49 Commenti a “Il manifesto”

  1. Gary Fischer scrive:

    “MOVIMENTO…FATTO DI PERSONE CHE VANNO!
    BLOG….FATTO DI PERSONE CHE SCRIVONO!” (M.B.)
    UNIAMO LE DUE COSE

  2. […] forme di interazione presenti nelle pagine del sito sono: la sottoscrizione del manifesto, l’adesione per diventare socio del movimento, l’iscrizione alla newsletter e la […]

  3. Gianfranco Arione scrive:

    Occupandomi esclusivamente di Architettura Sanitaria ed Assistenziale, continuo faticosamente le mie ricerche ed i miei studi, per coniugare una composizione architettonica “contemporanea” e che corra appresso al tempo, coniugata con le esigenze del malato e ….. le rigide normative! …sono cosciente che così facendo, sarò sempre in trincea!

  4. […] i l   m a n i f e s t o aderisci chi siamo lo statuto contattaci […]

  5. georgia scrive:

    l’architettura deve essere proiettata verso i bisogni umani veri per avere valore, anche quando si sperimenta, altrimenti resta relegata alla dimensione dell’effimerò. l’Architettura ha ancora una forte incidenza sociale dobbiamo riscattarla dalla sfera solo virtuale

  6. Flavio scrive:

    Ma chi ha compilato questo manifesto?
    Chi sarebbero questi paladini dell´architettura?
    Per fortuna ci riconosciamo nelle cittá storiche e non nel cemento dei Ligresti e Caltagirone.
    Non sono certo quei 4 baroni incartapecoriti rimasti che minacciano l´architettura ma le cementificazioni massiccie, le leggi dannose in preparazione, i condoni!
    Per quel che riguarda l´ordine degli architetti, é piú inutile di quello dei giornalisti, ma non abbiamo bisogno di progetti ex-novo, bensí di demolire e riqualificare l´esistente!!!
    Flavio, architetto

  7. Francesco Pedace scrive:

    Era ora che qualcuno si occupasse della valorizzazione dell’Architettura e degli architetti. In giro, quando si parla di problemi legati al lavoro, si parla solo ed esclusivamente del problema degli operai nelle fabbriche o degli stipendi bloccati degli statali, io mi sono rotto le scatole del fatto che non si parla mai di noi; siamo buoni solo a pagare migliaia di euro all’inarcassa, ed, invece, della crisi lavorativa che stiamo attraversando noi “piccoli” professionisti, non gliene frega nulla a nessuno. Per non parlare del fatto che oramai, in Italia, vengono considerati di più i geometri e gli ingnereri che noi architetti. Io direi che gli italiani si dovrebbero vergognare di tutto questo e dovrebbero capire che se l’Italia è il paese più bello del mondo dal punto di vista artistico, lo si deve a gente come Michelangelo, Raffaello, Bramante, Palladio, ecc.; e, questi signori, non erano di sicuro nè geometri nè ingegneri, ma architetti. Direi di organizzare manifestazioni a roma sotto i palazzi della politica e di farci restituire tutto quello che ci è stato e che ci si sta togliendo: I NOSTRI DIRITTI, LA NOSTRA BELLA ARCHITETTURA, e lasciamo ai geometri e agli ingegneri ciò che gli compete senza che questi invadano le nostre competenze.

  8. Valeria Ferrari scrive:

    ESSERE ARCHITETTO O FARE L’ARCHITETTO????????!!!!!!!!!

  9. Barbara scrive:

    Condivido il desiderio di rivalutare l’Architettura contemporanea nel rispetto dell’estetica e della fruibilità….. Ritengo fondamentale raggiungere un concetto di Architettura sostenibile in tutte le sue applicazioni comprese quelle di una progettazione “sana” ed efficace…. condanno i mostri Caltagirone, Mezzaroma e quant’altri progettano e costruiscono solo grazie alla potenza economica, in totale assenza di cultura, sperimentazione e valore sociale, uccidendo così la fantasia, le conoscenze e le sperimentazioni coerenti ai principi del vivere in ambienti sani e soprattutto belli. L’Architettura è bellezza pura, magnificenza ed espressione di quanti la amano veramente.

