Nel tempo il valore culturale dell’Architettura si è definitivamente dissolto nell’immaginario collettivo con la conseguente, inconsapevole, distruzione delle nostre città, dovuta alla scomparsa dell’Architettura dagli spazi in cui viviamo. Il ruolo dell’architetto nella società è divenuto marginale e il suo contributo non è più ritenuto fondamentale.
Parte della responsabilità è proprio di noi architetti che abbiamo una forte individualità e una difficoltà nel condividere le identità in un percorso comune.
Ne consegue una maggiore vulnerabilità a vantaggio delle altre categorie ed una minore competività sul mercato del lavoro.
Per ribaltare questa realtà, crediamo che sia necessario unire le forze. E’ con questo spirito che abbiamo deciso di fondare un Movimento per la difesa dell’Architettura contemporanea.
Ci proponiamo:
- la divulgazione del valore dell’Architettura contemporanea nella società;
- la promozione di una legge per l’Architettura;
- la sensibilizzazione della politica, dei mass-media e dei costruttori al valore dell’Architettura e al rispetto del progetto;
- la valorizzazione del ruolo dell’Architetto nella società e la tutela del progetto come opera dell’ingegno;
- la ridefinizione delle competenze tra Architetti, Ingegneri, Geometri e periti tecnici;
- il ripensamento della formazione Universitaria dell’Architetto;
Il Movimento non vuole essere un’ennesima Associazione di architetti che si perde nei dibattiti, nelle conferenze, nelle mostre, frequentate sempre e soltanto da noi architetti, ma vuole compiere azioni concrete che possano modificare l’attuale situazione in cui versa l’Architettura in Italia.
Abbiamo svolto, fino ad oggi, numerose azioni, rivolgendoci agli Ordini professionali, alle Università, ai Costruttori, ai Giornali, alle Amministrazioni, ai Politici e alle Istituzioni, riteniamo inoltre fondamentale coinvolgere la popolazione per far tornare la gente ad “amare l’architettura”.
E’ attivo un gruppo su facebook, amate l’architettura, se vuoi collaborare al movimento scrivendo articoli sul blog, partecipando, inviando proposte, suggerimenti, contattataci: info@amatelarchitettura.com.
Abbiamo redatto un manifesto, sottoscritto da centinaia di persone, se condividi il nostro spirito e le nostre idee sottoscrivi il manifesto

condividi su Facebook
aggiungi su Delicious




Gli architetti devono superare il forte individualismo che li contraddistingue, bisognerebbe creare dei grandi atelier che siano luoghi contemporaneamente di formazione e di attività professionale, all’interno dei quali giovani leve e architetti più o meno affermati lavorino realmente insieme con un rapporto paritario.
Inoltre la sfida dell’architettura ecosostenibile è la reinterpretazione del progetto d’architettura in chiave ecologica, in cui è necessario operare un approfondimento stilistico e tecnico, affinchè l’innovazione tecnologica sia integrabile con l’architettura e non una giustapposizione ad essa.
Si dovrebbe collegarsi in RETE come “grandi atelier”. Per continuare quello che scrive la Loredana Mozzilli.
direi che sarebbe buona e consolidata abitudine, per chiunque lanci un “manifesto”, firmarlo e rendersi riconoscibile. scusate la pedanteria, ma l’italia è piena di associazioni e istituzioni che conclamano la missione di sostenere l’architettura e gli architetti mentre architettura e architetti non se la sono mai passata così male, almeno da noi, quindi please….
grazie
pc
dipende da ciò che si intende per “architettura contemporanea”. Finché l’Architettura si è accompagnata alle arti sorelle e all’artigianato edilizio le nostre città si sono arricchite di un immane patrimonio unanimamente riconosciuto, da quando gli architetti hanno avuto la presunzione di fare a meno di tutto ciò, senza rendersi conto che chi li ha portati sulla strada sbagliata era spinto da fini speculativi (vedasi chi era dietro le riviste specializzate degli anni ‘30, Quarante, Casabella, Moderne Bauformen, ecc.), la nostra professione è vista come una minaccia per l’umanità, non è un caso se la traduzione del libro di Tom Wolfe (From Bauhaus to our house) sia stata Maledetti Architetti. Viviamo nel Paese più esterofilo del mondo, così siamo stati educati nel mito che l’erba del vicino sia sempre la più verde. Nel resto del mondo da un venticinquennio si registra un “ritorno alla tradizione”, tra l’altro una serie di modernisti sfegatati nel resto del mondo, Koolhaas in primis, stanno iniziando a rinnegare le loro teorie … alla faccia di chi si è visto spiaccicare le loro torte in faccia. Sarebbe il caso che gli architetti in Italia inizino a rendersi conto di questo, e che conseguentemente inizino anche loro a studiare ed apprezzare il patrimonio che hanno sotto gli occhi, magari riflettendo sul fatto che, solo a Roma, ci sono non meno di 50 università americane che portano i loro studenti a studiare le città storiche per capire come si possa migliorare le condizioni delle “città contemporanee
x pc
vorresti spiegarti meglio perche’ non capisco cosa vuoi dire?
Sostenere l’architettura e gli architetti significa per te finanziare entrambe?
Sai cosa significa esercitare la professione di architetto?
Non ti accorgi come la società abbia una visione completamente fuorviata di architetti ed architettura?
A noi architetti ci piace parlare molto e molte volte parliamo perche’ abbiamo tanto tempo libero. Dovremmo far parlare chi, esercitando la professione, sa quale siano le problematiche serie che si dovrebbero risolvere.
Gli altri, che fanno dell’architettura un diletto, generano solo confusione.
ch
Ho pensato di trascrivere un indirizzo di un blog, se dovesse interessare:
http://firmiamolalettera.blogspot.com/
Auguro buona fortuna, e invio saluti