruini ad Arsoli (Roma)

1 febbraio 2009

Progetto del mese Ared.it

Il progetto prevede il recupero e la valorizzazione di un’area di notevole pregio ambientale, un tempo utilizzata come cava d’inerti.

arsoli

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Il sito è destinato a divenire il principale luogo divulgativo, di svago e ristoro dell’intero comprensorio dei Monti Simbruini. Sono stati realizzati un museo, un centro visita, un laboratorio di ricerca con orto botanico ed un teatro per la proiezione e rappresentazione di spettacoli all’aperto che sfrutta la naturale configurazione scenografica della cava. L’intervento è pensato come una bussola ideale collocata sul territorio costituita da elementi edilizi orientati secondo gli assi cardinali: gli accessi lungo la direttrice nord-sud e l’edificio del centro visita secondo la direttrice est-ovest. Gli elementi così composti si incontrano all’interno del piazzale alla base della cavea, segno generatore dell’intera sistemazione e punto di partenza dei sentieri naturalistici che si inoltrano nel Parco dei Monti Simbruini. L’edificio su due livelli distinti per funzioni, è caratterizzato da un portale in cemento armato rivestito con tavole di legno lamellare, al di sotto del quale è sospeso un open space completamente vetrato e schermato da pannelli grigliati in acciaio.

Anno: 2003 - 2006
Luogo: Arsoli (Roma), S.P. Arsoli - Cervara di Roma
Committente: Comune di Arsoli
Programma: recupero ambientale ex cava di inerti + realizzazione edificio servizi
Budget: Euro 604.000,00
Area d’intervento: mq 9.590
Superficie costruita: mq 120
Progettisti: Massimo Colasanto, Fabrizio Nobile
Team di progetto: ing. Marco Conti, arch. Massimo Minnocci
Consulenti: 4MP Ingegneri associati (strutture),
dott. Leonardo Nolasco (geologo), geom. Massimo Rongoni (rilievo)
Impresa esecutrice: Impresa geom. Enzo Francia

Lo statuto

M O V I M E N T O
per l’architettura contemporanea:

“Amate l’Architettura”

S T A T U T O

Articolo 1 - Denominazione e sede

E’ costituita, ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile, l’Associazione “amate l’architettura” Movimento per l’Architettura Contemporanea, (di seguito denominato Movimento), con sede in Via in Selci, 47   00184  Roma. Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS).

Il Movimento è apartitico e apolitico e si riconosce nel simbolo grafico sopra riportato, che si intende di sua esclusiva proprietà.

Articolo 2 - Finalità

Il Movimento, premesso che: l’Architettura è un’espressione della cultura e della storia che incide sulla qualità della vita e che la qualità delle costruzioni, l’inserimento nell’ambiente circostante, il rispetto del paesaggio urbano e naturale, sono di interesse pubblico e fanno parte della vita quotidiana dei cittadini e costituiscono il patrimonio di domani, si impegna a promuovere e sostenere l’Architettura contemporanea, nelle proprie politiche, azioni e programmi.
Ha come finalità:
la valorizzazione del ruolo dell’Architetto nella società;
la promozione di una legge per l’Architettura;
la ridefinizione delle competenze tra Architetti, Ingegneri, Geometri e periti tecnici;
il ripensamento della formazione Universitaria dell’Architetto;
la sensibilizzazione della politica ad un qualità diffusa dell’Architettura;
la sensibilizzazione dei costruttori al valore dell’Architettura e al rispetto del progetto;
la promozione attraverso i mass-media della comunicazione dell’Architettura;
la tutela del progetto come opera dell’ingegno, dall’ideazione alla realizzazione;
la valorizzazione delle opere di Architettura moderna e contemporanea.

Il Movimento, potrà compiere, in modo non prevalente ed al solo fine di conseguire l’oggetto sociale, tutte le operazioni commerciali, finanziarie, mobiliari ed immobiliari necessarie od utili per il conseguimento dell’oggetto sociale.
Potrà, inoltre, sempre in modo non prevalente ed al solo fine di conseguire l’oggetto sociale, assumere interessenze quote e partecipazioni anche azionarie in altre società aventi oggetto analogo od affine al proprio.
Il tutto nel rispetto della L. n. 1 del 1991 e del D. Lg. n. 385 del 1993 o successive variazioni.