  10. Guido scrive:

    Ecco appunto rivalutiamo l´architettura ma a partire dall´etica nella professione questa volta.Senza tanti decaloghi che il futurismo é finito e LeCorbousier é morto;
    condanniamo i condoni e gli aumenti di cubatura, non accettiamo che le ditte subappaltino i progetti e verifichiamo i collaudi…che da fare ce ne é anche molto ma per salvare il nostro paese dalle opere inutili e le cattedrali di cemento (di sabbia).

  11. giancarlo maussier scrive:

    sono disposto a firmare qualunque manifesto (come questo) che contribuisca a restituire dignità all’archietttura contemporanea e agli architetti.
    Giancarlo Maussier (architetto)
    P.S.: … invidio i francesi per il loro coraggio nelle scelte d’architettura contemporanea e per la grande considerazione che hanno della nostra professione.

  12. Rosamaria scrive:

    Abbiamo una classe imprenditoriale poco coraggiosa perchè sapiamo tutti che non ci sono grandi architetti senza ” grandi ” committenti dove grandi committenti significa gente con la mentalità alla Olivetti. Invece nel campo edile trovi solo ex muratori ignoranti diventati imprenditori anche di respiro nazionale e il risultato è sotto gli ochhi di tutti.
    Poi bisogna anche educare gli utenti che trovano belle le casette con gli archi i parapetti a colonnine i tetti inclinati etc etc.
    Insomma solo in Italia il committente non capisce nemmeno una semplice pianta,
    e” vero c’eè da fare tanto e io partirei proprio dallo stimolare quelli che fanno edilizia e spingerli ad un maggiore coraggio sia nella scelta dei professionisti, puntando anche sui giovani ,sia nell’aggiornamento delle nuove tecnologie compreso la bioarchitettura.

  13. Roberto Giordano scrive:

    Rivisitiamo il nuovo paesaggio domestico che nel 1972 avviò la stagione di una nuova generazione di progettisti come Mario Bellini, Alberto Rosselli, Marco Zanuso e Richard Sapper, Joe Colombo, Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Gaetano Pesce, Archizoom, Superstudio, Ugo La Pietra, Gruppo Strum e 9999 che ancora oggi rappresenta uno dei punti più alti della creatività nazionale, cosi’ il design italiano torna in primo piano dedicando tempo e spazio ad ambienti domestici allestiti in modo sperimentale.
    Cioe’ lasciamo che gli uomini siano liberi di cogliere i labili confini tra le diverse discipline (arte, architettura, pittura, scultura, fotografia, teatro, cinema, computer, ecc.) e insieme di guardare alla realtà domestica come a un luogo di formidabile sperimentazione socio-culturale oltre che estetica, di immaginare scenari futuribili anche attraverso l’uso della nuova tecnologia negli ‘ambienti domestici’ ideati da loro stessi e ogni ambiente potrebbe essere animato da installazioni audio e video.
    Stimoliamo gli altri a ideare ambienti e elementi d’arredo capaci di attivare nuovi rituali e abitudini lungo tutto l’arco della giornata, creando spazi capaci di ospitare oggetti “mutanti” nella forma e nella funzione, metafora di un’identità di una società che allora stava vivendo una profonda metamorfosi come anche oggi accade con la flessibilita’, proprio con la funzione di dimostrare e rendere viva e reale la trasformazione, riscoprire e riproporre l’efficacia che tale approccio ha in quanto metodo per ripensare e andare oltre i limiti e le frontiere di tutte le arti.

  14. “…….Riteniamo che una architettura immutabile al corso degli eventi rischi di divenire un monumento autoreferenziale e sterile, inutilizzata e quindi priva della sua fondamentale ragion d’essere…….”.
    E’ uno stralcio dal testo introduttivo del nostro sito nel quale denunciamo la vergognosa campagna condotta da Amedeo Schiattarella e altri contro di noi. Lui, il progetto lo ha visto soltanto dopo.
    Isabelle M. Rizk

  15. Egidio De Grossi scrive:

    L’ordine deve tutelare gli Architetti e le loro parcelle come in altre parti di Europa e Bassanini li ha buttati in pasto al MERCATO pieno di Imprenditori, di speculatori, di geometri, e………………..
    Ho 70 anni e potrei raccontare delle belle e squallide storie e mi RIPUGNA dover fare il MENDICANTE per cercare di recuperare i miei soldi da persone che con il mio prodotto fanno un sacco di soldi o si vantano della loro magnifica casa.
    Ho anche una figlia giovane Architetto e sono molto preoccupato per il suo futuro.

