19 Commenti a “Il manifesto”

  1. Gary Fischer scrive:

    “MOVIMENTO…FATTO DI PERSONE CHE VANNO!
    BLOG….FATTO DI PERSONE CHE SCRIVONO!” (M.B.)
    UNIAMO LE DUE COSE

  2. [...] forme di interazione presenti nelle pagine del sito sono: la sottoscrizione del manifesto, l’adesione per diventare socio del movimento, l’iscrizione alla newsletter e la [...]

  3. Gianfranco Arione scrive:

    Occupandomi esclusivamente di Architettura Sanitaria ed Assistenziale, continuo faticosamente le mie ricerche ed i miei studi, per coniugare una composizione architettonica “contemporanea” e che corra appresso al tempo, coniugata con le esigenze del malato e ….. le rigide normative! …sono cosciente che così facendo, sarò sempre in trincea!

  4. [...] i l   m a n i f e s t o aderisci chi siamo lo statuto contattaci [...]

  5. georgia scrive:

    l’architettura deve essere proiettata verso i bisogni umani veri per avere valore, anche quando si sperimenta, altrimenti resta relegata alla dimensione dell’effimerò. l’Architettura ha ancora una forte incidenza sociale dobbiamo riscattarla dalla sfera solo virtuale

  6. Flavio scrive:

    Ma chi ha compilato questo manifesto?
    Chi sarebbero questi paladini dell´architettura?
    Per fortuna ci riconosciamo nelle cittá storiche e non nel cemento dei Ligresti e Caltagirone.
    Non sono certo quei 4 baroni incartapecoriti rimasti che minacciano l´architettura ma le cementificazioni massiccie, le leggi dannose in preparazione, i condoni!
    Per quel che riguarda l´ordine degli architetti, é piú inutile di quello dei giornalisti, ma non abbiamo bisogno di progetti ex-novo, bensí di demolire e riqualificare l´esistente!!!
    Flavio, architetto

  7. Francesco Pedace scrive:

    Era ora che qualcuno si occupasse della valorizzazione dell’Architettura e degli architetti. In giro, quando si parla di problemi legati al lavoro, si parla solo ed esclusivamente del problema degli operai nelle fabbriche o degli stipendi bloccati degli statali, io mi sono rotto le scatole del fatto che non si parla mai di noi; siamo buoni solo a pagare migliaia di euro all’inarcassa, ed, invece, della crisi lavorativa che stiamo attraversando noi “piccoli” professionisti, non gliene frega nulla a nessuno. Per non parlare del fatto che oramai, in Italia, vengono considerati di più i geometri e gli ingnereri che noi architetti. Io direi che gli italiani si dovrebbero vergognare di tutto questo e dovrebbero capire che se l’Italia è il paese più bello del mondo dal punto di vista artistico, lo si deve a gente come Michelangelo, Raffaello, Bramante, Palladio, ecc.; e, questi signori, non erano di sicuro nè geometri nè ingegneri, ma architetti. Direi di organizzare manifestazioni a roma sotto i palazzi della politica e di farci restituire tutto quello che ci è stato e che ci si sta togliendo: I NOSTRI DIRITTI, LA NOSTRA BELLA ARCHITETTURA, e lasciamo ai geometri e agli ingegneri ciò che gli compete senza che questi invadano le nostre competenze.

  8. Valeria Ferrari scrive:

    ESSERE ARCHITETTO O FARE L’ARCHITETTO????????!!!!!!!!!

  9. Barbara scrive:

    Condivido il desiderio di rivalutare l’Architettura contemporanea nel rispetto dell’estetica e della fruibilità….. Ritengo fondamentale raggiungere un concetto di Architettura sostenibile in tutte le sue applicazioni comprese quelle di una progettazione “sana” ed efficace…. condanno i mostri Caltagirone, Mezzaroma e quant’altri progettano e costruiscono solo grazie alla potenza economica, in totale assenza di cultura, sperimentazione e valore sociale, uccidendo così la fantasia, le conoscenze e le sperimentazioni coerenti ai principi del vivere in ambienti sani e soprattutto belli. L’Architettura è bellezza pura, magnificenza ed espressione di quanti la amano veramente.

  10. Guido scrive:

    Ecco appunto rivalutiamo l´architettura ma a partire dall´etica nella professione questa volta.Senza tanti decaloghi che il futurismo é finito e LeCorbousier é morto;
    condanniamo i condoni e gli aumenti di cubatura, non accettiamo che le ditte subappaltino i progetti e verifichiamo i collaudi…che da fare ce ne é anche molto ma per salvare il nostro paese dalle opere inutili e le cattedrali di cemento (di sabbia).

  11. giancarlo maussier scrive:

    sono disposto a firmare qualunque manifesto (come questo) che contribuisca a restituire dignità all’archietttura contemporanea e agli architetti.
    Giancarlo Maussier (architetto)
    P.S.: … invidio i francesi per il loro coraggio nelle scelte d’architettura contemporanea e per la grande considerazione che hanno della nostra professione.