Il Movimento promuove collaborazioni e contributi da parte di Istituzioni, Università, Ordini Professionali, Enti Pubblici e privati e pone in essere convenzioni ed azioni coordinatrici con altre Associazioni, Enti o privati, che abbiano obiettivi, anche parziali, coerenti con quelli del Movimento.
Il Movimento ha la piena autonomia nonché la responsabilità patrimoniale, finanziaria e gestionale delle attività da essa esercitate, realizza le proprie iniziative con la partecipazione prioritaria dei propri soci, o con l’intervento di terzi, ed utilizza i proventi dell’attività del Movimento stesso o di quella dei soci nelle attività svolte nell’ambito degli scopi sociali.
Le prestazioni di soci o di terzi possono essere renumerate con equità.

Il Movimento non ha fini di lucro e non può avere vincoli diretti con movimenti politici. Può nondimeno aderire ad eventi ed organizzazioni con finalità analoghe o comunque armoniche con i propri scopi sociali.

Articolo 3 - Durata

La durata del Movimento è a tempo indeterminato. Soltanto l’Assemblea straordinaria, appositamente convocata su proposta del Consiglio Direttivo e con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci presenti o rappresentati, può deliberarne lo scioglimento.

Articolo 4 - Soci

I soci del Movimento si distinguono in :

  1. Soci fondatori
  2. Soci effettivi
  3. Soci ordinari
  4. Soci onorari
  5. Soci sostenitori

Sono Soci fondatori coloro che hanno partecipato alla costituzione del Movimento; sono Soci effettivi coloro ai quali, per il contributo organizzativo o culturale dato, il Consiglio Direttivo attribuisca tale qualifica, rimangono in carica per tre anni.

Sono Soci ordinari tutti coloro che abbiano i requisiti di cui al successivo articolo 5.

Sono Soci onorari le persone fisiche invitate a far parte del Movimento da parte del Consiglio Direttivo per i loro particolari meriti professionali o scientifici.

Sono Soci sostenitori persone, Enti, Istituti, Società, Associazioni tecniche e scientifiche che, in sintonia con le finalità di cui all’articolo 2 abbiano giovato al Movimento corrispondendo la relativa quota associativa o attraverso la propria attività o con donazioni.

Articolo 5 - Ammissione dei Soci

L’ammissione di un nuovo socio è deliberata insindacabilmente dal Consiglio Direttivo. L’adesione al Movimento comporta la piena accettazione di tutti gli articoli del presente statuto sociale.

La qualità di socio si perde per esclusione, per recesso, ovvero per mancato versamento della quota annuale entro la  data stabilita.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronti del socio che danneggi materialmente e moralmente il Movimento

Il recesso è consentito a qualsiasi socio ed in qualsiasi momento.

Articolo 6 - Diritti dei soci

Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle attività sociali del Movimento.

Ciascun socio è tenuto a versare annualmente una quota associativa nella misura fissata dal Consiglio Direttivo.

Articolo 7 - Patrimonio sociale e mezzi finanziari

Il Movimento trae i mezzi per finanziare la propria attività:

  1. dalle quote associative versate annualmente dagli associati;
  2. da donazioni, elargizioni, lasciti e contributi di persone, società, enti pubblici e privati nazionali e internazionali;
  3. dai proventi di iniziative attuate o promosse dal Movimento.

In caso di scioglimento del Movimento per qualunque causa il patrimonio dovrà essere devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentiti gli Organi di controllo competenti per legge e salvo diverse destinazioni imposte dalle vigenti normative.

Articolo 8 - Organi deliberativi ed esecutivi

Sono organi del Movimento:

  1. L’Assemblea dei Soci
  2. Il Consiglio Direttivo
  3. Il Presidente
  4. Il Segretario
  5. Il Tesoriere

Articolo 9 - Assemblea dei soci

L’Assemblea è costituita da tutti i soci del Movimento in regola con le quote associative anche per l’anno in cui si svolge l’Assemblea: questa deve riunirsi in via ordinaria almeno una volta l’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta questioni di particolare importanza lo richiedano.La convocazione è disposta dal Consiglio Direttivo di propria iniziativa o su richiesta scritta o motivata da parte di almeno un decimo dei membri effettivi.

Sono di competenza dell’Assemblea ordinaria:

  1. l’approvazione del bilancio preventivo e del programma di attività;
  2. l’approvazione del bilancio consuntivo, la destinazione dell’avanzo di gestione o la delibera per la copertura di eventuali disavanzi di gestione;
  3. la delibera su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno.

L’Assemblea ordinaria si riunisce almeno una volta l’anno: entro il mese di aprile per l’approvazione del Bilancio consuntivo dell’anno precedente e per la destinazione degli avanzi di gestione o per deliberare in ordine alla copertura di eventuali disavanzi.

Sono di competenza dell’Assemblea straordinaria:

  1. le modifiche allo  Statuto;
  2. lo scioglimento del Movimento.