  16. Egidio De Grossi scrive:

    Ripeto il mio ultimo commento del 25-ottobre-2009 con piu’ sgomento e tristezza.
    Povera Italia.

  17. arch. Claudio Salimei scrive:

    Nell’ultimo decennio l’architettura non ha mostrato valide giustificazioni sulle operazioni progettuali promosse (vedasi per Roma l’intervento dell’Auditorium e dell’Ara Pacis). Tra scarafaggi e distributori di benzina l’architettura si è mossa acclarando gli altisonanti nomi degli eletti, ma trascurando il significato destinato alla città e al cittadino. Sembra come che tutte queste opere siano state progettate con lo scopo di essere dei mostri sacri, ma troppo poco appropriati al contesto e all’uso. L’architettura deve essere finalizzata alla funzionalità della società, sviluppando soluzioni innovative mirate a risolvere le difficoltà urbane ed economiche in cui siamo immersi.
    E’ troppo facile fare architettura scialando il denaro pubblico! E poi le nostre città sono diventate camere a gas, le nostre vecchie case sono diventate alveari putrefatti e maleodoranti!
    Quindi l’architetto non serve a niente? Ebbene sì se si continua con questa politica di lottizzazione.

  18. gilberto canu scrive:

    Forse non contiamo nulla anche per la nostra individualità sfrenata che proteggiamo come un tesoro. Non contiamo nulla per la nostra incapacità di fare squadra e l’Ordine non è da meno.
    Forse sarebbe opportuno che cominciassimo a capire che o ci stiamo dentro alla società, anche come soggetto politico capace di produrre pressione o continueremo ad essere un muro costruito con calce impastata a sabbia di mare

  19. Marco scrive:

    Contemporaneità pregio d’ogni architettura prestata all’espressione dell’esistenza sfuggente per lasciar essere ognuno non qualunque.

  20. Sebbene queste siano le regole minime del fare architettura nel 2010, ammetto che sarebbe possibile constatare ogni giorno e in più occasioni come vengono disattese…

  21. Paola scrive:

    Credo fermamente che si stia generando, oggi piú che mai, un forte bisogno di rivalutare e valorizzare il carattere sociologico dell’architettura.
    Come dice Georgia nel suo commento, deve rispondere a bisogni umani per avere valore e, aggiungo, per essere viva attualmente e a lungo termine.
    “L’architettura deve essere una risposta, no un’imposizione”(Glenn Murcutt).

  22. Sandro scrive:

    In sintesi, nell’ambito dell’Architettura, l’indignazione per l’ipocrisia imperante è l’anelito dovuto ad un contesto culturale e disciplinare, profondamente deludente….

  23. Giuseppe Cruciani scrive:

    Oramai l’esercizio della professione e le gare di architettura (quando ci sono) nel campo delle opere pubbliche sono un vero e proprio Bronx e il rispetto della deontologia un’autentica bufala … per non dire della tanto strombazzata “qualità”!. Quando ero ancora in servizio come professore universitario di prima fascia (da qualche anno sono in pensione), per non rinunciare a “fare” architettura (non solo a chiacchere) avevo optato per il regime a tempo definito, con una sensibile rimessa in termini di trattamento economico, pur adempendo ai miei compiti di docente con ben maggiore regolarità di tanti colleghi “a tempo pieno”. Ma che volete, in questo Paese hanno avuto la meglio la disinvoltura e il clientelismo dei politici (di ogni colore) e la bulimia degli onnipotenti comitati d’affari!

  24. Cristina luini scrive:

    Mi sono ritagliata dal giornale il progetto del palazzo museo di Stefano Cordeschi, mi ero riproposta di andare al convegno per chiedere e capire come mai avevano incaricato i “soliti”architetti..adesso capisco che fatica cercare di fare questa professione che sarebbe la più bella al mondo se ci fosse un pensiero libero!

  25. Leoni scrive:

    Lavorano solo gli ‘ amici .’

    ….