  12. Rosamaria scrive:

    Abbiamo una classe imprenditoriale poco coraggiosa perchè sapiamo tutti che non ci sono grandi architetti senza ” grandi ” committenti dove grandi committenti significa gente con la mentalità alla Olivetti. Invece nel campo edile trovi solo ex muratori ignoranti diventati imprenditori anche di respiro nazionale e il risultato è sotto gli ochhi di tutti.
    Poi bisogna anche educare gli utenti che trovano belle le casette con gli archi i parapetti a colonnine i tetti inclinati etc etc.
    Insomma solo in Italia il committente non capisce nemmeno una semplice pianta,
    e” vero c’eè da fare tanto e io partirei proprio dallo stimolare quelli che fanno edilizia e spingerli ad un maggiore coraggio sia nella scelta dei professionisti, puntando anche sui giovani ,sia nell’aggiornamento delle nuove tecnologie compreso la bioarchitettura.

  13. Roberto Giordano scrive:

    Rivisitiamo il nuovo paesaggio domestico che nel 1972 avviò la stagione di una nuova generazione di progettisti come Mario Bellini, Alberto Rosselli, Marco Zanuso e Richard Sapper, Joe Colombo, Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Gaetano Pesce, Archizoom, Superstudio, Ugo La Pietra, Gruppo Strum e 9999 che ancora oggi rappresenta uno dei punti più alti della creatività nazionale, cosi’ il design italiano torna in primo piano dedicando tempo e spazio ad ambienti domestici allestiti in modo sperimentale.
    Cioe’ lasciamo che gli uomini siano liberi di cogliere i labili confini tra le diverse discipline (arte, architettura, pittura, scultura, fotografia, teatro, cinema, computer, ecc.) e insieme di guardare alla realtà domestica come a un luogo di formidabile sperimentazione socio-culturale oltre che estetica, di immaginare scenari futuribili anche attraverso l’uso della nuova tecnologia negli ‘ambienti domestici’ ideati da loro stessi e ogni ambiente potrebbe essere animato da installazioni audio e video.
    Stimoliamo gli altri a ideare ambienti e elementi d’arredo capaci di attivare nuovi rituali e abitudini lungo tutto l’arco della giornata, creando spazi capaci di ospitare oggetti “mutanti” nella forma e nella funzione, metafora di un’identità di una società che allora stava vivendo una profonda metamorfosi come anche oggi accade con la flessibilita’, proprio con la funzione di dimostrare e rendere viva e reale la trasformazione, riscoprire e riproporre l’efficacia che tale approccio ha in quanto metodo per ripensare e andare oltre i limiti e le frontiere di tutte le arti.

  14. “…….Riteniamo che una architettura immutabile al corso degli eventi rischi di divenire un monumento autoreferenziale e sterile, inutilizzata e quindi priva della sua fondamentale ragion d’essere…….”.
    E’ uno stralcio dal testo introduttivo del nostro sito nel quale denunciamo la vergognosa campagna condotta da Amedeo Schiattarella e altri contro di noi. Lui, il progetto lo ha visto soltanto dopo.
    Isabelle M. Rizk

  15. Egidio De Grossi scrive:

    L’ordine deve tutelare gli Architetti e le loro parcelle come in altre parti di Europa e Bassanini li ha buttati in pasto al MERCATO pieno di Imprenditori, di speculatori, di geometri, e………………..
    Ho 70 anni e potrei raccontare delle belle e squallide storie e mi RIPUGNA dover fare il MENDICANTE per cercare di recuperare i miei soldi da persone che con il mio prodotto fanno un sacco di soldi o si vantano della loro magnifica casa.
    Ho anche una figlia giovane Architetto e sono molto preoccupato per il suo futuro.

  16. Egidio De Grossi scrive:

    Ripeto il mio ultimo commento del 25-ottobre-2009 con piu’ sgomento e tristezza.
    Povera Italia.

  17. arch. Claudio Salimei scrive:

    Nell’ultimo decennio l’architettura non ha mostrato valide giustificazioni sulle operazioni progettuali promosse (vedasi per Roma l’intervento dell’Auditorium e dell’Ara Pacis). Tra scarafaggi e distributori di benzina l’architettura si è mossa acclarando gli altisonanti nomi degli eletti, ma trascurando il significato destinato alla città e al cittadino. Sembra come che tutte queste opere siano state progettate con lo scopo di essere dei mostri sacri, ma troppo poco appropriati al contesto e all’uso. L’architettura deve essere finalizzata alla funzionalità della società, sviluppando soluzioni innovative mirate a risolvere le difficoltà urbane ed economiche in cui siamo immersi.
    E’ troppo facile fare architettura scialando il denaro pubblico! E poi le nostre città sono diventate camere a gas, le nostre vecchie case sono diventate alveari putrefatti e maleodoranti!
    Quindi l’architetto non serve a niente? Ebbene sì se si continua con questa politica di lottizzazione.

  18. gilberto canu scrive:

    Forse non contiamo nulla anche per la nostra individualità sfrenata che proteggiamo come un tesoro. Non contiamo nulla per la nostra incapacità di fare squadra e l’Ordine non è da meno.
    Forse sarebbe opportuno che cominciassimo a capire che o ci stiamo dentro alla società, anche come soggetto politico capace di produrre pressione o continueremo ad essere un muro costruito con calce impastata a sabbia di mare

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