L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo mediante avviso cartaceo o elettronico da inviare ai soci e da pubblicare nell’albo della sede del Movimento almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

Articolo10 - Validità dell’Assemblea

L’Assemblea ordinaria è valida, qualunque sia l’oggetto da trattare:

  1. in prima convocazione quando sia presente (fisicamente o per delega) la maggioranza dei soci: effettivi, ordinari, onorari e sostenitori.
  2. in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati.

Per la validità delle deliberazioni è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati. Ciascun socio ha il diritto ad esprimere, oltre al voto direttamente spettantegli, quello degli altri soci che egli rappresenti per delega risultante da atto scritto, mai comunque in numero superiore a 3 (tre).

Articolo 11 - Consiglio Direttivo

Il Movimento è amministrato da un Consiglio Direttivo costituito da un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 15 (quindici) eletti dall’Assemblea ordinaria.

I consiglieri debbono essere scelti tra i soci effettivi.

Nella sua prima adunanza il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, il Segretario e Tesoriere.

I membri del Consiglio Direttivo, compreso il Presidente, durano in carica per 4 (quattro) anni, il Consigliere che manchi senza giustificato motivo a tre adunanze consecutive s’intende decaduto dalla carica.

I membri del Consiglio Direttivo che cessino anticipatamente il loro mandato possono essere sostituiti per cooptazione.

Articolo 12 - Convocazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente almeno una volta ogni mese o dietro richiesta scritta e motivata di almeno 3 (tre) consiglieri.

Per ogni seduta, viene redatto un verbale nell’apposito libro firmato dal Presidente e dal Segretario.

La convocazione viene fatta mediante avviso cartaceo o elettronico (e-mail) almeno 7 giorni prima di quello fissato per l’adunanza. Le riunioni sono valide se sono presenti la metà più uno dei componenti e le delibere sono prese a maggioranza semplice dei presenti, in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Articolo 13 - Attribuzioni al Consiglio Direttivo

Al Consiglio Direttivo spetta:

  1. la stesura e l’attuazione del programma del Movimento;
  2. la nomina dei Soci effettivi;
  3. la gestione Movimento;
  4. la delibera di regolamenti e istruzioni per il funzionamento del Movimento;
  5. la delibera sull’ammissibilità dei soci;
  6. la convocazione dell’Assemblea;
  7. la determinazione del valore delle quote associative da portare in approvazione dell’Assemblea;
  8. la predisposizione dello schema del bilancio preventivo e del programma delle attività da portare in approvazione dell’assemblea;
  9. la predisposizione dello schema del bilancio consuntivo e della relazione di accompagnamento da portare in approvazione dell’Assemblea.
  10. l’accettazione di lasciti e donazioni, nei modi previsti dall’art. 17 del c.c;
  11. la assunzione del personale necessario al funzionamento del Movimento.

Articolo14 - Presidente 

Il Presidente Movimento viene eletto dal Consiglio Direttivo.

Il Presidente rappresenta legalmente il Movimento nei confronti di terzi ed in giudizio, ha la firma sociale, convoca il Consiglio Direttivo, cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio, nei casi di estrema urgenza esercita i poteri di Consiglio, salvo ratifica alla prima adunanza consigliare. Il Presidente dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo tra i Consiglieri e può essere riconfermato.

Articolo 15 – Segretario

Il Segretario assume tutte le cariche  del Presidente in caso di sua assenza, interviene a tutte le adunanze, redige i verbali delle sedute, cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea, segue l’attività dell’Associazione dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo, può essere riconfermato.

Articolo 16 –Tesoriere

Interviene a tutte le adunanze, provvede alla ordinaria amministrazione, esegue i pagamenti e verifica la riscossione delle quote sociali, redige il bilancio preventivo e consuntivo, dura in carica quattro anni, viene nominato dal Consiglio Direttivo, può essere riconfermato.

Articolo 17 - Commissioni tecniche

Potranno essere istituite, su iniziativa e dietro delibera del Consiglio Direttivo, delle Commissioni Tecniche che operano temporaneamente, fino all’esaurimento dello specifico mandato loro asegnato, con funzioni rivolte a particolari aspetti e problematiche di interesse del Movimento.

Le Commissioni Tecniche, presiedute da un Consigliere delegato dal Consiglio Direttivo, potranno essere composte da tutti i soci nonché da membri esterni chiamati a parteciparvi.

Articolo 18 – Modifiche

Eventuali proposte di modifiche del presente statuto, debbono essere presentate per iscritto, per essere sottoposte all’Assemblea, almeno trenta giorni prima della richiesta di convocazione della seduta e da non meno della metà dei soci aventi diritto al voto.

Articolo 19 - Rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile e a quelle delle altre leggi vigenti in materia.

Roma 03-02-2009