  26. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentili lettori, è una caratteristica comune il tono caustico, per non dire disperato dei vostri commenti. Noi di Amate l’Architettura condividiamo la sensazione vostra della drammaticità della situazione italiana attuale. A tutti i livelli la classe politica, amministrativa e dirigenziale quando non è corrotta è incapace.
    Le persone oneste e attaccate al proprio lavoro tuttavia non sono poche, forse sono la maggioranza. Purtroppo sono isolate come monadi disperse nello spazio.
    E’ per reagire a questo stato di cose che ci siamo uniti e dopo due anni di attività possiamo dire senza false ipocrisie che abbiamo raggiunto risultati anche di una certa rilevanza.
    Contro un sistema orrendo e inespugnabile l’unica possibilità è quella di armarsi della “spes contra spem” di cui parla S.Paolo nella lettera ai Romani, la speranza al di là di ogni speranza.
    Questo concetto è stato ripreso da Giorgio La Pira, Sindaco di Firenze, persona irreprensibile che tantissimo ha dato e ha fatto per la sua città.
    Qualcosa dunque potete fare: sottoscrivere il nostro manifesto, iscrivervi al Movimento, sottoscrivere le nostre iniziative (per esempio la petizione contro gli incarichi senza concorso, gratis e contrari alla deontologia professionale), commentare i nostri post, se vi sembrano interessanti, darci un po’ del vostro tempo collaborando con noi, DARCI FORZA.
    Non disperate, l’Italia sta per cambiare e la rete sarà il veicolo del cambiamento.
    Saluto tutti, ringraziando della partecipazione.
    Giulio Paolo Calcaprina per Amate l’Architettura

  27. pietro mari scrive:

    io ho aderito al manifesto, non sono architetto ma fotografo.

    Vi mancavano Grandi Padri dell’architettura o della politica che avete dovuto citare Andreotti nel testo di adesione?

    Una sulfurea sindrome di stoccolma?

  28. Claudio scrive:

    Ci stanno massacrando…non contiamo più niente! E’ veramente una indecenza…siamo peggio dell’ ultimo scalzacane!! Come si fa a farci lavorare gratis, ma chi siamo diventati? Non è concorrenza sleale? Ma quale dignità abbiamo? Dobbiamo ribellarci a queste angherie!!

  29. ALFONSO23T scrive:

    RAGAZZI SVEGLIAMOCI….!
    SI… CI DOBBIAMO SVEGLIARE DA QUESTO SONNO PROFONDO
    PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

  30. Ecco voglio partire proprio dall’ultimo contributo di Alfonso e ripetere a tutti SVEGLIAMOCI!!!!
    Non possiamo più continuare a convivere e quindi, nostro malgrado, a giustificare e subire, grazie anche al nostro immobilismo ed alla nostra assuefazione (bisogna pur ammetterlo), questo stato di degrado culturale, politico e soprattutto professionale in cui ci hanno costretto.
    Di fronte ad una classe politica cialtrona ed incolta, ad una schiera di amministratori pubblici che quando non sono corrotti, come ci dice in questi giorni la Corte dei Conti, sono collusi con la criminalità organizzata o nella migliore delle ipotesi con i grandi proprietari terrieri e con i grandi costruttori (che spesso sono le stesse persone), NON POSSIAMO PIU’ RESTARE A GUARDARE.
    Di fronte alla inedaguatezza oggi degli Ordini professionali che non sono capaci più di tutelarci sotto nessuno degli aspetti importanti che riguardano la nostra attività di architetti, NON POSSIAMO PIU’ RESTARE A GUARDARE.
    L’architetto oggi in Italia non conta più niente ed il suo ruolo viene continuamente mortificato all’interno di qualsiasi iter progettuale; se fa parte dell’Olimpo delle archi-star gli si dà il suo giocattolino da progettare, la sua scultura nella quale “scatenare” tutta la sua potenza progettuale e la sua creatività da “ARTISTA” ma non deve rompere più di tanto su tutto il resto.
    Se invece è un normale architetto come noi deve rispettare ed esaudire le richieste della committenza, pubblica o privata che sia, se vuole mantenere quello “straccio” di lavoro conquistato faticosamente. E questo perchè sulla nostra testa pesa un macigno che noi di “Amate l’Architettura” da circa due anni andiamo denunciando e che invece gli organi cosidetti istituzionali fanno finta di non sapere. Le cose molto brutalmente stanno così:
    1) Il Consiglio nazionale degli architetti dell’Europa a 32 paesi ci ha informato che gli architetti al 2009 sono circa in totale 483.000 di cui circa 136.000 in Italia (poco meno di un terzo), solo l’Ordine di Roma di cui faccio parte ne conta circa 17.000. In Francia sono poco più di 30.000, in Gran Bretagna sono circa 34.000 ed in Spagna circa 36.000. Senza contare che solo in Italia si permette ad alcune figure professionali che negli altri paesi non esistono (come geometri, periti edili, ingegneri vari) di andare oltre quelle che sono le loro specifiche competenze come recentemente sanzionato da una sentenza della Cassazione che si continua ad ignorare.
    2) Negli ultimi 10 anni in Italia è scomparso, perchè divorato da una urbanizzazione insensata, un territorio pari al Lazio ed all’Abruzzo messi insieme, nell’indifferenza generale. Così siamo arrivati dai 98 milioni di mc costruiti nel 2002, ai 111 milioni di mc del 2009. Un aumento del 50% rispetto agli anni ’80’ e dell’ 80% rispetto agli anni ’90’.
    3) In Italia ci sono circa 8.000.000 (Ottomilioni) di vani in più rispetto al reale fabbisogno nazionale. Ma come mai migliaia di famiglie non riescono a trovare un alloggio decente e adeguato alle loro possibilità economiche? Semplicemente perchè non si costruiscono più edifici di edilizia popolare o di social housing, ma solo di abitazioni destinate alla vendita nonostante le statistiche ci dicono che siamo l’unico paese al mondo dove l’80% delle famiglie è proprietaria di casa. Negli altri Paesi questa quota non supera il 50%.
    Che ne dite? Basta o vado avanti? Va bene per oggi mi fermo qui.
    Sopratutto per queste cose è nata “Amate l’Architettura” e speriamo di avere la forza di continuare, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che hanno voglia di cambiare qualcosa. SVEGLIAMOCI!!!!

  31. Claudio scrive:

    Non si capisce perchè gli operai o altre vategorie debbano avere i sindacati che li difendono…e noi…noi chi siamo…figli di nessuno…con tutte le cose che non vanno per la nostra professione…dobbiamo fare i salti mortali per sopravvivere o per dare lavoro a qualche dipendente che rischia anch’ esso di trovarsi in mezzo alla strada…non possiamo fare nemmeno uno sciopero…nessuno ci ascolta…siamo proprio delle…pezze da piedi…che schifo!!!

  32. […] i l   m a n i f e s t o aderisci chi siamo lo statuto contattaci […]

  33. […] i l   m a n i f e s t o aderisci chi siamo lo statuto contattaci […]

  34. […] i l   m a n i f e s t o aderisci chi siamo lo statuto contattaci […]

  35. zelus scrive:

    Perchè anche nei concorsi di idee che dovrebbero dare delle possibiltà ai giovani, si usa il criterio dei requisiti tecnico-economici per l’assegnazione effettiva dell’incarico? questo impedisce ai giovani, di fatto, di partecipare alle fasi progettuali, rendendo vano lo strumento del concorso di diee!

  36. cari amici,ho firmato l’appello e sostengo con molto piacere il manifesto,perchè non voglio finire nell’immensa palude del “precariato intellettuale”,verso cui si muove la nostra professione.

    maurizio de caro/
    Architetto,
    Consigliere Ordine Architetti Milano
    Maurizio de Caro Architects & Planners

  37. tommaso scrive:

    mi sono cancellato dall’ordine dopo 36 anni di professione con vero rammarico, ma non ce la facevo più ad esser vessato e additato come appartenete ad una non meglio precisata casta. Ci stanno annientando come categoria. Chi ha l’interesse distruggerci ?

  38. Poche considerazioni:l ordine non pensa al futuro dei giovani laureati, organizza solo corsi a pagamento:Che ci sta a fare?. La burocrazia sta uccidendo la ns professione!!!!!!!!!!!!!!!!! L universita da incarichi come lnarch con quale metodo? Sempre alle stesse persone che trall altro sono docenti o professionisti di scarsa esperienza. Ai professori non gli basta rovinare i studenti con la loro poca disponibilita e fare concorrenza a noi poveri liberi professionisti. BASTA

  39. mauro maria scrive:

    Dobbiamo fare qualcosa, per la nostra dignità.
    Le liberarizzazioni ? Va bene. OK !
    Il problema però sono coloro che pur di lavorare si offrono a quattro soldi con grave danno per tutta la categoria, per la collettvità e per l’Architettura.
    Elaboriamo un modo per migliorare tale incresciosa situazione.
    Diritti e doveri per tutti.

  40. Ilaria Liburdi scrive:

    Il problema dei giovani architetti è aggravato anche dai grandi studi di Architettura che sfuttano i neolaureati, che fanno lavorare per 400 euro al mese compresi sabato e domenica con PARTITA IVA FINTA. In questo modo non danneggiano solo i ragazzi che “schiavizzano” ma anche tutto il mercato edile inquinato dalla loro concorrenza sleale!
    Questa pratica deve terminare!

  41. Giulio Pascali scrive:

    invito a consultare il manifesto di Sardarch
    http://www.sardarch.it/index.php/about/

  42. Alfredo Carlomagno scrive:

    Quanto espresso dal Manifesto è in parte condivisibile, ma secondo me il nodo centrale da risolvere riguarda il numero eccessivo di architetti che esercitano la professione in Italia. Se si considera che solo nel nostro Paese è presente un terzo degli architetti della Comunità Europea allargata e che i nostri 150.000 architetti sono 5 volte di più rispetto alla media di Francia, Gran Bretagna e Spagna, appare chiaro come il rapporto tra domanda e offerta sia completamente sballato. Solo in Germania il numero di architetti (100.000) è paragonabile al nostro, ma circa il 50% svolge attività dipendente per lo più presso enti pubblici. Purtroppo per i giovani le possibilità di lavoro sono minime, nonostante le assurde statistiche diffuse dai media secondo cui oltre l’80 per cento degli architetti lavori entro tre anni dalla laurea: il guaio è che viene considerato impegnato nel lavoro anche chi è è semplicemente iscritto all’Ordine, a prescindere dal fatto che abbia meno incarichi. Sarò pessimista, ma sono convinto che la condizione professionale degli architetti in Italia sia irrimediabilmente compromessa e che proclami, decaloghi e manifesti ormai non servano più a nulla…

  43. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentile Alfredo Carlomagno, questo Manifesto traccia le linee di riferimento del nostro movimento, come tale non può essere considerato alla stregua di un’agenda.
    E’ stato scritto 4 anni fa e da allora la nostra azione si è spostata da azione di carattere culturale/divulgativo ad azione prevalentemente sociale.
    Infatti, come tu sottolinei, come si può parlare di architettura se non ci sono, nella nostra società, i presupposti minimi per lavorare decentemente?
    Sarebbe troppo lungo elencarti tutto quello che abbiamo fatto in questi anni. Credimi sulla parola, è stato veramente tanto.
    Ora abbiamo messo in campo uno strumento nuovo che sta partendo in questo periodo: la Rete 150K (dove 150K sta per il numero di architetti presenti in Italia). Questo è un aggregatore/amplificatore di carattere “orizzontale” e libero, concepito sul modello “open source”, che, nelle nostre intenzioni, deve favorire la sinergia tra gli architetti che vogliono unirsi per proporre e cambiare lo stato delle cose.
    E’ in sostanza un modo per ridare voce alla “base” sempre più scollata dalle istituzioni che la rappresentano.
    Se ti interessa partecipare scrivi a rete150k@gmail.com che ti metteremo sulla mailing list.

  44. Pietro Bausano scrive:

    Sono d’accordo con tutte le motivazioni da voi citate nel manifesto, ma a mio avviso aggiungerei un’altra motivazione molto importante tipo “noi combattiamo la corruzione che regna sovrana nell’assegnazione degli incarichi riguardanti l’architettura sia da parte di Enti Pubblici che di Enti Privati”.
    In Italia lavora esclusivamente chi intrallazza o corrompe, i tecnici onesti si debbono accontentare di fare solo piccoli lavori con privati dove la qualità architettonica è molto relativa, l’importante è guadagnare quel poco per arrivare alla fine del mese.

  45. L’URGENZA DI ARCHITETTURA
    La contaminazione con la complessità della vita contemporanea non può che essere positiva per l’Architettura.
    In pochi decenni il paesaggio é stato cosparso di edilizia vernacolare insignificante: forme ad immagine e somiglianza della società e che contrastano ed offendono un territorio complesso ed eterogeneo come quello italiano. Una moltitudine di edifici, solitari o ammassati e spesso gelosi, paradossalmente, del loro isolamento e delle loro finiture preziose che fanno cadere nell’oblio gli esempi felici.
    C’è Urgenza di Architettura che quasi nessuno avverte e che un Architetto deve sentire per primo. Rilanciare e creare condizioni per fare Architettura parlando di Architettura è un passaggio inevitabile.
    I mezzi di informazione si ricordano dell’Architettura Contemporanea soltanto quando c’è la possibilità di fare pettegolezzi.
    Le nuove leggi che regolano i lavori pubblici
    non hanno cambiato nulla e sembra che siano state scritte da persone che disprezzano l’Architettura infatti, come afferma Leonardo Benevolo, nessuno accetterebbe di scegliere, mediante una “gara burocratica e col massimo ribasso”, un chirurgo per essere operato o un avvocato per farsi assistere -gare fasulle. L’impostazione delle leggi inerenti la materia urbanistica è opposta alla visione del nostro lavoro che aveva Le Corbusier ovvero “la ricerca paziente”.
    La committenza pubblica e privata, spesso, oltre che pagare male ed essere distratta, comanda, sceglie e corregge -e comunque- non si fa buona Architettura senza un buon committente.
    L’Architetto è in primo luogo a servizio dell’opera.
    Le difficoltà che ha un ente pubblico a reperire i finanziamenti sono un danno per la qualità architettonica dell’opera realizzata.
    a l f r e d o g i a c o m i n i 2007

  46. FIRMIAMO: http://firmiamo.it/legge-per-la-qualita–architettonica-1
    LEGGE PER LA QUALITA’ ARCHITETTONICA
    Questa legge si fonda sul principio della specializzazione dei ruoli dei vari attori del mondo dell’edilizia (Architetti, Ingegneri, Geometri, Agronomi, Periti) in alcuni competenze specifiche ed esclusive, come avviene in qualsiasi grande opera di importanza internazionale; il raggiungimento dei massimi risultati è legato innegabilmente alla specializzazione, oggi praticamente “tutti fanno tutto” in base a leggi e sentenze della Cassazione con un conseguente calo della qualità del costruito che ormai da parecchi anni ha trasformato il “BEL PAESE” in tutt’altro. Al fine di rendere un l’Italia una nazione moderna dal punto di vista architettonico, al pari di altre, SI PROPONE DUNQUE CHE:
    a) il progetto di qualsiasi costruzione e la direzione dei lavori della parte architettonica debbano essere esclusiva competenza degli Architetti, in quanto i loro studi universitari sono fondati indubbiamente sul disegno;
    b) il progetto delle strutture, degli impianti, particolari industrie che per forza di cosa non potrebbero avere valenza architettonica, le verifiche statiche di beni architettonici vincolati e le relative direzione dei lavori debbano essere esclusiva competenza degli Ingegneri, in quanto i loro studi universitari sono fondati indubbiamente sul calcolo;
    c) le pratiche catastali e il coordinamento della sicurezza in cantiere debbano essere esclusiva competenza dei Geometri e dei Periti;
    d) le relazioni agronomiche e gli studi di valutazione di impatto ambientale debbano essere esclusiva competenza degli Agronomi.
    Per il numero di firme atteso si richiede l’abrogazione e il rifacimento di tutte le leggi sulle competenze dei suddetti ordini professionali.

  47. carlo salucci scrive:

    In una società in cui la mancanza di risorse economiche costringe a segnare il passo con drastico crollo del lavoro, giovani che sono costretti ad espatriare per cercare di costruirsi un futuro, burocrazia arrogante che rende difficile qualsiasi approccio alla realtà, qualità in generale molto scadente su tutti i fronti ed in particolare in architettura, necessità di riqualificare e ridefinire la figura dell\’architetto come protagonista della società, sono tutti argomenti che non possono che favorire la sottoscrizione di qualsiasi manifesto che vada in quella direzione.

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